Summertime, ovvero Summer League.

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Si è da poco conclusa per i colori lacustri la Summer League in Las Vegas ed è già tempo di giudizi: con più o meno sfumature abbiamo – secondo alcuni – già un elenco di pippe future o immediate con un contorno di Hall of Famer o, quantomeno, All Star.

Per me la Summer League è, con le dovute cautele, un torneo UISP amatoriale in cui i giocatori nuovi per la NBA fanno conoscenza con una serie di cose, prime fra tutte le dimensioni del campo, i metodi di allenamento e l’ambiente.

E le cose nuove, in casa Lakers, si sono viste soprattutto dal punto di vista tattico, con una serie di imprinting che molto probabilmente saranno alla base del futuro assetto anche al piano di sopra, cercherò quindi di riassumerli, anche con l’aiuto di qualche fermo immagine, fermo restando che ovviamente giocatori diversi interpreteranno i movimenti in maniera diversa.

Ah, per pura pietà cestistica eviterò paragoni con l’anno scorso, non ritengo Madsen (visto a Las Vegas asciugare il parquet) o Byron Scott allenatori di basket, almeno nel senso che nel 2016 si dà al termine “allenatore”.

Cominciamo da prima gara – contro i Pelicans, probabilmente la migliore disputata – ed alla prima azione di Brandon Ingram vediamo le nuove spaziature:

Brandon Ingram
Brandon Ingram – Lakers vs Pelicans at NBA 2016 Las Vegas Summer League (NBA/nba.com)

Abbiamo due giocatori sull’arco, opposti alla palla, ed un giocatore -Nance Jr. – pronto per una eventuale ricezione, il centro – Zubac – è già pronto per un eventuale rimbalzo d’attacco; fra i giocatori c’è tanto spazio, abbiamo quindi un ricettore pronto – che può chiudere un eventuale contropiede – insieme alla guardia alta, non offriamo punti di riferimento alla difesa, che sceglie di stare chiusa – scelta che New Orleans ripeterà per tutta la partita – perdendo.

Perché è importante questa azione? Perché è la prima, quella che provi in allenamento – pochissimi per la Summer League – quindi è la scelta tattica per eccellenza.

Seconda azione:

Brandon Ingram - Lakers vs Pelicans at Summer League (NBA/nba.com)
D’Angelo Russell – Lakers vs Pelicans at NBA 2016 Las Vegas Summer League (NBA/nba.com)

Questa azione è ancor più importante della precedente: vediamo gli spazi, perfetti ancora una volta.

Qui si vede una cosa bellissima, frutto di intelligenza cestistica e nuova preparazione: D’Angelo Russell con una finta prende vantaggio sul suo avversario, mentre Nance Jr. si preparava a portargli un blocco, forse l’anno scorso DLo seguendo l’istinto – e la mano, visto che è mancino – avrebbe virato verso il blocco ed anche Nance Jr. sarebbe rimasto lì, invece avremo quella che io definisco la T-Bone steak del basket: Nance Jr. capisce – o ricorda? Ah… Saperlo! – e si allarga, un secondo dopo (letteralmente) avremo questa situazione:

Brandon Ingram - Lakers vs Pelicans at Summer League (NBA/nba.com)
Larry Nance Jr – NBA 2016 Las Vegas Lakers vs Pelicans at Summer League (NBA/nba.com)

La T non è perfetta perché manca l’allineamento fra Ivica Zubac ed Anthony Brown, con il secondo che sale per essere anche di copertura e di appoggio, ma è impressionante il perfetto allineamento Nance Jr – DLo – Ingram. Anche qui siamo nelle battute iniziali della prima gara, esecuzione perfetta, segnerà Nance Jr. da 3.

