NBA Draft 2016: The Day After

Posted on

Quante volte avete sentito teorizzare gli addetti ai lavori che il Draft NBA non è una scienza esatta?

Jun 23, 2016; New York, NY, USA; NBA commissioner Adam Silver poses for a group photo on stage with draft prospects before the 2016 NBA Draft at Barclays Center. Mandatory Credit: Brad Penner-USA TODAY Sports ORG XMIT: USATSI-269318 ORIG FILE ID: 20160623_jel_ae5_005.jpg

La kermesse 2016 si è conclusa da meno di 48 ore e possiamo già affermare con certezza che anche questa edizione non è sfuggita alla regola non scritta di cui sopra.

Se dovessi proclamare il vincitore di questa tornata, lasciando perdere Simmons e Ingram – la cui scelta nelle prime due posizioni era assodata da qualcosa come 6 mesi – andrei controcorrente e citerei il nome di Nigel Hayes.

nigel hayes 1
No, non sforzatevi troppo con la memoria o cercando nelle liste dei prospetti dichiaratisi al Draft 2016, perché non lo troverete. Il terzo anno da Wisconsin, che i cultori di college basket naturalmente conoscono bene – i più raffinati, lo apprezzeranno certamente, e non soltanto per il divertente episodio…

nigel hayes

…che lo ha visto protagonista durante le conferenze stampa di presentazione delle Final Four 2015 – ha scelto di tornare a Madison per la sua stagione da Senior, nonostante potesse legittimamente aspirare ad essere scelto, quantomeno al secondo giro.

E invece no, Nigel ha valutato che un’ultima stagione al college sarebbe stata la soluzione ideale per tutti: i Badgers non avrebbero perso quello che ormai è divenuto il Leader del team che ha sorpreso tutti sotto la guida dell’ex coach Bo Ryan, ed il ragazzo avrebbe potuto affinare il suo gioco e limare i piccoli difetti che ancora lo contraddistinguono, per tornare sul luogo del delitto tra un anno, con maggiori certezze.

Un torneo NCAA 2017 più brillante, abbinato ad una maggiore esperienza, sicurezza e maturità, potrebbero valere un contratto garantito – ovvero, poter essere scelto entro le prime 30 chiamate del 1° giro del draft, quindi dal commissioner Silver e non dal suo vice – all’Ala from Toledo.

E a conti fatti, a bocce ferme, alla luce di quanto accaduto la notte del 23 Giugno, Nigel ha già vinto, comunque vada l’anno prossimo. Impressionante infatti l’elenco di giocatori di college importanti finiti undrafted o vittime di una “late call”, con tutto quello che ne consegue: il rischio di non ricevere un contratto garantito, appunto, e di conseguenza la certezza che non si tratterà di un pluriennale, a cifre inevitabilmente più “modeste”.

Dal terzo fratello della dinastia dei Plumlee, Marshall, ai campioni NCAA Arcidiacono e Ochefu, all’eterna promessa Poythress – poteva essere scelto in alto già nell’anno da freshman, forse avrebbe fatto meglio ad uscire prima – from Uk, ai protagonisti della stagione Jayhawks, Ellis e Selden, al piccolo grande uomo Yogi Ferrell, al figlio di Gary Payton, alla vittima del Louisville gate Damion Lee, per finire col “centro” di Notre Dame Zack Auguste, grandissimo protagonista degli ultimi tornei NCAA degli Irish.

La lista sarebbe ancora lunga, ma mi fermo qui. Ciò che emerge è che la NBA guarda sempre meno al reale valore del giocatore da scegliere, al suo palmares o curriculum, e molto di più al cosiddetto upside, ai parametri fisico-atletici e al potenziale inespresso che i GM riescono ad intravedere, a volte e non cosi raramente, come fossero sotto l’effetto di sostanze allucinogene.

Solo cosi si spiega la selva di europei ed extra-americani semi o totalmente sconosciuti che il loro nome l’hanno sentito nominare, la notte del Draft. E’ tutto da vedere che poi trovino un posto effettivo in questa Lega – le statistiche a riguardo sarebbero agghiaccianti, me e ve le risparmio – ma è la conferma di una tendenza che non accenna ad arrestarsi.

