Game Recap #15 Oklahoma City Thunder @ Los Angeles Lakers 109-111

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Dopo aver saltato la sfida con gli Spurs e visto il pallido rientro con i Bulls, D’Angelo Russell viene nuovamente tenuto a riposo; di conseguenza è lo spagnolo Calderon con Young, Deng, Randle e Mozgov a comporre lo starting five lacustre; i Thunder rispondono con Westbrook, Oladipo, Roberson, Sabonis ed Adams.

I primi minuti del match scorrono veloci, con diversi errori al tiro da entrambe le parti. Randle sembra attivo come al solito sotto le plance, mentre i Thunder pressano alto. I canestri di Luol DengVictor Oladipo fissano il punteggio sul 6-6 dopo quattro minuti di gioco. Il forcing sulla palla provato da Coach Billy Donovan produce 3 facili recuperi tramite i quali Westbrook prova ad allungare, ma Calderon – in evidente sofferenza per il gap atletico – e Young dall’arco danno il +4 ai padroni di casa, 14-10.

Julius Randle è confusionario in transizione e, dopo il timeout, lascia il posto a Nance Jr. e alla second unit: Ingram e Young dall’arco aumentano il vantaggio a 7 lunghezze, 21-14. A poco meno di 3 minuti dal termine Nick – ottimo in difesa su Westbrook – lascia il posto a Sweet Lou: il miglior marcatore dei gialloviola entra in campo come decimo uomo, ad indicare la bontà e la duttilità delle rotazioni scelte da Coach Luke Walton.

Un jumper di Ingram ed un gioco da 4 punti di Lou Williams lanciano i gialloviola sul +13, 29-16, che chiude il primo quarto.

Jose Calderon #5, Oklahoma City Thunder at Los Angeles Lakers
Jose Calderon #5, Oklahoma City Thunder at Los Angeles Lakers (Richard Mackson-USA TODAY Sports)

Il secondo periodo inizia sulla falsariga del primo: i padroni di casa fanno fatica a segnare ed il layup del 31-22 di Andre Roberson, obbliga Walton al timeout. La frontline dei Thunder continua a raccogliere seconde opportunità a rimbalzo che, complici alcune scelte a dir poco sufficienti in attacco, impongono a Walton di applicare subito la lezione appresa da Popovich, ovvero interrompere nuovamente il gioco sul 37-32.

Young spinge la transizione ed è ancora protagonista di un paio di difese egregie su Westbrook, in particolare la stoppata subita fa saltare i nervi al #0 che si rende autore di un Flagrant 1 su Deng, 0/2 per Luol.

Dopo la tripla di Calderon i gialloviola non trovano la via del canestro e continuano a regalare altri possessi ai Thunder, che ringraziano con le triple di Grant e Sabonis e trovano il sorpasso grazie all’and-one di Westbrook. La tripla allo scadere di #Swaggy3 manda tutti negli spogliatoi sul 49-48.

Parafrasando il tennis, troppi errori non forzati – palle perse – per i Lakers.

Luol Deng #9, Oklahoma City Thunder at Los Angeles Lakers
Luol Deng #9, Oklahoma City Thunder at Los Angeles Lakers (Photo by Andrew D. Bernstein/NBAE via Getty Images)

Il terzo periodo inizia nel segno di The Brodie che prima assiste Roberson, poi schiaccia di prepotenza ed infine dalla lunetta sigla il +2, 53-55. Dall’arco Calderon e Randle reggono l’urto, 59-59, mentre Mozgov riporta avanti i Lakers, 63-59, prima della quinta palla persa dello spento Randle.

La quarta tripla di un positivo ed ordinato Josè Calderon e le due consecutive di Joffrey Lauvergne mantengono in equilibrio il match, 66-67, prima del nuovo allungo lacustre ispirato da Timofey Mozgov, che schiaccia dopo il 2/2 dalla lunetta, e Larry Nance Jr. che segna, stoppa – imitato poco dopo da Black – Kanter e recupera un pallone.

Clarkson fornisce altro propellente al parziale lacustre, 12-2, fermato solo da Steven Adams che – a differenza del compagno turco – fa valere tutti i suoi cm sotto le plance siglando i 5 punti che chiudono il quarto sull’80-74.

Tarik Black #28, Oklahoma City Thunder at Los Angeles Lakers
Tarik Black #28, Oklahoma City Thunder at Los Angeles Lakers (Photo by Andrew D. Bernstein/NBAE via Getty Images)

Nell’ultimo periodo i Lakers provano ad alzare il ritmo: un gioco da 3 punti di Tarik Black e le triple di Lou e Brandon Ingram lanciano i Lakers sul +13, 91-78. Rientra Westbrook che, animato dalla solita foga, commette qualche fallo ingenuo e perde palla: ne approfitta Jordan Clarkson che segna 4 liberi e dal recupero lancia la transizione di Ingram e Nance Jr.: +14, 97-83, timeout Donovan.

