#MLKDay: Cleveland Cavaliers @ Golden State Warriors 91-126

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L’alba fa capolino tra i palazzi nel momento in cui scrivo, e se non è la passione per questo sport che mi porta in un’anonima mattinata di un Martedì qualsiasi di Gennaio a scrivere dello sport più bello del mondo, non so cosa possa essere.

Ho appena finito di vedere quella che era attesa come la sfida dell’anno, almeno per quanto riguarda la regular season.  E tutto grazie alla splendida gara di andata, disputata in Ohio meno di un mese fa. Non dimentico quel 25 Dicembre quando, reduce dai postumi del pranzo di Natale,  vidi un ragazzo con la maglia bordeaux ed il 2 cucito sulla schiena che  con un solo tiro, me ne fece tornare alla mente un altro, leggermente più decisivo, scoccato sei mesi prima.  Un tiro preso con una pressione leggermente maggiore sulle spalle, tirato con una naturalezza quasi da veterano, o meglio, tirato con la Mamba Mentality, sebbene il nostro numero 2 avesse ancora 24 anni.

 

È sulla falsa riga di questo ricordo che ho visto Cleveland Cavaliers at Golden State Warriors, per molti la rivincita di quelli che hanno sfiorato il titolo per il secondo anno consecutivo nella stagione passata, per me semplicemente una gara che prometteva tanto spettacolo. Cosa che alla fine è successa solo per metà partita.

La presenza del trio delle meraviglie Tranquillo/ Pessina / Mamoli già mi rallegra, essendomi preparato ad un soporifero commento in lingua originale, ma la cosa migliore è che mi ricordano che se io a costo zero, vedo la partita dal divano di casa mia, un signore in prima fila ha pagato 4 biglietti 50.000 $ per lui e i suoi amici. Buona partita.

Al fischio d’inizio Golden State parte benino: Curry penetra, Thompson da 3, Durant in contropiede, 0-7 dopo neanche 1:30 giocati e primo time out Cavs. Forse oggi i 3 tenori han voglia di giocare. Sin dalle prime battute, si nota che i Cavs hanno come priorità l’escludere Curry dal gioco, tanto per cambiare, anche a costo di lasciare qualcosa agli altri. Non a caso Steph terminerà la partita con 11 assist, dovendo alzare molto di più lo sguardo, rispetto ad altre partite. Il problema è che se ‘gli altri’ si chiamano Klay Thompson e Kevin Durant, sarà una lunga serata per gli ospiti.Per pareggiare un po’ i conti, Pachulia sbaglia un appoggio facile a canestro ed il successivo tap-in. Forse West l’ha preso per equilibrare le squadre, lo ricordavo più forte uno da 1 milione di voti per l’All Star Game.

 

Nel frattempo, mentre Cleveland si avvicina con un parzialino di 4-0, portando il punteggio sul 4-9, già si nota come le squadre abbiano cambiato il modo di approcciare l’attacco negli ultimi anni: la fiera dei mattoni. Non si fa altro che arrestarsi da 3, anche se ci sarebbe spazio e modo per un’eventuale entrata. Entrambe le squadre tenteranno 34 triple e se Golden State ne metterà 14, Cleveland si fermerà a 9. Per la gioia di noi spettatori oltreoceano, che non vedevamo l’ora di ammirare ferri scheggiati e tabelle colpite. Mentre faccio queste riflessioni, da un lato TristanThompson cancella Durant che punta dritto al ferro, dall’altro il Thompson in casacca bianca – Klay – continua a prendersi tiri e a sbagliarne altrettanti. “Menomale che LeBron c’è”: passaggio non umano per Korver, entrato da poco, che dall’angolo sbaglia la tripla. Love non sa come prende il rimbalzo, fa una piroetta e segna subendo fallo, con un pallone letteralmente lanciato in aria. Segnando il libero supplementare, risponde alla tripla di Durant: 7-12 per i padroni di casa.

Il problema è che Durant già ne ha messi 8 dopo pochi minuti, portando il punteggio sul 9-18. Poi Kyle Korver si ricorda di saper tirare da fuori e fa 12-18. Serata negativa però per lo specialista dall’arco, che chiuderà con un misero 3 su 8 dalla lunga distanza. Poco dopo succede ciò che non ti aspetti:io non credo nei miracoli, ma stanotte ho avuto la prova che esistono davvero persone capaci di influenzare ciò che li circonda, con la loro sola presenza. Dopo la metà del primo quarto entra Javale McGee, acconciato con un codino alquanto discutibile. Entrato lui, la partita svolta. Iguodala prima e Curry poi, piazzano due triple fondamentali per allontanare i Cavs in un momento decisivo e la squadra lavora meglio a rimbalzo, concentrandosi meglio sul tagliafuori. Ma tornando a McGee, il vero leader  sa come prendere in mano la situazione: Javalone piazza 4 punti consecutivi, facendomi sorgere il dubbio che sia come Sansone, che traeva forza dai suoi stessi capelli. Allungo Golden State: 15-28! Subito dopo si ricorda di essere il sovrano di “Shaqtin a fool” e dimentica come si palleggia. Ma questi son dettagli.

