Game Recap #36 Dallas Mavericks @ Los Angeles Lakers 101-89

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Lakers-Mavs di stanotte ci ha “regalato” due certezze:

  • I gialloviola losangelini mancheranno per il quarto anno di fila – record su record, complimenti a Jim Buss e Mitch Kupchack, mai nessuno era arrivato a tanto – alla post-season, e fin qui nessuna sorpresa particolare. Delusione, certo, ma l’andazzo di questo secondo mese di stagione lasciava poco adito a dubbi in proposito.
  • Quello dell’imbarcare acqua nel terzo quarto non può più essere considerato un brutto vizio, un fastidioso trend, bensì una psicopatologia. Inizia il terzo periodo di gioco e tutto quanto visto, costruito nei primi due quarti svanisce nel nulla, per lasciare posto a cinque personaggi di dubbio gusto che oltre a difendere in maniera rivedibile – e va beh, anche qui c’abbiamo fatto il callo -, smettono di attaccare con un senso, seguendo il proprio istinto malato anziché le direttive del coaching staff. Le azioni senza ritmo si susseguono, i giocatori in maglia purple and gold non vedono letteralmente mai il canestro e voilà, ecco confezionato il parziale negativo. Nella fattispecie più che negativo, direi raccapricciante: 13-31 per gli ospiti, senza che nessuno abbia notato un attacco particolarmente efficace da parte dei Mavs, o una difesa talmente solida da concedere un solo punto al minuto ad un team che da due mesi sfonda il muro dei 100, assestandosi sul piede dei 104 punti a partita. Semplicemente, non esiste un cambio di ritmo, una capacità di salire di livello quando gli avversari – come tutti, nella Lega – iniziano a farlo. I Lakers di Walton mantengono lo stesso livello di energia ed intensità e chi li affronta ha gioco facile nel fare inceppare i meccanismi offensivi che fino all’Half Time avevano funzionato decentemente. La fluidità ne risente e i giovani interpreti del sistema, smettono di eseguire e si mettono in proprio, con risultati disastrosi. Altri, Lou Williams e Clarkson in testa, non soffrono questa situazione perché cosi possono giocare la loro pallacanestro preferita: quella da playground. Ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Riavvolgendo il nastro e partendo dal principio, la prima notizia a ridosso della palla a due è che Dallas rinuncia a Nowitzki, schierando in quintetto l’ex Gator Finney-Smith. Il 7-0 col quale si presentano allo Staples, farebbe pensare che l’assenza del tedesco sia stata metabolizzata senza problemi dagli uomini di Carlisle, ma la reazione dei Lakers è veemente. Come spesso accade, si registra subito un contro-parziale ancora più corposo, ispirato da un D’Angelo Russell che prima sblocca i suoi dallo “zero” alla voce punti…

D'Angelo Russell #1, Dallas Mavericks at Los Angeles Lakers
D’Angelo Russell #1, Dallas Mavericks at Los Angeles Lakers (Photo by Andrew D. Bernstein/NBAE via Getty Images)

..poi innesca Nick Young ripetutamente, il più abile in squadra a farlo: quando Swaggy viene pescato in ritmo, il risultato è solo rete ed il 13-7 Lakers è la logica conseguenza. Young non si ferma e realizza tutte le prime quattro conclusioni dietro l’arco, mantenendo i padroni di casa in controllo. La second unit non ha il medesimo impatto e alla prima pausa, Dallas è già a contatto: 27-26.

Nel secondo quarto la pratica viene presa in mano da Jordan Clarkson, che segna velocemente otto punti e trascina i compagni al secondo importante break, lasciando Dallas a secco: 10-0 per iniziare la seconda frazione e primo vantaggio in doppia cifra, sul +11. I Mavericks non si scompongono, trovano in Powell la spalla ideale ad Harrison Barnes e si fanno nuovamente sotto, a -5. Randle, appena rientrato sul parquet, abusa proprio di Powell in un paio di azioni filate, quasi ad intimargli di tornare al proprio posto, sigillando il nuovo +10 L.A. Si prosegue su questo viatico, finchè Finney Smith segna la tripla del 50-57 proprio a ridosso dell’intervallo lungo.

