Game Recap #42 Portland Trail Blazers @ Los Angeles Lakers 108-87

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I Lakers incappano in un’altra notte complicata e proprio come cinque giorni prima, gli avversari sono i Trail Blazers di Damian Lillard. All’appello manca soltanto Nance Jr., come di consuetudine, ma il suo sostituto, Thomas Robinson, non lo sta facendo rimpiangere.

Reduci da 3 vittorie nelle ultime 4 uscite, c’è grande attesa per un confronto che già era stato molto combattuto al Moda Center: logico attendersi altrettanto equilibrio a casa dei gialloviola, magari  con un esito differente .

Lillard, contrariamente alla partita della settimana scorsa, inizia freddissimo, sbagliando tutti i tiri effettuati nel primo quarto. Se i Blazers fanno fatica a trovare il canestro, i padroni di casa si limitano al compitino, approfittando delle alte percentuali dal perimetro. Nick Young ritrova il feeling con la linea dei 7,15, dopo un paio di partite poco ispirate, ma non è il solo:

Luol Deng #9, Portland Trail Blazers at Los Angeles Lakers
Luol Deng #9, Portland Trail Blazers at Los Angeles Lakers (Photo by Andrew D. Bernstein/NBAE via Getty Images)

Deng, Lou Williams, Clarkson e Ingram, tutti partecipano al festival del tiro da tre, soprattutto dal secondo quarto di gioco. Tutti meno uno, in realtà: l’Mvp dell’ultima settimana, D’Angelo Russell. Dlo litiga ancora una volta col ferro nelle conclusioni dall’arco, ma si rifà con gli interessi quando Luke Walton lo rimette sul parquet a metà della seconda frazione: uno dopo l’altro, smazza un assist più bello dell’altro, mandando a canestro nel giro di pochi possessi Luol Deng – due volte in contropiede, imbeccato alla perfezione – e perfino Timofey Mozgov, pescato con un touchdown pass alla Aaron Rodgers, per la bimane del +8 (53-45).

Nei Blazers funzionano solo McCollum e l’agente speciale Harkless, chirurgico sia nel tiro da fuori che nel solito prezioso lavoro difensivo. Lillard fallisce i primi otto tentativi dal campo e sembra sfiduciato, ma ci pensa la solita difesa connivente dei Lakers a metterlo in partita, lasciandogli aperta un’autostrada per il semplice layup del 51-53 che di per sé non contiene particolari significati, ma ha il potere di destare il numero zero dal torpore che lo ha avvolto nei primi 24 minuti di gioco.

Nei Lakers, nonostante il punteggio all’Half-time segnali un vantaggio per 57-55, non funziona praticamente nulla. Williams, Young, Clarkson e Russell non prendono praticamente mai un tiro pulito, ma fortuna vuole che i tiri entrino e si vada negli spogliatoi con un sontuoso 7 su 12 di squadra nelle triple. E’ in questo momento che l’occhio del tifoso meno superficiale viene rapito dall’esiguo margine di vantaggio, nonostante una percentuale al tiro nettamente superiore – quasi 50% contro il 37% dei Blazers – ed un’all star come Lillard tenuta ad un misero 1 su 10. Il saggio si domanda cosa potrebbe accadere se ad esempio Portland incominciasse a mettere i tiri con regolarità, oppure se Lillard riprendesse confidenza col canestro o ancora, se le percentuali da 3 dei Lakers dovessero scendere, vista la scarsissima qualità dei tiri.

E come se non bastasse, incombe l’ombra dei fatidici terzo e quarto quarto di gioco – molto spesso fatali ai Lakers di quest’anno…uno, l’altro o entrambi -, oltre al dubbio che l’oscena transizione difensiva e la consueta, pessima copertura del pitturato, potrebbero pesare negativamente se l’intensità dovesse rimanere quella da summer league dei primi due quarti.

