Game Recap #24 Los Angeles Lakers @ Houston Rockets 95-134

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I Lakers si recano al Toyota Center per affrontare i lanciatissimi Houston Rockets al culmine di un periodo difficilissimo a causa degli infortuni che continuano a tormentare i gialloviola. Ai noti Russell, Young e Calderon si aggiunge Tarik Black mentre dall’altra parte la squadra allenata dall’ex Mike D’Antoni non ha assenze rilevanti e si presenta con Harden e Beverley come guardie, Ariza, Ryan Anderson e Capela in frontcourt. Unica nota positiva, il rientro in squadra di Larry Nance Jr.

Luke Walton dopo tre sconfitte consecutive effettua dei cambi nello starting five, inserendo Huertas e Clarkson nel backourt al posto di Ingram e World Peace. Chiaro il tentativo di evitare il black out offensivo del terzo quarto con Utah che è costato la partita.

Louis Williams #23, Los Angeles Lakers at Houston Rockets
Louis Williams #23, Los Angeles Lakers at Houston Rockets (Photo by Bill Baptist/NBAE via Getty Images)

Il risultato di questa mossa é discreto, poiché i Lakers restano in partita coi titolari fino al timeout sul 16-11 per i padroni di casa. Capela si rende protagonista con tre schiacciate, Randle ricomincia da dove aveva finito. Prima accoppiato ad Harden gli concede due triple, nell’altra metà campo inanella disastri in serie. Fallo in attacco, passi e turnover con annessa dunk dell’altro ex Ariza.

Primo tentativo di fuga per i razzi. Walton mette dentro Ingram, Nance e Lou ma D’Antoni risponde con Gordon per Beverley. E proprio il redivivo Eric Gordon decide di spaccare la partita in due con quattro triple in un amen. Lou Williams é lo stesso di Memphis, ma la difesa non tiene un possesso e l’allungo é servito con Houston che vola sul 43-27 dopo soli dodici minuti, grazie anche alle tantissime palle perse dai lacustri.

La partita appare subito ben indirizzata, i Lakers tirano solo una volta da tre mentre i Rockets abusano di quest’opzione con successo.

Il secondo quarto si apre con un tentativo timido di rimonta dei Lakers, Ingram trova il bersaglio dalla lunga distanza ed in entrata mentre Houston senza il barba fa comprensibilmente fatica in attacco: 47-36 con Randle che inizia a trovare punti sotto canestro.

Clarkson si fa però borseggiare due volte come un infante da Beverley, Deng continua a fare sdeng ma nonostante ciò con un’altra tripla di Ingram i Lakers riescono a rimanere in partita. Walton abbassa il quintetto, Deng gioca da 4 con Nance Jr. centro. Clarkson finalmente insacca una tripla ed i Lakers si ritrovano sotto 51-44, con D’Antoni costretto al timeout. Rientra Gordon, finora 15 punti con 4/5 da tre e purtroppo anche Huertas che si fa spazzare dal barba e regala palle alla prima fila del Toyota Center.

Walton interrompe il gioco sul nuovo -10 siglato dalla quinta tripla di Gordon. L’uscita dal timeout é pessima, Randle oscurato da Nené litiga col canestro, poi dall’altra parte non taglia fuori Ryan Anderson e si fa battere sotto le nostre plance da un giocatore che é tutto tranne che un rimbalzista offensivo. Il secondo quarto si avvia alla conclusione ma improvvisamente Lou Williams sulla sirena spara un missile terra aria da ben dietro la nostra metà campo: swish! Canestro pazzesco che fissa il punteggio sul 67-55 e conferma che Sweet Lou é ancora nella zona magica.

Il boxscore parla chiaro, la differenza la fanno il tiro da tre e le tantissime turnovers dei gialloviola, ben 13. Randle é a quota 15 punti, ma sono i classici bad fifteen alla Elton Brand. Lou totalizza 17 punti, come al solito di gran lunga il miglior Laker in campo.

Larry Nance,Jr. #7, Los Angeles Lakers at Houston Rockets
Larry Nance,Jr. #7, Los Angeles Lakers at Houston Rockets (AP Photo/George Bridges)

Prodezza di Williams a parte, la gara appare segnata, troppa la differenza tra gli attacchi, compensabile solo con un’eccellente difesa che a noi manca. Randle si é preso 13 tiri e non ha scioperato in attacco a differenza delle recenti partite. In difesa purtroppo é inesistente, come gli altri giovani, esclusi Ingram ed in parte Nance Jr. Deng in questo sistema appare chiaramente spaesato, atleticamente non é al top e quindi non può risultare un fattore. La trade sembra la cosa migliore per entrambe le parti.

