Brandon Ingram is a Laker!

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E finalmente arrivò il giorno di Brandon Ingram in maglia purple & gold.

Brandon Ingram
Brandon Ingram (J Alexander Diaz/Lakers.com)

Nonostante le indicazioni degli ultimi giorni facessero intendere chiaramente che i Sixers si sarebbero orientati su Ben Simmons, il timore di una mossa del Front Office che avrebbe potuto sovvertire le carte all’ultimo istante (tipo la scelta – al momento redditizia – di Russell in loco di Okafor nel Draft scorso) non era scomparso del tutto, sebbene quest’anno il distacco fra le prime – pluripubblicizzate – due scelte del Draft e il resto del gruppo apparisse davvero incolmabile.

Chi scrive ha avuto da subito una particolare predilezione per Ingram, per quanto nei primi Mock Draft della stagione il nostro non venisse considerato certo come presa altissima (anche per via delle partenze dalla panca), sopravanzato nelle preferenze da Skal Labissiere e altri . La small forward proveniente da Duke è atleta rapido (pur non velocissimo), elegante e tecnicamente molto pulito:  trattasi di giocatore in grado di garantire ottima difesa sull’esterno, buon aiuto e protezione al compagno sul lato debole, grande capacità di condurre il gioco in transizione, abilità nel rubare palla. Possiede una rimarchevole facilità nell’anticipare i movimenti dell’attaccante, ma a volte per eccesso di confidenza nei suoi mezzi, tenta la stoppata e perde l’uomo. Deve ancora lavorare sul contenimento dell’avversario in situazioni di post basso difensivo.

Sul fronte offensivo, parliamo di un tiratore dal range piuttosto elevato (a differenza di Simmons, il #14 dei Blue Devils ha infatti una buona predisposizione al tiro da fuori, anche da distanza NBA, con una percentuale di realizzazione complessiva del 41%), che risulta  molto efficace nel catch-n-shoot (42%); è inoltre abilissimo nel giocare il pick’n’roll (già pregusto le future azioni offensive con D’Angelo Russell n.d.A.) e non ha problemi a costruirsi un tiro dal palleggio con costanza, sia per sé che per i compagni.
 In 130 situazioni in ISO (calcolate su giocatori che hanno almeno il 10% dei loro possessi offensivi in isolamento) ha realizzato una media punti di 0,938/ISO, più alta persino di quella di Durant a Texas, relativamente a questa statistica specifica.

Elegante e veloce footwork, eccelle in crossover e pump-fakes.  Il suo rilascio della palla è molto veloce, alto e morbido, viste anche le sue lunghe leve (wingspan 7″3, sui 220 cm).

Brando Ingram ai tempi di Duke
Brando Ingram ai tempi di Duke (Photo: Mark Dolejs, USA TODAY Sports)

A livello collegiale in diverse situazioni ha sofferto  difensori molto fisici (vedi partite contro Kentucky, ‘Canes, VCU, Hoyas) e talvolta ha incontrato difficoltà nell’andare al ferro con decisione, anche a causa del suo fisico longilineo. Predilige attaccare frequentemente dal lato sinistro del campo, dove tira da 3 con percentuale del 49% (sempre da tre tocca il 47 % nella zona dell’angolo sinistro e il 43% dalla zona fronte a canestro) . Dall’arco, sul lato destro del campo, le cifre scendono al 28% e al 31% (angolo) . In pitturato la percentuale realizzativa è del 60%, ma prende pochi tiri sotto il ferro. Il suo trattamento di palla è ottimo e a livello collegiale si è distinto per il suo elevato IQ cestistico. Accostato in diverse comparison a KD per fisicità e movenze “feline” (prima di firmare pochi giorni fa un ricco contratto con Adidas ha indossato, nella scorsa stagione, le signature shoes di KD ), ma anche in misura minoritaria a PG13,  dovrà affrontare a livello NBA diverse sfide, una delle quali sarà quella di lavorare sul fisico per irrobustirsi il giusto (attualmente pesa 88 kg) senza perdere in agilità, una delle sue caratteristiche principali.

Originario di Kinston, città che ha dato i natali, fra gli altri, a Cedric Maxwell e Jerry Stackhouse (che lo ha “allenato” insegnandogli qualcosa sulla durezza delle difese NBA), è cresciuto giocando spesso nei playground contro ragazzi più grandi, vere e proprie stelle locali che, nonostante le notevoli doti, non hanno mai sfondato a livello pro. Ingram ha dovuto quindi adattarsi ad un basket “sporco” e  duro, sia dal punto di vista fisico che da quello dell’ atteggiamento verbale: una sfida vitale per uno come lui che è sempre stato visto “skinny” o “quiet kid”.

