Game Recap #20 Los Angeles Lakers @ Chicago Bulls 96-90

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I Lakers di coach Walton continuano il tour di trasferte, dopo la battuta d’arresto contro i Pelicans tocca ai Bulls di Wade e Butler incrociare le lame con i giovani ed incerottati leoni gialloviola. La notizia del giorno é che l’infortunio di Young risulta meno grave del previsto ma lo terrà comunque fuori per 2/4 settimane.

Nick Young #0, Los Angeles Lakers at Chicago Bulls
Nick Young #0, Los Angeles Lakers at Chicago Bulls (Photo by NBAE via Getty Images)

Assenza pesante che va a sommarsi a quella ormai fissa di D’Angelo Russell. Walton é costretto ancora una volta a cambiare il quintetto e di conseguenza le rotazioni. Lakers per giunta in back to back in quel di Chicago, senza il miglior difensore (Young) e il miglior talento offensivo (Russell). Le premesse sono a dir poco nefaste, nell’aria c’é sconforto per questi infortuni che stanno minando una stagione finora entusiasmante.

Chicago per l’occasione recupera Wade con Mirotic che scala in second unit, ma é sempre priva di Carter-Williams e McDermott. Walton stupisce e manda in quintetto da guardia Ingram, per sopperire in parte all’assenza di Young, quanto meno nella metà campo difensiva. L’inizio di partita vede le due squadre tirare con basse percentuali, l’attacco lacustre é contraddistinto da turnovers in serie di Calderon e Deng mixate con qualche buona iniziativa di Randle, ma dopo 5′ e soli 7 punti segnati, Walton é costretto ad interrompere il gioco sul primo tentativo di fuga avversario, grazie al solito Butler che, come allo Staples, quando penetra trova autostrade verso il ferro.

Il divario sale subito a dieci punti ed appare chiaro che in queste condizioni per i Lakers è difficile competere, specialmente contro squadre da playoffs. I Bulls capitalizzano le 9 perse gialloviola con 14 punti facili, spesso in contropiede. La panca inizialmente non incide perché Clarkson continua il suo slump, sbaglia 4 tiri consecutivi ed è dannoso come la grandine anche in difesa. Il quarto termina sul 28-17 per Chicago, con Butler già a quota nove.

Jordan Clarkson #6, Los Angeles Lakers at Chicago Bulls
Jordan Clarkson #6, Los Angeles Lakers at Chicago Bulls (Photo by Gary Dineen/NBAE via Getty Images)

Il secondo quarto vede fortunatamente l’assenza di giochi per Clarkson e ne beneficiano subito Williams e Nance Jr. che riportano i Lakers a meno cinque con giocate di classe ed energia. Robinson si iscrive alla partita a causa dei repentini tre falli di Black e non sfigura. La second unit ancora una volta é travolgente, Lou firma il meno uno ma fallisce la tripla del sorpasso, dall’altra parte Butler abusa di Clarkson e con l’and one ricaccia indietro i Lakers sul 38-34.

Un altro problema dei Lakers é quello sotto le plance dove Portis fa la voce grossa, cattura rimbalzi offensivi in serie e regala secondi possessi ai Bulls. Deng va su Butler, ma il problema difensivo causato da Clarkson non trova soluzione perché, pur accoppiato a Rondo, il nostro riesce nella rara impresa di concedergli due jumper a segno di fila.

I Lakers però sono in partita, Ingram attacca il canestro e trova la realizzazione con fallo, Lou regala con due liberi la parità sul 47-47 dopo 24′ di gioco.

Chicago è crollata al tiro ed i Lakers nonostante un numero spaventoso di turnover, quattordici, sono incredibilmente in partita. Note dolenti: il linguaggio del corpo di Deng continua ad essere sospetto, forse le voci che vogliono la reunion con Thibo in Minnesota non sono infondate, poiché il ragazzo non sembra assolutamente coinvolto nel progetto: turnover banali e tiri corti anche stasera per Luol, oltre alla solita mediocre difesa. Un giocatore irriconoscibile rispetto a quello ammirato negli ultimi playoffs.

Brandon Ingram #14, Los Angeles Lakers at Chicago Bulls
Brandon Ingram #14, Los Angeles Lakers at Chicago Bulls (Photo by Jonathan Daniel/Getty Images)

Nel terzo quarto l’obiettivo per i Lakers é reggere nei primi minuti la mareggiata avversaria, limitando i danni prima dell’ingresso della second unit. Con Calderon a menare le danze l’attacco é statico, non c’é fluidità né tiri aperti ed i gialloviola prevedibilmente soffrono. Randle inanella una serie di errori clamorosi, perdendo palloni, ignorando compagni smarcati e facendosi stoppare da Gibson, Rondo in serata di grazia al tiro mette una bomba per il +5 Chicago. Walton ne ha abbastanza, chiama timeout e mette dentro le riserve sul 61-55 Bulls.

