Game Recap #33 Los Angeles Lakers @ Orlando Magic 90-109

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I Lakers, dopo la sconfitta nello Shaq Day in quel di Miami, rimangono in Florida per sfidare gli Orlando Magic. Nella squadra di Vogel spicca l’assenza di Fournier, rimpiazzato in quintetto da una vecchia conoscenza dei tifosi lacustri: Jodie Meeks, l’uomo che si faceva stoppare dal ferro (…). A completare il quintetto con il vecchio Jodie,  ci sono DJ Augustin, Gordon, Ibaka e Biyombo. Walton risponde con gli stessi cinque di Miami, inserendo Ingram da “finta” ala piccola,  Russell, Young, Deng e Mozgov.

E’ Natale, si sente l’atmosfera nell’aria e i Lakers decidono di regalare l’ennesimo record ad una squadra avversaria: stavolta tocca alla connection africana Ibaka-Byombo stabilirlo, stoppando ben 9 volte i malcapitati tentativi dei Lakers in un solo quarto.

La squadra giallo-viola non riesce a segnare praticamente mai per 5 minuti , mentre i Magic non hanno assolutamente problemi a fare canestro. Dj Augustin è il più attivo, dimenticato da Russell in più di una circostanza punisce dall’arco e non solo, facendo subito fermare la partita a Walton, sul 10 a 0. Il gol del centravanti Nick Young arriva con un imperioso stacco di testa, portando L.A. sull’ormai insperato 19-3.

Tra lo shock e lo sgomento dei presenti, la partita dei Lakers può avere inizio. Ingram ha un sussulto di orgoglio e si mette in proprio, segnando 5 punti consecutivi e lo stupore della folla cresce. Forse i Lakers riusciranno a segnarne 10 in un quarto, esattamente come Payton, che con quei capelli non potrebbe circolare in un paese civile: come siano sostenuti per formare una mensola dell’Ikea nessuno lo sa, l’unica cosa certa è che oggi è la sua giornata di grazia (certo se ti marca Lou Williams, è come per il motto del gratta e vinci: “Ti piace vincere facile?”)

Alla fine del primo quarto il punteggio recita 30-14 per i padroni di casa.

Nel secondo le cose cambiano, perché se prima poteva sembrare una partita a senso unico, ora diventa una vera e propria mattanza. L’ingresso in campo di T-Rob e Zubac non serve a molto, perché un Lou Williams  annoiato si trascina per il campo dimenticando sempre di ruotare e difendere, concedendo tutto a tutti, proprio come una pornostar alle prime armi. Quando Ingram spadella l’ennesima tripla wide open, concessa volontariamente dagli avversari, i punti da recuperare per la squadra di Los Angeles sono già 21 (36-57).

A questo punto Walton, disperato, prova la carta Huertas e la zona. D’Angelo Russell trova il suo primo canestro  dal campo e grazie alla mira pessima degli esterni dei Magic, i Lakers recuperano con un mini parziale di 12-4. Il finale del primo tempo è 40-57. I Lakers ci avevano abituato a partire benissimo per poi crollare, ma essendo partiti subito malissimo, il rischio è che ben presto giunga il meno 30 in grado di far calare il sipario su questo spettacolo pre-natalizio di dubbio gusto.

D’Angelo Russell entra in campo determinato e con la voglia di far vedere a tutti che la partita non è finita. Il #1 segna subito dei punti importanti, utili a riaccendere la speranza nei tifosi lacustri.

Luol Deng #9, Los Angeles Lakers at Orlando Magic
Luol Deng #9, Los Angeles Lakers at Orlando Magic (Photo by Fernando Medina/NBAE via Getty Images)

Deng mette un long 2 che significa il meno 8, ma quando sembra che l’inerzia della gara sia passata di mano, ci pensa il solito DJ Augustin, con una tripla dell’angolo completamente libero (causando l’ira di Deng nei confronti di DLo) a ristabilire le distanze. Mozgov intanto continua a farsi stuprare da Ibaka, ricordando a tutti noi i tempi in cui Pau Gasol ultima versione veniva seviziato da Anthony Davis (e quasi chiunque altro, per la verità).

