Game Recap #07 Phoenix Suns @ Los Angeles Lakers 108-119

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i Lakers sono chiamati a confermarsi allo Staples Center, contro una squadra insidiosa come i nuovi Phoenix Suns. La vittoria contro Golden State ha creato hype attorno ai giovani Lakers, ora spetta alla squadra di coach Walton non deludere le attese. I Suns sono una squadra giovane e con tantissimo talento: Booker – reduce da una prestazione da 37 punti – è il pericolo numero 1, ma attenzione anche a TJ Warren, Bledsoe e Knight. Entrambe le squadre arrivano all’incontro forti di due vittorie consecutive, appuntamento alle ore 3.30 italiane

Game Recap

I Lakers tornano sul parquet a 48 ore dal massacro compiuto ai danni dei Golden State Warriors dei Fab four (un nickname che porta iella, Warriors avvisati, mezzi salvati) e sembrano non aver intenzione di smettere. Subito un parziale di 9-2 nei primi due minuti di gioco, chi si aspettava un calo di concentrazione dovuto alla differenza di stimoli ed avversario affrontato, rimane deluso dall’avvio pimpante dei ragazzi di Coach Walton.

I Suns non si perdono d’animo e rispondono al fuoco, con un contro-break di 8-0 concluso dalla tripla del figlio d’arte Devin Booker. Randle segna il sesto e ottavo punto con due canestri consecutivi – il secondo dei quali da 6 metri abbondanti piazzato – ed il ritmo offensivo si riaccende.
La difesa funziona meglio del solito e come spesso accade, anche la fluidità dell’attacco ne guadagna, complice l’entrata della second unit o di una parte di essa, quantomeno. Ingram prende in mano i Lakers e si presenta con una tripla dall’angolo che vede solo il fondo della retina. Il problema dei Suns è che si tratta dello stesso giocatore che porta palla come un playmaker, accetta tutti i cambi, penetra e scarica con facilità irrisoria e anche quando commette un errore, compie un recupero l’azione successiva, sfruttando le braccia da pterodattilo.

I padroni di casa chiudono il primo quarto avanti di 8 punti, ma estendono il parziale positivo e arrivano al +12 e addirittura al +14, grazie al primo tiro pesante di giornata di Lou Williams. Nick Young lo imita l’azione successiva e i Suns sembrano barcollare seriamente, ma sfortunatamente per noi, rimangono in partita. La difesa gialloviola, per un quarto e mezzo assolutamente asfissiante, inizia a calare di colpi e Phoenix ha troppo talento, per non approfittarne.

TJ Warren e Booker prendono ritmo e pur tenuti a distanza di sicurezza, gli ospiti tornano a -11 all’intervallo lungo, dopo aver toccato il -16 sulla folle tripla di D’Angelo Russell, in perfetta imitazione di Steph Curry. Peccato solo che si tratti dell’unico canestro su dieci tentativi dei primi 3 quarti da parte del numero uno gialloviola, ma DLo saprà farsi perdonare.

La nota negativa del primo tempo è l’infortunio occorso a Nance Jr., che presumibilmente terrà fuori il figlio di Larry Sr. per un paio di partite, avendo battuto la testa sul parquet. In tema di concussion, come ben potrebbe testimoniare Mozgov, la NBA non ci sente e una partita di stop è il minimo che possiamo attenderci.

Il terzo quarto parte come temuto, coi Lakers ancora freddi e Phoenix che ormai ci crede e vuole provarci seriamente. TJ Warren raggiunge il ventello con diversi minuti sul cronometro del terzo periodo, ormai lo strappo è ricucito sul 70-65. Un grande Nick Young cerca di riallontanare i Suns con la tripla ignorante dell’83-70, ma ancora una volta gli angeleni smarriscono la via del canestro. I Lakers rimangono inchiodati a quota 83 per oltre 5 minuti ed uno splendido Booker riporta i suoi ad appena due lunghezze, con la tripla dell’81-83.

Lou Williams sfodera la specialità della casa – il fallo subito sul tiro da 3 – e riporta L.A. a +5, ma non è caldo come nel primo tempo e nelle ultime partite: sorprendentemente, Walton lo farà sedere nel finale di match, dopo uno 0-2 sanguinoso dalla lunetta sul risultato di 93-92. Mozgov e Deng rimangono in panchina come sempre, tocca ad Ingram e Clarkson chiudere il match in quintetto.

