Game Recap #03 Los Angeles Lakers @ Oklahoma City Thunder 96-113

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I Lakers fanno visita agli Okc Thunder nella notte che precede Halloween, augurandosi che un Westbrook reduce da un cinquantello non diventi il loro personalissimo Michael Myers.

La prima buona notizia è che Ingram si è allenato regolarmente alla vigilia e dovrebbe scendere in campo dopo lo spavento di Salt Lake City. La seconda buona notizia è che dopo le ripassate epiche subite regolarmente in Oklahoma negli ultimi 4 anni, non abbiamo assolutamente niente da perdere, al contrario dei padroni di casa orfani da quest’anno dell’ex uomo franchigia Kd.

Live su questi lidi a mezzanotte. Chi volesse dare buca si inventi qualcosa di originale, perchè Halloween è l’indomani e neanche l’orario – in questo caso accessibile a tutti – può essere una scusa valida.

Go Lakers

La Partita:

Coach Walton cerca il primo successo esterno della stagione, forte del ritorno-lampo di Brandon Ingram, dopo la contusione al ginocchio rimediata meno di 48 ore prima sul campo dei Jazz.

OKLAHOMA CITY, OK - OCTOBER 30: Brandon Ingram #14 of the Los Angeles Lakers shoots the ball against the Oklahoma City Thunder on October 30, 2016 at Chesapeake Energy Arena in Oklahoma City, Oklahoma. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and or using this photograph, User is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. Mandatory Copyright Notice: Copyright 2016 NBAE (Photo by Layne Murdoch/NBAE via Getty Images)

L’ex Blue Devil non figura naturalmente in quintetto base, dove ormai sembrano inamovibili gli amici-nemici D’Angelo Russell e Nick Young, i pezzi più pregiati del mercato (Mozgov e Deng) e la prima scelta del 2014 Julius Randle. E’ proprio lui a segnare i primi punti dei gialloviola, anche perché come di consueto, ad inizio partita si tende spesso a cercarlo.

Dall’altra parte assistiamo ad un Russell vs Russell che sa tanto di bluff, da parte del coach: non è un caso che Nick Young sia in quintetto e non lo è nemmeno che dopo i primi due minuti di gioco, sia infatti lui ad occuparsi del pericolo pubblico numero uno dei Thunder. Con risultati rivedibili, perché se D’Angelo neanche prova a passare sui blocchi, anche Nick non ha alcuna chance di contenere il numero zero. Nonostante tutto, la partenza è incoraggiante, perché Russell si riscatta in attacco, dove mette a segno le prime due triple tentate e Randle continua a far male nel pitturato, sfruttando il fisico e realizzando un paio di azioni personali con tanto di fallo. 16-8 Lakers e Donovan ha visto già abbastanza: timeout Thunder quando sul cronometro del 1° quarto non sono trascorsi nemmeno 5 minuti.

OKLAHOMA CITY, OK - OCTOBER 30: Julius Randle #30 of the Los Angeles Lakers handles the ball against the Oklahoma City Thunder on October 30, 2016 at Chesapeake Energy Arena in Oklahoma City, Oklahoma. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and or using this photograph, User is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. Mandatory Copyright Notice: Copyright 2016 NBAE (Photo by Layne Murdoch/NBAE via Getty Images)

La mossa dell’ex santone dei Florida Gators dà i suoi frutti e i padroni di casa rispondono con un parziale di 22-8 a chiudere la prima frazione, tornando perfettamente in controllo. A poco servono gli ingressi di Ingram, Lou Williams e Clarkson, oltre alla sorpresa di un Metta World Peace già sul parquet nei primi 12 minuti, che i Thunder chiudono avanti di 6 nonostante il pessimo avvio.

Nel secondo periodo si registra l’esordio in maglia gialloviola di un convalescente Calderon, e con Nance e Black sono già undici gli uomini ruotati da Walton nei primi 15 minuti di gioco, alla faccia della rotazione a 7-8 uomini D’antoniana. Clarkson si prende l’attacco dei Lakers sulle spalle – con i pro e  contro del caso – e i Lakers tornano punto a punto, sebbene l’impressione è che appena i Thunder decidono di accelerare, i nostri ragazzi vadano palesemente in affanno. L’attacco gialloviola vive ancora troppo di spunti personali – Randle, Clarkson, Russell – e la palla si muove molto meno e meno velocemente rispetto alle direttive del nuovo allenatore. Difensivamente non ci siamo, ma dopo 4 anni di spettacoli Horror firmati D’antoni e Scott era prevedibile: a parte Mozgov, l’unico dotato di presenza e in grado di andare in aiuto sul penetratore avversario, la difesa del pitturato è risibile. Basta il più elementare dei pick&roll a mandare a canestro comodamente il piccolo (Westbrook, Oladipo) o il rollante di turno, vedi Adams o Kanter.

