Game Recap #35 Utah Jazz @ Los Angeles Lakers 102-100

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Gli Utah Jazz arrivano allo Staples Center, forti dei successi ottenuti nei due precedenti stagionali, con il dichiarato intento di interrompere la striscia di 3 sconfitte consecutive nonostante le assenze di Burks, Exum ed Hill. I Los Angeles Lakers, dopo aver ritrovato il sorriso il giorno di Natale battendo i Clippers, sono alla ricerca di un altro successo di prestigio tra le mura amiche.

Mack, Hood, Hayward, Favors – preferito a Diaw – e Gobert lo starting five degli ospiti; i padroni di casa rispondono con Russell, Young, Deng, Randle e Mozgov.

Pronti via ed Hayward fa la voce grossa segnando due triple ed un jumper provando subito ad indirizzare la sfida ma il redivivo Loul Deng dell’ultimo periodo risponde colpo su colpo e qualche buona assistenza di Russell consente  ai gialloviola di mettere la testa avanti, 10-11 e time-out Jazz.

Ancora gli ex Butler e Duke muovono il punteggio mentre iniziano le rotazioni ed è la second unit mormone ad essere subito efficace; ancora Hayward prima stoppa Ingram e poi segna il massimo vantaggio, 24-17. I lacustri si scuotono da torpore e segnano 6 punti consecutivi prima del canestro di Iso Joe che chiude il quarto sul 28-25.

Luol Deng #9, Utah Jazz at Los Angeles Lakers
Luol Deng #9, Utah Jazz at Los Angeles Lakers (AP Photo/Mark J. Terrill)

L’avvio del secondo periodo ricalca la fine del precedente, con i Lakers che provano a mettere l’intensità che possa sopperire alla scarsa vena dei suoi esterni mentre i Jazz continuano a lasciare pochissimo spazio a difesa schierata.

Dopo la bella prova di Domenica è ancora Thomas Robinson ad apportare quell’energia che, complice le assenze di Nance Jr. e Black, manca ai padroni di casa: per lui 6 punti con 3 tiri in cinque minuti e giocate…

…che accendono il sonnacchioso Staples. Dopo il massimo vantaggio gialloviola, 34-39, segnato da Clarkson è di nuovo Hayward a prendere il controllo delle operazioni segnando prima ed assistendo Gobert poi. Il match prosegue a ritmi tutt’altro che alti, con molti errori al tiro e soprattutto tanto equilibrio: dopo le iniziative di Boris Diaw – 8 punti con due triple per il francese – ed il primo canestro dal campo di Nick Young il tabellone luminoso indica il 44-44.

Hayward cerca l’allungo dall’arco che viene subito neutralizzato da Timofey Mozgov che prima segna dalla lunetta e poi finalizza così…

…una delle migliori esecuzioni della serata lacustre. Arriva anche il primo canestro per DLo, con il layup del 48-52 prima dell’intervallo lungo.

Nonostante il contributo nullo di Russell, Williams e Young – 8 punti con 2/14 dal campo, 0/6 dall’arco per loro – gli uomini di Luke Walton restano nel match grazie all’ottima protezione del ferro, concedendo poco a rimbalzo e perdendo meno palloni degli ospiti.

Brandon Ingram #14, Utah Jazz at Los Angeles Lakers
Brandon Ingram #14, Utah Jazz at Los Angeles Lakers (AP Photo/Mark J. Terrill)

L’inizio del terzo quarto è per stomaci  forti, quattro dico quattro minuti di vero e proprio antibasket: solo Shelvin Mack e Young segnano – una volta a testa – dal campo per il 50-56.  Al momento 11 palle perse combinate per le due contendenti nella frazione.

Dopo la ramanzina di Quin Snyder i mormoni smettono i panni CSI per quelli NBA mentre i Lakers trovano qualcosa solo da Randle, 68-63 a poco più di due minuti dal termine. 20-11 nella frazione per i Jazz ed altro periodo da aggiungere alla compilation di orrendi terzi quarti della stagione, per maggiori approfondimenti vi rimando al pezzo del nostro Alessio.

Non è d’accordo Louis Williams #EpicLou Edition che mette a referto 9 punti in un amen oltre ad assistere T-Rob. La fiammata di Sweet Lou consente ai suoi di chiudere il quarto sul +2, 72-74.

I padroni di casa iniziano il periodo finale in malo modo e gli ospiti ne approfittano per realizzare un parziale di 8-2 che Walton prova subito a contenere chiamando la sospensione. Al rientro Joe Johnson e Jordan Clarkson segnano con continuità, 80-76 a sette minuti dalla sirena lunga. Dopo il time-out chiesto da Snyder il match s’infiamma dall’arco con i canestri di Lou prima e Trey Lyles poi, cui segue la…

…tripla allo scadere dei 24” di Randle. Tripla che è il preludio al floater con cui Sweet Lou scavalca Gobert – wingspan 7’8”1/2 (!!!) – e riporta avanti i gialloviola. 90-91 e time-out per i mormoni.

