Game Recap #40 Miami Heat @ Los Angeles Lakers 100-127

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Luol in, Hassan out.

L’ala anglo/sudsudanese – ex di giornata – torna disponibile mentre Whiteside (17.3 punti, 14.3 rimbalzi e 2.24 stoppate a partita per il centro) non ha ancora recuperato dal problema all’occhio. I Los Angeles Lakers – in versione Hollywood Nights – possono schierare il quintetto tipo Russell, Young, Deng, Randle e Mozgov; gli incerottati Miami Heat rispondono con Dragic, Richardson, McGruder, Babbitt e Reed.

D'Angelo Russell #1, Miami Heat at Los Angeles Lakers
D’Angelo Russell #1, Miami Heat at Los Angeles Lakers (Photo by Andrew D. Bernstein/NBAE via Getty Images)

Nei primi due minuti i gialloviola trovano la via del canestro dalla lunetta e con Julius Randle, subito attivo, che segna due volte ed assiste Mozgov per il 10 a niente, complice lo 0/5 dal campo di Miami che costringe Coach Erik Spoelstra a giocare subito la carta dei due Johnson. Reed – 2 volte – smuove il punteggio per gli ospiti ma i lacustri, pur commettendo diversi errori, sembrano poter controllare il match grazie alle buone iniziative di D’Angelo Russell che – memore dei frutti raccolti a Portland – dal post basso risponde a Dragic, 20-11.

Ma i padroni di casa non sono ancora in grado di prendere il controllo del match fin dall’inizio e dopo la schiacciata fallita da Mozgov – l’ennesima della stagione –  la tripla di James J. costringe Coach Luke Walton al timeout. Entrano le seconde linee ma la musica non cambia, i Lakers soffrono il dinamismo sotto le plance di Willie Reed (non Willis…) che schiaccia due volte; sono le iniziative di Ingram, un bel fadeaway ed un tip a seguito di un suo errore a tenere avanti i suoi, 28-20.

Dopo la tripla di J. Johnson, Thomas Robinson prima…

…schiaccia e poi su assiste di Lou segna il 32-23 che chiude il primo quarto. I Lakers hanno tirato poco e male (0/3) dall’arco, ma complice lo scarsa vena degli ospiti (37.5% dal campo) ed il controllo delle plance – +7 a rimbalzo, +12 i punti nel pitturato – sfiorano la doppia cifra di vantaggio.

Julius Randle #30, Miami Heat at Los Angeles Lakers
Julius Randle #30, Miami Heat at Los Angeles Lakers (Photo by Hans Gutknecht, Los Angeles Daily News/SCNG)

Il secondo periodo inizia con…

…una bella schiacciata di Jordan Clarkson, imitato poco dopo da Black ben servito da Lou. In entrambe le aree c’è poca intimidazione così Dragic e Lou possono realizzare dei comodi layup, 42-32.

I gialloviola amano complicarsi la vita e dopo aver concesso spazio al redivivo Udonis Haslem, un’imperiosa schiacciata – con annesso poster a Lou Will – di Tyler Johnson prima e la tripla di Josh Richardson poi costringono al time out uno sconsolato Walton, 42-39 a poco più di sette minuti dall’intervallo.

Al rientro i lacustri continuano a farsi del male da soli e Dragic può siglare il sorpasso, 42-43, che determina la seconda sospensione in meno di minuto scarso. Il figlio di Bill rimette lo starting five, Randle segna un jumper ma omette di difendere su James J., Mozgov non converte l’ennesima schiacciata ma questa volta ha l’attenuante del fallo subito.

I padroni di casa si sbloccano finalmente dall’arco, le triple di Nick Young – centesima della stagione per Swaggy3 – e Deng riportano +6, 47-53, ma è un fuoco di paglia perché gli Heat rispondono colpo su colpo. Walton gioca la carta small inserendo Ingram per Mozgov ma l’attacco è poco fluido e confusionario, mentre Reed continua a farsi sentire a rimbalzo offensivo. Un bel coast-to-coast di Ingram…

…ed il jumper di Tyler J. chiudono il tempo, 58-56. Le percentuali dei Lakers sono calate, quelle di Miami salite ed il vantaggio sotto le plance è vanificato dal miglior impatto della second unit degli ospiti, autrice di 11 punti in più rispetto a quella lacustre.

Brandon Ingram #14, Miami Heat at Los Angeles Lakers
Brandon Ingram #14, Miami Heat at Los Angeles Lakers (Photo by Hans Gutknecht, Los Angeles Daily News/SCNG)

Il secondo tempo inizia nel segno di Goran Dragic e Russell che segnano ed assistono i compagni – Reed e Deng – che ringraziano. Timofey Mozgov  è fuori dal match e Walton inserisce Black. Sono proprio Luol Deng – 14+10 al momento – e Black a propiziare il +8, 76-68.