L’esperimento Calderon si conclude dopo soli 4 minuti, coi Lakers scivolati a -16 sotto i colpi di un Westbrook che ancora deve mettere la terza e scherza letteralmente il marcatore di turno. Per ben due volte nel quarto, L.A. non mette punti a tabellone in 3-4 minuti di tempo effettivo, cosi è quasi un saldo andare all’intervallo lungo sotto di soli 12 punti (58-46).

Nel terzo quarto la musica non cambia, coi Lakers perennemente ad inseguire, ricacciati indietro ben oltre la doppia cifra, non appena mettono il naso sotto i 7-8 punti di margine. Il sempre simpaticissimo Westbrook si divide tra gli stupri della difesa angelena e il solito show nel quale coinvolge il pubblico di casa, raggiungendo la seconda tripla doppia stagionale con diversi minuti di anticipo sulla sirena conclusiva. Ingram segna 6 dei suoi 9 punti di serata nel finale della terza frazione, riportando i Lakers sotto di soli 4 punti (71-75)  a 5 secondi dal termine, ma un imbarazzante Clarkson consente ad Oladipo di farsi tutto il campo in un amen e di servire Singler per il comodo layup del 77-71. La partita sarebbe ancora in bilico, apparentemente, ma chi conosce un minimo questo sport sa che se concedi un canestro del genere, in un momento cosi importante del match, significa che per la seconda L di stagione manca solo l’ufficialità.

E cosi, anche negli ultimi 12 minuti la sceneggiatura non cambia. Okc sempre avanti, Lakers troppo morbidi per poterli impensierire, fino a che i padroni di casa si rilassano e senza un apparente motivo tecnico, gli uomini di Walton tornano in linea di galleggiamento. Il coach punta forte ancora una volta sul quintetto piccolo, con Randle e Nance in campo, o addirittura Randle più quattro piccoli, ma i risultati al momento sono poco soddisfacenti e quel che è peggio, ancora meno incoraggianti.

OKLAHOMA CITY, OK - OCTOBER 30: D'Angelo Russell #1 and Jordan Clarkson #6 of the Los Angeles Lakers talk things over with Head Coach Luke Walton of the Los Angeles Lakers during the game against the Oklahoma City Thunder on October 30, 2016 at Chesapeake Energy Arena in Oklahoma City, Oklahoma. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and or using this photograph, User is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. Mandatory Copyright Notice: Copyright 2016 NBAE (Photo by Layne Murdoch/NBAE via Getty Images)

Troppi minuti dimenticati in panchina i vari Mozgov, Deng e Ingram e personalmente, troppi minuti concessi a Clarkson, Randle e Lou Williams, giocatori che non da oggi dimostrano di giocare più per sé stessi e per il tabellino, anziché per la propria squadra. A questo livello, mettere tanti punti a tabellone è l’ultimo dei problemi, la differenza la fai con la qualità dei tiri e soprattutto con quanta fatica fai fare ai tuoi avversari, per mettere a loro volta punti a tabellone. Basta questo per capire che tra Thunder e Lakers, in questo momento, c’è un abisso.

Il (finto) tentativo di suicidio dei padroni di casa, non inganna i più: Nick Young approfitta di un paio di leggerezze clamorose di Westbrook e soci e con 3 tiri liberi e una tripla alla Reggie Miller, favorita dal pressing sulla rimessa da fondo campo, riporta i suoi sul 91-95. Con quasi 5 minuti da giocare si potrebbe parlare di partita riaperta, ma a conferma delle sensazioni non positive che suscita il quintetto piccolo voluto da Walton, giunge un parziale esemplare a chiudere la contesa in favore degli uomini di Donovan: 18-5 negli ultimi 4’40, per il 113-96 finale.

Come nel primo e nel terzo quarto, appena i Thunder hanno stretto due viti, non c’è stato letteralmente contesa.

Julius Randle #30, Los Angeles Lakers at Oklahoma City Thunder
Julius Randle #30, Los Angeles Lakers at Oklahoma City Thunder (Photo by Layne Murdoch/NBAE via Getty Images)

L’Mvp, neanche a dirlo, è il Russell avversario, autore di 33 punti, 12 rimbalzi, 16 assist e un eloquente 5 su 6 nelle triple. Doppia doppia per Adams (14 e 12), 16 e 5 per un Kanter dominante in attacco (8/11 dal campo) e ventello anche per Oladipo (sporcato dal misero 35% di percentuale al tiro).

Tra le nostre fila, da segnalare i 20 punti di Randle (7/10 dal campo e 9 rimbalzi) e D’Angelo Russell (7 su 20 come Oladipo), i 12 di Clarkson e i 16 di Young, oltre allo zero fatto segnare da Deng (sole tre conclusioni per lui, in 22 minuti di impiego).

