Game Recap #25 Phoenix Suns @ Los Angeles Lakers 119-115

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Recap:

Luke Walton cambia nuovamente il suo Starting Five, in attesa di recuperare qualche giocatore nei prossimi giorni e dopo gli esperimenti cervellotici effettuati contro Jazz e Rockets, torna ad un più classico e logico Clarkson, Ingram, Deng, Randle, Mozgov.

Booker è l’osservato speciale, preso in consegna da Ingram, mentre Bledsoe, nel giorno del suo 27° compleanno, conta di proseguire la striscia attiva di liberi consecutivi a segno (26 entrando nella gara) iniziata quindici giorni prima.

I Lakers partono col piede giusto, ma ben presto incassano il classico 9-0 di parziale tale da convincere Walton ad inserire sul parquet un Hot Lou Williams, reduce da oltre 100 punti nelle ultime 3 partite (mai cosi prolifico in carriera).

LOS ANGELES, CA – DECEMBER 9: Louis Williams #23 of the Los Angeles Lakers : Copyright 2016 NBAE (Photo by Andrew D. Bernstein/NBAE via Getty Images)

L’equilibrio regna sovrano ed i tifosi di casa salutano con entusiasmo l’uscita dell’ex stella di Kentucky in maglia numero 2, autore di 15 punti (con 10 tiri) nei primi 8 minuti di gioco, messo presto a riposo da coach Watson.

Alcune gentili donzelle del pubblico sono più interessate a scattarsi Selfie che a dare uno sguardo a ciò che succede sul parquet, cosi Randle e Chandler decidono di proseguire la loro diatriba a base di trash talking risalente alla sfida precedente dei primi di Novembre: il primo punto lo segna il veteranissimo Tyson, stoppando un tentativo in avvicinamento del Julius gialloviola.

L’ingresso di Barbosa rappresenta sempre un tuffo nel passato, rimangono indelebili i Suns vs Lakers della decade precedente, con Bryant e Nash attori protagonisti.

Il primo quarto si chiude coi Lakers sotto di sei e subito ad inizio secondo quarto, Ingram viene respinto con perdite da Len. Come sempre, l’ex Duke non viene minimamente tutelato dal trio arbitrale, ma dovrà lavorare parecchio in palestra, se vorrà iniziare a guadagnarsi il rispetto dei grigi. Su entrambi i lati del campo, infatti, Ingram patisce palesemente i contatti fisici cui viene sottoposto e non ha ancora l’esplosività per finire come un giocatore del suo talento e rango potrebbe. Tra qualche mese/anno, la stoppata energica di Len potrebbe trasformarsi in un poster, ma tutto dipenderà da quanto riuscirà a crescere sotto questi aspetti cruciali il baby prodigio gialloviola, oltre ad acquisire una certa sicurezza nel tiro per risultare più credibile da fuori e sfruttare spazi a centro area.

Huertas e Barbosa mettono in scena un duello in salsa verde-oro, rispondendo colpo su colpo, uno alle iniziative dell’altro. Il molto spesso vituperato Leandrinho, tuttavia esagera, quando con una tripla dal palleggio decisamente non nelle sue corde, riporta L.A. avanti di due, segnando il nono punto in pochi minuti di gioco, con un immaginifico 4 su 4 dal campo. Un minuto più tardi, pensa di essere diventato Steph Curry e spara da quasi otto metri sul blocco di Ingram, ovviamente mancando il bersaglio. Primo errore e fine dell’incantesimo, Marcelo Huertas torna Jerry ed il tifoso Lakers si augura che rimetta i piedi a terra e capisca che per oggi siamo a posto cosi. Nel caso non ci arrivasse il brasiliano, ci pensa Walton a richiamarlo in panca, tra i sospiri di sollievo e la riconoscenza del parterre, che per una volta può dedicare una standing ovation al non sempre amatissimo Marcelinho.

Purtroppo per i Lakers, Barbosa non ha ancora finito e sul suo secondo tiro da 3 di serata, i Suns tornano sopra di 5, sul 55 a 50. Clarkson pensa bene di sfondare grossolanamente l’ottima difesa di Dudley, che dall’altra parte punisce ancora dalla lunga distanza, per la settima tripla di squadra contro le due sole dei Lakers. -8 Lakers, ormai in totale confusione, confermata dalla stoppata subita da Mozgov da parte di un “nanetto” come Bledsoe (al suo paragone, naturalmente) e dall’invenzione alla Magic Johnson dei poveri di Randle, che consegna con gli effetti speciali un pallone ideale per il contropiede degli ospiti. Disastro è la parola con la quale potremmo definire il finale di secondo quarto, ma dobbiamo ancora assistere ad un’interferenza di una stupidità allucinante commessa da Timo Mozgov e ad un’azione prolungata di Randle, prima corto da tre e poi ridicolizzato da un Dudley sempre più motivato. La panchina dei Suns saluta la figuraccia di Randle tra esultanze e risate, e neanche a dirlo il capo-ultrà è Chandler, che non vedevamo cosi divertito  dal funerale della suocera.