La partita procede sotto un dominio apparente dei padroni di casa, che a fine primo quarto contano a referto ben 11 assist contro l’unico messo a segno dai Cavs; più che all’egoismo questo dato è dovuto all’eloquente 29% dal campo, con Kk fermo a 1-5 dall’arco. Ho capito che LeBron gli ha suggerito di tirare qualsiasi cosa, ma il segnare era sottinteso. Continua questo primo quarto con Curry, che prima va di mancino per Iguodala nell’angolo. Poi si mette in proprio e griffa 6 punti in due azioni: 22-37, con 8 di Steph nel primo quarto. Ma non dovevano limitarlo? I Cavs, quanto ad energia sono i lontani parenti di quelli visti a Natale, ma come parziale scusante hanno il fatto di venire da una serie di trasferte, a dispetto dei padroni di casa che giocano nella baia praticamente dal giorno di Natale. Ora bisogna stare attenti, perchè i guai dei Warriors iniziano quando il distacco aumenta. Ed invece di giocare semplice,  cercano lo spettacolo.

in the first quarter of their game at Oracle Arena in Oakland, Calif., on Monday, Jan. 16, 2017. (Jane Tyska/Bay Area News Group)

 

Inizia il secondo quarto, in cui quelli con la casacca bianca non sembrano voler abbassare l’intensità. Goaltending di Frye per il -17, arresto e tiro con fallo più libero segnato per Livingston: -20 Cavs. Livingston, la quintessenza del tiro in sospensione. Vi ricordate il 2 di inizio racconto? Mi sono appena accorto che sta giocando anche lui stanotte: -18. Chi invece sembra essersi dimenticato di stare in campo è Iguodala, con un passaggio che non farei neanche al campetto, dopo un’insolazione dovuta ad ore di gioco sotto il sole d’estate. Come ha potuto anche solo pensare una cosa del genere? Nel frattempo, Cavs a 2/12 da , Golden state 7/15. Uncle Drew mette in mostra tutta la sua esperienza, guadagnandosi 3 tiri liberi fondamentali sul 31-50. E li realizza. È interessante notare come il 13% dell’attacco di Golden State viene da tagli, generando ben 137 punti ogni 100 possessi. E se devo ringraziare le tre Marie in telecronaca per questo dato, sicuramente posso dire di averlo notato anche in questo inizio di partita. Ah, West segna su assist da Green di seguito ad un taglio. Dreymond è il classico giocatore che non vedo mai durante la partita, ma che alla fine può terminare il match con interessanti stats. Questa è una di quelle partite, visto che l’ala dei padroni di casa chiuderà con una tripla doppia da 11 punti, 11 assists e ben 13 rimbalzi e 1 rissa. Rissa? Certo. La classica rissa sul -17, scatenata da un fallo del nostro su LeBron James.

 

C’è chi dice flop, c’è chi dice flagrant, io dico rissa. Gli arbitri dicono flagrant 1, il Re dice 1 su 2 ai liberi e il punteggio viene fissato sul 36-52 a 7 minuti dal termine della seconda frazione di gioco. Se devo essere sincero, speravo in qualche colpo basso che avrebbe innalzato il mio interesse, ancora tiepido per il match in sé. LeBron sfonda su Iguodala, poi subisce fallo, fa canestro e segna il libero supplementare. Scusate, ma gli altri dove sono? Golden State segna in contropiede sull’asse Curry-Thompson, il quale tornando in difesa stoppa Irving, la restituisce a Curry, che la gira a Durant: 5-0 in 10 secondi e 46-65. Curry conta 8 punti, 3-9 dal campo e 9 assist. Finora, come ho già detto, grande difesa dei Warriors, diversi raddoppi e tagliafuori, dovuti più alla maggior energia che ad una tattica impeccabile. Come se agli ospiti mancasse qualcosa. Curry da 2: 10 punti e 46-67. Durant da 3, 46-70. Ah ma ha già fatto 17. Anzi no, ora sta a 19, ha un attimo distrutto il canestro in contropiede. Poi così, all’improvviso, mentre già mi preparavo a dormire durante l’intervallo, Curry da casa sua per la tripla che chiude allo scadere il secondo quarto, sul punteggio di 49-78. 14 per Steph, che però, nonostante il canestro da casa sua, ha letto malissimo il 3 contro 2 dell’azione finale. Diciamo che si è fatto perdonare, complici gli dei del basket che gli hanno fatto tornare la palla nelle mani.

