Game Recap #01 Houston Rockets @ Los Angeles Lakers 114-120

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Questa notte esordio in campionato per i nuovi Lakers targati Luke Walton contro i Rockets dell’ex Mike D’Antoni (ore 4.30 italiane), la curiosità è alle stelle e seguiremo le gesta dei gialloviola live nei commenti sotto questa presentazione ed il Recap.

La partita:

Alcuni “grandi” ex vengono accolti dai fischi dei tifosi amareggiati, laddove prima piovevano applausi. Mike D’antoni fa storia a sè: lo Staples Center era freddo per non dire ostile quando i Lakers li allenava, figuriamoci ora che torna per la prima volta da avversario.

I Rockets si presentano all’opening game privi di Beverley, ma sono James Harden e Ryan Anderson i pericoli pubblici numero uno e due.

Pronti via, Houston non sbaglia mai dal campo ed i tifosi angeleni non fanno nemmeno tempo a sedersi che il tabellone elettronico già registra un vantaggio in doppia cifra scarsa, da parte dei texani (15-6). I padroni di casa accettano di metterla sul piano della sparatoria contro l’inventore della seven seconds or less, e con Deng, Young e Russell prontamente ricuciono lo strappo, segnando 3 triple consecutive. Il parziale si estende al 20-7 L.A., con d’Angelo trascinatore ed autore di 12 punti (4/5) nei primi 7 minuti di gioco (26-22).

Il primo quarto è da dimenticare solo nella nostra metà campo, ma l’attacco sopperisce alle lacune difensive – al momento ancora Byroniane – e proprio allo scadere Lou Williams pareggia a quota 38, alzandosi dai 7.15.
Ingram esordisce nel migliore dei modi, mettendo a segno il primo tiro della sua carriera NBA – ci auguriamo luminosa e longeva come colui che l’ha preceduto – dall’angolo, dietro l’arco del tiro da 3. Coach Pop ne sarebbe orgoglioso.
Black e Randle danno respiro a Mozgov nel ruolo di centro, ma la scelta appare tutt’altro che azzeccata: coi due lunghi undersized a “protezione” del canestro, i Rockets vanno sempre dentro in tranquillità, con il solito Harden a farla da padrone.

Il rientro dell’ex Cavs riporta dignità e soprattutto una presenza in vernice e da quel momento il 70% scarso con cui Houston flirtava a metà del secondo quarto, cala vistosamente.

Ingram seguita a stare in campo come un veterano, esattamente come D’Angelo, mentre il supporting cast alterna giocate pregevoli ad altre molto meno edificanti: Clarkson si esibisce nello sfondamento caprino e nella palla gettata alle ortiche in contropiede, Randle nelle consuete amnesie difensive, Lou Williams trova il pollo di turno disposto a regalargli 3 tiri liberi, senza che abbia costruito niente. Insomma, non fosse per i nuovi sarebbero i soliti Lakers, anche se qualcosa inizia a muoversi – a tratti – soprattutto a livello di spaziature e velocità di esecuzione. Difensivamente invece siamo all’Abc, coach Walton dovrà lavorare molto per insegnare al nucleo gialloviola come si difende di squadra. 71 punti incassati nel primo tempo dell’esordio stagionale in casa, non sono ammissibili contro una Big, figuriamoci coi Rockets di Mda.

Il finale di secondo quarto è da museo degli orrori, per quanto riguarda Julius Randle: cross alla Candreva – senza Icardi pronto a colpire -, palla persa banale delle sue e dulcis in fundo, la perla: fallo su James Harden da 3 a soli tre secondi dall’intervallo lungo, col Barba che generosamente segna due liberi su tre e rende meno pesante la sciocchezza del 30. Il quale, va detto, è già in doppia cifra abbondante all’Half time, ma non bisogna mai fidarsi troppo del boxscore.

Dopo 24 minuti di gioco si faticano a scorgere le differenze con l’ultima, pestilenziale annata. A parte l’assenza del Mamba nero, che nelle condizioni fisiche precarie a cui c’aveva abituati post-tendine d’Achille, non pesa più di tanto.
Rimane il fatto che fa strano assistere all’opening game stagionale gialloviola senza il numero 24 sul parquet. Venti anni dopo la sua prima partita  e duecento giorni più tardi il suo addio in grande stile al basket giocato, col sessantello rifilato ai Jazz – a proposito, il prossimo avversario -, si apre ufficialmente un’epoca. Nel segno di D’Angelo Russell e Brandon Ingram, cui auguriamo di regalarci anche solo la metà delle soddisfazioni che ci ha offerto mister Kobe Bryant.