Anche dopo essere rientrato D’Angelo è parso particolarmente ispirato, dopo due quarti conta già 13 punti e 4 assist e la speranza è che non si fermi, al rientro dagli spogliatoi. E invece no, come anticipato, dal terzo quarto inizia un’altra partita. Un’orrenda partita, dove L.A. subisce passivamente l’aggancio – nonostante l’ultima fiammata di Young…

Nick Young #0, Dallas Mavericks at Los Angeles Lakers
Nick Young #0, Dallas Mavericks at Los Angeles Lakers (Photo by Andrew D. Bernstein/NBAE via Getty Images)

..(cinque punti in fila per il 65-60) – e già a metà quarto incassa quello che risulterà agli effetti, il montante decisivo. Coi titolari ancora sul parquet, Wes Matthews infila due triple nel giro di 30 secondi, imitato da Seth Curry in versione Steph, per l’occasione. Si passa dal 65-64 al 65-73 in un attimo e l’ingresso della tanto decantata second unit non sortisce gli effetti sperati.

Un indomito T-Rob – 8 punti e 10 rimbalzi per lui, con l’80% dal campo – è l’ultimo baluardo, abbandonato dai confusionari Williams e Clarkson, che fanno di tutto per far rimpiangere il pur pietoso Russell del terzo quarto. La giocata di energia di T-Rob – gran stoppata a Curry sull’ultimo attacco texano del periodo – viene scalpellata da Lou Williams, che alla ricerca del solito fallo su tiro da 3, commette  a suo volta fallo in attacco e non contento, ha il coraggio di protestare e l’intelligenza di farsi appioppare un tecnico.

Il 70-81 con cui i Lakers si presentano all’ultimo quarto di gioco non consente grandi voli pindarici, ma la realtà è anche peggiore di quanto possa pensare il tifoso più pessimista, davanti alla Tv: negli ultimi 12 minuti non succede più nulla, i Mavericks amministrano senza patemi il vantaggio, salendo anche a 15-16 punti di gap e non danno mai l’impressione di poter essere ripresi dalla peggior versione stagionale dell’armata brancaleone guidata da Luke Walton.

Chi aveva valutato negativamente il primo confronto perduto malamente in casa coi Mavs a Novembre, ha dovuto suo malgrado ricredersi e ammettere che pur avendo assistito ad un andamento simile, la sensazione di impotenza sia stata molto più palpabile in quest’occasione.

Brandon Ingram #14, Dallas Mavericks at Los Angeles Lakers
Brandon Ingram #14, Dallas Mavericks at Los Angeles Lakers (Photo by Andrew D. Bernstein/NBAE via Getty Images)

La pochezza di Randle e Clarkson, nonostante le stats apparentemente positive, il disastroso match di Deng, Ingram – preoccupanti alcuni tiri rifiutati, il rookie sta perdendo fiducia con il calo delle percentuali e prestazioni – e Williams, l’impatto prossimo allo zero di Mozgov, sono lo specchio del momento gialloviola.

Solo T-Rob e Young salvano la faccia, ma finiscono per essere travolti nella Waterloo generale. Ancora una volta fatale fu il terzo quarto, nel quale L.A. ha raddoppiato il numero delle turnovers e calato la percentuale dal campo dal 57 al 49.

L’ultima sirena giunge come un sollievo, decretando il 101-89 finale e  la 24esima sconfitta stagionale. La settimana da incubo potrebbe essere completata a Capodanno, ancora allo Staples Center, chiudendo con la terza sconfitta in 3 incontri casalinghi, contro i Raptors di Derozan e Lowry.

Il 3 rimane dunque il numero chiave, purtroppo per i Lakers  – perdonate la ripetizione, ma rafforza il concetto – non in chiave positiva.

Eh si, perchè gli amanti del tanking possono tornare a sperare concretamente nella scelta top3 al prossimo draft. Scusate se non mi unisco ai festeggiamenti.

Jaywill_22 aka Brignoli Marco

Game Preview

Dopo la brillante ma sfortunata prestazione offerta con gli Utah Jazz, nella notte tornano sul parquet gli L.A. Lakers, per ritrovare – ad eccezione della vittoria natalizia sui Clippers, ma nei derby si sa, il concetto di casa è piuttosto vago – quel successo casalingo che manca loro dal lontano 28 Novembre, quando piegarono 109-94 gli Atlanta Hawks. Da quel momento, quattro sconfitte in cinque incontri allo Staples, oltre alla valanga di L raccolta “on the road”, per una classifica tornata “poco simpattica”, citando il Presidente Moratti della celebre parodia firmata dagli “Autogol”.