Dopo il timeout Heat un contatto tra Clarkson e Dragic – che non ha mai avuto buoni rapporti con le guardie lacustri sin dai tempi di Vujacic – degenera in un tentativo di zuffa che comporta, dopo l’attento controllo dei replay da parte della terna arbitrale, l’espulsione di entrambi più tecnico a James J.

Si ricomincia con lo stesso James Johnson che prova a caricarsi sulle spalle i suoi ma i gialloviola trovano la doppia cifra di vantaggio dopo la tripla di Lou ed un gioco da tre punti di Russell, 87- 75 a 3 minuti dalla fine. Fine del quarto confusionario, con entrambe le squadre alla ricerca della soluzione giusta per sopperire alle espulsioni; Walton scongela Jose Calderon, nessun segna fino alle triple di Lou Williams e James J. che chiudono il quarto, 90-79.

Tarik Black #28, Goran Dragic #7 and Luol Deng #9, Miami Heat at Los Angeles Lakers
Tarik Black #28, Goran Dragic #7 and Luol Deng #9, Miami Heat at Los Angeles Lakers (AP Photo/Alex Gallardo)

Il periodo finale, dopo la tripla di Rodney McGruder, inizia nel segno di Brandon Ingram che segna dalla lunetta e converte un gioco da tre punti prima di assistere Tarik Black, 10+10 al momento per Boom Boom. Miami resta a galla grazie alle iniziative di Dion Waiters, che realizza il -8, 97-89.

Dopo il timeout chiesto dai padroni di casa, si accende anche Lou Williams che realizza 8 punti in un amen ed ispira il 12-1 che di fatto chiude il match a sette minuti dalla fine, 109-90. Con la testa sgombra i Lakers si rendono autori anche di qualche giocata pregevole, con Ingram che segna ed assiste, dopo un’ottima circolazione di squadra, Deng per la tripla del +23, 114-91.

Ancora un pregevole assist di  Ingram per la tripla di Lou, che esagera (16 nel quarto) segnando persino quello che era un lob ed un altra tripla, 122-97. Gli ultimi minuti si accendono sia per l’ingresso di Huertas e Metta World Peace che per il desiderio dei tifosi di tacos, che viene loro negato da Metta che manda in lunetta gli ospiti. Un libero di T-Rob chiude il match, 127-100.

Louis Williams #23, Miami Heat at Los Angeles Lakers
Louis Williams #23, Miami Heat at Los Angeles Lakers (Photo by Andrew D. Bernstein/NBAE via Getty Images)

Reed (22+12 con 7 offensivi e 3 stoppate) e James Johnson (20 con 4/7 dall’arco) hanno lottato e provato a tenere in piedi Miami, ma il match è praticamente finito con l’espulsione di Dragic (16+3+3), che ha privato – oltre a Winslow e Whiteside – gli Heat del suo miglior giocatore.

MVP del match Loul Deng (19+14 con 3/4 dall’arco e +32 di +/-) e Brandon Ingram (17+6+4).

Josh Richardson #0 and Luol Deng #9, Miami Heat at Los Angeles Lakers
Josh Richardson #0 and Luol Deng #9, Miami Heat at Los Angeles Lakers (AP Photo/Alex Gallardo)

A fine match, elogi per Ingram sia da Deng:

“Every now and then he makes moves out there you just can’t teach.”

che dal figlio di Bill:

“I think he’s slowly been getting more comfortable at navigating the paint. He’s had, in each of the last couple games, some really nice finishes. … Like anything else, that’s just figuring it out as a young player (and) trying to see where he can look to take advantage of things.”

Bene Russell (19+6+5), Randle (19+6+3) e Williams (24 in altrettanti minuti). 17 punti e 20 rimbalzi per la coppia Black & T-Rob.

Box Score ESPN

Luke Walton può essere contento per una notte, i suoi ragazzi hanno raggiunto il massimo stagionale in punti e rimbalzi e sono stati bravi ad attaccare maggiormente il ferro – sfruttando l’assenza di Whiteside – in una serata non particolarmente brillante al tiro da fuori, almeno fino alla sfuriata di Lou nel quarto finale.

Walton a fine match ha in parte smentito le voci sul taglio di MWP – accolto dall’ovazione del pubblico – che sono circolate nel pre match sui media USA, ha elogiato il lavoro fatto dall’ex Ron Artest e dichiarato che chiederà al Front Office di confermarlo.

Coach Luke Walton, Miami Heat at Los Angeles Lakers
Coach Luke Walton, Miami Heat at Los Angeles Lakers (Photo by Hans Gutknecht, Los Angeles Daily News/SCNG)

Questi Heat non sono l’avversario più probante che possa capitare, però la prestazione lascia un po’ di ottimismo in vista delle sfide a Magic e Blazers.