Il “mezzosangue” col numero 6 commette diversi errori, ma ha il merito di rimanere freddo e realizzare il jumper del +3. In questo momento ha inizio il DLo Show: Russell rapina la palla dalle mani di TJ Warren e serve magistralmente l’amico-nemico Nick Young, che alla Sasha Danilovic segna la tripla col fallo. 6-0 di parziale in un amen, ma non è finita, perchè sull’azione successiva, Russell svetta a rimbalzo difensivo e sfruttando un blocco in semi-transizione spara da 8 metri il missile del +10 Lakers.

I Suns sono sulle ginocchia ed il colpo di grazia glielo assesta Julius Randle.

Julius Randle #30, Phoenix Suns at Los Angeles Lakers
Julius Randle #30, Phoenix Suns at Los Angeles Lakers (Photo by Andrew D. Bernstein/NBAE via Getty Images)

Rientrato forse tardivamente dopo l’ottimo primo tempo disputato, il numero 30 dapprima si fa ammirare col maestoso fade away  del + 9 (poco prima, stoppata cruciale, come con Houston e Atlanta), poi accende una faida con Tyson Chandler, giusto per dare pepe al finale del match. Il veterano lo provoca, invitandolo a penetrare e Randle non si scompone, finge di accettare la sfida ma in realtà serve Clarkson dietro l’arco dei 7.15,  per il nuovo +10 Lakers. Lo Staples è ai piedi dei giovani e di Walton, c’è tempo soltanto per una serie interminabile di tiri liberi, la cui unica utilità è gonfiare il boxscore di Randle (4 su 4, con sorriso a 32 denti dedicato a Chandler) e Russell, fissando il punteggio sul 119-108.

I Lakers vincono la terza gara di fila, rimangono imbattuti allo Staples – si, avete capito bene, IM-BAT-TU-TI – dopo le prime 3 partite casalinghe e raggiungono l’insperato record di 4 vinte e 3 perse.

Ai 22 punti dell’MVP di serata, Nick Young, si aggiungono i 18 a testa di Randle e Clarkson, i 14 di Lou Williams e di un comunque fondamentale Mozgov – è indescrivibile la quantità di aiuti difensivi che porta ogni qual volta il piccolo di turno si perde l’uomo in penetrazione, è lui l’acquisto più azzeccato del mercato estivo -, spettatore d’eccezione del quarto periodo.

DLo fa segnare un dimenticabile 2 su 11 dal campo, ma il suo quarto quarto è ammirevole, alla faccia del boxscore e degli amanti delle statistiche. Sfondamento subito, recupero, assist illuminante nel play of the game realizzato da Young, tripla dell’allungo e liberi trasformati con freddezza. Mica male per uno che nei primi 3 quarti e mezzo era stato di gran lunga il peggiore dei suoi.

I Suns confermano il loro buon momento e faranno ancora parlare di loro e di una rotazione molto interessante, nei primi 9-10 uomini. Bledsoe segna 19 punti, Warren si ferma a 22 – Ingram non è estraneo al calo di TJ – ma è Booker a fare la parte del leone, sfiorando 40 punti con 29 tiri (forse un omaggio alla leggenda locale col numero 24). Prestazione superba per il ragazzino, ma non sufficiente a battere questi Lakers d’assalto, attesi tra due giorni all’appuntamento coi Mavericks con l’obiettivo di allungare la striscia di vittorie casalinghe e consecutive.

Jaywill_22 aka Marco Brignoli

Boxscore:

http://www.espn.com/nba/boxscore?gameId=400899542

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101 thoughts on “Game Recap #07 Phoenix Suns @ Los Angeles Lakers 108-119

  1. Cori mvp mvp per Young in lunetta..siamo a questo..Roby inchinati a Nick.Le onde decisive in tutte le W.Terza di fila e ora i Mavs,squadra esperta anche se partita male.Sara’ ancora piu’ dura.Notte guys si vola in zona playoffs

  2. Partita in ghiaccio.Young per me mvp ma Randle decisivo nel finale anche se alterna sempre cazzatr in difesa a cose buone,concede troppi and one quando gioca da 5 perche’ non sa proteggere il ferro,pero’ oggi bene

  3. Randle perfetto in questo finale, quel che è giusto è giusto. Non la passa ai piccoli per andare in lunetta, ridacchia e sbeffeggia Chandler ancora una volta e ne mette 2 su 2 con freddezza glaciale. Anzi, 4 su 4.
    Grande prestazione, vittoria molto più importante di quanto dica il calendario o il valore dei suns.

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