Detto questo, si riparte nel terzo quarto con un imperativo: fermare e limitare i Rockets, non di solo attacco si può vivere. Nick Young prende le misure di Harden e ad inizio terzo quarto gli mette il bavaglio, favorendo il rientro dei lacustri dal -8 di metà gara. I Lakers sono di nuovo a contatto e si esibiscono in un’azione degna dello Showtime a metà del terzo quarto, quando prima Randle e poi Mozgov servono con un passaggio dietro alla schiena il numero 1, Russell: il primo tiro da tre finisce sul ferro, ma al secondo tentativo è solo rete. I Lakers, pur faticando a restare in partita, si portano nuovamente ad un solo possesso di distanza (77-79) e come preannunciato, la differenza è nella metà campo difensiva. Concedere 8 punti in 6 minuti di gioco o 35 in 12, non è proprio la stessa cosa: immaginiamo che Walton abbia spiegato loro, negli spogliatoi, che la pre-season è ufficialmente terminata.
Houston, eccetto Gordon, non trova alternative particolarmente efficaci al Barba sul perimetro (Houston chiuderà con un eloquente 7 su 29 nelle triple), cosi i Lakers rimangono attaccati agli uomini di Mike D’antoni per tutto il terzo periodo, senza tuttavia mai riuscire ad effettuare l’agognato sorpasso.

Sul finire del terzo quarto, Walton va con la magata da grande regista Hollywoodiano, inserendo per un cameo il sopravvissuto eccellente all’ultimo taglio, Ron Artest aka Metta World Peace. E il 37 ripaga subito la fiducia dell’ex compagno di squadra ai tempi del back to back del 2010, mandando Harden ad infrangersi sull’aiuto di Tariq Black, provocando lo sfondamento. Lo Staples si infiamma, ma ancora una volta i padroni di casa non vanno oltre il pareggio – tripla di Clarkson allo scadere dei 24 -, ricacciati indietro dai Rockets, sul 96 a 90 dell’ultimo intervallo.

Nel quarto conclusivo si parte a sorpresa senza Mozgov, uno dei principali protagonisti di serata su due lati del campo, ma ciò nonostante L.A. non molla un centimetro. Black, a parte la vaga somiglianza somatica con Elton Brand, è ammirevole per impegno, ma mezzi e Iq sono ben al di sotto degli standard richiesti a questo livello (vedi la “Randleata”, da non confondersi con la randellata, con la quale offre 3 tiri liberi gratis a James Harden) . Walton insiste troppo sul quintetto con Black centro – senza mai esplorare l’alternativa Zubac a centro area, a mio modo di vedere il sostituto naturale del russo -, ma esattamente come nel primo tempo, la panchina tiene in equilibrio il punteggio.

La tripla Curryana di Lou Williams regala ai Lakers il primo vantaggio di un possesso pieno in tutto il secondo tempo e Clarkson lo mantiene con una serie di iniziative personali ignoranti ma redditizie, visto che sovente lo conducono in lunetta. Ingram viene cercato poco in attacco, ma le rare volte che Clarkson e Williams si accorgono della sua presenza, la 2° scelta dell’ultimo Draft risponde presente, agevolando e facilitando l’attacco.
I grigi non sanzionano una palese infrazione di metà campo commessa dai Rockets e coach Walton si altera ma non perde la calma, approfittando del timeout successivo per lavorarsi gli arbitri ed esternare il proprio dissenso: anche da questi piccoli particolari, si giudica un allenatore. Alcuni titolari – ahinoi, non Mozgov – rientrano sul parquet a 4 minuti dal termine, coi Rockets ancora sotto di 2.

Deng dà finalmente notizie di sè a 3 minuti dal termine, correggendo in tap-in una tripla di Russell che balla sul ferro. Clarkson imita Lou Williams nell’imitazione di Steph & Klay, sganciando da 8 metri abbondanti la bomba del +4. Harden pasticcia e si intestardisce in un’azione personale che lo costringe ad una sanguinosissima turnover, concretizzata da Russell e capitalizzata da Randle (per lui anche una stoppata decisiva negli ultimi frangenti), che di potenza realizza il 120-114 (sarà anche il punteggio finale) a 46 secondi dalla fine del match.