Giovanni Rossi aka odino

Full Game HL

Game #40 Preview & Live: Miami Heat (11-26) @ Los Angeles Lakers (13-26)

Nella notte italiana, ore 4:30 ?, tra Venerdì 6 e Sabato 7 Gennaio, i Los Angeles Lakers affronteranno in back-to-back i Miami Heat. Per i gialloviola la seconda sfida stagionale contro i miamian è l’ultima chiamata per riaccendere le speranze playoff, ormai ridotte al lumicino.

Game #32 Los Angeles Lakers @ Miami Heat 107-115: D'Angelo Russell #1
Game #32 Los Angeles Lakers @ Miami Heat 107-115: D’Angelo Russell #1 (Lakers.com/NBAE via Getty Images)

Gli uomini di Erik Spoelstra sono reduci da una bella vittoria a Sacramento, che ha interrotto una striscia di sei sconfitte consecutive, ovvero tutti i match successivi alla vittoria contro i Lakers nel confronto – qua il recap – pre natalizio. Rispetto alla sfida precedente, gli Heat dovranno fare a meno di tre elementi dello starting five: l’ex Josh McRoberts, Justise Winslow – out for the season per problemi alla spalla – e, a meno di lillardiani recuperi, Hassan Whiteside.

Proprio Winslow – MVP a Dicembre, risultando un fattore in entrambe le metà del campo – e Whiteside ben coadiuvati da Dragic ed i due Johnson, Tyler – ottimo contro i Kings – e James, guidarono la rimonta che risultò vittoriosa – come da pessima abitudine lacustre – nel secondo tempo.

Quello contro Miami è il primo di tre incontri consecutivi allo Staples Center – Orlando e Portland le altre due avversarie – che in caso di esito super positivo potrebbe riavvicinare i Lakers all’ottava piazza. Tuttavia, oltre ad essere in back-to-back, l’ennesima sconfitta in Oregon contro i Trail Blazers maturata grazie all’ormai consueto pessimo secondo tempo, le aspettative non sono dei migliori.

La difesa continua a fare acqua e gli esterni soffrono qualunque dirimpettaio sia dotato di un minimo di talento, esaltandolo fino al costringerlo al career high. L’assenza di Larry Nance Jr. è stata tutto sommato ben assorbita dall’aumento del minutaggio di T-Rob e sotto le plance, se confermata l’assenza di Whiteside, si dovrebbe soffrire di meno considerato che rispetto al match precedente ci sarà anche Randle.

Proprio Julius Randle dopo la monster performance contro Memphis è chiamato a chiarire quanto può reggere quel livello di prestazioni e se potrà essere il leader emotivo della componente giovane gialloviola visto il continuo rendimento altalenante di D’Angelo Russell ed il non brillantissimo momento di Brandon Ingram, che dovrebbe partire nuovamente in quintetto a causa dell’assenza di Luol Deng.

Game #32 Los Angeles Lakers @ Miami Heat 107-115: D'Angelo Russell #1 and Luol Deng #9
Game #32 Los Angeles Lakers @ Miami Heat 107-115: D’Angelo Russell #1 and Luol Deng #9 (Lakers.com/NBAE via Getty Images)

Ultima chiamata dal gate dei Play Off per Luke Walton ed i giovani Lakers.

Miami Heat

11W – 26L | #13 in the Eastern Conference | #5 Southeast Division
Stats: PPG 98.4, #29 | RPG 44.4, #11 | APG 21.1, #22 | OPPG 101,8 #7
Leaders: Goran Dragic, 19.0 PPG | Hassan Whiteside, 14.3 RPG | Goran Dragic, 6.8 APG

Los Angeles Lakers

13W – 26L | #12 in the Western Conference | #4 in the Pacific Division
Stats: 104.6, #18 | RPG 43.7, #15 | APG 20.6, #25 | OPPG 110.4, #26
Leaders: Louis Williams, 18.0 PPG | Julius Randle, 8.7 RPG | Julius Randle, 3.8 APG

Seguitela, rigorosamente live, con noi su back9hours, Facebook e Twitter.

Giovanni Rossi
aka odino

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91 thoughts on “Game Recap #40 Miami Heat @ Los Angeles Lakers 100-127