Game #08 Dallas Mavericks @ Los Angeles Lakers 109-97: Julius Randle #30
Game #08 Dallas Mavericks @ Los Angeles Lakers 109-97: Julius Randle #30 (Lakers.com/NBAE via Getty Images)

Se Atene piange, Sparta non ride. Si, perchè i Dallas Mavericks avversari di giornata, che in estate hanno rifirmato il loro uomo simbolo Dirk Nowtizki e trapiantato in Texas una costola di Golden State (Bogut+Barnes….Curry è solo il fratellino di Steph, peraltro dal rendimento tutt’altro che malvagio), ambiscono di diritto ad una nomination per il flop-team della stagione 2016-2017. Le sconfitte sono già 23, il massimo per una franchigia appartenente alla Western conference al pari proprio dei Lakers, ma con 3 partite in meno disputate (e vinte, quindi). E pur rimanendo incredibilmente aperta la finestra playoff, obiettivo minimo stagionale della vigilia, le possibilità che la stagione non termini a metà aprile per i Mavs, al momento sono vicine allo zero.

Passando all’attualità, Coach Carlisle ha recuperato tutti tranne Barea – prossimo al rientro, previsto la prossima settimana – e conta di schierare il quintetto base ideale, nel match di questa notte: Bogut e Barnes, Nowitzki, Wes Matthews e il redivivo (non si sa per quanto) Deron Williams.

Dopo le importanti vittorie a Portland e sul campo dei Clippers, sembrava che Dallas avesse finalmente cambiato marcia, ma i pesanti rovesci in casa dei Pelicans e a domicilio, contro i Rockets (-20 e quasi 70 punti subiti nel primo tempo), hanno fatto nuovamente sprofondare i texani nelle sabbie mobili della conference.

Il dato beneaugurante – per loro, non per chi scrive – è che la Cuban’s band farà visita allo Staples Center per la terza volta in stagione e nei due precedenti è uscita con la W in saccoccia ( Qui il Recap del primo confronto coi Lakers). Considerazione non di poco conto, i Mavericks ottennero la vittoria dell’8 novembre pur privi di Bogut, Nowitzki e Williams.

Fortunatamente il Basket non è una scienza esatta e se quei Lakers lanciatissimi persero malamente contro una Dallas incerottata, non ci sarebbe da sorprendersi se i gialloviola acciaccati e sfiduciati di oggi dovessero portare a casa una vittoria essenziale per continuare a dare un senso alla stagione in corso.

Tra i rumors su Phil Jackson e Jeanie, quelli sul potenziale ingaggio di Motejunas e la  voce ricorrente che a fine stagione andrà a casa il duo comico Jim & Mitch – la versione losangelena di Gigi & Andrea -, di basket giocato si è parlato veramente poco.

Quale migliore occasione, se non la terza partita consecutiva in casa (dopo due prestazioni convincenti con Clippers e Jazz), contro un avversario alla portata, per restituire un minimo di serenità e tranquillità all’ambiente?

Ore 4.35 italiane, per chi volesse gustarsi il live. In sottofondo ho l’impressione di udire Gerry Scotti ed il suo celebre “only the braves!”..

Jaywill_22

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83 thoughts on “Game Recap #36 Dallas Mavericks @ Los Angeles Lakers 101-89

  1. Complimenti Jay, ottimo recap – anche se ormai rimarrei sorpreso del contrario – soprattutto nella premessa. L vergognosa, almeno contro i Jazz abbiamo lottato. Umorali come pochi.

    1. D’accordo su Russell, Ale, imho non su Ingram. Al momento è una tassa in attacco e posso accettarlo da Tony Allen o da gente di quel genere, non da uno straordinario talento come Brandon. Deve lavorare e migliorare moltissimo, rispetto a Novembre è andato molto indietro. Mese disastroso secondo me, aldilà delle buone cose che fa in difesa e su come gioca intelligentemente

  2. Vero.. allo Staples penso la peggior partita stagionale, a mani basse. E la seconda o terza al massimo, l’altra coi Mavs.
    Evidentemente li soffriamo, partita indecente se ne ho vista una quest’anno.

