Game Recap #48 Los Angeles Lakers @ Dallas Mavericks 73-122

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Matinée domenicale per i Lakers di Walton, ospiti dei Dallas Mavericks del sempre simpatico Cuban. I gialloviola hanno interrotto una striscia di cinque sconfitte battendo allo Staples Center i Pacers, ma hanno perso D’Angelo Russell per due settimane. I Mavs vantano un record leggermente migliore dei lacustri e sono teoricamente ancora in corsa per l’ottavo spot ad ovest. Quintetti iniziali totalmente all’opposto come filosofia. I Mavs vanno piccolissimi con le tre guardie Williams, Curry e Matthews assieme a Barnes e Nowitzki schierato da 5. I Lakers optano per il quintetto alto con Ingram da play ed i consueti Young, Deng, Randle e Mozgov.

Nei primi minuti il piano partita di Carlisle funziona benissimo, i Lakers non sfruttano i vari mismatch nella metà campo offensiva e pagano dazio ai piccoli Mavs in quella difensiva.

Copyright 2017 NBAE (Photo by Danny Bollinger/NBAE via Getty Images)

Curry parte fortissimo con cinque punti in fila ed i Mavs spinti dal fratellino di Steph vanno subito sul +7. Randle risponde con un eurostep alla LeBron, cioè viziato da una netta infrazione di passi, ma anche gli arbitri sentono il matinée e lasciano correre. Young e Matthews entrano in partita trovando la retina dal perimetro, poi entra la second unit con Zubac confermato nonostante il prossimo rientro di Nance Jr. Williams non é incisivo, Clarkson alterna canestri a palle perse banali mentre dall’altra parte Mejri stoppa chiunque e aiuta i suoi a terminare il primo quarto 29-22 con Seth Curry grande protagonista.

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Il secondo quarto inizia in maniera drammatica per i Lakers con Ingram che si infrange due volte contro la difesa texana e Nowitzki a bombordare da fuori per il +14, 36-22. Walton chiama timeout perché la second unit anziché salvarci sta facendo affondare i Lakers. Dallas piazza un terrificante parziale di 20-3 e vola sul 40-23 coi gialloviola incapaci di segnare un singolo canestro dal campo.

Rientrano i titolari ma Young litiga col ferro e l’emorragia non si ferma. La difesa come sempre è un optional ed un allenatore capace come Carlisle ci va a nozze. Deron Williams prima col fade away e poi con la tripla come in Ritorno al futuro torna ai tempi dei Jazz quando era uno dei migliori play della Lega e sigla il +24 sul 53-29. La partita sembra palesemente finita nonostante manchino quasi trenta minuti.

L’unica buona notizia della serata è il rientro di Larry Nance Jr., anche se con minutaggio limitato. La mattanza prosegue, i padroni di casa prendono sempre il tiro che vogliono con metri di spazio mentre gli ospiti continuano a non trovare risposte alla non irresistibile difesa dei Mavs. Nella mediocrità viene risucchiato anche Ingram che non riesce a finire al ferro e per una notte torna alle pessime percentuali di inizio stagione.

Matthews e Curry continuano ad infierire, Dallas segna nove triple in un tempo tirando col 50% dal campo. Il punteggio è eloquente ed imbarazzante allo stesso tempo: 67-33, Lakers doppiati, soli 11 punti realizzati nel secondo quarto, il peggiore dell’anno.

Copyright 2017 NBAE (Photo by Danny Bollinger/NBAE via Getty Images)

Difficile commentare il secondo tempo visto il divario, nel terzo quarto l’attacco lacustre è improvvisazione totale, con conclusioni prese fuori dagli schemi, vedi le triple forzate di Deng e gli sfondamenti in attacco di Randle . Nowitzki e Mozgov si beccano, svegliando il pubblico ma è solo un attimo. I Lakers continuano a fare fatica in attacco tirando con percentuali indegne, 31% dal campo e 12% da tre. I ragazzi di Carlisle vedono la quarta vittoria nelle ultime sei partite e giocano sul velluto raggiungendo il massimo vantaggio, 82-47, con un attacco equilibrato e tanti uomini in doppia cifra.

Le panchine iniziano rapidamente a svuotarsi, alla beneficiata texana partecipa anche Justin Anderson che chiude con una bomba il terzo quarto: 90-55 Dallas. Gli ultimi dodici minuti servono ovviamente a vedere in campo i giocatori utilizzati meno come Nicolas Brussino che si fa beffe della difesa losangelena mostrando una buona mano.

