Discovering Zach Eli Auguste

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Ho decisamente apprezzato la mossa dei Los Angeles Lakers di firmare Zach Eli Auguste per la Las Vegas Summer League. L’ala grande – che ha ben impressionato negli ultimi due NCAA Tournament con la maglia dei Fighting Irish di Notre-Dame – ha una grandissima opportunità per mettersi in luce e spero possa fare bene.

Zach Auguste
Zach Auguste (Bob Leverone/AP)

L’anno scorso contro Kentucky si distinse infilando con regolarità la difesa di Coach Calipari (nonostante problemi di falli mise a referto 20 punti e 9 rimbalzi, nella sconfitta di ND alle Elite Eight), mentre quest’anno ha sfoderato una grandissima prestazione contro Duke (19 punti e 22 rimbalzi), nei quarti di finale della ACC.

Nella stagione appena trascorsa Auguste per ben 22 volte è andato in doppia doppia, terzo in questa speciale classifica dietro solo a Bryce Johnson e Ben Simmons. Ha concluso con una media a partita di 14 punti, 10,7 rimbalzi, 1,1 assist, 0,6 rubate e 1,1 stoppate. E’ risultato il 5° scorer più efficiente della ACC con il 56% reale di realizzazione dal campo, mentre dalla linea della carità mette a referto un non esaltante 62,8%.

Da un punto di vista offensivo parliamo di un efficace attaccante interno – da tre è praticamente impossibile vederlo tirare; un solo tentativo in 4 anni di college per lui – poiché è capace di attaccare spalle e fronte a canestro, schiacciare, colpire indifferentemente con piazzato, jumper o fadeaway, guadagnarsi comodi putbacks e infilare facili alley-oops.

Ottimo rimbalzista a livello collegiale, abile nel pick’n’roll, ha la mano decisamente morbida e favorisce spesso l’inserimento degli esterni con buoni blocchi e/o assistenze (due anni fa Connaughton e Grant hanno beneficiato molto degli spazi aperti da lui, così come hanno fatto quest’anno Demetrius Jackson e Vasturia).

Auguste cerca spesso il compagno meglio piazzato, più di quanto non dicano le mere statistiche. Alto 208 cm, per 110 kg e con una wingspan di 220 cm è atleta esplosivo e veloce. Difensivamente è giocatore che, anche se piuttosto “duro”, soffre contro avversari più grandi, incappa spesso in problemi di falli – più che altro a volte ha la sinistra tendenza ad accumularne nei primi minuti del match… – e non segue l’uomo sul perimetro; molto probabilmente è finito fra gli undrafted proprio per questa sua mancanza nella propria metà campo.

Zach Auguste
Zach Auguste vs Florida State (Matt Cashore/copyright Notre Dame Photography)

Altro problema su cui deve lavorare, le palle perse (2,4 a partita): non è solo l’ottimo lavoro dei difensori a generare il numero, ma anche la troppa confidenza nei suoi mezzi.

Dopo un Novembre ed un Dicembre non esaltanti – i Fighting Irish erano considerati più la squadra di Jackson che la sua – spronato da Coach Brey anche a mezzo stampa ha alzato il volume delle prestazioni, risultando spesso decisivo per le sorti della stagione di Notre-Dame. Determinato in campo, guascone fuori – da capitano è diventato anche il barbiere ufficiale della squadra, famoso anche per l’esultanza con finto svenimento in panca dopo una schiacciata di Beachem contro UNC – sempre però senza eccedere, ha una grande chance in Summer League.

Deve trovare però un coaching staff che ne limiti i problemi difensivi e che – affiancandolo ad un rim protector – lo porti a muoversi anche sul perimetro, quantomeno in fase di non possesso palla, per contenere penetrazioni, sporcare palloni e chiudere efficacemente le linee di passaggio avversarie.

Ultima annotazione personale: mi è facile simpatizzare per questo ragazzone, avendolo conosciuto due anni fa durante il College Basket Tour svolto da Notre Dame in Italia. Ricordo il suo sincero stupore (e quello di Connaughton) quando gli spiegai che in Italia ci svegliavamo di notte per seguire NBA e NCAA e che li conoscevamo, almeno in parte. Ho avuto l’impressione di trovarmi di fronte ad un ragazzo umile ed educato, quanto deciso.

Spero vivamente possa ritagliarsi un suo spazio in NBA (role player) o in Europa (magari con un ruolo di maggior rilievo). Welcome to LA, Zach!

Alessio Mannarelli
AlessioLaker
https://twitter.com/AlessioLaker

 

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6 thoughts on “Discovering Zach Eli Auguste

  1. Se nei 15 ci sta Black, a maggior ragione Auguste. Può giocare da “4” o “5”, non è grosso ma è discretamente alto ed atletico, è un combattente.
    A me non era dispiaciuto nella prima uscita, ma c’era poco agonismo in campo, sembrava un allenamento. Con Phila benissimo, chiave della rimonta al posto di Zubac.
    Sarebbe strano che lo tenessimo, troppo intelligente per Mitch.

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