Game Recap #30 Los Angeles Lakers @ Cleveland Cavaliers 108-119

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Dopo la vittoria nella città dell’amore fraterno i Los Angeles Lakers sono di scena a casa dei Campioni del Mondo in carica: i Cleveland Cavaliers.

Walton decide di non far giocare ne Black (rientrato per solo tre minuti la sera prima) ne D’Angelo Russell, che ancora non ha recuperato perfettamente dall’infortunio al ginocchio. Non si tratta di nulla di nuovo, l’assenza del #1 gialloviola viene giustificata con un semplice riposo. Luke decide quindi di riproporre Ingram da playmaker affiancandolo ai soliti Young, Deng, Randle e Mozgov.

Per il russo la serata diventa subito speciale, infatti ad accoglierlo c’è un anello di Campione del Mondo che Tyron Lou gli consegna con orgoglio ed un abbraccio festoso da parte dei sui ex compagni, tra i quali spicca un siparietto curioso con la sua ex mascotte che gli regala una gigantografia della sua sagoma vestito anni 70.

I padroni di casa hanno tutto il roster a disposizione – eccetto Chris Andersen, per The Birdman stagione finita – e schierano Irving, J.R. Smith, LeBron James, Kevin Love e Tristan Thompson.

L’inizio della gara è preceduto dal toccante minuto di silenzio per l’anchorman Craig Sager, recentemente scomparso dopo una lunga malattia, che ha lasciato in tutti i protagonisti del gioco un ricordo indimenticabile.

La gara parte a ritmi bassi, i Lakers paiono in controllo e grazie a un ottimo inizio di Randle e ad una gestione dei possessi molto equilibrata si portano sul 8-2. LeBron sveglia tutto il palazzetto con una schiacciata delle sue e al primo time-out il punteggio recita Lakers 14 Cavs 10.

Al rientro in campo viene mostrata dalla tv di Cleveland un’intervista all’ex di turno, che ha lasciato un ottimo ricordo soprattutto in Richard Jefferson. No, non stiamo ancora parlando di Mozgov ma di Walton: viene mostrato un video di quando Luke in maglia rosso-vinaccia sfornò 12 assist, il QI al figlio del grande Bill non è mai mancato, anche da giocatore.

Si ricomincia con Cleveland più aggressiva e con il solito J.R. Smith spietato dalla linea dei 3 punti. Randle prova a rispondere con un and-one, ma il libero aggiuntivo non tocca nemmeno il ferro. La partita si vivacizza e Walton ripropone ancora una volta il duo Deng, Nance Jr. da 4-5. Young incendia la retina esattamente come Smith e quando suona la sirena del primo quarto il punteggio vede ancora i padroni di casa sotto di 5 punti, 31-26, nonostante un Love da 10 punti, padrone sotto i tabelloni e dominatore di Ingram in un paio di circostanze in post basso.

Brandon Ingram #14, Los Angeles Lakers at Cleveland Cavaliers
Brandon Ingram #14, Los Angeles Lakers at Cleveland Cavaliers (AP Photo/Tony Dejak)

Walton nel secondo quarto cambia solo 3 elementi, accantonando possibili esperimenti avendo annusato la possibilità di provare l’impresa impossibile. L’avvio del periodo è subito nel segno dei padroni di casa che con un parziale di 15-0 cambiano completamente l’inerzia della gara. Irving gioca una pallacanestro sublime e se aggiungiamo anche un LeBron che viene fermato solo con le maniere forti per i Lakers la serata diventa sempre più difficile.

Un sussulto di orgoglio di Young e Clarkson ferma la fuga dei Cavs e tiene la gara più aperta che mai. Kyrie prova ad affondare la nave lacustre con 7-0, ma la squadra di Walton incassa e ribatte ancora con #Swaggy3 e con qualche forzatura di Randle che in qualche maniera entra.

Nonostante la pioggia di triple subite i Lakers chiudono il secondo quarto sotto solo di 3 punti grazie ad un bel layup allo scadere di Clarkson, segno di crescita mentale – seppur tra alti e bassi – sempre più evidente. Da sottolineare all’intervallo oltre la prova di un diligente Ingram con 5 assist, la mancanza di energia di Larry Nance Jr. che pare soffrire i back-to-back non riuscendo ad esprimere la solita intensità.