E alla stella dei Wildcats campioni NCAA, Ryan Arcidiacono, non è rimasto che accordarsi post-draft con gli Spurs, in attesa di dimostrare il suo indiscutibile valore a San Antonio, dove di eccellenti prese se ne intendono, e chissà, magari pure vestendo la maglia della nazionale azzurra, negli anni a venire.

ryan-arcidiacono-
La stessa scalata che tenterà il fratello minore di Mason e Myles Plumlee, apprezzato centro dei Duke Blue Devils e fresco di firma coi Knicks, nonostante le 30 franchigie NBA lo avessero snobbato in sede di scelte. Staremo a vedere.

Altri delusi del draft parteciperanno alla Summer League nella speranza di strappare un contratto Pro – Poythress invitato dai Magic, Payton II da Houston, ecc… – e siamo certi che un giorno, analizzando l’NBA Draft 2016, faremo la conta dei tanti “bust” e delle diverse steals, tra le quali potremmo trovare il sottovalutatissimo Brice Johnson (solo una 25 per un mini Tristan Thompson, dotato di una mano più dolce?), Skal Labissiere – scelto alla 28, ancora garantito, ma in predicato di entrare nelle top3 a Novembre -, o chissà, gli idoli di AlessioLaker, Brogdon o Demetrius Jackson, scelti solo al secondo giro, o ancora i salvi per il rotto della cuffia Gbinije e Paige, stelle dell’ultimo torneo NCAA finite tristemente e precocemente nel dimenticatoio, chiamati solo dalla 50° posizione in avanti.

E’ veramente cosi lontano il ricordo del pareggio in controtempo del pennello mancino Marcus Paige, a 5 secondi dal termine della Finale NCAA?

Generated by IJG JPEG Library

Oppure è a causa del successivo buzzer beater di Kris Jenkins, che negli addetti ai lavori sono tornati a prevalere i dubbi sulla stazza di Paige o su chissà cos’altro, dimenticando tutto quello che l’ex Tar Heel ha dimostrato, in termini di classe, personalità ed attributi? Rinuncio a capire.

Tutto questo e molto altro, a conferma che no, il Draft NBA non è una scienza esatta, e che qualcuno può trionfare senza nemmeno presentarsi. Buona fortuna per l’anno prossimo, caro Nigel, temo ne avrai bisogno.

Marco Brignoli
Jaywill_22

Rispondi

8 thoughts on “NBA Draft 2016: The Day After

  1. Draft Grades
    A ai Lakers: hanno preso i BPA che coincidono pure con i fit… difficile fare meglio
    A sorpresa A anche ai Bulls che portano a casa Valentine e Zipser eccellenti prese alle rispettive picks.
    Tra i promossi a pieni voti anche Pelicans (con Hield e Diallo), Grizzlies (Baldwin IV, Deyonta Davis e Zagorac sono prospetti interessanti; difficilmente potevi pescare meglio a quelle posizioni) e Suns (Bender, Chriss e Ulis)
    Appena un gradino sotto Denver (con Murray, Hernangomez, Beasley e Cornelie) e Philadelphia (OK la #1 era scontata ma le scelte di fine primo giro, Luwawu e Korkmaz, sono assai rischiose ma intriganti).
    Mi è piaciuto il draft di OKC che porta a casa uno dei lunghi più interessanti del CB (Sabonis) ed un buon complemento come Hamilton.
    Tra le prese singole citerei Dunn (T’wolves) e Murray (Spurs).

  2. Paige in realtà è stato scelto alla 55, che imho rimane comunque un pesante svilimento per una guardia sottodimensionata, d’accordo, ma dotata di attributi, cuore, tecnica e una mancina degna di grandissimo rispetto. Ecco, ad una 32 l’avrei preso tutta la vita, poteva essere un crack per una second unit, piuttosto che un Huertas , per dire…

  3. Jay,complimenti per il grande pezzo. Veramente inspiegabile l’esclusione di Paige (clamorosa) o di altri da te elencati. Spero in SL ci possa essere qualche sorpresa per alcuni di questi ragazzi.

Top