Dopo 42 sonnacchiosi minuti di gioco, lo Staples Center viene animato dalla furia agonistica di Russell Westbrook: segna, lotta a rimbalzo e lancia Oladipo per il -10, 97-87. Il figlio di Bill ferma subito il gioco ma serve a poco: Westbrook con due triple ed un bank shot riporta sotto i suoi, 104-98.

Al RW Show risponde solo Williams, a segno due volte, prima che lo scatenato numero 0 metta a referto la quarta tripla della frazione: 108-105 a cento secondi dal termine.

Dopo il timeout chiesto da Donovan, Russell torna sulla terra e fallisce un jumper prima ed un floater poi, graziando gli errori al tiro del Lakers. JC, ancora Westbrook e Williams sbagliano dall’arco.

Timeout Thunder prima degli ultimi 48 secondi tutti da godere.

The Broodie è bravo a catalizzare la difesa su di lui e serve Adams per -1, Nance Jr. sbaglia così come Westbrook ma è ancora il fratello della plurimedagliata Valerie a catturare il rimbalzo offensivo: +1, 109-108 a 13 secondi dalla fine.

Timeout e…

…e #Swaggy3 realizza la tripla – intercettando l’assist di Ingram per Lou – del 111-109 con 5 secondi da giocare.

Nick Young #0, Oklahoma City Thunder at Los Angeles Lakers
Nick Young #0. Oklahoma City Thunder at Los Angeles Lakers (Photo by Andrew D. Bernstein/NBAE via Getty Images)

I gialloviola difendono bene sulla tripla tentata da Westbrook e portano a casa una sofferta ma meritata vittoria: Lakers Win.

Luci della ribalta tutte per Nick Young, MVP del match non solo per il canestro della vittoria ma per l’impegno profuso in difesa per contenere lo spauracchio Westbrook. Bene anche Clarkson (18+3+4 con 4 recuperi), Lou (13+5), Ingram (11 e 3 triple importanti), Mozgov (16), Nance Jr. (8+4) e Calderon (12+6+4). Male Randle, solo 21 minuti con 6 perse per lui, che ha dato la sensazione di non essere al meglio fisicamente. Deng dopo un discreto primo tempo non si è quasi visto nella ripresa.

Nei Thunder ennesimo show in solitaria per Westbrook che con la sfuriata nel quarto finale – oltre a riportare sotto i suoi – ha messo a posto le statistiche: per il prodotto di UCLA 34 punti, 8 assist e 13 rimbalzi con 17 errori al tiro e 8 palle perse. Solide prove anche per Adams (20+16) e Lauvergne (12+7), maluccio rispetto alla sfida precedente Oladipo e Kanter.

Box Score ESPN

I Lakers hanno tirato bene (52% dall’arco) sfruttando la produttività della second unit (55-33), inoltre hanno minimizzato le perdite nel pitturato – solo 14 i punti in meno segnati e -5 a rimbalzo – concedendo pochi pick and roll tra RW ed i suoi lunghi.

Nick Young #0, Oklahoma City Thunder at Los Angeles Lakers
Nick Young #0, Oklahoma City Thunder at Los Angeles Lakers (Photo by Andrew D. Bernstein/NBAE via Getty Images)

Bravo Luke ad inserire Calderon per DLo per non snaturare le rotazioni. Inoltre ha letto – ancora una volta – bene il match, lasciando tanti minuti a Clarkson e Nance Jr. nel quarto finale oltre che schierare Ingram nei secondi decisivi.

Next: entrambe le squadre andranno in trasferta in b2b: Lakers ad Oakland, Thunder a Sacramento.

Giovanni Rossi
aka odino

Full Game HL

Game #15 Preview & Live: Oklahoma City Thunder (8-7) @ Los Angeles Lakers (7-7)

Nella notte italiana, ore 4:30 ?, tra Martedì 22 e Mercoledì 23 Novembre, i Los Angeles Lakers riceveranno allo Staples Center gli Oklahoma City Thunder.

I gialloviola affrontano gli oklahoman a meno di un mese dalla prima sfida del Thunderdome, quando furono – qui il recap – sconfitti non riuscendo a contenere lo scatenato Russell Westbrook.

Game #03 Los Angeles Lakers @ Oklahoma City Thunder 96-113: Timofey Mozgov #20
Game #03 Los Angeles Lakers @ Oklahoma City Thunder 96-113: Timofey Mozgov #20 (Lakers.com/NBAE via Getty Images)

Nella sfida di Ottobre The Brodie mise a referto una delle cinque triple doppie (33+11+16) di questo suo spettacolare – quanto meno dal punta di vista statistico – inizio di stagione. Le sue incursioni ed i pick and roll con Steven Adams (14+12) ed Enes Kanter (16+6) furono un rebus senza soluzione per la difesa lacustre.

Gli uomini di Coach Billy Donovan sono reduci dalla L ad Indianapolis ed in questo avvio di stagione si poggiano sulle spalle larghe di Russell – la tripla doppia è quasi di media – che ha trovato in Victor Oladipo un discreto scudiero: i due infatti tentano quasi la metà dei tiri di squadra, essendo gli unici con Kanter in grado di costruirsi un tiro. Tuttavia il non avere tiratori davvero affidabili sul perimetro spesso evidenzia i limiti degli hero ball (o match ball?) del numero 0.