Jordan Clarkson #6, Los Angeles Lakers at Cleveland Cavaliers
Jordan Clarkson #6, Los Angeles Lakers at Cleveland Cavaliers (Photo by David Liam Kyle/NBAE via Getty Images)

Nel terzo quarto i Cavs aumentano la pressione difensiva ed i Lakers commettono subito due palle perse consecutive, dall’altra parte Love fa il bello e cattivo tempo bombardando la retina gialloviola in compagna del solito J.R. 11-3 di parziale e timeout obbligatorio per Walton, 73-62.

I Lakers rientrano in campo ancora con la voglia di rimontare, riescono a muovere bene la palla ed accorciano grazie a Clarkson e soprattutto Deng che cresce di minuto in minuto mentre Ingram incanta con la sua naturalezza nel trovare l’uomo smarcato e metterlo in ritmo. Quando Mozgov sbaglia una schiacciata facile facile, che diventerà materiale per la prossima puntata di Shaqtin’A Fool, e gestisce male alcuni possessi, Walton decide di abbassare il quintetto con Nance Jr. da centro.

Anche Randle torna in panca (non rientrerà più) pagando una difesa su Love che definire paurosa, in negativo, è un complimento. Deng è quindi designato al single coverage del prodotto di UCLA ed è la mossa che svolta ancora la partita. Loul vince due volte il duello in difesa e non contento va anche a prendersi dei punti importanti in attacco che consentono di chiudere la frazione con un insperato -4, 85-89.

Luol Deng #9, Los Angeles Lakers at Cleveland Cavaliers
Luol Deng #9, Los Angeles Lakers at Cleveland Cavaliers (Photo by David Liam Kyle/NBAE via Getty Images)

Un infausto replay ci priva di due punti che tanto faticosamente avevamo costruito portando all’inizio del quarto periodo il parziale a meno sei.

Walton da fiducia al quintetto della rimonta anche se l’impatto di Lou Williams – ad eccezione dei soliti viaggi in lunetta – non è quello di sempre. I Cavs stavolta giocano la carta #23 ed il nativo di Akron non tradisce. Deng prova a contenerlo, ma non ci riesce anche perché costretto sempre al cambio perdendo così la marcatura e LeBron James segna prima da tre e poi con una schiacciata delle sue, dopo che Larry Nance Jr. l’aveva stoppato facendolo innervosire. Deng ribatte colpo su colpo e con lui rispondono presente sia JC che Young. Diventa una gara punto a punto come nessuno si sarebbe mai aspettato.

Walton toglie Deng e prova col quintetto extra small con Lou, JC, Uncle P, Ingram e Nance Jr: bellissima idea in attacco quanto pessima in difesa. I Cavs riescono a prendere troppi rimbalzi offensivi che generano secondi tiri e punti facili. Walton crede nel suo sistema e non cambia, il giro palla è straordinario i Lakers riescono a trovare i tiri wide open come a quando vogliono, Young sembra in missione e quando scocca la sua settima tripla il tabellone recita meno -3, 105-108.

I Cavs aumentano ancora la pressione difensiva ed i Lakers non trovano più la via del canestro mentre la trova LeBron che chiude la contesa con la tripla del +7 che diventerà +9 dopo un rimbalzo offensivo di Love sulla testa del povero Ingram stanchissimo (41 minuti per lui).

Resta solo il tempo per l’ottava tripla di Young – 32 per Nick – e per l’ingresso di tutta la panchina Cavs a 1 minuto dal termine che scrive la parola fine.

I Lakers perdono sul campo, ma questa partita potrebbe essere l’inizio della risalita che vedremo dove potrà condurra.

Nick Young #0 and Brandon Ingram #14, Los Angeles Lakers at Cleveland Cavaliers
Nick Young #0 and Brandon Ingram #14, Los Angeles Lakers at Cleveland Cavaliers (Lakers.com/NBAE via Getty Images)

Ingram a 19 anni sfiora la tripla doppia – sarebbe stato il più giovane della storia della Lega – giocando un basket essenziale come un veterano, il tiro ancora è un punto interrogativo, ma il talento è li tutto da vedere. Clarkson in un sistema dove deve solo tirare sa il fatto suo, mentre va sottolineata la prova solidissima soprattutto nella ripresa di Deng.