Lou Williams non aspetta il quarto periodo per mettersi in moto e con sette punti riesce a ricucire parzialmente il divario. Black commette il quinto fallo lasciando spazio a T-Rob ed il terzo quarto si conclude sul 73-70 in favore dei tori. La partita ora é aperta, il piano dei Lakers è quello di raddoppiare sempre Butler, costringendolo a tiri dal perimetro (3/10 dopo 36′) che danno ragione al game plan di Walton. Nel quarto periodo l’inerzia é ancora delle riserve gialloviola che trovano l’insperato vantaggio con T-Rob a nove minuti dal termine. Hoiberg interrompe le ostilità ed i Bulls rispondono prima con Butler e poi con una tripla di Canaan dopo un’ imbarazzante persa di Randle, scippato da Rondo. 85-82 Bulls grazie ad errori gravissimi di un Randle che aggiunge un 2/11 dal campo alla sua finora pessima performance.

Il cuore non si può imputare ai Lakers, l’ennesima reazione è dietro l’angolo, Randle si sveglia dal torpore trovando la retina, Ingram subisce fallo su tiro da tre ma converte solo due liberi, riportando comunque i Lakers in vantaggio 86-85. I Bulls pasticciano in attacco ma continuano a dominare a rimbalzo offensivo. Wade con la bimane porta avanti i suoi dopo l’ennesima palla persa lacustre, ma Clarkson si accende al momento giusto, segna prima in penetrazione e subito dopo con un floater, regalando il +3 ai Lakers a due minuti dalla fine sul 90-87. Chicago é in confusione, Randle si fa sfuggire un rimbalzo già suo e Butler converte la tripla del pareggio a quota 90. Altro sanguinoso errore lacustre nell’azione successiva con Clarkson che perde palla sulla pressione di Butler. I Lakers vacillano ma Chicago non capitalizza, Ingram difende alla grande su Butler costringendolo all’errore e Randle sigla il vantaggio battendo Gibson nell’uno contro uno.

Timeout Chicago a 50 secondi dalla fine, finale drammatico in Illinois. Il go to guy è sempre Butler, ma Ingram difende ancora egregiamente e forza l’errore, Lou Williams lucra due liberi a Rondo ma non chiude la partita siglando solo un punto dalla linea della carità. 93-90 Lakers, Bulls con 20 secondi e la palla del possibile overtime. Lo schema è perfetto e libera ancora una volta Butler per un comodo wide open ma clamorosamente il risultato é un airball che consegna la palla e la partita ai Lakers. Dalla lunetta chiude i conti Randle, poi Nance sigilla il punteggio finale che dice 96-90 per i Los Angeles Lakers, corsari allo United Center interrompendo uno striscia di 5 sconfitte di fila a Chicago.

Julius Randle #30 and Louis Williams #23, Los Angeles Lakers at Chicago Bulls
Julius Randle #30 and Louis Williams #23, Los Angeles Lakers at Chicago Bulls (Photo by Jonathan Daniel/Getty Images)

E’ il trionfo di Walton che ha giocato coi quintetti magistralmente. Un allenatore al primo anno, ma già in grado di proporre un game plan vincente al secondo confronto con gli avversari, è a dir poco promettente. Butler ne aveva messi 40 nel match allo Staples, stasera ne mette 22 ma col 22%, 4/18 dal campo e tanti errori nei momenti clutch della partita. Fa specie che questa prestazione difensiva sia avvenuta disponendo non certo dei top defenders in Nba, ma sostanzialmente grazie ad un ragazzino alla ventesima partita in Nba, Brandon Ingram.

Da rimarcare la sua impressionante maturità, si prende la stella avversaria quando la gara si decide e questa volta, a differenza degli scontri precedenti con Leonard e George, vince il duello. Williams e Clarkson chiudono con 18 punti, migliori marcatori di serata. Randle somma 13 punti e 20 rimbalzi, presente sotto le plance e decisivo come spesso gli capita nel finale.

Purtroppo ha pause inspiegabili e commette leggerezze in serie anche nella stessa azione, ma la tendenza sinistra a salire di livello quando il pallone scotta è un elemento da non sottovalutare. Al coach il compito di limare i fisiologici errori di gioventù di un gruppo che continua a stupire, resta attaccato al 50% e alla zona playoffs a dispetto della sorte e degli scettici. Lo United Center si inchina ai gialloviola che ora si preparano ad un nuovo back to back dal pronostico apparentemente chiuso, in Canada coi Raptors e il giorno dopo coi Grizzlies. Questo gruppo però continua a far sognare. In attesa dei rientri di Russell e Young che consentiranno di rivedere lo scintillante gioco offensivo delle prime partite,  il menù della casa offre corazon y heuvos, cuore e attributi, cose sconosciute da anni nell’universo Lakers.

Luke Walton, Los Angeles Lakers at Chicago Bulls
Luke Walton, Los Angeles Lakers at Chicago Bulls (AP Photo/Paul Beaty)

I sentiti ringraziamenti vanno verso una sola direzione: Luke Walton.