Detto, fatto. Tutte le preoccupazioni ed i timori trovano pieno fondamento nella ripresa, che tanto per cambiare parte con un simpatico parziale di 8-18, con Damiano a menare le danze e Russell che cade nel tranello più vecchio del mondo (del basket). Fosse rimasto in maggior contatto con Kobe, il Mamba forse gli avrebbe spiegato quante volte nella sua carriera si è messo in ritmo, in partita, cercando una sfida col rookie o secondo anno di turno, trovando puntualmente l’allocco in questione ben disposto a motivarlo e caricarlo, sia a livello verbale che tecnico. Cosi avviene, perché Lillard disputa un solidissimo terzo quarto, nel quale mette a segno canestri pesanti e ben 11 dei suoi 20 punti, nel solo terzo parziale. E tanto per gradire, lui e Dlo vengono a contatto e si portano a casa un doppio tecnico che sulla partita non avrebbe alcun effetto teorico, ma in realtà ha il potere di caricare la superstar nativa di Oakland. Come spiegherà davanti alle telecamere il suo compagno di squadra Harkless nel post-game, meglio non svegliare il cane che dorme (in realtà l’ex Orlando Magic si riferisce all’orso, ma all’italiana rende meglio l’idea) . D’angelo, ingenuamente non segue questo saggio consiglio e dopo il battibecco con Lillard, di fatto, finisce la partita.

I Lakers segnano la miseria di 31 punti in tutto il secondo tempo – dieci dei quali negli ultimi minuti di penoso garbage time -, tirando in maniera oscena da quella linea da tre punti che nella prima metà li aveva tenuti in partita (stesso numero di tiri, con 5 tentativi in meno a bersaglio).

Dal -9 di fine terzo quarto si passa velocemente al -17, nel giro di pochissimi minuti, ed è chiaro a tutti che stavolta a fare la differenza non è solo il terzo periodo o il quarto, ma entrambe le frazioni. Miles Plumlee che nel primo tempo aveva dominato (ancora una volta mette sotto Randle fisicamente e mentalmente, ogni qual volta si trova a duellare con lui), diventa una comparsa nello show personale del duo Lillard-McCollum, che chiuderanno con 45 punti e 10 assist complessivi, anche se la point guard non andrà oltre un 7/21 dal campo, figlio del disgraziato primo tempo.

Julius Randle #30, Portland Trail Blazers at Los Angeles Lakers
Julius Randle #30, Portland Trail Blazers at Los Angeles Lakers (Photo by Andrew D. Bernstein/NBAE via Getty Images)

Ed Davis fa a sportellate con T-Rob in un duello che sostanzialmente termina in parità, mentre Russell, Randle e Young chiudono con la pochezza di 23 punti totali e prestazioni molto al di sotto delle loro possibilità (Randle 2/9 dal campo e 10 rimbalzi, Dlo 9+8+6, Nick 2/5 da 3).

Ingram, infine, tocca la doppia cifra per la quarta volta di seguito, per una settimana da 14 punti di media e 1,5 canestri da 3 ad allacciata di scarpe.

Brandon Ingram #14, Portland Trail Blazers at Los Angeles Lakers
Brandon Ingram #14, Portland Trail Blazers at Los Angeles Lakers (Photo by Andrew D. Bernstein/NBAE via Getty Images)

L’unica buona notizia, a fronte dell’87-108 finale, con il quale Portland sotterra i Lakers e li costringe ad una delle performance più disastrose dell’anno, dinnanzi al pubblico dello Staples Center. Si tratta della decima sconfitta consecutiva coi Blazers, la diciottesima negli ultimi ventidue confronti, e la notizia peggiore è che questa non è stata l’ultima partita stagionale in programma con la squadra allenata da Terry Stotts.

Quella buona – nel senso di notizia – è che rivedremo la faccia di Lillard solamente altre due volte nelle ultime quaranta: il 25 gennaio si torna in Oregon e due mesi dopo, il 26 Marzo, avremo il re-match a Los Angeles. Se amate le scommesse, due ottime occasioni per andare in “Cassa”.