  1. LAKERS ANALYSIS
    Nella notte tra venerdì e sabato i Los Angeles Lakers hanno travolto 127-100 gli Heat di Miami , ecco qui alcune considerazioni su cosa la partita ci abbia detto
    Partiamo dal risultato, largo ma bugiardo frutto di una gara equilibrata fino a metà terzo parziale quando l’espulsione di Dragic ha deciso un match fin lì tirato.
    Entriamo ora nel dettaglio , la partita ha portato ai Lakers 6 giocatori in doppia cifra sui quali spiccano due Player su tutti Ingram e il veterano LouWilliams …
    Brandon dicevamo , il 19enne talento realizza 17 pts e prende 6 rimbalzi ma numeri a parte inizia a prendere confidenza con l’NBA e mostra sprazzi del suo enorme potenziale..unica pecca quando entra lui esce Russell è questo punto va chiarito per il bene della squadra… Prima di parlare di Lou Will è giusto accennare ad un evento poco consono nel NBA siamo circa a metà terzo quarto, rimessa Heat Jordan Clarkson provoca Dragic che reagisce con uno spintone si scatena il parapiglia prontamente interrotto dall’arbitro nonostante i bollenti spiriti aleggianti sulla panchina di Miami, risultano Clarkson e Dragic espulsi …Da qui inizia una nuova gara se da un lato gli ospiti sentono la mancanza di un regista ed accusano la stanchezza, dall’altra sale in cattedra Lou Williams fin li aurore di 11pts che ne mette 13 nel solo quarto periodo ed a suon di triple chiude la gara , chiuderà con 24 punti rafforzando la sua candidatura a sesto uomo dell’anno.Ma anche in una serata di festa ci sono alcuni aspetti negativi da puntualizzare partiamo da Clarkson tra i migliori e molto efficace in attacco fino al l’espulsione che dimostra i suoi limiti di gioventù, ma la cosa negativa che si evince è che senza di lui il gioco dei Lakers è più fluido arrivando a produrre un +/- di + 27 circa il che deve far riflettere Jordan invitandolo a giocare piu’ per la Squadra .
    Altra nota negativa è D’Angelo che al suo secondo anno fatica a trovare ritmo ed a dimostrarsi degno di essere una seconda scelta al draft, troppe forzature e la poca visione di gioco fin qui dimostrata fanno pensare che il ragazzo abbia molto lavoro da fare, forse al nostro Russell farebbe bene un workout con Kobe ,ma a questo troverà rimedio coach Walton . L’inizio di stagione aveva illuso i gialloviola, poi penalizzati dagli infortuni è sprofondati in classifica , ma anche coach Walton ha le sue colpe va bene è inesperto e siamo in ricostruzione ma ci sono giocatori come Calderon che meriterebbero più minuti non a caso , l’entrata dello spagnolo ha fluidificato e non di poco il gioco della squadra nel finale contro gli Heat , sperando che coach Walton lo abbia notato non ci resta che aspettare la prossima partita ad Orlando sperando in un altra vittoria dei giovani terribili di L.A.
    A presto, stay tuned

    1. Ciao benvenuto, non sono affatto daccordo su Russell che ricordiamoci tutti ha 20 anni e che sta maturando mese dopo mese, certo adesso non è una superstar ma chi lo era a 20 anni? Nemmeno Kobe o Jordan. Per quanto riguarda la mancanza di visione di gioco, li sfondi una porta aperta, in quanto io sostengo da tempo ce D-LO sia più un realizzatore che passatore, ma quei pochi passaggi che fa sono geniali ( ha la dote del passaggio difficile ma non sempre funzionale al ruolo di pg). Su Calderon in rotazione sono daccordo uno tra Lou e JC è di troppo. Per quanto mi riguarda io non avrei dubbi, scambierei Lou perchè anche ieri abbiamo assistito con lui in campo ad una prova deficitaria da parte dell’attacco, poi il fatto che abbia fatto canestro non significa nulla. Vedere questo che monopolizza la partita 2 azioni su 3 non solo mi fa incazzare ma penalizza anche chi gioca assieme a lui. Non un caso che Huertas in due minuti di garbage ha fatto l’unico assist a Ingram decente… Ultima cosa, anche io vorrei vedere Ingram e D-Lo molto di più insieme ma non credo che tarderemo a vederli visto il livello che hanno rispetto ai compagni.

  2. Ma vi rendete conto quel pezzente di fedez si fa comprare i biglietti dalla morosa a bordo campo di fianco alla panchina Lakers.
    Si è visto la rissa a 1 metro e un più si scopa una strafiga che lo copre di soldi

  3. Stiamo tirando poco e male dall’arco (2/9) e concedendo troppo sotto canestro a gente come Reed. La circolazione di palla, così come la transizione, è lenta. Al momento la loro second unit è +11 sulla nostra.

        1. interessante… da ipad confesso di non sapere cosa ci possa essere… in realta’ non ho nemmeno la tv! ma qualche volta voglio prendermi l’abbonamento giornaliero della nba… quello c’e’ anche per ipad e ios… e’ che sono esosi, 6 euro mi pare… fosse un pochino meno, ogni tanto mi vedrei qualche partita sull’ipad..

  4. Ma perché le Lakers girl devono fare dei balletti di merda senza essere porche? Ho visto quelle di denver mi tirava l’uccello da come si muovevano… Evidentemente a Los Angeles è vietato

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