  3. Una delle peggiori sconfitte della stagione. La semi fotocopia della prima partita con Dallas, il copione praticamente identico, ma l’abbiamo un minimo imbruttito. Male male male…buona giornata a tout le monde, buonanotte ad Orso

  4. Mamma Russell che merda di giocatore sotto di 15 si mette a fare il fenomeno invece di badare alla sostanza non ha proprio i tempi scenici fuori dai coglioni

  5. Mamma butta la pasta….o aspetto? XD

    Ma vaff, prestazione indegna e non è che loro (vedi Matthews poco fa) non vadano in Iso. Loro la mettono semplicemente, e se vengono raddoppiati scaricano all’uomo libero (tipo deron la penultima azione da 3) che la mette.
    Non fanno niente di che, sono le basi.

    Se rifiutiamo i tiri, non la scarichiamo mai al compagno libero e forziamo, dove cazzo voi andà? Giusto con Phila puoi vincere, o gli avanzi dei Pippers.

  6. Ma le dobbiamo perdere volutamente per il draft ? No giusto per sapere perché non mi spiego sempre involuzioni negative da parte della squadra. Va bene 1 2 3 ma poi basta nelle ultime 12 13 sconfitte almeno 7 8 le abbiamo buttate via in questo modo

    1. Quello che mi domando anch’io, Raf. Se puntano al draft, sono più stupidi di quanto credessi, se perdono in questa maniera perchè “non gliela fanno” c’è da essere discretamente preoccupati.
      Secondo tempo giocato in maniera indegna. Anzi no, rincaro la dose: sembra di vedere l’Olimpia Milano in Eurolega.

      1. Concordo puntare al draft è la cosa più stupida che si possa fare. Ma non si può nemmeno perdere allo stesso modo , perché perseverare è diabolico. Non dimentichiamo che eravamo partiti con un record di 10 – 10 abbiamo battuto Atlanta due volte , okc , Golden state , stavamo giocando anche piuttosto bene quindi non credo che siamo più scarsi di Dallas da perdere addirittura due volte in casa , qui mi sembra proprio una questione di atteggiamento.

    1. Esatto. Lou non segna poi, oggi non c’è nemmeno la polizza. La vedo veramente grigia, gente, siamo scesi di 10 punti percentuali al tiro dal campo e abbiamo raddoppiato le turnovers in 12 minuti. Tracollo imbarazzante, la cosa deprimente è che lo stavamo aspettando come la dichiarazione dei redditi. Bah…. buon lavoro, Luke.

      ps: Ingram,vai in palestra perchè cosi non si può..

      1. si da’ proprio l’idea che Luke abbia molto lavoro sul mentale … o cioe’ anche sul fisico, sul gioco ecc… diciamo non gli mancano cose da far migliorare ai ragazzi!!..

  7. Ah, Ingram penoso….rifiuta i tiri e quando entra tutti lo aspettano e lo stoppano o lo spostano. Se gioca cosi, non puo’ stare in campo. T.-Rob unico encomiabile.

  8. Walton, tra parentesi ha fatto la scena di difendere Lou, sapendolo perfettamente colpevole, e Crawford faceva fatica a trattenere le risate. Come dire “Luke, abbi pazienza…questo cerca sempre il fallo e spesso viene beneficiato, a sto giro gli ha detto male e ha anche il coraggio di lamentarsi e di chiedere un fallo che non esisteva”.
    Sono un Lou Lover ma non posso dargli torto, questa volta indifendibile.

  9. No va beh, ma che roba è? T-Rob cerca di darci un pò di inerzia e Lou rovina tutto con quella stronzata. E anche il tecnico si è preso. MEno DICIOTTO nel terzo quarto, cosi per gradire.

