Focus On… Lakers Offense, crysis?

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Dopo i non lievi infortuni accusati quasi simultaneamente da D’Angelo Russell e Nick Young, i Lakers hanno messo in evidenza un problema dalla complicata risoluzione: l’efficacia – o meglio, la perdita di efficacia – nel tiro da 3 punti. Sappiamo tutti che Coach Walton, memore degli insegnamenti di Kerr, fa grande affidamento su questo tipo di soluzione offensiva e la modifica del ruolo di Randle, trasformato in facilitatore e bloccante in consegnato, è stata effettuata proprio per aumentare l’efficienza dall’arco.

La squadra giallo-viola ha tanti giocatori a roster in grado di creare punti, ma nessuno specialista nel fondamentale che in questo momento determina le fortune o sfortune delle squadre NBA.

Los Angeles Lakers 109-111: Nick Young #0
Game #15 Oklahoma City Thunder @ Los Angeles Lakers 109-111: Nick Young #0 (Lakers.com/NBAE via Getty Images)

Andiamo ad analizzare alcuni numeri, per rendercene conto. Prendiamo come campione le ultime 4 partite, quelle in contumacia Nick Young, appunto:

Jose Calderon  1/6 da 3, Jordan Clarkson 4/19, Luol Deng 4/15, Brandon Ingram 3/12 e Lou Williams 8/24.

Randle e Nance Jr. collezionano un insignificante 0/3 in combo, mentre i centri coinvolti nella rotazione non possiedono un raggio di tiro cosi ampio (alla Gasol o alla Brook Lopez, per intenderci).

Se sommiamo il tutto, arriviamo ad un inquietante 20/79, per una percentuale complessiva di poco superiore al 25% (25.31%)

La ragione differisce, da giocatore e giocatore: Calderon gioca poco e male, ma dovrebbe usufruire – soprattutto – dei primi quarti, per massimizzare la sua produzione da fuori.

Clarkson, di contro, gioca troppi minuti rispetto ad inizio stagione e questo lo porta a pensare troppo. Una guardia con le sue caratteristiche, se pensa non esegue, finendo per andare in difficoltà: Jordan è un buon tiratore in ritmo, ma se si trova in condizioni statiche o di tiri presi dal palleggio,  con l’uomo incollato in marcatura, non solo diminuisce in efficacia, ma tende a sparare mattoni terrificanti ed entrare in periodi di slump che non si limitano ad una singola partita.

Di Deng possiamo dire che il ruolo in cui deve disimpegnarsi non gli rende giustizia, anche se è inspiegabile che quasi ogni errore dalla lunga distanza vada corto, a meno che non si opti per la deduzione più ovvia:  la risposta fisica e la potenza nelle gambe dell’anglo-sudanese non sono più quella di un tempo, problema peraltro difficilmente risolvibile.

Ingram, infine, è un bambino che gioca coi grandi ed avrà tutto il tempo per migliorare, ma in questo momento le difese non lo considerano un reale pericolo dalla linea dei tre punti.

Concludiamo con Lou – il migliore di gran lunga -: Williams ha la dote di costruirsi il tiro dal palleggio come pochi altri nella Lega e la percentuale si abbassa – quando accade – principalmente a causa del consistente numero di tiri che l’ex sesto uomo dell’anno è costretto a prendersi, per sopperire alle lacune dei compagni.

Game #22 Los Angeles Lakers @ Memphis Grizzlies 100-103: Louis Williams #23
Game #22 Los Angeles Lakers @ Memphis Grizzlies 100-103: Louis Williams #23 (Lakers.com/NBAE via Getty Images)

Chiaramente abbiamo analizzato un campione ridotto di gare, giocate in una  condizione di trasferte ravvicinate, tali da segnare e logorare gli atleti sia sotto il profilo fisico che mentale, ma non si può far finta di niente: l’attacco che segnava 120 punti a partita, in questo momento non esiste più. La media di queste gare è 89.5 punti e la differenza è talmente notevole da non poter essere spiegata soltanto per un paio di defezioni o da un back-to-back, vissuto tra Toronto e Memphis.

Walton deve studiare un piano b se vuole continuare a lottare per i playoff, magari cercando di implementare nuovi set offensivi per il mid-range, oppure per trovare punti facili nel pitturato. Il dilemma in sostanza è: provare a cambiare per rimanere in corsa, oppure insistere sul sistema consolidato, pur disponendo di tiratori non affidabili? Anche da questa scelta – ma ovviamente non solo – dipenderà il destino della nostra stagione.

Roby

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