Al rientro l’underrated player per eccellenza, ovvero il Jazzman Gordon Hayward, ci spiega…

…che è pronto per l’avanzamento di status. Il fantasma del ns. Roby – fautore dell’extra super small ball – si impossessa di Walton che ripropone il quintetto Russell, Lou, BI, Deng e Randle. Dopo la tripla di Ingles e il jumper del #1 lacustre, la sfida è ancora in parita: 95-95 a 150 secondi dal termine.

Gordon scollina i 30 dalla lunetta, mentre Randle capisce a cosa serve l’andar piccolo ed attacca due volte con successo Gobert. Il francese restituisce catturando il rimbalzo in attacco impattando sul 99-99 a 56 secondi dal termine.

Nei due possessi successivi i Lakers gettano alle ortiche la partita: prima commettono infrazione dei 24” dopo aver tenuto la palla ferma in punta per 18”, poi difendono malamente sulla perfetta esecuzione dei Jazz che affida la palla a Joe Ingles – miglior % dall’arco della Lega, in particolare from the corner – che segna la tripla del 102-99.

Randle segna un libero, Gobert ne sbaglia due ed i Lakers hanno la palla dal match – o dell’overtime – che capitalizzano peggio di come fatto a Charlotte: airball per D’Angelo Russell.

Julius Randle #30 and Joe Ingles #2, Utah Jazz at Los Angeles Lakers (AP Photo/Mark J. Terrill)

Per i Jazz prova monstre di Gordon Hayward, che segna 31 punti, cattura 9 rimbalzi e assiste 3 pesantissime volte i compagni. Il tutto con zero falli fatti, zero perse ed un ottimo 10/17 dal campo. Decisivo Ingles,  13 punti con due triple negli ultimi tre minuti, bene i veterani Diaw a JJ con 10 a testa. 12+11+2 per Gobert ma 6 perse e 4 falli.

Per i Lakers finalmente una prova concreta di Julius Randle: 25 con 9/12 dal campo a 12 rimbalzi di cui 6 offensivi. Julius ha trascinato tutta la frontline, autore nel complesso di una buona prova. Bene JC e soprattutto Lou, 22 di cui 18 negli ultimi 14 minuti del match, malissimo DLo e Nick che combinano per 8 punti con 4/19 dal campo, 0/7 dall’arco.

Box Score ESPN

I mormoni hanno ottenuto quanto volevano, disputando una prestazione in linea con le potenzialità degli uomini a disposizione di Snyder, con la speranza di scalare qualche posizione con il recupero di Burks, Exum e soprattutto Hill.

Per i lacustri invece la sensazione è quella dell’ennesima occasione persa per diventare grandi non riuscendo sia a sfruttare le disavventure di avversari altrimenti più quotati – come con i Grizzlies – che a condurre a casa partite punto a punto – Nets,  Hornets, Heat nel recentissimo passato – che avrebbero dato al record tutt’altra faccia.

Discutibili gli ultimi possessi offensivi, così come le rivedibili difese. Walton ha le spalle larghe ed assolve Russell:

“He’s trying to do the right thing. He’s trying to run the play that the coach called. Obviously give him respect for that. That last possession is on me.”

…Randle:

 “When he’s playing with that type of fire, that’s when really elevates himself as a great player in this league”

…ed apprezza la prestazione:

“The message afterward was we played the most aggressive, in my opinion, defensive game that we’ve had in a long time. We’re still going to make mistakes. That’s just part of learning.”

Per quanto basterà?

Giovanni Rossi

aka odino

Game #35 Preview & Live: Utah Jazz (18-13) @ Los Angeles Lakers (12-22)

Nella notte italiana, ore 4:30 ?, tra Martedì 27 e Mercoledì 28 Dicembre, i Los Angeles Lakers affronteranno gli Utah Jazz. Per i gialloviola si tratta della terza sfida stagionale – recap della prima e della seconda – contro i mormoni e l’obiettivo è quello di ribaltare pronostici e precedenti che li vedono sfavoriti.

Game #02 Los Angeles Lakers @ Utah Jazz 89-96: Loul Deng #9
Game #02 Los Angeles Lakers @ Utah Jazz 89-96: Loul Deng #9 (Lakers.com/NBAE via Getty Images)

Gli uomini di Quin Snyder sono alle prese con una striscia di 3 sconfitte consecutive e arrivano allo Staples con il dichiarato intento di porvi fine. Ciò nonostante sarebbe ingiusto parlare di crisi poiché le sconfitte sono dipese sia dalla caratura degli avverarsi – Warriors e Raptors – che dagli infortuni che stanno limitando le rotazioni dei Jazz, crollati nel quarto periodo contro i Kings.