Walton ha provato una rotazione a 8, segno che dopo la pessima gara coi Nets non si fanno più prigionieri e finalmente vedremo alcuni giocatori solo nel garbage-time.

Ora ci saranno 2 giorni di riposo per recuperare le energie per poi presentarsi al cospetto degli Hornets di Kemba Walker e Marco Belinelli: cliente non facile, ma se i progressi di oggi saranno confermati, potrebbe essere alla portata.

Roby

Box Score ESPN

Full Game HL

Game Preview

It’s over!!!

Ora che la striscia di otto sconfitte consecutive è finalmente terminata coi Philadelphia 76ers, i Los Angeles Lakers possono tranquillamente ricominciarla  stanotte alla Quicken Loans Arena, la casa dei Cleveland Cavs Campioni del mondo in carica.

Jordan Clarkson vs LeBron James
Jordan Clarkson vs LeBron James (Jason Miller/Getty Images)

Come se non bastasse la difficoltà della partita, ad aggiungere un sano senso di frustrazione c’è il back-to-back e le non ancora perfette condizioni fisiche di Russell e Black. Il #1 gialloviola è uscito col ghiaccio sul ginocchio, facendo temere una ricaduta, smentita dallo stesso DLo a fine match. Per  il nostro “bufalo” invece bisogna decidere se impiegarlo con un minutaggio limitato o farlo riposare, per non sovraccaricare la caviglia. Ci sarà invece Larry Nance Jr., autore di una prova monstre dal punto di vista agonistico contro i Sixers,  e afflitto da un problema di epistassi al naso.

I nostri avversari sono reduci da una sconfitta fake a Memphis, nella quale hanno  perso l’uomo più tatuato dell’NBA fino a fine stagione: Chris Andersen infatti ha riportato la rottura del legamento crociato anteriore (il classico ACL), un infortunio che lo terrà fuori per 6 mesi. Sconfitta mascherata, dicevamo: i Cavs hanno avuto la buona idea  -loro possono permetterselo – di far riposare contemporaneamente Kevin Love, Kyrie Irving e LeBron James, una pratica peraltro criticata da Allen Iverson durante la partita tra Sixers e Lakers, in cui il mitico “The Answer” è stato onorato per il recente, meritato ingresso nella Hall of fame di Springfield. “Nella mia NBA, solo se avevi qualche frattura non scendevi in campo” la sentenza di Allen-I nei confronti di Leflop e del malcostume imperante nella NBA moderna.

A proposito di Lebron, il nativo di Akron sta giocando una stagione sopra le righe, inusuale per lui, da sempre specialista nel dosare le forze in vista dei playoff. Le cifre parlano chiaro per il 23, che sforna 25 punti , 7 rimbalzi e 9 assist di media. Cifre, che sommate ai 46 punti di media realizzati da Love ed Irving, fanno pensare ad un gita turistica e poco altro per la squadra di Walton.

E allora non ci resta che sperare in un miracolo, o semplicemente nella loro sottovalutazione dell’impegno, anche se sembra davvero poco probabile arrivando da una sconfitta.  Per Walton potrebbe dunque anche essere l’occasione per tentare qualche esperimento che in partite più tirate non potrebbe permettersi di fare.

Luke Walton
Luke Walton (NBAE via Getty Images)

Per Mozgov una serata speciale, non tanto per il ritorno nel “suo” Ohio quanto per il fatto che verrà omaggiato dell’anello conquistato lo scorso giugno in maglia oro e vinaccia, giunto a corollario di due anni caratterizzati da blocchi e stoppate in quantità, portati alla causa di Lebron e soci..

Appuntamento alle ore 1.30 italiane, per una gara apparentemente segnata ma auguriamoci godibile almeno nei primi tre quarti. Noi ci saremo, vi aspettiamo.

Roby

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24 thoughts on “Game Recap #30 Los Angeles Lakers @ Cleveland Cavaliers 108-119

  1. Brandon, grazie. Aspettavo una partita così. Il tiro può solo migliorare, ma la freddezza, la lucidità e l’intelligenza cestistica sono già ottime. Young strepitoso. Non una novità.

  2. Bella prova dei ragazzi, rotazione più corta e tanti canestri assistiti – 30 su 41 – certo avversario fuori portata, speriamo di poter giocare così anche a Charlotte.

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