Veniamo alle dolenti note, che riguardano la difesa, con DLo indiziato numero uno:

Brandon Ingram - Lakers vs Pelicans at Summer League (NBA/nba.com)
Brandon Ingram – Lakers vs Pelicans at Summer League (NBA/nba.com)

Dopo un pick and roll alto fra Ryan Boatright – #5, uomo di D’Angelo – e Jameel McKay – #45, uomo di Auguste – abbiamo un casino: Zach Auguste correttamente cambia mentre DLo non cambia e rimane fuori da tutto, se ne accorge Ingram che corre in aiuto dal lato debole poi i Pelicans faranno tutt’altro – una tripla di Buddy Hield a segno – ma questi errori di Russell sono una costante ed in NBA li pagheremmo cari, perché andranno di p’n’r con l’uomo di DLo.

Notevole tatticamente (senza immagini) anche la decisione di far correre il nostro quattro che prende il rimbalzo nella transizione offensiva – mossa copiata dai Golden State Warriors che sfruttano il ball handling di Green per correre in campo aperto, senza il classicissimo “apertura e contropiede” – Larry Nance Jr. lo ha fatto benissimo.

Aspettando Julius Randle, dotato di un ball handling superiore, ma di una intelligenza cestistica inferiore a Nance Jr., secondo me.

Saltiamo le successive due partite di Summer League che poco hanno detto, se non la stanchezza sempre più evidente nei giovani lacustri.

Stanchezza che diventerà evidentissima proprio nella gara contro i Cleveland Cavs, è probabile che lo staff tecnico abbia deciso di fregarsene del torneo UISP e si sia concentrato sui carichi tattici e di lavoro, con il risultato di avere dei giocatori fiacchi nella partita clou (o avranno giocato fino a tardi al Casinò, boh…).

Siamo nel 3° quarto sul +16, eppure questo:

Brandon Ingram - Lakers vs Pelicans at Summer League (NBA/nba.com)
Lakers vs Cavs at NBA 2016 Las Vegas Summer League (NBA/nba.com)

…è il rientro da un’azione d’attacco, con una transizione di Cleveland nemmeno molto veloce: non solo abbiamo quattro difensori su di un lato, ma Nance Jr. sembra la bella statuina.

Subiremo canestro sul rimbalzo, peraltro, ma già si vedono dei giocatori nettamente sulle gambe.

Infine per me l’azione simbolo:

Brandon Ingram - Lakers vs Pelicans at Summer League (NBA/nba.com)
Lakers vs Cavs at NBA 2016 Las Vegas Summer League (NBA/nba.com)

Quello che vedete nel rettangolo nero è il pallone lanciato da D’Angelo Russell: arriverà corto di 1 metro, non toccherà nemmeno l’anello. Siamo ad 1 minuto dalla fine, sotto di 6 dopo essere stati in vantaggio di 16.

Notare però, ancora una volta le spaziature: giocatori stanchi, ma abbiamo comunque due giocatori nell’angolo, un centro posizionato a rimbalzo – small ball: il nostro C è Nance Jr. – e una copertura.

Allora proviamo a tirare le somme.

Brandon Ingram è quello della prima e dell’ultima gara, o quello delle altre tre? Nessuna delle due: è un giocatore di gran talento e intelligenza cestistica, con due braccia infinite, ma molto leggero per le botte della NBA, che ha svolto il compitino affidatogli in maniera egregia (quasi al top direi), ma che ha fisicamente sofferto, inevitabilmente, il cambio di ritmo e la larghezza del campo di gioco, ma lo ha fatto senza scomporsi, con una durezza mentale inusitata per un ragazzino di 18 anni.

Le mie perplessità permangono su D’Angelo Russell, giocatore stellare in attacco, quanto distratto in difesa. Rispetto all’anno scorso si nota una maggior voglia di difendere, di rimanere con il suo uomo, ma ha pause mentali non indifferenti.

Lo step decisivo si è visto tatticamente: un basket aperto, spaziature decise, ancora poco ball movement rispetto ai top team – San Antonio Spurs e Golden State Warriors – ma rispetto all’anno scorso siamo su un altro pianeta. In difesa dipenderemo sempre da un anchor man, evidenti i problemi durante le pause di Ivica Zubac, fossero mentali o in panchina, evidentissima la mancanza di un difensore credibile sugli esterni, nonostante l’esperimento di Anthony Brown come due difensivo abbia fornito risultati accettabili, in estate.