I mormoni a causa di infortuni di varia entità dovranno fare a meno di George Hill, Alec Burks e Dante Exum e di fatto scenderanno in campo con i soli Shelvin Mack e Rodney Hood. Tra i lunghi invece, seppure ancora con minutaggio ridotto, è disponibile Derrick Favors.

Nella sfida di Natale si è finalmente (?) interrotta la caduta libera lacustre – 12 sconfitte nelle 13 partite precedenti il “derby”, con la vittoria ottenuta solo contro i 76ers – che sono tornati per una notte la miglior squadra della città.

Al contrario degli avversari, Luke Walton può contare – finalmente – su quasi tutti gli effettivi, ad eccezione di Larry Nance Jr. che sarà indisponibile fino a Gennaio / Febbraio.

Tuttavia sono ben altri i pensieri nella mente del figlio di Bill…

…alle prese con una preoccupante involuzione dell’esecuzione offensiva lacustre gialloviola – come se non bastasse la cronica astensione dai fondamentali difensivi – che unita all’incapacità di conservare intensità ed atteggiamento sui 48 minuti ha ridotto al lumicino le speranze che i fan lacustri avevano coltivato dopo il soprendente 10-10 del primo quarto di stagione.

L’esito della sfida dipenderà da quanto entrambe riusciranno a sfruttare ovvero limitare i danni derivanti dai problemi sopraesposti:

  • i Jazz hanno due big fish come Gordon Hayward e Rudy Gobert che i Lakers potranno solo cercare di limitare – citofonare il neo Papà Randle e non fargli gli auguri – e contenere i danni.
  • i lacustri hanno un backcourt profondo che devono sfruttare sia dall’arco che in termini di pressione difensiva (sic) su Mack ed Iso Joe, non proprio degli Stockton.

Snyder ha installato un efficace sistema offensivo – tanta circolazione – e difensivo – grazie all’ombrello Gobert – tra i più equilibrati della Lega. Walton invece dispone della miglior scoring bench della Lega e di un pacchetto di esterni che se in giornata può produrre anche 70/80 punti.

Se, appunto.

Game #23 Utah Jazz @ Los Angeles Lakers 107-102: Louis Williams #23
Game #23 Utah Jazz @ Los Angeles Lakers 107-102: Louis Williams #23 (Lakers.com/NBAE via Getty Images)

Utah Jazz

18W – 13L | #7 in the Western Conference | #2 Northwest Division
Stats: PPG 99.1, #24 | RPG 42.4, #25 | APG 19.1, #29 | OPPG 95.2, #1
Leaders: Gordon Hayward, 22.0 PPG | Rudy Gober, 11.9 RPG | Gordon Hayward, 3.8 APG

Los Angeles Lakers

12W – 22L | #12 in the Western Conference | #4 in the Pacific Division
Stats: 104.5, #16 | RPG 44.2, #13 | APG 20.6, #24 | OPPG 111.6, #27
Leaders: Louis Williams, 18.7 PPG | Julius Randle, 8.6 RPG | Julius Randle, 3.5 APG

Seguitela, rigorosamente live, con noi su back9hours, Facebook e Twitter.

Giovanni Rossi
aka odino

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52 thoughts on “Game Recap #35 Utah Jazz @ Los Angeles Lakers 102-100

  1. A mente fredda, ma quanto è forte Gordon? Ci ha spazzato via con una facilità disarmante. Sempre in controllo, sempre la scelta giusta. Sul ceffone a Randle sono rimasto senza parole. Da solo vale più di tutti i nostri 2/3/4 messi insieme, escluso Ingram. Per dire: DLo e Randle per lui lo farei subito, accetterei pure un tir di sale in cambio.

    1. secondo me non lo doveva prendere, l’ha voluto fare perchè se lo sentiva… voleva fa ice in my veins invece sto cazzo… non importa tutta esperienza in una stagione dove stiamo crescendo davvero tanto.. oggi grande gara con questi che sono la quarta difesa dell’nba

  2. L’iso lou ci porta avanti ma la difesa su neto è una delle robe più brutte che abbia mia visto… t rob ancora ottimo.. ma ora rientra il 20 e chi lo marca?

  3. Roby poco da dire per quanto riguarda l’impegno, il problema però è che loro hanno Hill, Exum e Burcs out più Hood ammaccato. Anziché sfruttare questo “vantaggio”, i nostri esterni hanno tirato malissimo.

  4. si sono lasciati?? ma dai… addio phil… jimmy stara’ gongolando

    sto un attimo solo per salutare sono ancora malaticcio… causa influenza mi sono perso la vittoria nel derby e peraltro anche il pranzo di natale e pure quelli dopo… non ho mamgiato nulla!!! anno schifoso!! ma auguri a tutti comunque!!! ciaoss

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