Game Recap #08 Dallas Mavericks @ Los Angeles Lakers 109-97

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Nella notte tra Martedì 8 e Mercoledì 9 Novembre, alle 4:30? italiane, i Los Angeles Lakers – reduci da 3 W consecutive – ospiteranno i Dallas Mavericks.

  • fuori Nance, torna con le queens
  • Deron, Dirk, Bogut

Dallas Mavericks (1-5)

1W – 5L | #14 in the Western Conference | #1 in the Southwest Division
Team Stats: PPG 28th | RPG 23th | APG 29th | OPPG 12th
Team Leaders: Harrison Barnes 20.8 PPG | Andrew Bogut 11.4 RPG | Deron Williams 5.8 APG

Los Angeles Lakers (2-3)

4W – 3L | #6 in the Western Conference | #3 in the Pacific Division
Team Stats: PPG 3rd | RPG 14th | APG 18th | OPPG 23th
Team Leaders: D’Angelo Russell 15.9 PPG | Julius Randle 7.9 RPG | D’Angelo Russell 4.9 APG

 

Vi aspettiamo per seguirla live su back9hours, Facebook e Twitter.

Giovanni Rossi

aka odino

 

La partita:

 

I Lakers tornano allo Staples nella “Election Night” americana, che contro ogni pronostico incorona il tycoon newyorkese Donald Trump. Il fatto che la candidata sostenuta in California, la favoritissima della vigilia Hillary Clinton, finisca per essere sconfitta proprio dal candidato repubblicano vittorioso nel Texas dei Dallas Mavericks ospiti di serata, una riflessione scaramantica la induce.
I Mavs devono fare a meno di Dirk Nowitzki e Deron Williams, oltre al jolly Devin Harris, mentre per quanto riguarda i Lakers deve stare fermo – come previsto – Larry Nance, a seguito della concussion accusata alla testa domenica scorsa, durante il secondo quarto coi Phoenix Suns.

L’avvio è esplosivo, sotto il segno di Swaggy P: i primi 14 punti dei Lakers, infatti, portano la firma di Nick Young, che con un 4/4 dal campo (3/3 da 3) mette a ferro e fuoco la difesa di coach Carlisle.
Purtroppo per noi, nell’altra metà campo, D’angelo Russell è letteralmente scandaloso su Barea in difesa, non tiene un primo passo nemmeno per scherzo e la conseguenza è che nei primi minuti i texani rimangono a contatto grazie alla velocità e facilità con la quale riescono ad arrivare al ferro. Le difese sono allegre e l’intensità rasenta quella di un matinèe, è evidente che tanti siano ancora con la testa – giocatori e pubblico – alla tornata elettorale ormai indirizzata, ma dall’esito ancora non ufficiale. Mozgov prova a svegliare il pubblico con una super schiacciata, ma è Ingram a riuscirci, presentandosi con un circus shot da applausi e una stoppata a fine primo periodo su Justin Anderson. 27-25 L.A. dopo 12 minuti.
Dallas trova in Seth Curry una delle principali bocche da fuoco, assieme a Barnes, Barea e Justin Anderson, che non ha difficoltà a superare un pigro Clarkson. Walton si presenta nel secodo quarto col quintetto sperimentale a due lunghi – si fa per dire -, Black e T-Rob, più un Calderon ancora pesce fuor d’acqua, la partita non decolla. L’incontro prosegue sul filo dell’equilibrio, fino a che si accende Clarkson, che con la collaborazione di Lou Williams e Nick Young, opera il primo vero break : 12-2 per il +10 Lakers, con il numero 6 che poco dopo si inventa un crossover e tiro che fa esplodere lo Staples.
La partita sembra in discesa, ma Dallas rimane attaccata con le unghie e coi denti, a soli 7 punti di distanza. E come spesso accade loro, i Lakers staccano nel momento di maggior fulgore, entrando negli spogliatoi con 5 minuti effettivi di anticipo: la tripla di uno scatenato Seth Curry regala il +4 ai Mavs ad un minuto dall’intervallo, cavalcando un parziale aperto di 11-0 che chiude di fatto i primi 24 minuti di gioco. Il 54-58 non ha una reale spiegazione tecnica, l’auspicio è che alla lunga si facciano sentire le assenze di Nowitzki e Williams nella rotazione texana, accorciata per l’occasione a soli 7-8 uomini.
La costante negativa è D’Angelo Russell: il rientro dei Mavericks, l’aggancio ed il sorpasso, coincidono con il suo secondo ingresso sul parquet e ad inizio terzo quarto la musica non sembra cambiare. L’1 perde il primo pallone giocato in maniera a dir poco avvilente e sommandolo al banale fallo offensivo di fine secondo quarto e ad una difesa penosa sin dal tip-off, si completa un quadro mortificante che presto potrebbe indurre coach Walton a togliere nuovamente dal match l’ex star di Ohio State.
Il solco scavato dai Mavs diventa preoccupante quando raggiunge i 9 punti di vantaggio, con due soli concessi negli ultimi 7 minuti di gioco a cavallo tra secondo e terzo quarto. Barnes domina come ai tempi di Carolina (24 punti già dopo 3 quarti), le sue orribili finali NBA 2016 sono ormai un lontanissimo ricordo. Quando il tracollo sta prendendo forma, Dlo batte finalmente il primo colpo, realizzando un canestro più fallo che nelle intenzioni, vorrebbe restituire un minimo di inerzia ai suoi. Dopo essere scivolati a -11, i Lakers si affidano ad un Russell “in the zone”, autore del terzo canestro in 5 minuti e del sesto assist di serata, servendo Mozgov in contropiede per la più semplice delle bimani.
-7 e Timeout Carlisle, che non intende mollare la presa sul match. Tutto inutile: D’angelo ormai ha preso fuoco, come dimostra il back to back nelle triple che riporta i Lakers nel giro di due minuti, dalla doppia cifra di svantaggio ad un solo possesso di distanza, sul 70-73. I 12 punti nel quarto – i primi segnati, dopo un primo tempo “egg style” – vengono compensati dal 4° fallo commesso dalla giovane guardia, ma a prenderne il testimone ci pensa Clarkson, che dopo qualche fiammata nel primo tempo prende letteralmente fuoco a cavallo dei due quarti conclusivi e segna a ripetizione. I Lakers ormai sono tornati a girare nel modo a loro più congeniale, il quintetto con Ingram e Williams è riuscito a far breccia nella difesa dei Mavs. Clarkson segna il 22° punto e sancisce il sorpasso dei Lakers, ma il 91-89 che apparentemente riconsegna il match nelle mani dei gialloviola, in realtà causerà l’effetto contrario.
Barnes, riprende a martellare dopo qualche minuto di pausa e si impossessa del quarto quarto, realizzando in solitaria un parziale di 7-0 che ribalta nuovamente l’inerzia, sul punteggio di 91-96. Ci si attende una contro-reazione dei Lakers, ma Clarkson e Randle pasticciano e ne combinano una più di Bertoldo, al contrario del fratellino di Curry (23 pesantissimi punti) e Barea (18), dominanti nel finale nei confronti del quintetto piccolo dei Lakers. Russell rientra in campo in fretta e furia ma si è raffreddato, Clarkson è un disastro e un pò a sorpresa l’ultimo periodo si chiude con Dallas totalmente in controllo, avanti di 9-10 punti fino alla sirena finale.