LOS ANGELES, CA – DECEMBER 9: Julius Randle #30 of the Los Angeles Lakers : Copyright 2016 NBAE (Photo by Andrew D. Bernstein/NBAE via Getty Images)

Clarkson chiude il secondo periodo tragico dei Lakers, portando a 9 il numero delle stoppate subite dai Suns nei primi 24 minuti, ed il lay-up del +10 Suns a 3 secondi dalla sirena è la degna conclusione di un primo tempo da 62 punti al passivo e tantissima confusione registrata sul parquet. Le assenze di Dlo e Young iniziano a pesare, non può sempre essere Sweet Lou il salvatore, perché parliamo di un potenziale sesto uomo dell’anno e non di un candidato Mvp della Lega. Un Williams che peraltro fa già segnare 12 punti, ma viene ancora una volta tradito dai pessimi Randle e Clarkson, oltre da Ingram, Deng e Mozgov. Ad eccezione del sorprendente Huertas, siamo nuovamente al “Lou salvaci tu” ed i presentimenti non possono essere positivi.

Il lampo di Marquese Chriss apre nella maniera meno incoraggiante la ripresa: con una schiacciata meastosa e un tiro da 3 dall’angolo, il vantaggio dei Suns si dilata e raggiunge le 13 lunghezze. Clarkson ormai fa l’amore col primo ferro ed il compagno di merende, la stats machine meglio conosciuta col nome di Randle, imita Chriss e si avvicina alla consueta doppia doppia (7 punti e 9 rimbalzi al momento) ininfluente sull’esito del match.

I Lakers sprofondano a -18, proprio come nell’ultima esibizione casalinga coi Jazz, prima di trovare la forza per uscire dal torpore. Prima Ingram e poi Nance provano a smuovere una situazione da elettroencefalogramma piatto, ma Booker trova finalmente la via del tiro pesante, dopo 5 errori di fila, e la partita in salita inizia a somigliare ad un Everest. La realtà è che troppe volte il Nance, il Deng, l’Ingram o il Randle di turno passa un tiro che in un sistema come quello Waltoniano, deve essere preso tassativamente. Al colmo della disperazione, Walton ri-sfodera – forse con colpevole ritardo – l’arma segreta “Jerry” Huertas, quantomeno per smuovere le acque e creare un diversivo rispetto alla piattezza cui c’ha abituato Clarkson nelle ultime partite.

L’ingresso del brasiliano, accende come per magia Lou Williams, che torna in un amen Hot Lue ed infila una tripla dopo l’altra. Da -18 a -6 nel giro di 3 minuti, si arriva sull’80-86 con un minuto sul cronometro del terzo quarto e lo Staples è nuovamente in partita, dopo aver attraversato qualche minuto di smarrimento.

LOS ANGELES, CA – DECEMBER 9: Louis Williams #23 of the Los Angeles Lakers : Copyright 2016 NBAE (Photo by Andrew D. Bernstein/NBAE via Getty Images)

Nance e Randle si alimentano del rinnovato entusiasmo e contribuiscono a caricare squadra e tifosi, con quelle giocate d’energia che potenzialmente possono ribaltare l’inerzia della gara. Anche la difesa, al momento grande assente della serata, fa finalmente  la sua comparsa, elemento indispensabile per tentare – quantomeno – di recuperare il gap.

I Lakers tuttavia non segnano più e vengono ricacciati a -9, sull’80-89, in prossimità dell’ultimo intervallo.

Il quarto quarto inizia con una giocata da 4 punti di Lou Williams, che ripaga Len per il solito fallo sporco specialità della casa, sulla penetrazione del nostro numero 23. Primo libero a segno e secondo sbagliato, con T-Rob a prevalere a rimbalzo, pronto come contro i Jazz a scaricare sul lato proprio a Sweet Lou, che con lo step back si porta dietro l’arco e firma la quinta bomba di serata (e il tassametro corre: 28). Dudley, prontamente gela lo Staples in fiamme con il suo tiro da tre, riportando i Lakers nuovamente a -8 sull’84 a 92.