Discorso diverso sotto le plance, poiché Adams, Kanter e Domantas Sabonis compongono una delle frontline più solide della Lega.

I Lakers sono alle prese con una parte di calendario impegnativa e dopo la duplice L patita con Spurs e Bulls devono provare a smuovere la casella delle W in vista della successiva doppia sfida con i Golden State Warriors. Gli uomini di Coach Luke Walton non hanno problemi a produrre – terzi per PPG – e #SweetLou Williams è il miglior marcatore alla guida di quella che è al momento la miglior scoring bench della Lega. Al contrario dei Thunder, la rotazione lacustre poggia su 10 elementi di cui ben 9 oltre i 21 MPG.

Una distribuzione equilibrata dei tiri consente di cavalcare chi, a seconda del match, appare più in palla ed efficace, soprattutto nel backcourt.

Tuttavia, anche se il figlio di Bill – ovviamente – non fa drammi:

The defense isn’t so much an epidemic as it is a series of correctable errors.

“We’re playing well enough to win games, but we’re not giving ourselves a lot of outs with the silly mistakes we’re making” via Joey Ramirez / NBA

I gialloviola per poter provare a puntare davvero alla post season hanno bisogno di aumentare l’intensità difensiva, onde evitare di continuare a concedere, ad esempio, la miglior la miglior % dal campo nei presso del ferro. Poiché la frontline, Mozgov escluso, in media è undersized rispetto a quella avversaria le sofferenze contro quelle meglio attrezzate – Davis, LMA, i gemelli Lopez, ecc. – sono inevitabili.

Gli esterni, Russell e Clarkson in primis, devono dimostrare di poter fornire un apporto equilibrato su entrambi i lati del campo, magari prendendo esempio da chi sopperisce al gap fisico con l’intensità – Nance Jr. e Black – o con l’intelligenza e la dedizione, come Brandon Ingram:

Game #12 Brooklyn Nets @ Los Angeles Lakers 118-125: Brandon Ingram #14
Game #12 Brooklyn Nets @ Los Angeles Lakers 118-125: Brandon Ingram #14

 

D’Angelo Russell – dopo la scialba prova contro i Bulls – è questionable causa ginocchio, mentre Zubac dovrebbe aver risolto i problemi alla schiena e tornare disponibile.

Oklahoma City Thunder

8W – 7L | #6 in the Western Conference | #1 in the Northwest Division
Stats: PPG 105.3, 12th | RPG 46.6, 3rd | APG 21.1, 18th | OPPG 103.8, 15th
Leaders: Russell Westbrook, 31.6 PPG | Russell Westbrook, 10.4 RPG | Russell Westbrook, 9.6 APG

Los Angeles Lakers

7W – 7L | #8 in the Western Conference | #3 in the Pacific Division
Stats: 109.8, 3rd | RPG 43.9, 14th | APG 21.9, 12th | OPPG 109.6, 27th
Leaders: Louis Williams, 16.9 PPG | Julius Randle, 8.3 RPG | D’Angelo Russell, 4.8 APG

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Giovanni Rossi
aka odino

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91 thoughts on “Game Recap #15 Oklahoma City Thunder @ Los Angeles Lakers 109-111

  1. Passi evidente, naturalmente. Ma contro la squadra di uno cui vengono perdonate 10 infrazioni a partita, non ne farei un caso ;)
    Poi quel tiro devi anche metterlo, passi o non passi….Kenny Smith – si, quello che commenta su Tnt – ha fatto vincere un titolo ai Rockets di Hakeem, con un passi molto più evidente di questo, ha passeggiato….però rimane uno dei canestri più incredibili in una serie finale. Fanculo al regolamento, quando ci sono queste emozioni.
    Per non parlare del fatto che ha vinto 3 titoli e viene considerato uno dei best all times, un cazzone che fa sempre passi, sfondamento, doppia e qualunque tipo di violazione.
    Se vanno bene per lui, figuriamoci per Nick (che a dire il vero, oggi ne ha commessa più d’una).

    ps: Con Okc la vincevamo, ve l’avevo anticipato. Certo, se non ce la fossimo complicata (ahi ahi, Walton, non sono del tutto d’accordo con odino), l’avremmo portata a casa senza troppi patemi.

  2. Grandissimo secondo tempo dei ragazzi,ordinati e perfetti fino al black out finale che ci stava costando la partita,ma la meritavamo e l’abbiamo portata a casa.Nessuno ne ha parlato,ma vorrei dirlo benchè si tratta del mio beniamino.Quelli sono passi ragazzi,in tutte le leghe e in tutte le vite.
    Sticazzi,grande W ed ora risparmiamo le forze per Atlanta,partita da non sbagliare per rimanere attaccati al 50%,il nostro incredibile vero obiettivo

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