Finisce 109-97, lo Staples viene violato e per la seconda volta nella notte, il Texas Trumpiano sovrasta la California Clintoniana. I Lakers giovani e belli favoriti della vigilia, si riscoprono vulnerabili e battibili a domicilio, mentre la Dallas corta, malaticcia e quasi mai vincente nell’avvio di stagione, coglie la seconda vittoria stagionale, nonchè consecutiva.
l’Mvp è Barnes (31 punti, dopo i 34 segnati a Milwaukee), che dopo aver diviso lo spogliatoio per due anni con Luke Walton – troppo passivo stavolta, ha inciso molto meno dell’illustre collega sui momenti chiave del match -, gli dà il primo vero dispiacere in una settimana troppo bella per essere vera. Un Young incredibile nel primo quarto (14), segna solo 6 punti negli ultimi 42 minuti di gioco, Clarkson (22 con 9 su 12) e Russell (12) tirano bene dal campo ma vanno troppo a corrente alternata, Randle (15+10) è come Clarkson una macchina da statistiche ma nello stesso tempo, un danno su due gambe quando non si attiene allo spartito.
Adesso i Lakers sono attesi da un mini-tour di trasferte contro formazioni di basso livello, per chiudere tra una settimana allo Staples, coi derelitti Brooklyn Nets. Voltare pagina e dimenticare in fretta è il must, anche in questa sconfitta i nuovi Lakers hanno fatto intravedere qualcosa di molto promettente, anche se non sufficiente ad ovviare agli inspiegabili blackout offensivi di fine secondo e quarto quarto, i momenti che di fatto hanno consegnato a Dallas la vittoria.

 

Jaywill_22 aka Marco Brignoli

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44 thoughts on “Game Recap #08 Dallas Mavericks @ Los Angeles Lakers 109-97

  1. Grande recap Jay,pecaato per la L evitabilissima.
    D’Angelo va protetto in difesa o è dannoso.Inspiegabile vederlo a volte accoppiato con Barnes..o co George.Deve crescere pure Luke ma la stoffa c’è

  2. Peccato questa sconfitta ci fa ritornare sulla terra ma forse é meglio cosi……ci sta tantissimo da lavorare anche luke stanotte nolto male si é dimenticato mozgov in panca ….

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