Game Recap #39 Los Angeles Lakers @ Portland Trail Blazers 109-118

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Il miracolo avviene (vedi illuminata preview della vigilia) e cosi Lillard riesce sorprendentemente ad essere della partita, dopo 5 gare di assenza. “Mannaggia alla sua caviglia guarita con 24 ore d’anticipo” è il primo pensiero del tifoso gialloviola, ma non c’è tempo per recriminare – ad esempio per il forfait di Deng – che già si parte.

I segnali non sono incoraggianti: subito D’Angelo Russell si fa “grassare” un pallone da Miles Plumlee, un centro, che lo punisce in contropiede con un’affondata (la seconda della sua partita). La replica del nostro #1 non si fa attendere: effettua svogliatamente la rimessa da  fondo campo e regala un altro pallone ai Blazers, che si portano sul 6-0 in men che non si dica, con i primi due punti del 2017 firmati da Damian Lillard. Il primo canestro gialloviola è siglato invece da Randle, in fade away, al 24° secondo – qualcuno direbbe anche oltre -, sintomo di un’azione ben eseguita e ponderata. Al gol di Randle segue una rara, rarissima tripla di Brandon Ingram, con la spalding che danza incerta sul ferro, prima di regalare al nostro rookie il primo “3-punti” del mese.

Lillard è chiaramente infermo sulla sua caviglia slogata e infatti spara un 4/4 dal campo con 2/2 da 3, per un totale di 10 punti nei primi 7 minuti dal ritorno sul parquet. Ci si domanda cos’avrebbe combinato se si fosse presentato in forma perfetta.

Un Ingram insolitamente attivo offensivamente, partendo in quintetto in luogo dell’infortunato Deng, mette a segno 7 punti e tiene i Lakers a contatto, nonostante gli “eroi” della gara coi Grizzlies – Randle, Russell e Young – non trovino praticamente mai il canestro nel primo quarto. Portland va avanti di 8 (24-16) e chiude il quarto sul 29-24, sfruttando un Mason Plumlee insolitamente dominante che già nel primo tempo arriva in abbondante doppia cifra.

Brandon Ingram #14 and Maurice Harkless #4, Los Angeles Lakers at Portland Trail Blazers
Brandon Ingram #14 and Maurice Harkless #4, Los Angeles Lakers at Portland Trail Blazers (Photo by Sam Forencich/NBAE via Getty Images)

L’andamento del primo quarto non invita ad essere fiduciosi per il prosieguo della serata, ma la seconda frazione inizia in maniera scioccante: i Lakers piazzano un parziale di 13-0 e si portano sul 37-29, siglato da Ingram con la seconda tripla di serata (dopo che non ne segnava dai tempi delle guerre puniche, addirittura il bis) e già dieci punti messi a referto.

T-Rob, Black e Ingram chiudono l’ombrello su Davis e Plumlee e Clarkson si rivela un enigma irrisolvibile – anche per i compagni, sia chiaro, oggi semplicemente gli sta entrando tutto -, bombardando a ripetizione da fuori e in penetrazione: il vantaggio dei californiani si estende fino al +14, nonostante il rientro in campo dei vari Lillard e McCoullum, ma ai 13 punti nel periodo di JC, risponde il suo quasi simile CJ (McCollum), iniziando a trovare il fondo della retina dopo un primo quarto e mezzo da soli due punti. All’half time il gap è sceso appena al di sotto della doppia cifra (62-53) ed il timore è che L.A. abbia sprecato un’occasione.

Tarik Black #28, Brandon Ingram #14 and Jordan Clarkson #6, Los Angeles Lakers at Portland Trail Blazers
Tarik Black #28, Brandon Ingram #14 and Jordan Clarkson #6, Los Angeles Lakers at Portland Trail Blazers (Photo by Sam Forencich/NBAE via Getty Images)

La conferma arriva prontamente nei primi minuti di terzo quarto, quando nonostante Nick Young ricominci a flirtare col canestro dopo un primo tempo di nulla assoluto, i Blazers martellano da fuori e coi tagli a centro area, dove l’opposizione è relativa. Il primo pareggio arriva dopo cinque minuti a quota 66, e da qui inizia un’altra partita, purtroppo per i Lakers non sullo stesso tema dei primi 24 minuti.