  10. Male Randle e Russell, si crolla. E’ il giorno della marmotta, finisce sempre cosi. Ora non sorprendiamoci di un ritorno nel quarto quarto e naturalmente la L…

    1. I nostri giovani non hanno ancora il cambio di passo iniziano e finisco sempre con la stessa intensità… gli altri salgono di possesso in possesso e noi si affonda facile facile.. come ho fatto a dire che la vincevamo ero sicuro che perdevamo

  11. Ecco, invece non mi piace sta cosa che è il terzo tiro relativamente libero che D’Angelo prende e arriva corto al ferro. Se sta bene, significa che è mancanza di convinzione…che nel suo caso è quasi un assurdo. Non mi preoccupo per la percentuale, ma per la maniera in cui sbaglia, netta.

    1. Ecco, io al momento sto annotando che siamo sotto di 4 nel fatidico terzo quarto. Indossiamo gli elmetti, dai prossimi minuti potrebbe dipendere l’esito del match..

  12. Nel complesso oggi bene, ma ha ragione walton che dice che eseguiamo di meno in questo periodo.. dopo la metà dle primo quarto non abbiamo più eseguito, ma solo improvvisato

    1. Si ma c’è assist e assist, se non sbaglio è il solito consegnato di Randle con D.lo che di fatto prende il tiro senza grande ritmo…per tanti altri, ma non per lui. Io non mi fossilizzerei sul tipo di tiro, Golden state dimostra che puoi avere tutto il sistema che vuoi e il ritmo che vuoi, ma c’è sempre un rovescio della medaglia.

      Dlo perde palloni stupidi – stasera meno -, ok, ma ha un modo filosoficamente molto differente di giocare rispetto a Clarkson e Williams. Per questo lui lo aspetto volentieri, nonostante i limiti anche difensivi preoccupanti, mentre per quanto mi riguarda Scarson pul andarsene affanculo.
      Lou, ribadisco, non è un problema: segna 19 punti a gara e percepisce una miseria, per i canoni NBA di oggi. Tra un anno scambi un contratto magnifico e non lo perdi a zero, fine dei discorsi.
      E’ Clarkson il bug da eliminare. Che ne segni 25 o 5, non cambia il concetto. Ingram, con lui in campo, rimane nell’angolo a guardare e questo è molto negativo in ottica futura. Un’ottica che non riguarda Lou. Non so se mi spiego.

    1. Uhm, non ricordo se la tripla a segno fosse dal palleggio o no, comunque ha un modo di giocare diverso da Nick. Premesso che dal palleggio tutti hanno una percentuale inferiore, è proprio un modo di giocare e tirare poco raccomandato e raccomandabile, da chi predica il basket giocato “in the right way”.

  13. Randle ha fatto capire a Powell chi comanda.. anche con le “caprate”, ma i Mavericks possono essere attaccati anche in questo modo, come hanno dimostrato anche Clarkson e Williams.
    Per riprendere quanto detto da Roby, NO, non sono esattamente i Jazz quanto a difesa del pitturato. Con loro avremmo collezionato tante di quelle turnovers e sfondamenti, attaccando in questo modo, da farne la collezione.

  14. Ecco, può segnare come nelle ultime due occasioni o fare bischerate, come nelle prime due, ma Clarkson è quella roba li: non la passa veramente mai, altro che Lou. Bravo, poi bullati pure e fai le faccine dopo la schiacciata, ma rimani un giocatore da gulag NBA… fine.

  15. Ecco, fateci caso adesso: in campo Lou e Clarkson, Nick non l’ha più vista e ora è uscito, l’attacco diventa molto stanziale. Ovvio. Nick e Ingram da 4 e 3, o 3 e 4, finchè sono stati in campo assieme. T-Rob subito bene in partita.

  16. Nick posseduto, 4 su 4 da tre, ma molto del merito va a D’Angelo. C’è un’intesa tra loro impressionante, se non avessero “fatto pace” sarebbe stato un gran peccato e ci saremmo persi tutto questo. Nick con clarkson o lou è un altro giocatore, pochi cazzi.

    1. Albi, a me non dispiace affatto il modo in cui stiamo giocando…D’Angelo è coinvolto e presente e quando succede, non le perdiamo facilmente. Il parziale positivo è partito ed è stato concluso da lui, ha messo in ritmo tutti. Se questo è Dar, non sono mai pessimista.

    1. Infatti i presentimenti sono negativi, con loro quasi al completo, con un quintetto notevole, per nomi e talento. E in panca Harris, anderson, curry, mejiri, Powell…dalle mie parti si dice “tanta roba”, la loro classifica è un mistero..

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