Per il resto è Summertime (purtroppo non quella di Janis Japlin), il vero lavoro comincia a Settembre, anche se chi ben comincia…

Marco Esposito
Il Venerabile Maestro

 

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9 thoughts on “Summertime, ovvero Summer League.

  1. Ah, Randle avrà un ruolo chiave? Allora saremo nella merda, su due lati del campo. Bravissimo Venerabile, incredibili le differenze di spaziature con il passato – proprio un suo pezzo mise in evidenza le lacune dei Lakers di Scott in questo senso -, tutto molto interessante.
    Ma ribadisco, avere un D’Angelo Russell alla Harden è un prezzo che pago volentieri, finchè siamo questi Lakers. Io al contrario di George, mi auguro che sia Nance l’uomo chiave, Randle è un mezzo analfabeta cestistico, su due lati del campo, pur avendo un fisico ed una potenza da star.
    Giocatore negativo per antonomasia, purtroppo, mi spiace insistere.

    1. Jay io concordo, Difatti per me Nance Jr legge le situazioni molto meglio, ma per tutta una serie di motivi lo starter a inizio anno sarà randle, se riuscirà a fare un lavoro tattico continuerà, altrimenti sarà sacrificato, per me è un asset scambiabilissimo, una doppia doppia che cammina (che però non ti aiuta a vincere, eh…).
      Vedremo se randle farà progressi durante l’estate e il training camp, fisicamente è un animale come pochi nella Lega, ha senso della posizione a rimbalzo ed un ball handling in velocità ai livelli di un playmaker.
      Però non sa tirare da fuori, non passa la palla e si incaponisce di mancina, oltre a non avere il senso dell’aiuto difensivo.
      La scusante ? L’anno scorso non ha lavorato su nessun difetto con la capra in panca.

  2. Grande pezzo,complimenti Marco,con omaggio finale a Janis di classe..concordo sulle sofferenze di Ingram e sulla pena difensiva di D’Angelo.Hai fatto bene a specificare che la Summer League non conta nulla, cosi magari Roby lo capisce e la smette di scrivere cagate.
    Interessantissima la parte tattica, mi pare chiaro che Randle avrà un ruolo chiave nella squadra

  3. Soffriremo tantissimo, ma per una squadra che arriva da 17 W farne già 25 è un obiettivo realistico. Implementare un sistema di gioco poi è roba di anni, certi giocatori si esalteranno nel nuovo sistema, altri sembreranno o saranno inutili e scartati, lo ritengo inevitabile, ma quel che intendo dire è che adesso un’idea di sistema di gioco c’è, e in pochissimi allenamenti i giocatori già mostrano di averlo compreso, poi se meti una pippa nel sistema warriors quello pippa rimane, solo che sembrerà meno pippa.
    Non sembra nemmeno una copia del “sistema Warriors”, sembra più un’idea di triangolo allargatissimo (cosa di cui anche Jax aveva parlato), di cui anche i giocatori dovranno capire ed esplorare tutte le N situazioni.
    Però il concetto di spacing è chiaro, anzi chiarissimo, si vede perfettamente in quasi tutte le azioni che ho visionato, e me ne sono viste e riviste parecchie, quindi quel concetto è chiaro, almeno ai giocatori che hanno fatto la SL (alcuni vere pippe, solo Zach Auguste è sembrato degno di nota, malissimo anche Jabari Brown, tornato su questi schermi).
    Il concetto di T trasversale è un concetto adattato della motion offense “4 out, 1 in”, per chi si vuole dilettare di tattica a me è sembrato che abbiamo preso tutti questi concetti da Oklahoma City University, ben descritti in questo articolo del 2008 (nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma), questo mi sembra il basket che stiamo giocando e giocheremo:
    http://www.tomahawknation.com/2008/12/20/698526/basketball-offensive-schem

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