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Boxscore Espn

Game Preview

Dopo la bella vittoria contro i Magic – con un Brandon Ingram decisamente protagonista-, i Lakers (15-26) affrontano i Portland Trail Blazers (16-23), in un rematch della partita disputata e persa al Moda Center solo pochi giorni fa (qua il recap della sfida precedente).
Si gioca allo Staples Center alle 4.30 – ora italiana -, nella notte fra martedì 10 e mercoledì 11 gennaio. Per i lacustri perdura l’assenza di Nance Jr, mentre fra gli ospiti mancherà solo il lungodegente centro Ezeli, protagonista negativo delle ultime finali NBA.
La squadra di proprietà del magnate Paul Allen è attualmente all’ottavo posto della Western Conference e nelle ultime 5 partite ha fatto segnare un record di 2 vinte e 3 perse: l’ultima sconfitta è giunta al termine di un emozionate match contro Detroit, conclusosi con un doppio OT.

Game #39 Los Angeles Lakers @ Portland Trail Blazers 109-118: Julius Randle #30
Game #39 Los Angeles Lakers @ Portland Trail Blazers 109-118: Julius Randle #30 (Lakers.com/NBAE via Getty Images)

Portland vanta uno dei migliori backcourt dell’intera lega a livello offensivo: Lillard e McCollum sono i migliori realizzatori del team (rispettivamente 26,6 e 23,6 punti a partita ) ed il 2 volte All-Star nativo di Oakland, in stagione ha già collezionato 12 “trentelli” (7 W e 5 L, per la cronaca). C.J.McCollum, dal canto suo, ha griffato diverse vittorie quest’anno (contro Minnesota, Memphis e Phoenix, ad esempio) e retto la squadra durante le 5 partite in cui Lillard ha dato forfait. Naturalmente il tallone d’Achille del duo è la difesa, ma ci pensano le ali Aminu ed Harkless a darsi da fare nel recuperare palloni (1,2 ogni match a testa). Aminu, in Oregon, sembra aver trovato la sua dimensione ideale ed il suo lavoro sull’uomo è decisamente apprezzato da coach Stotts e dai fans. Harkless ha qualche licenza di attaccare in più: sua la miglior eFG% del team (.559). Mason Plumlee – oltre ad essere il miglior rimbalzista (7,6) e schiacciatore (65 a referto finora in campionato) dei Blazers – è anche una risorsa come playmaker aggiunto dal post (4,4 assist a partita, secondo dietro Lillard che ne smazza 6,2 ad allacciata di scarpe).
Dalla panca il principale scorer è Allen Crabbe: l’ex California – 30 punti contro i Pistons- viaggia a 10,7 punti di media e difende benissimo sul perimetro, come ben si ricorda Klay Thompson, tenuto recentemente a soli 14 punti da “Cool Breeze”. Evan Turner – al settimo anno di esperienza – pochi giorni fa ha spaccato la partita contro i Lakers – con la complicità della nostra difesa-, mettendo a referto 20 punti, decisamente il momento top della stagione dell’ex Celtics. Ed Davis porta schiacciate e rimbalzi, mentre l’ex Hoosier Noah Vonleh -arrivato da Charlotte nell’affare Batum – si occupa di contenere penetrazioni e difendere duro in in area. Shabazz Napier è la point-guard di riserva: dopo una carriera NCAA sfavillante (2 titoli con i Connecticut Huskies e l’MVP delle Finals 2014) sta ancora cercando di dare continuità alle sue prestazioni, dopo due anni avari di soddisfazioni in Florida, tra Miami e Orlando. L’ala/pivot Meyers Leonard è un lungo che predilige agire e tirare lontano dal canestro, in pratica un big man che partendo dalla panca, quando impiegato, deve portare punti rapidi dall’arco.
Ancora in attesa della grande opportunità – e di un posto stabile nelle rotazioni- l’ex capitano dei Fighting Irish, Pat Connaughton; si tratta di un 1-2 moderno, sempre molto attento nel seguire l’uomo ed impiegato principalmente da guardia. Anche Layman (ala piccola) e Timmermann (guardia) finora hanno faticato ad entrare nei 12 e ad avere spazio.

