Game Recap #12 Brooklyn Nets @ Los Angeles Lakers 118-125

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I Los Angeles Lakers, reduci dalla brutta L patita contro i Wolves, tornano allo Staples Center per affrontare i Brooklyn Nets, asfaltati dai Clippers appena 24 ore prima.

Solita lineup per Coach Walton: Russell, Young, Deng, Randle e Mozgov. Per i newyorkesi Kilpatrick – che sostituisce l’infortunato ed ex Jeremy Lin – Bogdanovic, Hollis-Jefferson, Booker e Brook Lopez.

Jordan Clarkson #6, Brooklyn Nets at Los Angeles Lakers
Jordan Clarkson #6, Brooklyn Nets at Los Angeles Lakers (Photo by Andrew D. Bernstein/NBAE via Getty Images)

La sfida inizia nel segno di Russell che – memore del career high da 39 punti contro i Nets la scorsa RS – prova a rispondere sul campo alle critiche ricevute per lo scialbo inizio di stagione: quattro triple e due assist per Mozgov danno il +6 ai gialloviola, 16-10, mentre i Nets vanno a segno con tutto in quintetto.

Dopo il primo time out è ancora Timofey Mozgov ad andare due volte a segno, tuttavia il russo non riesce a contenere Brook Lopez che segna tre volte – una dall’arco, nuova specialità di casa Lopez – e con l’undicesimo punto del primo quarto tiene a contatto i suoi, 23-19, nonostante la quinta tripla di DLo.

Dopo il primo time out di Walton entra in scena la second unit gialloviola e lo spettacolo sembra lo stesso delle uscite precedenti: prima Randle serve Nance Jr., poi un recupero di Clarkson lancia Russell in transizione ed i Lakers sul +8, 27-19.

Strappo gialloviola? Niente affatto. Lou sembra in giornata no e un buon momento – jumper, tripla e stoppata ai danni di Black – di Trevor Booker, cugino dell’ex Jordan Hill, ispira la rimonta dei Nets che diventa sorpasso con la tripla di Justin Hamilton, 27-29 a fine quarto.

Il secondo periodo inizia sulla falsa riga del primo, con i gialloviola confusionari e poco presenti a rimbalzo. Jordan Clarkson con una tripla, servito da Nance Jr., ed una magia in area riporta avanti i Lakers, 34-32.

Al rientro dal time out i primi punti del match per Sweet Lou ed Ingram allungano il parziale sul 9-0 per il 38-32, ma i Nets rispondono parziale su parziale ed un ispirato Bojan Bogdanovic converte un gioco da 3 punti, schiaccia indisturbato e col successivo canestro in transizione costringe al time out Walton, sul 41-45.

I canestri di Randle, Mozgov e Russell intervallati dalla bomba di Lopez, fissano il punteggio sul 50 pari. L’unico acuto di Nick Young arriva a fine quarto, con la tripla del 56-51 che manda tutti negli spogliatoi.

Brutto primo tempo per i giovani lacustri, con tanti errori al tiro e la panca ferma a quota 13. Deng si conferma fuori posto mancando di poco il trilione nel primo quarto grazie all’unico tiro tentato, e sbagliato, nei 12 minuti in cui ha giocato. Tutto troppo facile per i Nets, che si limitano ad affidare la palla nelle mani educate di Lopez – 19 con 14 tiri – e Big Shot Bojan.

Timofey Mozgov #20, Brooklyn Nets at Los Angeles Lakers
Timofey Mozgov #20, Brooklyn Nets at Los Angeles Lakers (Photo by Andrew D. Bernstein/NBAE via Getty Images)

I primi 60 secondi sono da vietare ai minori, soprattutto a quelli che praticano minibasket: (s)Deng sbaglia subito un jumper, Mozgov cicca l’alley-oop, Bogdanovic sbaglia tutto solo un easy layup e, dulcis in fundo, Lopez scaglia una tripla che si incastra tra ferro e tabellone.

Terminato il Benny Hill revival Show ricomincia il match, con Deng che segna i primi punti – dalla lunetta – del match e, dopo un alley-oop non convertito da Mozgov, un floater di DLo – complice il fuoco a salve dei Nets dall’arco – riporta i Lakers sul +9, 64-55,  e conseguente timeout per Coach Kenny Atkinson.

4 easy points di Mozgov servono a poco perché i padroni di casa continuano a giocare con superficialità e due banali palle perse da Russell e Randle tengono a contatto i Nets, 68-61, costringendo Walton a richiamare i suoi a 7 minuti dalla fine del quarto.

Mozgov segna dalla lunetta ma continua a soffrire Lopez, che converte un gioco da 3 punti per il 72-64. D’Angelo Russell si riaccende dall’arco con la sesta e la settima realizzazione giornata, ma i Nets rispondono tripla su tripla con Bogdanovic, Lopez – due volte – ed Harris: 82-76.

