Game Recap #29 Los Angeles Lakers @ Philadelphia 76ers 100-89

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0,264 per i Los Angeles Lakers, 0,191 per i Philadelphia 76ers.

Queste le % di vittorie nelle ultime tre stagioni di due delle più gloriose franchigie della Lega, che quest’anno paiono finalmente aver gettato le basi per la ricostruzione.

I padroni di casa oltre a Ben Simmons – la prima scelta dell’ultimo draft dovrebbe rientrare a fine Gennaio – dovranno rinunciare per tutta la stagione a Jerryd Bayless, mentre torna tra i disponibili Noel. Brown conferma Okafor in quintetto con Embiid, Covington, Henderson e Rodriguez. Gli ospiti in versione Hollywood Nights recuperano Black e schierano l’abituale starting five: Russell, Young, Deng, Randle e Mozgov.

Los Angeles Lakers at Philadelphia 76ers
Los Angeles Lakers at Philadelphia 76ers (NBAE via Getty Images)

Il game plan dei Lakers appare subito chiaro: lo spauracchio Embiid è affidato a Mozgov, esterni aggressivi sui portatori di palla e raddoppio – non sistematico – in post. Ed i frutti si vedono subito con tre palle recuperate per facili transizioni, con D’Angelo Russell che appare in palla segnando la tripla che obbliga Coach Brett Brown al timeout dopo neppure 120 secondi di gioco, 11-0.

Il match prosegue freneticamente ed Embiid, dopo aver sbloccato i suoi con un jumper, assiste Robert Covington per la tripla del 13-8. Randle prova a far valere la maggiore mobilità per attaccare Okafor mentre Embiid e Mozgov fanno a sportellate sotto le plance, Joel trova ancora la via del canestro prima di lasciare – a metà quarto come al solito – il posto al rientrante Nerlens Noel. Il lungo ex Kentucky soffre la velocità di Julius, che si rende autore di buone iniziative oltre a siglare dalla lunetta il 25-14, e Brown lo richiama presto in panchina per Okafor.

Dopo i primi canestri della combo Lou & JC, Staukas segna allo scadere il layup del 30-18. I gialloviola hanno tenuto botta nel pitturato, perdendo pochi palloni e sfruttando i tanti errori – meno del 30% dal campo – dei 76ers.

Louis Williams #23, Los Angeles Lakers at Philadelphia 76ers
Louis Williams #23, Los Angeles Lakers at Philadelphia 76ers (Lakers.com/NBAE via Getty Images)

All’inizio del secondo periodo si rivede Tarik Black, mentre Phila continua ad alternare le Twin Towers in post non riuscendo tuttavia a sfruttare i tanti cm di vantaggio sui pari ruolo avversari. Dopo un bel canestro di Lou Williams, Brown richiama i suoi per provare ad invertire la rotta.

Sergio Rodriguez riavvicina i suoi mentre Embiid è immarcabile per Black che commette tre falli in altrettanti minuti. Rientra Timofey Mozgov che…

…complice l’incredibile errore di Okafor, che segue Nance Jr. dando le spalle al gioco, può schiacciare indisturbato. Anche il centro russo viene sanzionato per la terza volta, mentre le giocate di Lou e Rodriguez fissano il punteggio sul 41-31 prima del timeout lacustre.

I Lakers continuano a giocare con troppa leggerezza – banale persa per DLo, airball da 4 metri per Julius – ma quanto meno sono efficaci in transizione, 12-0 al momento. Ma nel complesso Coach Luke Walton non sta apprezzando, è evidente.

Julius Randle si erge a protagonista: prima si candida per la sezione travelling di Shaqtin’ A Fool poi ruba un pallone ad Henderson…

…e chiude la transizione con la reverse. Le triple di Nick Young, Russell ed Ersan Ilyasova chiudono il primo tempo, 53-40.

Timofey Mozgov #20, Los Angeles Lakers at Philadelphia 76ers
Timofey Mozgov #20, Los Angeles Lakers at Philadelphia 76ers (Photo by Jesse D. Garrabrant/NBAE via Getty Images)

Sixers disastrosi al tiro – 32% dal campo, 13% dall’arco – e con il solo Covington pericoloso tra gli esterni. Ai gialloviola per il momento basta una prova da minimo sindacale – 14 a 2 i punti realizzati da palle perse – per condurre il match.

Nell’intervallo spazio a due leggende, con Allen Iverson che presenta in compagnia di Julius Erving la giacca della NBA Hall-Of-Fame.

Allen Iverson was honored by Julius Erving
Allen Iverson was honored by Julius Erving (NBAE via Getty Images)

Il terzo periodo inizia con gli starter e Joel Embiid prova a prendere il controllo delle operazioni ma viene contenuto da Mozgov. Randle guida l’ennesima transizione senza che nessuno lo difenda e durante il timeout chiesto dallo sconsolato Brown sul 58-40 riceve l’incoraggiamento di Walton.