La gara comunque è viva, la zona sembra funzionare, causando palle perse a ripetizione, ma il baratro e dietro l’angolo. Lou continua a giocare malissimo sui due lati del campo, nessuno degli altri gli dà una mano e in un amen i Lakers  sono di nuovo ritornati a meno 17. Si ha la sensazione che la gara stavolta sia davvero finita, ma se ti chiami Lakers non puoi mollare ed è esattamente quello che accade.

T-Rob combatte come un leone sui due lati del campo, il resto lo fanno Williams ma soprattutto Clarkson, che segna la tripla del meno 6 (parziale di 11 a 0). Partita completamente riaperta? Ma anche no. I Magic rispondono a quest’ultimo parziale, con un sobrio 21-6 che distrugge completamente la squadra di Walton e tutti i suoi – vani – tentativi di recuperarla. Si registrano anche esperimenti con Deng centro e 4 piccoli, chiaro segno di disperazione.

Partita finita e spazio a dichiarazioni di matrimonio,  che non possono mai mancare in una serata NBA. Caniggia direbbe “Walton, degno erede del Barone, portaci la first pick” , io invece voglio credere che la stagione non sia ancora da buttare, anche se tra infortuni e giocatori scadenti, il record non è poi così bugiardo. Ora i Lakers avranno due giorni per preparare la gara di Natale, magari con il recupero di Black e il ritorno del neo papa’ Randle (congratulazioni da parte di tutto lo staff di B9h).

E’ atteso anche il responso definitivo sulle condizioni di Larry Nance jr, c’è tanta carne al fuoco, insomma….speriamo di non bruciarla. Ah, dimenticavo: potrebbe rientrare anche Calderon – già oggi disponibile – ma non illudiamoci, non sarebbe tutto questo upgrade.

Brandon Ingram #14, Los Angeles Lakers at Orlando Magic
Brandon Ingram #14, Los Angeles Lakers at Orlando Magic (Photo by Fernando Medina/NBAE via Getty Images)

Chiosa finale per l’mvp della gara, Serge Ibaka. 19 punti, 11 rimbalzi, 5 stoppate e un controllo mentale e difensivo sulla gara impressionante. Queste partite lasciano delle domande: dare la palla in mano a veterani come Lou o Nick ci ha portato delle vittorie insperate, ma ora non sembra funzionare più…non sarebbe più giusto affidarsi nei finali a D-LO o Ingram, per farli crescere più rapidamente possibile? Se dobbiamo perdere, è doveroso che siano i giovani a farlo e certamente non i giocatori che oltre a macinare statistiche, servono a poco.

Roby

Full Game HL

Game Preview

Nella notte tra venerdì 23 e sabato 24 dicembre all’1:00 i Lakers termineranno la lunga serie di gare in trasferta facendo visita agli Orlando Magic. La compagine della Florida non naviga certo in acque migliori dei gialloviola, considerando anche gli innesti estivi di Serge Ibaka e Bismack Biyombo. Entrambe le squadre saranno in back to back e il fattore stanchezza potrebbe giocare un ruolo determinante. Protagonista assoluto di questo inizio stagione per i Magic è Evan Fournier che guida la squadra in punti segnati (17.8) e sarà il principale pericolo in backcourt insieme a Payton (5.6 assist). Sotto canestro i nostri lunghi dovranno vedersela con Vucevic (10.7reb) e la coppia Ibaka Byombo (rispettivamente 6.7 e 8.2 reb)

Partita Live come sempre su back9hours

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16 thoughts on “Game Recap #33 Los Angeles Lakers @ Orlando Magic 90-109

  1. Le ho provate tu…e assurdamente nba lp mi funziona su smartphone e pc mentre su tablet nuovo smart pad nn ne vuole sapere…mi da sempre il messaggio video nn riproducibile riprova più tardi…ho provato a disinstallare e reinstallare l app ma nn cambia nulla..nn so più come provare x risolvere…avete qualche consiglio?