Rientra la second unit che prova a girare la partita: fallo e canestro per Clarkson, put back per Black a cui rispondono Ferrell e Kilpatrick per il 93-85 che chiude il terzo periodo.

Brandon Ingram #14, Brooklyn Nets at Los Angeles Lakers
Brandon Ingram #14, Brooklyn Nets at Los Angeles Lakers (Photo by Andrew D. Bernstein/NBAE via Getty Images)

L’ultima frazione inizia con la seconda – ed ultima – fiammata di Nance Jr. che schiaccia a difende bene su Scola; subito dopo Brandon Ingram prima sbaglia dall’arco e poi torna in difesa lentamente lasciando ad Harris il facile layup del 95-92.

Coach Luke Walton non perdona e richiama in panca la seconda scelta assoluta che prima di sedersi viene catechizzato a dovere dal figlio di Bill.

Momento poco piacevole della partita con i Nets continuano ad abusare del tiro dalla lunga distanza ed i Lakers che producono qualcosa con il solo Tarik Black – 12+9 di cui 5 offensivi, in 13 minuti – che al ritorno in panca raccoglia la giusta ovazione dello Staples Center.

Swaggy sbaglia 3 wide open dall’arco – 4/19 in coppia con Lou al momento – e a metà quarto, sul 104-98, rientrano i titolari salvo Ingram per Deng. DLo prima assiste Randle poi segna dal post medio, ancora Julius e Mozgov dalla lunetta provano ad allungare ma Bogdanovic continua ad imperversare. Al bel canestro per Ingram e all’ennesima tripla del top scorer di RIO 2016 segue la transizione di Julius Randle che serve a Mozgov l’assist del 116-110 con cui raggiunge la seconda tripla doppia della sua giovane carriera.

Ingram stoppa Booker imitato da Lopez su D’Angelo, gli errori di Harris prima – banale fallo su Clarkson – e Booker poi – che serve uno spettatore… – fanno pesare meno qualche scellerata giocata dei lacustri.

L’ultimo, lunghissimo, minuto trascorre tra i tiri liberi gialloviola – 7/10 per Ingram, Russell e Clarkson – e i canestri di Harris e, ancora lui, Bogdanovic che mette la parola fine alla sfida perdendo l’ultimo possesso.

Julius Randle #30, Brooklyn Nets at Los Angeles Lakers
Julius Randle #30, Brooklyn Nets at Los Angeles Lakers (Photo by Andrew D. Bernstein/NBAE via Getty Images)

125 a 118 per i Los Angeles Lakers che salgono 7-5 e riscattano in parte la brutta prova di Minneapolis. La serata storta di Young e della second unit è stata compensata dalle ottime prestazioni di Russell – 32+8+4 con 3 recuperi e 7/11 dall’arco – e Randle – seconda tripla doppia in carriera da 17+14+10. Bene Clarkson – 13+4+3 con 5 recuperi – e Tarik Black – 12+9 in 13 minuti. Intensità e difesa a dir poco rivedibili. Per i Nets 30 di Lopez e 29 di Bogdanovic.

Box Score ESPN

La scorsa stagione la settima W fu raggiunta dopo 27 sconfitte, ma il terribile calendario che attende i gialloviola – Spurs, Bulls, Thunder, Warriors 2 volte ed Hawks – fornirà una prova più consistente sulla stagione che possono disputare.

Giovanni Rossi

aka odino

Game #12 Preview & Live: Brooklyn Nets (4-6) @ Los Angeles Lakers (6-5)

Archiviata la ripassata subita al Target Center nella notte tra Domenica e Lunedì, i Lakers riabbracciano i propri tifosi allo Staples, ospitando i Brooklyn Nets alle 7.35 p.m  californiane (le 4.35 in di notte da noi).

I Nets sono in back to back, ancora privi di Jeremy Lin e col dubbio Brook Lopez – anche se per il centro esiste qualche chance di recupero in extremis – ma possiamo stare certi che venderanno cara la pelle. Gli uomini di coach Atkinson – una vita da vice e una lunghissima militanza europea, durante la quale conobbe la moglie in terra iberica, motivo per il quale possiede il doppio passaporto statunitense-spagnolo – stanno smentendo relativamente i tanti pronostici che li vedevano in fondo alla Eastern Conference, alla vigilia della stagione.

Nonostante il talento a roster non sia eccelso, i risultati stanno dando ragione alla seconda squadra della Grande Mela: oltre ai già citati Lin e Lopez, non esattamente Magic e Kareem, si passa dai veterani un po’ bolliti come Scola, ai tanti giovani più o meno realizzati (alla voce meno, domina Anthony Bennett), alla nostra conoscenza Bojan Bogdanovic – giustiziere dell’Italia al Preolimpico di Torino -, ai “sophomore” di impatto in queste prime partite, Hollis-Jefferson e Kilpatrick. O ancora alla ex grande promessa Randy Foye, rimasto orfano dell’altra play/guardia d’impatto Greivis Vasquez, recentemente tagliato per la ricaduta accusata alla caviglia già operata e (ahilui) da operare nuovamente.