Al rientro i padroni di casa provano a servire di più Jo & Ja che producono nel pitturato, provocando il quarto fallo di JR30. Ma la difesa a tutto campo dei 76ers e tutt’altro che invalicabile ed ancora Julius scorrazza in coast-to-coast per il +20 lacustre, 66-46.

L’ingresso di Dario Saric – il più perimetrale dei lunghi di Phila – allarga il campo e Phila, complice i ritmi più blandi degli ospiti, prova ad accorciare con la tripla di Nick Staukas. Luke non è Shaw e chiama subito timeout, imitato dopo pochi – pessimi – possessi da Brown.

Ingram e Clarkson attentano al fegato del figlio di Bill regalando tre palloni consecutivi ai Sixers che accorciano con la transizione di Ilyasova, 74-62.

Ultimi minuti del quarto imbarazzanti dei Lakers, autori del solito pessimo rientro dalla locker room, che perdono 5 palloni innescando il 16-4 per i padroni di casa che passano in pochi minuti dal -22 al -10, 74-64. L’ultimo possesso viene gestito così male che persino Sweet Lou perde le staffe.

Julius Randle #30, Los Angeles Lakers at Philadelphia 76ers
Julius Randle #30, Los Angeles Lakers at Philadelphia 76ers (Photo by Jesse D. Garrabrant/NBAE via Getty Images)

Il periodo finale si apre con una bomba di Ingram, peccato che Brandon calpesti la linea laterale. Il Wells Fargo Center si accende dopo la tripla di Saric, ma viene subito spento dalla risposta dall’arco di Jordan Clarkson cui segue la stoppata di Nance Jr. su Staukas, timeout 76ers, 83-73.

Larry Nance Jr. si prende la scena con la solita iniezione di energia: due buone difese contro i titani 76ers e rimbalzi che concedono seconde chance…

…ai suoi. Altro timeout Phila a 6 dal termine, 89-75.

Ancora Larry serve Mozgov per una facile schiacciata, imitato poco dopo da Staukas per Covington. A 3 minuti dalla sirena il vantaggio lacustre è ancora in doppia cifra.

L’ultima scossa al match l’apporta una tripla di tabella di #Jo3l che pare riaprire il match, 94-87, complici anche le solite banali perse della premiata ditta Randle & Russell Co. Ltd. Ma i Sixers sono più confusionari degli ospiti e Lou può servire Julius per il +9 a 55 secondi dal termine.

I 76ers non segnano più ed ancora Randle dalla lunetta fissa il punteggio sul 100-99. I gialloviola non si fanno sfuggire l’occasione di chiudere la losing streak contro un avversario tutt’altro che irresistibile.

Larry Nance Jr. #7, Los Angeles Lakers at Philadelphia 76ers
Larry Nance Jr. #7, Los Angeles Lakers at Philadelphia 76ers (AP Photo/Matt Slocum)

Bene Randle, 25+9+4 con 5 perse, e Lou Williams, 18+3 e 4 recuperi. Ma l’MVP Lakers di giornata è Nance Jr. – 4+11 e 3 stoppate – il cui contributo esula dal mero box score. L’energia e gli intangibles di Larry sono stati decisivi nel momento chiave del match.

Nei 76ers Embiid, 15+4 con 5/14, ed Okafor, 14+8 con 4/7 e 6/6 dalla lunetta, si sono spartiti possessi e pitturato in quella che pare una convivenza difficile, così come non paga la scelta di affidare tanti tiri a Covington ed Ilyasova, 12/30 in due col pessimo 1/14 dall’arco.

Box Score Espn

Torna per una notte il sorriso a Walton, che ha eletto Nance Jr. come giocatore decisivo del match, mentre lo stesso Larry ha dichiarato che i primi aggressivi minuti di Russell hanno ispirato tutto il team.

Basterà in back-to-back contro i Cleveland Cavaliers?

Giovanni Rossi feat Mario
aka odino feat Thor

Full Game HL

Game #29 Preview & Live: Los Angeles Lakers (10-18) @ Philadelphia 76ers (6-19)

Nella notte italiana, ore 2:00 ?, tra Venerdì 16 e Sabato 17 Dicembre, i Los Angeles Lakers affronteranno i Philadelphia 76ers. Per i gialloviola quella del Wells Fargo Center è la terza tappa del road trip più lungo della stagione lacustre che si concluderà ad Orlando a Natale.

La franchigia della City of Brotherly Love è reduce dalla sconfitta interna patita ad opera dei Toronto Raptors nella quale Coach Brett Brown – il suo record, dopo i felici anni alla corte di Pop, recita un byroniano .196, frutto di sole 53W a fronte delle 218L – ha cercato di sbrigliare la matassa del sovraffollamento nel pitturato schierando nello starting 5 sia Joel Embiid che Jahlil Okafor.

La mossa non ha fruttato quanto sperato ed in effetti le Pick No 3 dei Draft 2014 e 2015 hanno giocato insieme poco più di 15 minuti, con risultati in chiaro scuro perché se Joel tira con ottime percentuali – 42% con quasi tre tentativi a gara – dall’arco è apparso meno coinvolto del solito in attacco, mentre Jahlil in difesa non è propriamente un cuor di leone: +7 punti concessi, -10% rimbalzi catturati e -4% tiri contestati l’impietoso confronto rispetto al pari ruolo camerunense.