Game #39 Los Angeles Lakers @ Portland Trail Blazers 109-118: D'Angelo Russell #1
Game #39 Los Angeles Lakers @ Portland Trail Blazers 109-118: D’Angelo Russell #1 (Lakers.com/NBAE via Getty Images)

I Blazers in questo momento hanno il quinto miglior attacco della NBA (108,2 a match ), ma la 28esima difesa (111,5 punti subiti a partita): Portland ha un’ottima circolazione di palla e non devono essere assolutamente sottovalutate le rimesse o le situazioni subito dopo i time-out, in più di un’occasione Stotts ne ha ricavato tiri rapidi e vincenti per i suoi.
Un altro paio di dati da tenere in considerazione: mediamente Lillard & c.o chiudono il primo tempo segnando 55,7 punti (quinto miglior dato in NBA), mentre su tiri da 3 derivano 31,5 PPG ogni partita. Cercare di contenere più possibile le sfuriate offensive dei ragazzi di Rip City sarà obiettivo prioritario per la squadra di Walton.

Nota a margine: Luke è nato nel 1980 a San Diego, città dove il papà Bill si trasferì a giocare con i Clippers, subito dopo un anno di riposo forzato. Pietra miliare della squadra guidata dal leggendario Jack Ramsay, Bill condusse i Blazers al titolo nel 1977 e venne insignito dell’MVP delle Finals. Un infortunio ad un piede non gli impedì di vincere l’MVP NBA del 1978 ma, rientrato ai playoff, si ruppe definitivamente nella serie contro Seattle. Big Red Head non le mandò a dire al FO dei Blazers dell’epoca, con accuse al vetriolo per aver ricevuto – a suo dire – cure pericolose e da incompetenti per l’infortunio. Visto che la sua richiesta di trade nell’estate del’78 non fu accolta, protestò rifiutandosi di scendere in campo per l’intera stagione 78-79. Poi – da free agent -si trasferì a San Diego.

Seguite il live qui con noi, su back9hours. Appuntamento a tutti stanotte alle 4.30
#Lakers #Blazers #LakeShow #RipCity #NBA #b9h

Alessio Laker

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103 thoughts on “Game Recap #42 Portland Trail Blazers @ Los Angeles Lakers 108-87

  1. Complimenti Jay, ottimo recap ???
    Concordo su quanto hai scritto. Il miraggio/sogno Play Off era una bella dose di entusiasmo per l’ambiente angeleno reduce da un triennio disastroso, ma la realtà dei fatti è che Portland ed altre sono un paio di anni avanti a noi.
    Spero questa sonora lezione sia di insegnamento alla R&R Ltd. che hanno fatto durare gli elogi a loro destinati meno di una settimana.

  2. Alla partita della verita’ si sono visti quanto valgono attualmente Randle e D’Angelo.Poco.Il play soffre il confronto coi big del ruolo e le prende sistematicamente.Inoltre ha messo in partita Lillard provocandolo.Un vero deficiente.Randle ha limiti enormi.Da due metri in traffico non prende il ferro.Airball su airball da sotto.Servono anni e non so neanche se saranno sufficienti per loro due..

  3. Benvenuto Nicolas e grazie per il commento alla preview. Solito indifendibile terzo quarto; squadra imho troppo forte per tankare e troppo incostante per poter puntare ai playoffs. E’ stato bello iniziare con il 10-10, i voli pindarici erano da escludere.

    1. Quindi cosa dici di fare? Vedere dove siamo a febbraio e poi decidere alla deadline in base alle offerte chi cedere dei veterani?O tenere la squadra così fino alla fine?

      1. Io direi di mantenere la squadra cosi a meno di nomi che davvero ti cambiano la squadra,come Butler ad esempio.Non mi sveno per un Millsap,avendo come in ala grande gia’ Randle,Nance e Deng..

  4. Partita sfortunata nel terzo quarto. Ma secondo me è normalissimo avere i blackout. Siamo ancora giovani e loro al momento sono più forti. Stiamo crescendo tanto. Nel primo tempo bene bene anche la difesa. Nick Young mi sembra cotto, sta andando in giro tutte le notti? Non molliamo che per i playoff c’è sempre una minima speranza, casomai ci rifaremo l’anno prossimo.