Il terzo quarto si apre col solito copione, Lakers in difficoltà coi titolari. Il che é un problema grosso se già devi rimontare 12 punti. Concedere un altro break sarebbe letale perché rischierebbe di chiudere la partita. Purtroppo é quello che accade, Harden domina Huertas regalando cioccolatini ai compagni e Ariza con la bomba dall’angolo sigla il + 17. Luke blocca immediatamente l’azione ma la sensazione é che i buoi siano scappati, troppo corti i Lakers per rispondere alle bocche da fuoco di Houston.

Deng non riesce a trovare il primo canestro della serata, Randle mette su rimbalzi e statistiche buone solo per il tabellino. Harden invece dimostra di essere migliorato come giocatore, segna senza forzare e mette in ritmo i suoi, vedremo se questa sua versione durerà anche in primavera.

Houston vola, Ryan Anderson continua a fare la voce grossa a rimbalzo offensivo (!) e il vantaggio si dilata, 96-68 con l’ennesima tripla di Gordon.

Julius Randle #30, Los Angeles Lakers at Houston Rockets
Julius Randle #30, Los Angeles Lakers at Houston Rockets (AP Photo/George Bridges)

La partita praticamente finisce qua ed inizia il lungo garbage time.

Il terzo quarto termina sull’imbarazzante punteggio di 106-77 con Gordon che infierisce sui resti dei Lakers arrivando ad otto triple realizzate.

Entra Robinson, che resta in campo con Nance, Ingram e Lou ma gli ultimi 12 minuti sono agonia pura. Nota lieta il rientro di Zubac dai D-fenders. Il rookie gioca qualche minuto con scarsi risultati in un contesto ingiudicabile.

Ne approfittano per gonfiare le cifre Randle e l’mvp di serata Gordon fissando il punteggio finale sul 134-95.

Le 27 palle perse rappresentano il nuovo season high per la banda di Walton.

Miglior scorer Willams con 24 punti, unico a raggiungere la sufficienza. 21 per Randle, 26 per Gordon ben assistito da Harden.

Box Score ESPN

Una pesante imbarcata per i Lakers, ma ampiamente prevedibile considerando l’avversario e le oggettive condizioni dei Lakers. Bisogna avere pazienza, aspettare il rientro dei titolari e poi giocare per divertirsi e per migliorare il record dell’anno passato. Il treno playoffs é ormai andato, bisogna realizzare che questo é un anno di transizione. Vedremo se il front office si accontenterà degli evidenti miglioramenti rispetto alla stagione passata o tenterà tramite una trade di modificare il roster e tentare l’assalto all’ottava piazza. Prossima tappa venerdi notte allo Staples contro i Suns.

Angelo Chieppa

Full Team HL

Game Preview

Nella notte, i Los Angeles Lakers si giocano una discreta fetta delle residue – e obiettivamente poche – speranze di partecipare ai playoff 2017. Sebbene rimangano ancora 60 partite da disputare e sia tutto potenzialmente in gioco, il momento dei Lakers è particolarmente delicato: i ragazzi di coach Walton sono reduci da tre sconfitte consecutive, due delle quali più ostiche da digerire, a Memphis e in casa contro Utah, due dirette concorrenti per i primi otto posti della conference. Inoltre, alla inevitabile ma pesante sconfitta coi Jazz, si è aggiunta la beffa del sesto – ennesimo – infortunio nel giro di 10-15 giorni, vittima Tarik Black e la sua caviglia.

La situazione è oggettivamente critica, perchè ad un roster di livello non eccelso stanno venendo a mancare l’apporto di Russell, Young e Nance, più Calderon e lo stesso Black, senza contare un Randle ancora non al 100%. Insomma, la rotazione a 7-8 uomini – considerando Zubac e Huertas  danni collaterali di cui Walton farebbe volentieri a meno (nel caso del croato solo per ragioni tattiche), non è all’altezza dal punto di vista tecnico e meno ancora sotto il profilo della tenuta. Mozgov e Deng i finali di partita spesso nemmeno li giocano, le alternative diventano obbligate e le soluzioni estremamente ridotte.