Il dato sui vice campioni uscenti che fa restare a bocca aperta, dopo la prestazione sfoderata in questo primo tempo, sono i 26 assist su 32 canestri realizzati. Non so se ve ne rendete conto, ma con questo dato saresti SECONDO nella classifica per assist a partita, e solo perchè prima è proprio Golden State, che viaggia a 31 di media. Ma in una partita intera, non in 24 minuti. Interessanti anche le statistiche relative ai tiri dal campo, che vedono gli ospiti assestarsi su un 34%, mentre i padroni di casa veleggiano sul 62% dal campo, ricordando che per True Shooting Percentage, al momento Curry e compagni sono primi di ogni epoca, con oltre il 56% dal campo.

Il terzo quarto inizia come era finito il secondo: tripla di Curry  (dopo quella di Klay Thompson), 6-0 in 1 minuto e 49-84. Fondamentalmente la gara finisce qua e io stesso perdo interesse nel match, che ormai si muove lentamente verso la sua conclusione. Anche perchè Love non rientra dagli spogliatoi per problemi fisici da definire ed una statistica dice che se i padroni di casa realizzano 25 punti in contropiede, vincono. Stanotte ne hanno già realizzati 35. In 2 quarti.

Unica nota interessante del terzo quarto è Durant che cancella completamente Lebron, siccome non credo lo sia la “fondamentale” tripla di Korver per il -31: 58-89 a 7 minuti dalla fine del quarto. Terzo quarto che si chiude con un parziale di 13-1, con 5/6 dal campo per i Cavs, che fissano il punteggio sul 71-95, senza tuttavia riuscire a riaprire il match. Si entra lentamente in un quarto periodo di solo Garbage time, che ho seguito solo per vedere Green agguantare la tripla doppia di serata, la 17esima in carriera. Persino i 3 dell’ave Maria in cabina di commento parlano di tutto, tranne che dei 10 in campo, che portano la partita alla sua conclusione sul 91-126 finale. Che dire, una partita divertente per 2 quarti e mezzo, ma già finita almeno 10 minuti prima e capace di mostrarci  le doti di playmaker di Curry, autore di 11 assist oltre ai 20 punti; Thompson ne mette 26 e Durant dorme nella seconda metà di gara, fermandosi a 21 punti. Da notare che se fino a Natale Curry e Thompson giocavano insieme circa 24 minuti a partita, ora questo dato è salito a 28, giusto per prepararsi ai Playoffs.

Per concludere, questa giornata di sport è stata particolare, perchè negli Stati Uniti si è onorata la memoria di Martin Luther King, l’uomo che con le sue parole e il suo celebre ” I have a dream”  ha permesso a questi ragazzi che tanto adoriamo, di essere protagonisti sia nella vita che nello sport. Il riscatto sociale e l’integrazione della popolazione afro-americana ha cambiato il mondo e nel nostro piccolo, lo sport che tanto amiamo.

 

Unica nota positiva nei Cavs è LeBron James, che chiude con 20 punti ed 8 rimbalzi.

Ora posso andare a dormire, come se poi non l’avessi già fatto nel secondo tempo.

Ah, un saluto al tifoso che ha cacciato i 50.000$.

 

Alessandro Sestito “Tito”

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3 thoughts on “#MLKDay: Cleveland Cavaliers @ Golden State Warriors 91-126

  1. Partita burla, i Cavs sono andati a farsi un giorno di vacanza in California. Anche l’anno scorso ne presero 34 – in casa mi pare – di questi tempi… Io non escludo che GS cerchi di migliorare sotto canestro.

  2. Partita in maschera, Cleveland ha giocato senza spingere e Golden State aveva fame di rivalsa. Si rivedranno a Giugno e sarà tutta un’altra storia. A me ha colpito Kerr che ha usato meno il “quintetto della morte” preferendo stare con Pachulia in campo per non andare sotto a rimbalzo come successe a Natale.. Jay che ti abbia ascoltato?

    1. Pachulia, giusto. E quando usciva Zaza, entrava McGee. Non voglio essere troppo ottimista, ma chissà che Kerr stia imparando dagli errori.
      Curry sicuramente, non si intestardisce come prima, si sta sforzando di tirare meno e passarla di più, visto che le difese sono sempre concentrate su di lui. Se inizia a segnarne 20 e non 30, ma a liberare il Durant o il Klay, diventa la terza opzione offensiva, ma i Warriors vanno a valanga contro chiunque. Cleveland compresa.
      In ogni caso, i Cavs hanno agevolato il massacro, è evidente che non abbiano concesso la reale rivincita a Golden State. Atteggiamento alla Popovich, vedremo se pagherà.

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