La gara inaugurale della stagione si conclude con un successo, per la prima volta dal 2013, quando i Lakers all’epoca allenati proprio da Coach D’Antoni, sorpresero gli allora strafavoriti Clippers nel derby.

Julius Randle #30, Houston Rockets at Los Angeles Lakers
Julius Randle #30, Houston Rockets at Los Angeles Lakers (Photo by Andrew D. Bernstein/NBAE via Getty Images)

Non potevamo auspicare un avvio migliore per il nuovo corso firmato Walton, adesso si attendono conferme nelle non facili trasferte – più a livello climatico che per il valore irresistibile dell’avversario – di Salt Lake ed Oklahoma City. Concludere la prima settimana con un record superiore al 50% sarebbe tantissima roba per una formazione giovane ed atletica, ancora piena di lacune ma finalmente inquadrata in un progetto un minimo futuribile.
Mozgov, non rientrato, ha terminato la sua prima in maglia Lakers con 12 punti, 8 rimbalzi ed il 60% dal campo in soli 22 minuti di gioco.

Ingram sfiora soltanto la doppia cifra (9 con 4/6, ma il miglior plus minus di serata a +10), Russell parte bene ma si addormenta nel finale (chiude a quota 20), lasciando il proscenio ai discussi e discutibili Randle e Clarkson, che con 43 punti, 10 rimbalzi e una percentuale superiore al 70% in coppia, la decidono nel quarto quarto. 12 i punti per Sweet Lou, solo 7 con un non esaltante 3/9 dal campo per Luol Deng, che tuttavia risulta decisivo quando viene inserito nel ruolo di stretch four e fa saltare il piano partita ad Mda: è col suo ingresso che si registra il parziale decisivo per la vittoria, che non sarà di lusso ma certamente inattesa da parte di Media e opinione pubblica.

Nei Rockets troviamo in doppia cifra solo 4 giocatori, con Harden a far registrare una prestazione monstre a livello statistico (34 punti e 17 assist), ma molto meno efficace nei momenti chiave del match. 19 punti di Gordon, 16 di Capela e 11 di un prezioso McDaniels, non bastano ad evitare la L ai ragazzi di D’Antoni.

Jaywill_22 aka Marco Brignoli

Highlights

Boxscore

http://www.espn.com/nba/boxscore?gameId=400899415

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78 thoughts on “Game Recap #01 Houston Rockets @ Los Angeles Lakers 114-120

  1. La stagione non poteva iniziare sicuramente meglio: W allo Staples con annessa discreta prestazione, nella speranza che non sia un caso sporadico.
    Complimenti a Jay per l’ottimo recap. :-)

  2. esaltantissimo il recap “lungo”, grazie di averlo messo, utile specie per me che non ho potuto vedere la partita..

    simceramente anche dagli highlights … sembra tutta un’altra aria dagli anni scorsi… contento per Ron che veramente si merita di essere ancora considerato… spiace per il bufalo, ma se fa cosi’ schifo finira’ per giocare poco, non e’ un allenatore questo portato per i favoritismi… insomma la strada e’ lunga ma inizio incoraggiante… dai dai

  3. Molto bene: Ingram (anche per atteggiamento), Clarkson (sopra D’Angelo e un Randle incisivo a fasi alterne) e Luke. Un coach che allena davvero, se ne sentiva la mancanza. Che gioia battere quei due dementi.

  4. w inaspettata.
    Positivi: mozgov ingram e clarkson (la tripla del 116 è di un ignoranza mai vista)
    Neutri: d’angelo (buona la partita in generale ma la gestione della palla deve migliorare) deng e young
    Bocciati: Black lou e randle (a dispetto del boxscore è stato dannoso in difesa e la poca classe con cui va a fare la scimmia davanti alla panca avversaria dopo l’ultimo canestro dimostra quanto sia un mezz’uomo)

  5. E’ fattaaaaaa.Luke immenso vittoria incredibile inseguendo per tutta la partita.Le ha provate tutte,Young Ingram e Ron su Harden.Meravigliosi i ragazzi.Clarkson e Randle ci zittiscono ma va bene cosi.Finalmente una gioia.Immensa.Inculare il baffo non ha prezzo

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