Senza Clarkson la squadra gira decisamente meglio, ma la rotazione limitata impone a Walton di far rientrare il numero 6, anche se la decisione del coach è di abbassare ulteriormente il quintetto, cosi da lasciare in campo un comunque positivo Marcelinho. Il quale, dopo tanti minuti di silenzio a livello personale, ringrazia per la fiducia con il “bombasso” del 90-95. Ancora a -5, ancora un tentativo di riavvicinamento eluso dai Suns, che sul versante opposto pescano un and-one grazie alla maldestra difesa di Clarkson su Knight. Non contento, il Jordan dei meno abbienti spadella da tre e permette a Phoenix di tornare a +10, prima che Lou Will prenda la pratica in mano e con il jumper dai 5 metri tocchi quota 30, quando mancano 7 minuti dal termine. Ciò che Clarkson distrugge, Williams lo ricuce, e viceversa, ciò che Lou costruisce, “Scarson” lo manda a donne di facili costumi. Il goffo scivolone col quale JC sublima la sua prestazione imbarazzante, convince il Coach a rimettere Ingram, sebbene con sorpresa generale non prenda il posto di Clarkson bensì di Huertas, che in effetti doveva essere in riserva, per i tantissimi minuti giocati rispetto alle abitudini.

 

LOS ANGELES, CA – DECEMBER 9: Jordan Clarkson #6 of the Los Angeles Lakers : Copyright 2016 NBAE (Photo by Andrew D. Bernstein/NBAE via Getty Images)Barbosa ufficializza dall’angolo di destra il suo High stagionale, confermando che i Lakers rimangono la sua vittima preferita per distacco.

Il tempo stringe, cosi tocca ancora a Lou rimettere in dubbio l’esito del match, realizzando la sesta tripla su nove tentativi, per un’altra prestazione a dir poco dominante. Peccato che i suoi compagni frustrino nuovamente la sua iniziativa: stavolta tocca a Randle regalare un and-one a Bledsoe, cancellando di fatto gli effetti del 3-punti di Williams, nel giro di pochi secondi.

Clarkson prima sbaglia un libero e commette un’altra turnover banale, poi riporta a -7 ol jumper. Barbosa segna in maniera rocambolesca il suo ventunesimo punto, ma finalmente Ingram torna a far muovere la retina, imitato da Randle che si fa perdonare per il fallo in attacco appena commesso, con una schiacciata di impressionante violenza, riportando i Lakers a soli 5 punti di distanza. Con Booker fouled out – dopo una partita poco brillante, solo 6 su 17 dal campo -, il tifoso Laker un pensierino al colpaccio inizia a farlo, anche se dopo 3 quarti all’inseguimento, sarebbe un mezzo miracolo. Ingram pesca un fallo offensivo di Chandler e nell’altra metà campo viene mandato in lunetta, dove la mano non trema: 2 su 2, e per la prima volta dal secondo quarto i Lakers tornano ad un solo possesso di distanza.

Il finale è convulso: Bledsoe viene omaggiato di due liberi, poi Ingram segna una tripla forzata dal coefficiente di difficoltà Klay Thompsoniano, ma sul pressing sulla rimessa successivo, Randle commette fallo su Knight, facendosi anche male (seppur lievemente) alla solita anca.

La mano di Knight non trema, a 16 secondi dalla fine è ancora -4 ed i successivi tentativi di Lou Williams si spengono fuori bersaglio: raddoppiato e marcatissimo, Lou sporca le sue eccellenti percentuali, ma non ha niente di che rimproverarsi. Se siamo arrivati ad un soffio dal supplementare lo dobbiamo soprattutto alla sua immensa performance, unico a salvarsi con il già citato Huertas e tutto sommato Ingram stesso, che riscatta con un superbo finale (suo anche il rimbalzo offensivo che concede la seconda chance di accorciare il distacco ai Lakers, con Clarkson, quando ormai è troppo tardi) una partita non all’altezza.

Si chiude 119 a 115, la streak perdente sale a 5 partite ed il timore è che non sia destinata ad interrompersi, se non recupereremo al più presto i protagonisti dell'”Azalea-gate”, gli ex amici-ex nemici ora nuovamente amici (forse) Nick Young e D’angelo Russell. Senza di loro, come ci ricordano le grafiche durante il match, no party.

Auguriamoci il ritorno di almeno uno dei due nella classica domenicale contro i New York Knicks.

I 35 inutili punti di Lou Williams fanno a pugni con le dieci-dico dieci turnovers in combo tra gli inguardabili Randle e Clarkson. 12 punti per Huertas,  11 i rimbalzi di un sempre più deludente Luol Deng.

I Suns rispondono con i 30 di Bledsoe (strepitoso, nonostante il 7 su 8 ai liberi e la fine della sua notevole striscia) ed i 21 di un indemoniato Barbosa. 14 punti per Thomas e 10 rimbalzi dal redivivo Chandler, chioccia di un gruppo di giovani che con la giusta guida potrebbe fare molto meglio di quanto dica la classifica.