In casa Lakers tutti presenti, anche se un minimo ridimensionati dopo la mattanza di Minneapolis. L’uomo nell’occhio del ciclone è D’Angelo Russell, sempre meno convincente e più tartassato da critica e tifosi, a causa delle tantissime palle perse e dell’atteggiamento difensivo stile Kobe al Farewell Tour (col minuscolo dettaglio di aver disputato 18 stagioni – e vinto 5 titoli – in meno).

Russell ha bisogno più di chiunque altro di un’iniezione di fiducia – o di ghiaccio nelle vene, per restare ad uno dei suoi cavalli di battaglia – e quale miglior banco di prova dei Nets allo Staples, la partita che di fatto ha proiettato DLo agli onori delle cronache, nella scorsa stagione? 39 punti (career high) e vittoria sorprendente della banda bassotti guidata dall’ex Coach Byron “Masterpiece” Scott, un dolce ricordo che il numero 1 amerebbe rinverdire.

D'Angelo Russell #1, Brooklyn Nets at Los Angeles Lakers
D’Angelo Russell #1, Brooklyn Nets at Los Angeles Lakers (Photo by Andrew D. Bernstein/NBAE via Getty Images)

Curiosità: le due vittorie in altrettanti incontri dell’anno scorso, hanno di fatto spezzato la serie  di 3 sconfitte in fila subite nei confronti diretti coi Nets tra il 2014 e il 2015,  a loro volte precedute da ben 11 vittorie consecutive gialloviola, nel periodo d’oro dei titoli, i playoff e le finali.

Gradiremmo dunque che DLo mantenesse la propria imbattibilità coi Nets, anche perchè le 5 partite che seguiranno – nell’ordine San Antonio, Chicago, Oklahoma (tutte allo Staples) e Golden State due volte, prima alla Oracle e poi ancora a Los Angeles – metteranno fortemente a rischio il record vincente dei gialloviola.

Appuntamento a chi volesse per il Live, sempre su questi schermi.

Jaywill_22 aka Marco Brignoli

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69 thoughts on “Game Recap #12 Brooklyn Nets @ Los Angeles Lakers 118-125

  1. Bruttissima partita dei ragazzi e pessimo atteggiamento difensivo,cosi ne vinciamo pochissime.Loro troppo scarsi per poterci impensierire,ma sono arrivati a due minuti dalla fine a meno quattro,il che è inaccettabile.Ma è un bene se iniziamo a considerare scontate queste W,sembra passata una vita dall’anno scorso.Ora servirebbe un miracolo,firmerei col sangue un 2-4 ma mi accontenterei di un 1-5

  2. Gran bel recap, Odino, ho ripercorso mentalmente la partita cosi come l’avevo visto….non manca nulla, quindi dirò cose scontate o già toccate.

    Bene D’Angelo, primo quarto alla Curry e sesta tripla di onnipotenza cestistica fuori dal comune, oltre che intelligente.
    Un grande Mozgov in attacco, ma pigro in difesa..mi pareva Bynum contro Andersen in un Lakers-Rockets di tanti anni fa.
    Bene Randle, tripla doppia che incide finalmente, non come quella farlocca dell’anno scorso.
    Per una volta male le Onde di Nick e Lou…che altro?

    Ah si…se dico 3-3 le prossime sei, mi fate rinchiudere, vero? ?

  3. ottima risposta di d’angelo, dalla panca questa volta le onde le fa il buon tarik che ci tiene a galla nonostante una giornata no per lou nick e ingram

  4. Bravo Walton ha fatto degli accorgimenti offensivi per farlo rendere di più TOGLIENDOGLI il pallone dalle mani. Avessiamo avuto l’apporto delle onde sta partita finiva al terzo quarto. Difesa oscena dio mio che pena, Deng ha dato segni di vita nella ripresa, troppo poco. Black oggi mvp romantico. L’mvp reale è Randle

  5. Primo tempo sotto tono anche per la panca, solo 13 punti ed un impatto negativo. Comunque basta un po’ di intensità per portarla a casa.

  6. ciao a tutti e due!! non vorranno mica perdere questa sul serio

    d’angelo veramente si dia una mossa e cominci a parlare sul campo che di chiacchiere ne ha fatte abbastanza…

  7. Brutto inizio, salvati dalla verve di #DLo.
    Soffriamo lunghi statici come Lopez e Scola e stiamo sbagliando molto dal campo, per ora non pervenuti Lou e Swaggy.

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