Adam Silver, Brandon Ingram
Adam Silver, Brandon Ingram (NBAE via Getty Images)

Durante i quattro anni di High School il giocatore ha vinto altrettanti titoli statali del North Carolina.  Nonostante sia nativo di un territorio chiaramente marcato dalla smodata passione per UNC, Duke (di cui è sempre stato tifoso) era nel suo destino da quando uno dei fratelli più grandi regalò al ragazzo ossuto in età scolare -ai tempi della seconda media nostrana – una maglia authentic di Nolan Smith decisamente oversize. Nelle fasi di recruiting  coach K gli disse chiaramente che avrebbe avuto possibilità ma “no guarantees” su un posto da starter, a differenza di diversi altri college che se lo contendevano. Questa cosa ha inciso molto nella sua decisione finale, dandogli ulteriore carica e motivazione nell’accettare l’offerta di Duke.

Le sue statistiche dell’anno scorso parlano di un giocatore capace di mettere a referto 17,3 punti, 6,8 rimbalzi, 2 assist, 1,1 palle rubate e 1,4 stoppate a partita. Ingram è andato in doppia cifra per marcature in ben 31 gare (14 con almeno 20 punti), su 36 complessive disputate e con 8 doppie doppie. Poco brillante ai liberi, dove non va oltre ad una percentuale realizzativa del 68%.

Ottenuto l’ambito riconoscimento di ACC Freshman of  the Year, da questo giocatore ci si aspetta moltissimo, viste le grandi doti mostrate in campo. Bisognerà avere pazienza e dargli il giusto tempo per maturare sotto tutti i punti di vista, in un ambiente in piena ricostruzione.

Brandon Ingram
Brandon Ingram (USA Today Sports)

Welcome to LA, Brandon.

Alessio Mannarelli
AlessioLaker

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12 thoughts on “Brandon Ingram is a Laker!

  1. Se volete vedere qualche filmato… http://www.nba.com/lakers/news/160628_ingram-zubac-best-games?cid=tw

    Honorable Mentions
    Dec. 2, 2015 vs. Indiana (W 94-74) 24 pts (10/15; 4/6 3P), 6 reb (4 orb)
    Dec. 28, 2015 vs. Elon (W 105-66) 26 pts (11/16), 11 reb, 3 stl
    Jan. 9, 2016 vs. Virginia Tech (W 82-58): 16 pts (4/7), 9 reb, 6 blk
    March 9, 2016 vs. North Carolina State (W 92-89): 22 pts (7/14; 5/7 3P), 7 reb, 4 ast (ACC Tournament)
    March 24, 2016 vs. Oregon (L 82-68): 24 pts (9/20), 5 reb (NCAA Tournament)

    1. Sarebbe un bell’accontentarsi eh… per lui si parla di Kd, di George o di T-Mac….insomma, non ha tantissima pressione sulle spalle, si parla solamente di 3 delle migliori 10 small forward degli ultimi 30 anni, cosa vuoi che sia..:D

  2. Ale perfetto questo è un pezzo da espn e ce l’abbiamo noi…
    Detto questo anche io ho analizzato Brandon nei dettagli e ti pongo una domanda come mai le percentuali dalla parte sinistra sono così maggiori rispetto la parte di destra? Per il tiro non capisco sinceramente, mentre per il tiro da 2 ci sta visto che andando a destra usa la mano debole.
    Grazie della eventuale risposta

    1. @Roby: una spiegazione precisa non saprei dartela. Di certo ho visto che ha un ottimo primo passo a sinistra e una tendenza naturale a cercare spesso quel lato del campo. Da un punto di vista tattico diversi set offensivi di Duke eseguiti molto spesso in partita(Ingram Corner Pin e non solo) prevedevano il suo “isolamento” a sx o il liberarlo da 3 su quel lato.

  3. Grandioso ritratto sul nostro Golden boy from Duke. Grazie Alessio, pur avendolo visto giocare un mare di volte quest’anno, ho appreso dati che onestamente non conoscevo di Brandone.
    Sky’s the limit..

  4. Alessio fantastico articolo ci fai conoscere nei dettagli il nostro nuovo golden boy. Come hai scritto la sua vera sfida sarà mettere su massa muscolare per non pagare troppo la fisicità dei giocatori con cui dovrà confrontarsi. Ma penso che nel giro di 2 anni avremo il nostro giocatore franchigia. Insieme Russell il futuro è nostro

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