Parlando di rotazione corta, tuttavia, non possiamo evitare un collegamento con l’avversario odierno, una vecchia conoscenza: Mike D’Antoni e i suoi lanciatissimi Rockets. Trovata la soluzione alla partenza di Howard (Capela e l’atipico ma tostissimo Harrell a dividersi i minuti in posizione di centro), per un tecnico come Mda è stato

Game #01 Houston Rockets @ Los Angeles Lakers 114-120: Timofey Mozgov #20 and Nick Young #0
Game #01 Houston Rockets @ Los Angeles Lakers 114-120: Timofey Mozgov #20 and Nick Young #0 (Lakers.com/NBAE via Getty Images)

facile concentrarsi sul resto. Tanto Harden con la palla in mano, una salute ritrovata per l’ex infortunato perenne Gordon e tante responsabilità offensive al fiore all’occhiello della campagna acquisti, il più d’antoniano dei d’antoniani, al secolo Ryan Anderson. Grazie al quale – soprattutto grazie ai suoi 29 punti – i Rockets hanno sbancato nientemeno che Oakland, non più tardi di una settimana fa, al termine di un overtime.

La cattiva notizia è che Houston sta vivendo un momento di forma straordinario, testimoniato dalle 5 vittorie su sei in un durissimo giro di trasferte nel quale l’unica sconfitta è arrivata a Salt Lake City. E dall’opening game in cui i Lakers sconfissero a sorpresa i Rockets  ( Recap del sottoscritto inerente la vittoria di L.A. per 120 a 114) è passata tantissima acqua sotto i ponti, coi texani vincenti in 9 delle 13 partite giocate lontano dal Toyota Center.

La buona notizia è che proprio tra le mura amiche Harden e soci incappano in qualche serata di eccessivo relax, vedi il recente rovescio coi Raptors o il successo in rimonta di 48 ore fa, contro i non brillantissimi Celtics di questo periodo. Rimane pur sempre un match fuori portata per questi Lakers incerottati, che quantomeno potrebbero ritrovare Larry Nance e fare affidamento su Mozgov, almeno per quanto concerne il quintetto base (in caso contrario, rivedremmo Zubac). Ancora tanta sarà la responsabilità per Brandon Ingram, un ragazzo di enorme talento ma ancora più ampi margini di miglioramento,

Game #01 Houston Rockets @ Los Angeles Lakers 114-120: first bucket for Brandon Ingram #14
Game #01 Houston Rockets @ Los Angeles Lakers 114-120: first bucket for Brandon Ingram #14 (Lakers.com/NBAE via Getty Images)

 

sia dal punto di vista tecnico, che fisico. Certo, una mano potrebbero darla anche gli arbitri, che al momento non lo tutelano affatto ed ignorano troppo spesso i tanti contatti fallosi che subisce l’ex stella di Duke. Da qui le percentuali di tiro non entusiasmanti, ma lo status di rookie e il fisico gracile non possono e non devono diventare un motivo per non fischiare fallo quando il contatto lo esige. Ingram deve metterci del suo, per carità, lungi da noi fare i piangina che assolutamente non siamo, ma a volte appare evidente il “maltrattamento” subito dal primo anno from Kinston e in questo senso farebbe comodo una presa di posizione forte, da parte dello stesso Walton. E del Front Office, se solo ne fossimo provvisti.

Tornando a Rockets-Lakers di stanotte, facile prevedere una sparatoria, con tanto, tantissimo tiro da fuori e pochissima difesa, con Harden, Anderson e Lou Williams protagonisti principali e i vari Gordon, Clarkson, Ingram, Ariza e Beverly attori non (o sarebbe più esatto dire meno) protagonisti. Altrettanto logico sarebbe predire una vittoria dei padroni di casa, forti di un superiore tasso tecnico e il sostegno del proprio pubblico, ma con questi Lakers – a Chicago se lo ricordano bene – abbiamo imparato che i pronostici è meglio lasciarli ad altri. Anche perchè li sbaglia solo chi li fa, ma noi siamo particolarmente bravi. Non tanto nel farli, quanto a sbagliarli, veri fuoriclasse in materia.

Seguitela, rigorosamente live, con noi su back9hours, Facebook e Twitter.

Jaywill_22

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32 thoughts on “Game Recap #24 Los Angeles Lakers @ Houston Rockets 95-134

  1. Noi in stampelle, loro in gran forma. Noi con Randle che fa ancora una volta il calzone mentre loro volevano darci una ripassata epica Warriors style. Ingiocabili in questo momento, però potevamo evitare di aprire la gambe così facilmente.

  2. Lou ormai può tirare bendato all’indietro dalla linea di fondo….tanto la mette. Meno dodici, apprezziamo i soli 24 punti incassati nel secondo quarto e il -12 che MOLTO in teoria ci tiene ancora in partita.

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