Focus On… The Curse of the Third Quarter?

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Miami, pochissimi giorni fa. I Lakers conducono  60-53 all’intervallo lungo. Dopo il ritiro della maglia #32 di Shaq, il rientro in campo. Miami prende subito il comando delle operazioni, i Lakers provano a tenere botta. Poi un mortifero parziale di 11-0 per gli Heat e – alla fine del terzo quarto – i gialloviola avranno subito un 29-20 che porterà i ragazzi di Riley al comando (ed i lacustri a vanificare un bel vantaggio).

Game #32 Los Angeles Lakers @ Miami Heat 107-115: D'Angelo Russell #1 and Luol Deng #9
Game #32 Los Angeles Lakers @ Miami Heat 107-115: D’Angelo Russell #1 and Luol Deng #9 (Lakers.com/NBAE via Getty Images)

Non è la prima volta in stagione che il terzo quarto si rivelerà ferale per i ragazzi di Walton. Vediamo di fare una breve analisi di come e quanto alcuni terzi disastrosi periodi abbiano inciso sulle sconfitte in stagione dei nostri.

Nelle prime tre sconfitte patite in campionato (particolarmente dolorose quelle esterne contro Utah e Indiana) la terza frazione aveva visto sempre prevalere i nostri. Contro Dallas la squadra di Carlisle firmò un piccolo allungo di +3, mentre contro gli Wolves il terzo quarto è stato bottino lacustre (26-18), ma la partita già era abbondantemente compromessa.

Nella partita interna contro gli Spurs (pari all’intervallo lungo), i neroargento piazzano un decisivo strappo di +15, contro i Bulls subiamo un +4. In un doppio confronto contro GSW, nella prima gara – dopo il rullaggio subito nel primo tempo – ci aggiudichiamo la terza frazione; nella seconda gara contro i ragazzi di Oakland, questi ultimi ci danno un +6. La partita molto teoricamente era ancora aperta prima dell’intervallo lungo ( 53-43 Warriors).

Pelicans (+ 2) e Toronto (+ 1) prevalgono ad inizio ripresa nelle rispettive partite, ma in realtà già ci avevano entrambe dato abbondantemente paga nelle due frazioni precedenti.  Una sconfitta che fa molto male, quella contro i rimaneggiatissimi Grizzlies privi di Conley e Parsons,  parte da un +8 Memphis nel terzo periodo (28-20 il parziale) che porta ad un 82-82 prima di iniziare l’ultimo quarto.

Allo Staples contro Utah i Lakers si presentano falcidiati dagli infortuni: il + 11 mormone (32-21) dopo metà gara  è un vantaggio che i Jazz capitalizzeranno. Contro i Rockets, i texani (che partivano già con un vantaggio di 12 punti a metà partita, contro le squadre di MDA si possono recuperare) divampano e guadagnano altri 17 punti. E’ appannaggio dei nostri il terzo quarto nella L contro Phoenix, mentre contro i Knicks si spezza l’equilibrio grazie agli 8 punti in più dei bluarancio.

Nella tana dei Kings subiamo un’umilazione cosmica, 39 punti, con Sacramento  che – in rimonta – si porterà su un comodo + 26. A Brooklyn il terzo quarto sembra poter dare il là ad una illusoria e non concretizzata rimonta lacustre, mentre Cleveland ci affibbia solo un +3. Le ultime due rimonte subite dopo l’intervallo contro Charlotte e Miami pesano moltissimo, mentre ad Orlando i nostri hanno impattato (29-29), ma i Magic erano già abbondantemente in fuga.

Coach Luke Walton and Jordan Clarkson #6, Los Angeles Lakers at Sacramento Kings
Coach Luke Walton and Jordan Clarkson #6, Los Angeles Lakers at Sacramento Kings (AP Photo/Rich Pedroncelli)

Le sconfitte maturate quando i Lakers hanno veramente patito il terzo quarto  sono – a giudizio di chi scrive – quelle subite contro Spurs, Grizzlies, Utah, Rockets, Knicks, Kings, Hornets e Heat, 7/22.  Nel terzo periodo i Lakers finora hanno segnato complessivamente 25,3 punti a partita (17esimi su 30 squadre NBA) , ma sono 24esimi per margine medio di punteggio nella frazione specifica (-1,4 punti a gara). Siamo inoltre 22esimi per quanto riguarda i punti incassati nei terzi quarti, per la precisione 26,7 a match.

I numeri quindi parlano eloquentemente; spesso il terzo quarto è risultato assolutamente decisivo per le nostre sconfitte e di certo non è il momento in cui la squadra in generale si esprime al meglio. L’inesperienza di molti giovani della squadra può essere un fattore rilevante, così come una difesa che in generale sta peggiorando rispetto alle prime e più confortanti uscite di campionato (ad oggi 110,6 punti subiti a partita, 27esimi in NBA).

In futuro l’auspicio è che – subito dopo il riposo di metà gara – i gialloviola ci regalino altre prestazioni come quella occorsa la notte di Natale contro i Clippers (34-16), per la cronaca privi di Griffin e Paul.

Una ultima curiosità relativa alla stagione in corso: i Lakers  – in partite punto a punto  o tirate – vincono solo un match ogni 4 disputati.  Speriamo di riuscire ad invertire presto anche questa tendenza.

Alessio Mannarelli

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4 thoughts on “Focus On… The Curse of the Third Quarter?

  1. Complimenti ad Alessio per l’analisi, ma non solo: la conclusione è una sentenza, sul fatto che questa squadra debba ancora crescere moltissimo. Vincere il 25% delle partite punto a punto è sintomo di immaturità, di incompletezza, la si chiami come meglio si creda.
    E giusto è stato sottolineare che gli unici terzi quarti non disastrosi di questo periodo siano stati – guarda caso – quello coi clippers ricchi di defezioni e quello coi Magic, a babbo morto.

    Breaking news: anno nuovo, vita nuova. Sempre di merda, perchè dopo aver tenuto bene nel terzo, contro un avversario temibile come i Raptors, ci siamo sciolti penosamente nel quarto……

    ….ehi, Ale: prossimo focus on, i crolli del quarto periodo :)))))))

  2. Dopo la partita con i Clippers – che pareva proprio voler prendere per i fondelli l’ottima analisi di Alessio – le due successive hanno confermato quanto sopra detto. Soprattutto quella contro i Jazz, senza gli 11 made by Lou nei due minuti finali sarebbe stato un 3Q da incubo.
    C’è poco da fare, dall’intervallo usciamo spenti: vuoi perché finiamo – spesso – bene con la second unit e poi ripartiamo con lo starting five, vuoi perché gli avversarvi vogliono magari fare subito sul serio…
    Le prendiamo sempre, tranne che dalla nostra costola praticamente.

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