 

Boxscore completo:

http://www.espn.com/nba/boxscore?gameId=400899786

 

 

 

Preview:

Condensed

Nella notte tra l’8 e il 9 Dicembre, alle 4.30, i Los Angeles Lakers saranno di scena allo Staples Center contro i Phoenix Suns. I ragazzi di coach Walton stanno attraversando il primo vero momento di crisi della stagione: dopo un avvio promettente, che li aveva lanciati nel gruppo di squadre che lottavano tra il quinto e l’ottavo posto nella Western Conference, i gialloviola hanno infilato una serie di 4 sconfitte che li sta progressivamente allontando dalla zona playoff. Naturalmente non è estranea a questo momento negativo, la catena di infortuni eccellenti che ha coinvolto metà del roster a disposizione di Luke Walton, ma questa non deve diventare una scusante per adagiarsi. Invertire questa tendenza negativa  rimane un obbligo per Randle e compagni,

Game #07 Phoenix Suns @ Los Angeles Lakers 108-119: Brandon Ingram #14
Game #07 Phoenix Suns @ Los Angeles Lakers 108-119: Brandon Ingram #14 (Lakers.com/NBAE via Getty Images)

e la squadra che andiamo ad affrontare potrebbe risultare l’avversario ideale per riprendere il cammino sulla retta via.

Nella precedente sfida, giocata sempre a Los Angeles, eravamo riusciti a strappare una importante vittoria per 119 a 108, grazie ad una bellissima prova di squadra: ben sei giocatori in doppia cifra e la consapevolezza che finalmente, dopo tre lunghissimi anni, l’obiettivo stagionale non sarebbe più stata la lottery pick. Phoenix si era aggrappata all’infinito talento di Booker, autore di 39 pt, e alla solidità di T.J. Warren, ma alla fine aveva dovuto desistere (qui trovate il Recap del primo episodio stagionale). Proprio Warren non sarà della partita per colpa di un infortunio alla testa che lo sta tenendo lontano dal parquet e lo costringerà ai box ancora per una settimana.

Pericolo pubblico numero 1 – oltre a Booker – è Eric Bledsoe, che sta ritornando ad essere il giocatore che ricordavamo, prima del grave infortunio al menisco che ha contraddistinto negativamente la (sua) passata stagione. La sua media è di 19 punti a partita, al pari del figlio del mai dimenticato Melvin, protagonista nel nostro campionato per tanti anni, quattro a Pesaro e due a Milano.

A completare il quintetto base di coach Earl Watson, troviamo Chriss, Tucker e Chandler. Jarred Dudley dovrebbe partire dalla panchina.

Game #07 Phoenix Suns @ Los Angeles Lakers 108-119: Tarik Black #28
Game #07 Phoenix Suns @ Los Angeles Lakers 108-119: Tarik Black #28 (Lakers.com/NBAE via Getty Images)

Passando alle note dolenti in casa Lakers, è d’obbligo un aggiornamento sulla lista infortunati.

Tarik Black non ha ancora recuperato dalla distorsione alla caviglia e non sarà della partita, Russell ha avuto l’ok dai medici ad allenarsi e potrebbe essere disponibile domenica contro New York, mentre Swaggy P, l’altro acciaccato illustre nelle file gialloviola, farebbe il suo ritorno in campo lunedì a Sacramento.

Per Walton il dilemma è sempre il solito, riuscire a trovare il giusto compromesso tra lo starting five e la second unit. Si attendono risposte importanti da Julius Randle e Jordan Clarkson, dopo le pessime prestazioni dei giorni scorsi.

A suonare la carica sarà sempre “Epic Lou” Williams, che a differenza dei compagni, sta attraversando un momento magico con quasi 29 punti di media nel mese di dicembre. Ed è proprio a lui che si appellano i tifosi angeleni, per tornare alla vittoria dopo dieci giorni di astinenza, il periodo più lungo durante la gestione Waltoniana. Curioso, se si pensa a  come eravamo abituati negli ultimi anni, tra l’ultimo Mike Brown, Mike D’antoni e Masterpiece Byron Scott.

Seguitela, rigorosamente live, con noi su back9hours, Facebook e Twitter.

 

Caniggia

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32 thoughts on “Game Recap #25 Phoenix Suns @ Los Angeles Lakers 119-115

  1. Giusto così la tripla di Ingram insieme con le due di Jerry sono quello che possiamo fare senza Dlo e Nick mentre loro ne hanno messe in tutto 13 noi sei… gente con 4 metri di spazio che manco guarda il canestro e sfonda… giusto così vanno punti e umiliati

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