  2. Ne abbiamo parlato anche a voce, non sono d’accordo ROby: paventi una soluzione che escluderebbe gli unici giocatori che ci tengono a contatto, durante le partite. Senza Nick e Lou, giocheremmo altre 50 orlando-lakers…per carità.
    Se devo perdere perdo, ma come a Miami o Charlotte, me la gioco. E anche i giovani, imparano nella lotta, non nel garbage. Cosa vuoi mai che abbiano imparato Clarkson, Ingram e D’Angelo stanotte, oscillando tra un -15 o -20 costante? Anche avessero giocato 40 minuti, sarebbero stati buttati nel cesso. La prima partita dell’anno dove abbiamo avuto Young e Williams entrambi fuori partita, abbiamo fatto ridere.

    Io rilancio: si parte da Young e Williams, e pazienza se non sono granchè. Sempre meglio dei giovani, in questo momento. Idem per Mozgov e Deng. Russell, Randle, Ingram eccetera, devono crescere sgomitando, non con la pappa pronta e qualunque sia la loro prestazione. Se giocano a prescindere, per forza che poi non sputano sangue.
    McGrady quanto giocava i primi anni? E dopo? Se uno è buono si sveglia, se non lo è si perde o deprime. Vedi Ebanks, anthony brown o pippe simili.

    1. Non sono daccordo semplicemente perchè tu puoi sgomitare quanto ti pare ma se c’è Lou la palla è di Lou e tu puoi fare solo da spettatore pagato e guardare i suoi tiri dall’angolo, già nick è più sopportabile per i giovani, ma Lou non solo li frena ma li danneggia. Tutto ok se vinci ma se stai nelle ultime 12 1-11 è ora di cambiare

      1. Esatto, è ora di cambiare.
        Basta con tutti questi minuti ad Ingram, ad oggi non è in grado di reggerli. E questo sarà possibile quando recupereremo qualcuno.
        Appena Nance e Randle (più Black, Calderon, e in precedenza Russell e Young stessi hanno saltato tante partite, durante la serie negativa di cui parli) la smetteranno di infortunarsi, vedrai che torneranno anche le vittorie.

        Questo 1-11 ha ben poco di reale, come probabilmente non era logico pensare di poter mettere assieme 45 vittorie già quest’anno.
        La verità sta nel mezzo, io ricomincerò a considerare il record, con i dieci uomini di rotazione al completo. Se manca un Black o un Calderon – non entrambi, più qualcun altro – me ne farò una ragione, ma quando ogni partita devi fare la conta dei caduti, hai voglia a considerare attendibile il risultato del parquet.

        Ieri notte è stata una partita vomitevole, soprattutto nel primo tempo, ma andando oltre cosa notiamo? Ci Mancavano 3 dei primi 4 lunghi di rotazione, più la pg di riserva. Con le stesse assenze, quante squadre NBA vincono tanto più di una partita ogni morte di Papa? Io credo ben poche, non so se si arriva a dieci.
        Siamo particolarmente sfigati, è inutile negarlo, dare la croce ai due migliori giocatori della stagione (3 con Mozgov) è ingeneroso e masochista.

        Non voglio sviluppare giovani, voglio vincere di più rispetto a quanto stiamo facendo.
        Non possiamo fare gli eterni Sixers o Wolves che scelgono per 42 anni di fila e non fanno mai i playoff perchè vincono 20 partite all’anno.
        Chiamandoci Lakers, è arrivato il momento di vincere delle partite. Via trade, corrompendo gli arbitri o Silver, non ha importanza come. XD XD

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