    1. Ci vuole un pò di sano ottimismo, per continuare a dare un senso alla stagione. Vedere l’ottavo posto cosi vicino e cosi lontano allo stesso tempo, mi fa incazzare.
      Speriamo in una trade benfatta, l’unica cosa che storicamente sa fare Mitch, ogni tot anni.
      Oltre a rubare lo stipendio, ma quello lo fa con grande costanza, ogni fine mese..

  5. crollo miseramente peggio dei lakers!! e’ proprio una serata storta… peccato pero’, era simpatico tornare a vincere una partita dietro l’altra… e’ stato bello finche’ e’ durato!!

  6. Finita, senza Randle non abbiamo speranza.. mi aspettavo una partita migliore ma l’errore è stato di concetto, abbiamo fatto altro avendo paura che il nostro non bastasse e ci siamo incartati.

  7. -9 per iniziare il quarto quarto, anche a questo giro un bel parziale di -11 nel quarto.
    Black ci affossa sbagliando addirittura la rimessa da fondo campo, qui a parte T-Rob, sono tutti da insultare.

    1. Mo non esageriamo…. si sta lakersizzando in maniera preoccupante, questo si.
      Comunque giochiamo alla D’antoni….prendiamo il primo tiro disponibile, anzichè cercarne uno migliore. La vedo maluccio..

  8. Pazzesco Cristian a fine primo tempo che forza ha belle braccia? Scooby tenero perché si vede che adoro il suo padrone, ma i cani piccoli non mi piacciono

    1. Beh, onestamente anche noi in ciabatte….non so se per scelta o perchè proprio siamo cosi, stasera. Indolenti in difesa, poco ordinati in attacco. A breve avremo la riprova..

    1. Altro che Showtime….tiraccio inguardabile senza ritmo, da 8 metri, giusto per chiudere bene il quarto. Va beh, 57-55 a metà gara, ora arrivano i test del terzo e del quarto quarto

  9. Dlo sta cavalcando Deng, in mancanza di Swaggy… i problemi sono sempre gli stessi, difensivi: transizione inesistente, aiuti che tardano ad arrivare o non arrivano proprio… quando entrano con decisione, sono due facili quasi sempre. Poco fa stavo svenendo, Mozgov ha portato l’aiuto in maniera perfetta e abbiamo recuperato il pallone. Una rarità

  10. ciao a tutti! volevo un nba pass giornaliero o per questa singola partita ma non c’e’, hanno solo abbonamenti annuali.. sono pazzi… stavolta che ero disposto a pagare, niente da fa’!!
    comunque… dai lakers vincetela!
    la seguo come al solito leggendovi…

      1. ciao, purtrooppo ho solo due ipad con il merdoso os della apple senza flash … Vedo solo gli highlights o comunque i video su yt.. di ufficiale per ipad c’e’ solo l’abbonamento annuale, niente streaming della singola partita!… almeno quest’anno

  11. Benvenuto nicolas, partita importante ma anche se dovesse andare male non dobbiamo abbatterci questa squadra ha un progetto finalmente anche se a lungo termine, quindi va bene in tutti i casi. Larry sta meglio ma non credo che lo vedremo prima di 2 settimane in campo

    1. Ciao Roby, si lo so, ma mi da la carica pensare sempre al massimo. Lo so che non succede nulla se non andiamo ai playoff, però mai dire mai. Peccato per Larry, sembrava solo una botta ossea e invece gli ha dato un sacco di problemi.

      1. Walton ha appena parlato dicendo che lo inserirà gradualmente nelle prossime 2 settimane, per ora non ha problemi a tirare ma non ha fatto nessun allenamento con contatti e non ha un briciolo di esplosività

  12. Complimenti per la preview Alessio. Io dico solo che è il primo scontro diretto per i playoff e da qui all’all star game ne abbiamo tantissimi. Dopo queste 17 partite sapremo chi siamo e dove possiamo arrivare. Io ci credo! Forza Lakers.

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