Proprio contro i Lakers potrebbe rientrare, e reclamare minuti, il primo lungo scelto – nel 2013 – dall’ex GM Sam Hinkie: Nerlens Noel.

La soluzione dell’enigma potrebbe essere una trade che coinvolga uno fra i tre sopracitati e gli altri membri della densa frontline dei 76ers – Covington, Ilyasova e Saric – per equilibrare la pochezza del backcourt che, a seguito degli infortuni della scorsa prima scelta Ben Simmons e di Jerryd Bayless – è di fatto ridotto ai soli Henderson, Stauskas e Rodriguez.

A Bryan Colangelo l’arduo compito, auguri.

Lakers Practice: Lakers Coach Luke Walton
Lakers Practice: Lakers Coach Luke Walton (Lakers.com/NBAE via Getty Images)

Problemi anche per Coach Luke Walton che si trova ad affrontare la prima crisi da Head Coach: dopo l’ottimo – aldilà delle più rosee aspettative – i Lakers sono nel mezzo di una striscia di  sconfitte che rischia – nel caso di L anche a Philadelphia – di raggiungere la doppia cifra poiché il prossimo impegno è in back-to-back a casa dei Campioni Cleveland Cavaliers.

Delle ultime uscite, pur avendo recuperato Nick Young e D’Angelo Russell – entrambi altalenanti dal rientro -, resta praticamente da salvare solo questo:

…perché i lacustri hanno offerto delle prestazioni ai limiti della precedente gestione del salvapick (cit. Caniggia) Byron Scott. Sotto accusa la (non) difesa – in particolare sul perimetro ed a rimbalzo – che deve necessariamente crescere, a prescindere dal materiale umano a disposizione del figlio di Bill. Chi ha lasciato particolarmente il segno, in negativo, nelle ultime uscite è Julius Randle – 3/15 dal campo, 2/5 dalla lunetta, -25 il +/- ed un linguaggio del corpo irritante – obbligato al riscatto contro una frontline di pari esperienza.

Walton potrebbe apportare qualche modifica alle rotazioni, continuando a dare minuti al positivo – nelle ultime tre gare, oltre 16 punti di media in 30 minuti col 55% dal campo –Luol Deng, che potrebbe sopperire alla crisi di Randle ed al giustificato slump di Brandon Ingram.

Tuttavia probabile che le sorti del match dipendano da quale reparto riesca a far valere la – teorica – superiorità: la frontline 76ers – imbarazzante la differenza di cm – o il backcourt gialloviola guidato da Lou #EpicLou Williams?

Seguitela, rigorosamente live, con noi su back9hours, Facebook e Twitter.

OT:

L’augurio di chi scrive è che due gloriose franchigie come Lakers e 76ers possano velocemente tornare agli antichi splendori, lo spettacolo offerto in palcoscenici più importanti di quello odierno è stato sempre di alto livello.

Los Angeles Lakers vs Philadelphia 76ers at NBA Finals
Los Angeles Lakers vs Philadelphia 76ers at NBA Finals (NBAE via Getty Images)

END OT.

Giovanni Rossi
aka odino

Los Angeles Lakers

10W – 18L | #10 in the Western Conference | #4 in the Pacific Division
Stats: 104.4, #12 | RPG 44.4, #13 | APG 20.4, #25 | OPPG 111.0, #27
Leaders: Louis Williams, 19.2 PPG | Julius Randle, 8.9 RPG | Louis Williams, 3.3 APG

Philadelphia 76ers

6W – 19L | #15 in the Eastern Conference | #5 in the Atlantic Division
Stats: PPG 98.2, #26 | RPG 43.4, #19 | APG 22.9, #8 | OPPG 105.9, #19
Leaders: Joel Embiid, 17.6 PPG | Joel Embiid, 7.5 RPG | Sergio Rodriguez, 6,7 APG

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47 thoughts on “Game Recap #29 Los Angeles Lakers @ Philadelphia 76ers 100-89

    1. Vero, tanto più impressionante considerando che non si è trattato di una gran serata a livello individuale.
      Questo ragazzo ha un movimento di piedi mostruoso e un raggio di tiro che dovrebbe far vergognare come un ladro Randle, considerando che nel 2010 non sapeva quasi cosa fosse la pallacanestro.
      Peccato per le sue condizioni fisiche sempre a rischio – ogni volta che andava in panca toglieva le scarpe e si massaggiava il piede destro -, se non fosse tremendamente injury prone, sarebbe da contattare tra un paio d’anni e offrirgli il massimo salariale.
      Giocatore franchigia potenzialmente, purtroppo la realtà sarà diversa (e mi spiace anche umanamente per il ragazzo).

      Noi poca roba, abbiamo vinto senza convincere, minimo sindacale. Luci e ombre, vediamo dopo Cleveland se sarà stata vera gloria o solo un misero brodino.

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