Evan Turner, fino a quel momento marginale al match, esplode in un quarto quarto da 15 punti (20 totali), dei quali dieci consecutivi, facendo prendere il volo ai padroni di casa. L’ultima situazione di equilibrio (+1 Portland) viene spezzata da una tripla di Lillard, che chiuderà a 21 punti – non male come prima partita dopo dieci giorni di stop – ed aprirà il solco tra le due squadre.

La stanchezza si fa sentire, Clarkson gioca da solo e non riesce a mantenere le prestazioni del primo tempo ed il solo D’Angelo Russell alza bandiera bianca a ridosso dei titoli di coda. Non mettendola mai da fuori (0 su 8), dopo 12 canestri da 3 nelle precedenti due uscite, Dlo ha per una volta l’intelligenza di portare il suo uomo in post basso, battendolo regolarmente in fade away o coi movimenti di piedi e polpastrelli che pochissime altre point guard nel globo possono vantare. I suoi 12 punti (22 totali) nel quarto quarto tuttavia, allungano solo un’agonia cui solo i liberi di McCollum (best scorer alla fine, 27 punti) nell’ultimo minuto riescono a porre fine.

D'Angelo Russell #1 and Damian Lillard #0, Los Angeles Lakers at Portland Trail Blazers
D’Angelo Russell #1 and Damian Lillard #0, Los Angeles Lakers at Portland Trail Blazers (Photo by Sam Forencich/NBAE via Getty Images)

Finisce 118-109 coi Lakers che, proprio come contro Dallas e Toronto, si sciolgono nell’ultimo quarto di gioco – un nuovo trend da analizzare per Alessio? – e collezionano la diciassettesima sconfitta negli ultimi 21 confronti coi Trail Blazers, molte delle quali avvenute in Oregon.

L’impressione è che questa sconfitta sia da attribuire anche alle scelte di Coach Walton, troppo insistente nel mantenere il quintetto “piccolo” in assenza di Deng, emarginando Mozgov, T-Rob e Black, in un secondo tempo dove i tre lunghi vedono poco il campo, coi loro compagni che paiono pagare sia a livello fisico che di stanchezza.

In particolare Robinson e Black avevano dato il là al parziale positivo del secondo quarto ed era più che auspicabile un loro maggior coinvolgimento nel momento del bisogno. Comunque sia anche per Walton, come per i giovani leoni gialloviola, si tratta di un’annata di rodaggio, dove tutti devono poter commettere errori per imparare dagli stessi e non ripeterli nelle partite, settimane o stagioni future.

Non è un caso che Randle alterni anche in questa partita non entusiasmante – 17 punti, 4/13 dal campo – momenti di dominio fisico ed emotivo sulla partita, ad altri in cui fa più danni che altro, coi secondi sfortunatamente più estesi dei primi.

Julius Randle #30 and Mason Plumlee #24, Los Angeles Lakers at Portland Trail Blazers
Julius Randle #30 and Mason Plumlee #24, Los Angeles Lakers at Portland Trail Blazers (AP Photo/Craig Mitchelldyer)

Per lui, Russell e Ingram, in particolar modo, bisogna armarsi di tantissima pazienza ed abituarsi a questi schizofrenici alti e bassi, augurandosi che l’età e la maturità li portino a limitarli se non proprio a cancellarli. Fa ben sperare il ritorno al canestro con una certa continuità di BI14 – anche se nella ripresa è arrivato solo un tiro dal campo -, come preoccupa l’involuzione di Williams, ormai solo raramente un fattore dalla panchina.

Dopo il super Dicembre, Sweet Lou sta ricaricando le pile in attesa delle prossime 3 partite casalinghe, dove non saranno ammessi errori: Miami in back to back stanotte, Orlando e la rivincita con Portland impongono due, se non tre vittorie davanti al pubblico dello Staples. Per non dover cestinare una stagione dal Martin Luther King Day, perchè stavolta il dispiacere sarebbe doppio, viste le prospettive che ad intermittenza sembrano aprirsi e chiudersi, da una partita all’altra.