Voltiamo pagina e pensiamo ai Pacers, ancora on the road, e a proposito di strada, ne dobbiamo fare ancora molta, prima di scrollarci di dosso gli ultimi 3 anni di figuracce e sconfitte. Qualcuno lo faccia sapere a D’Angelo Russell, che non perde occasione nel sottolineare le differenze con l’anno scorso e questo. Lavorare di più, giocare e difendere meglio e magari parlare meno, sarebbe cosa gradita.

JAYWILL_22 aka Marco Brignoli

Condensed

Boxscore:

http://www.espn.com/nba/boxscore?gameId=400899490

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69 thoughts on “Game Recap #03 Los Angeles Lakers @ Oklahoma City Thunder 96-113

  1. Nessuno pensava di battere i Thunder a casa loro, col RW di inizio stagione. Però la difesa sui lunghi – PNR e rotazioni – continua ad essere non da NBA, lato debole sempre in ritardo ed Adams e Kanter a schiacciare manco fosse volley. Per non parlare del turco che scappa indisturbato in transizione. Poi sarebbe da analizzare perché non si è mai provato a sfruttare il mismatch Randle (Nance) vs Adams / Kanter, oltre che a subirlo tutto il tempo.
    Bella Jay, ottimo recap come sempre. :-)

  2. La partita che brucia è quella con i Jazz,non questa. Male DAR1, osceno Mozgov. Non mi sono dispiaciuti Randle e Clarkson. Comunque rispetto agli scempi degli ultimi anni già va meglio. Per discorsi su obiettivi play-off sappiamo che siamo lontani e lo saremo minimo anche il prossimo anno. Dobbiamo pazientemente crescere.

  3. Sul meno quattro e’ arrivato il loro 12-0 che chiude i giochi.Sconfitta che ci sta visto quanto ha detto il campo.Altra stagione di sofferenza,i giovani sono ancora all’abc

  4. Ancora Nick col cuore..sei punti in fila,poi pick and roll Randle D’Angelo,turnover e schiacciata Westbrook.Da memo quattro a meno otto,ogni volta che ci proviamo arriva la cazzata di D’Angelo,vergognoso molto piu’ di Randle.Imparasse da Nick l’umilta’..Nick lo sta umiliando per impegno e dedizione,lui perde palla e resta fermo.Indegno

  5. Come contro Utah saremmo potutu rientrare ma ci manca sempre qualcosa per dare continuita’ ai parziali,la difesa.Inutile parlare di altro se si vedono schiacciate subite in serie.Sara’ cosi per tutto l’anno.Scordiamoci pero’ la top three

  6. Black si fa umiliare pure dal rookie Christie che e’ la meta’ di lui..precipitati di nuovo a meno dieci,non abbiamo mai approfittato dei minuti in panca di RW.Ingram unica luce.Randle turnovers in serie e’ tornato la capra di sempre

  7. D’Angelo e Randle stanno sprofondando nell’abisso.Non ci siamo.Randle lo conosciamo,ma i dubbi vengono su D’Angelo a lungo termine.Se resta questo in difesa non sara’ mai un big.Ingram salvaci tu.Agonia intanto,si prosegue sulla stessa falsariga,loro jon la chiudono e noi non siamo capaci di rientrare

  8. Come sempre?Come mai.Tra Gasol e Ron l’hai sempre presa dove non batte il sole.E anche gli ultimi anni di Kobe fallimentari tu li vedevi da playoffs.Riprenditi.D’Angelo play per tutta la carriera

  9. Facciamo l’elastico tra i dieci e i quindici di svantaggio.Ci gestiscono come vogliono,basta un’accelerazione di Westbrook per rimettere le cose a posto.Luol sempre piu’ Sdeng

  10. Ne ha sempre fatti pochi di assist se poi i compagni non la mettono mai non e’ colpa sua.Crescera’,l’equivoco tattico lo vedi solo tu e non ne ha mai parlato nessuno nel mondo Nba.Sei tu l’equivoco

  11. Niente,meno dodici,non c’e’ partita.Fisicamente troppo superiori,idem la difesa ma chi difende peggio di noi in questa lega?Non bastano Deng e Mozgov a mascherare le lacune.Anche perche’ pure loro due si sono fatti sculacciare.Unica nota positiva Randle.Young nettamente il migliore dietro.Roby come al solito non guardi le partite e quanto si sbatte dietro…nulla di nuovo insomma

  12. Una fiammata di Nick con due triple ci riporta a meno otto,proviamo a limitare i danni in questo finale.Nick che e’ stato anche messo in marcatura su Westbrook,non so quanto possa durare.L differenza pare netta,appena alzano l’intensita’ difensiva andiamo in crisi in attacco.Partitone di Randle praticamente perfetto finora.Fosse sempre questo..

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