Angelo Chieppa

Box Score ESPN

Full Game HL

Game Preview

Back to back in vista per i Lakers, impegnati nella notte coi nuovi Bulls di Dwyane Wade e Rajon Rondo. La squadra californiana è giunta a Chicago con l’angoscia di una potenziale rottura del tendine per Nick Young e si è risvegliata dall’incubo pochi minuti fa, con la conferma che si tratta solamente di uno stiramento al polpaccio destro per Swaggy P. (agli insiders dico “bene, ma non benissimo”)

Tanto spavento per niente, insomma, il profilo scaramantico tenuto volutamente su questi lidi ha sortito gli effetti sperati e nel giro di 2-4 settimane dovremmo riabbracciare Young nello Starting Five.

Fin qui le buone notizie, ma è corretto valutare anche il lato oscuro della medaglia: l’assenza della miglior guardia difensiva a roster rappresenta un problema di non facile soluzione per coach Luke Walton, che contemporaneamente dovrà fare a meno di uno dei migliori tiratori e realizzatori della squadra, almeno fino a metà dicembre (più verosimilmente Natale). Un forfait che si aggiunge a quello già noto di Russell, privando i Lakers del loro backcourt titolare.  E tornando alla partita di stanotte – tip off alle 2.00, come ieri a New Orleans -, rimane in dubbio ancora una volta la presenza di Randle, che contro Davis e soci ha risentito di un leggero riacutizzarsi del dolore all’anca.

Randle o non Randle, questi Lakers menomati dovranno provare a cancellare in fretta la serata no vissuta a casa dei Pelicans, sebbene l’avversario non si presti particolarmente alle velleità di riscatto angelene.

La creatura di Hoiberg viaggia infatti a vele spiegate verso la vetta della Eastern conference, dalla quale la separano i Toronto Raptors – sarebbe il meno, solo mezza partita di svantaggio – e soprattutto gli inarrivabili Cleveland Cavs di Kyrie Irving e Lebron James. I Bulls contano di centrare coi Lakers la loro undicesima vittoria stagionale – a fronte di 6 sconfitte -, forti delle sole due gare disputate nell’ultima settimana e favoriti dalle defezioni gialloviola, proprio laddove Chicago detiene i propri punti di forza. Wade, in particolare, dovrebbe essere del match nonostante sia soggetto al regime di “game time decision”, al momento in cui scriviamo.

Le pochissime speranze di riagganciare il 50% di vittorie, si azzerano se andiamo ad analizzare i precedenti recenti: a Chicago solo sconfitte per la Los Angeles gialloviola, i cui ultimi successi nella windy city risalgono al biennio dei titoli 2009-2010.

Se sconfitta dev’essere, quantomeno auguriamoci di trarre qualche indicazione utile e di assistere ad uno spettacolo migliore della scialba performance offerta in Louisiana da Clarkson e soci. Avendo perso la gara del 20 Novembre allo Staples  (Recap), con il roster al completo a disposizione di Walton, sarebbe stato comunque improbabile evitare lo sweep stagionale, ma alla luce delle tante sorprese registrate nelle ultime nottate NBA – un’apocalisse la notte scorsa -, pretendere un atteggiamento meno passivo è doveroso. Per noi e anche per Nick.

Jaywill_22 aka Brignoli Marco

 

 

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67 thoughts on “Game Recap #20 Los Angeles Lakers @ Chicago Bulls 96-90

  1. Non ci credevo quando ho letto il risultato, incredibile.
    Merito di Luke e di un gruppo unito,ora aspettiamo con ansia i rientri di Young e D’angelo Russell!!
    Bellissimo recap Boston!!

  2. A cercare le note negative, ancora una prestazione negativa di Ingram al tiro, ma la sua difesa sulla star avversaria zittisce qualunque critica. Randle da 20 rimbalzi e tanti errori, ma la decide con un canestro e un libero nel finale.
    Deng e Calderon, a giudicare dal plus/minus, meglio se continuano a restare seduti nei finali.
    Questa squadra ha cuore, palle e organizzazione, era la risposta che chiedevo dopo le ultime 24 ore da delirio.
    Buonanotte Guys, i primi 3 quarti li guardo domani, oggi Arena funzionava come l’uccello di Rocco a 25 anni. :))))

    1. Per me il tiro per Ingram è l’ultimo del problemi.. non abbiamo il defensive stop delle stelle da 1 a 3.. se diventa lui da subito ci divertiamo parecchio.. e quando rientra dlo torneranno pure le triple per Clarkson. Adesso ci accontentiamo così.. ora l a toronto programmata e poi altra battaglia con gli orsi

  3. Splendida gestione dei ragazzi, anche Ingram con grande presenza di spirito quando è riuscito a tenere il pallone in campo, rischiando l’autocanestro XD
    E Walton che rideva in panca e faceva uno show di cabaret per le prime file..super vittoria, le mie “autogufate” sono servite sia per la partita di stasera che per l’infortunio di Nick, il metodo George non tradisce mai!

  4. Ancora superdifesa di Ingram su Butler, per fortuna Wade non sta benissimo, troppo silente. E speriamo lo resti.. Lou 1 su 2 ai liberi, non ci voleva, odore di overtime

  5. Grande Julio per il +2, ma ottimo anche Ingram in difesa su Jimmy, dopo aver perso quel pallone stupido in attacco. Sempre testa al match, ora difendere come se non ci fosse un domani..

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