Timofey Mozgov #20, Los Angeles Lakers at Portland Trail Blazers
Timofey Mozgov #20, Los Angeles Lakers at Portland Trail Blazers (Photo by Cameron Browne/NBAE via Getty Images)

Go Lakers, non è finita finché non è finita.

Box Score ESPN

Jaywill_22 aka Brignoli Marco.

Game Preview

Messo alle spalle il capolavoro compiuto coi Memphis Grizzlies martedì notte – a mani basse, miglior prestazione stagionale se si eccettua l’upset ai Warriors dei primi di Novembre -, la Los Angeles che conta torna sul parquet alle 4.30 italiane, facendo visita ai Portland Trail Blazers ancora orfani di Damian Lillard. Privi del loro uomo-franchigia, i ragazzi di Terry Stotts sono rimasti a galla grazie ad un McCollum da 31.2 di media nelle ultime 5, compresi i 43 nella strepitosa rimonta a Minneapolis.

D'Angelo Russell attempts a layup against the Portland Trail Blazers
D’Angelo Russell attempts a layup against the Portland Trail Blazers on Nov. 28, 2015. (Sam Forencich/Getty Images)

In contumacia Lillard – la caviglia ancora non è a posto, a meno di miracoli il numero zero salterà la sfida a D’Angelo Russell e non è escluso che il suo rientro slitti oltre il weekend -, Portland è riuscita a mettere in saccoccia 2 W fondamentali per rimanere attaccata al treno playoff, nonostante le 12 sconfitte patite nelle ultime 15 giocate.

Per i Lakers, inutile dirlo, è l’ennesima (pen)ultima chiamata. Distanziati di sole due partite e mezzo da Portland, potrebbero uscire dall’Oregon rinfrancati nello spirito, dando un seguito all’esecuzione inflitta ai Grizzlies di Conley e Gasol, tornando a mettere due W in fila dal mese di Novembre.

Non solo.

Storicamente, l’ex Rose Garden – oggi Moda Center – è stata meta avara di soddisfazioni per i tifosi gialloviola, anche negli anni dei titoli, ma ultimamente stiamo obiettivamente esagerando. Eccetto il rocambolesco successo in extremis colto con Mda in panchina – alleyoop decisivo di Wes Johnson, per i più smemorati -, tra Staples Center e Oregon, la lettera L è diventata una costante: 10 ko negli ultimi 11 incontri ufficiali coi Blazers, nonostante da quelle parti abbiano visto partire signori del calibro di Lamarcus Aldridge, Wes Matthews, Robin Lopez e Nicolas Batum.

Senza Lillard, i Lakers hanno il dovere di provarci, facendo attenzione (oltre a McCollum, superfluo specificarlo) a Crabbe, Harkless e Turner, oltre all’esplosività di Plumlee sotto le plance. Ex di serata Ed Davis, finito un pò ai margini a Portland, dove non ha trovato la fortuna che l’avrebbe potuto continuare ad accompagnare a L.A.

La vittoria “on the road” manca dal primo dicembre in quel di Philadelphia, ma dopo tante delusioni – su tutte le recenti rimonte subite a Charlotte e Miami – potrebbe essere arrivato il momento di sfatare anche questo tabù, in un 2017 che è iniziato molto meglio di com’era finito il 2016.

Ancora senza Larry Nance Jr. e col dubbio Deng, il compito sarà ancora più complicato, ma da questi Lakers abbiamo ormai imparato ad aspettarci di tutto. Nel bene e nel male.

Live su B9h, ma che ve lo dico a fà?

 

Jaywill_22

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25 thoughts on “Game Recap #39 Los Angeles Lakers @ Portland Trail Blazers 109-118

  1. A me ste robe fanno ammattire… segna un bel canestro in penetrazione poi resta a terra a fa il coglione e si dimentica di seguire crabbe che segna indisturbato… Scarson ma che testa hai?

  2. Chris Haynes – ESPN Sources: Portland guard Damian Lillard to return tonight against Los Angeles Lakers. Missed last five games with ankle sprain.

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