Nei Lakers Zubac gioca molti minuti con esiti alterni, raggiunto sul parquet da Huertas e Robinson. La partita ha già detto tutto quello che doveva dire, i Lakers hanno disputato la peggior partita stagionale, disastrosi in attacco e in difesa. I Mavs con Curry, Matthews, Nowitzki e Williams sulla stessa lunghezza d’onda denotano miglioramenti e danno forza alle loro speranze di playoffs, pur ancora distaccati di quattro partite dall’ottava piazza dei Nuggets.

Justin Anderson è il miglior marcatore della partita, anche se i suoi punti, 19, sono stati realizzati nel garbage time. Per i Lakers il solito Lou Williams ne mette 15, miglior scorer di serata. La gara termina mestamente sul 122-73, un -49 che rappresenta il fondo del barile per la gestione Walton e per il giovane gruppo gialloviola.

Box Score ESPN

E’ la più pesante sconfitta della storia gialloviola, oltremodo oltraggiata negli ultimi anni. L’impressione è che la coesione di inizio anno sia andata a farsi benedire, con l’obiettivo Playoff ormai sfumato la stagione sta andando a sud ed i giocatori ormai hanno le briglie sciolte, facendo risultare la presenza di Walton ininfluente.

Bisognerà valutare se perseguire più o meno velatamente la strada del tanking per preservare la scelta che è top three protected o cercare comunque di vincerne il più possibile per evitare di concludere la stagione in questo modo, onestamente inaccettabile.

Angelo Chieppa

Game Preview

Dopo la vittoria contro gli Indiana Pacers, i Lakers sono di scena alla American Airlines Center, la casa dei Dallas Mavericks.

La squadra Texana è reduce dalla battaglia contro gli Utah Jazz che l’ha vista soccombere solo dopo un avvincente supplementare. Con l’infortunio di Bogut si pensava che il tanking fosse l’unica opzione praticabile per i campioni del mondo del 2011, invece col rientro di Nowitzki il record è in leggero miglioramento. Dallas ha dalla sua il vantaggio di essere allenata da uno dei migliori al mondo,  Rick Carlisle, che riesce sempre a trovare un sistema per far rendere al meglio il materiale umano a disposizione. Non è un caso che in questa stagione per due volte lo Staples sia stato espugnato dai Mavs con irrisoria facilità (per un veloce ripasso prima e seconda gara).

Uno dei punti di forza dei texani è il tiro da tre punti di esterni come Barea (uscito malconcio dall’ultima partita, ma probabile presente), Seth Curry e un rigenerato Deron Williams. Harrison Barnes  sta viaggiando a 20 punti di media, giustificando finalmente il contratto da star firmato questa estate e se poi consideriamo anche l’apporto in difesa di Matthews e la fisicità portata da Powell e Mejri, ci rendiamo conto che sarà una trasferta oltremodo complicata.

Game #08 Dallas Mavericks @ Los Angeles Lakers 109-97: Nick Young #0
Game #08 Dallas Mavericks @ Los Angeles Lakers 109-97: Nick Young #0 (Lakers.com/NBAE via Getty Images)

I Lakers, che hanno interrotto la striscia di 5 sconfitte consecutive contro Indiana, ritroveranno in campo un giocatore che mancava ormai dal 2016: Larry Nance jr sarà disponibile per la partita, ovviamente con un minutaggio limitato (si parla di circa 6-8 minuti). Per quanto riguarda Deng la decisione verrà presa sul momento, ma ci sono buone possibilità di vederlo in campo. Russell invece dovrà stare fermo per circa 2 settimane a causa dell’infortunio subito all’inizio della partita contro i Pacers. La vittoria contro la squadra dell’Indiana ha ridato qualche certezza ai gialloviola ma anche acuito i soliti dubbi

Certezze

Ingram: Il ragazzo sta crescendo prepotentemente su entrambi i lati del campo, migliorando le percentuali dalla lunga distanza per quanto riguarda l’attacco e facendo pesare le sue lunghissime braccia in difesa. Questa notte sarà atteso da una sfida ostica contro un avversario più fisicato di lui.

Black: La sua intensità nell’andare a rimbalzo è stata una delle chiavi per mettere in difficoltà i lunghi di Indiana, in coppia con un giocatore più grosso di lui (Mozgov-Zubac) è stato una lieta sorpresa che Walton potrebbe riproporre in alcuni brani di partita.

Young: Se il periodo di “Slump” è terminato siamo davanti ad uno dei migliori giocatori NBA per tiro da 3 punti su scarico e questa è un’arma che può tornare a cambiare molte partite.

Dubbi

Randle: Nonostante la prova solida (solo) statisticamente parlando disputata contro i Pacers, Julius in difesa non sa veramente dove mettersi; ad oggi è buco totale che dimentica spesso il suo uomo e in attacco continua a limitarsi a penetrazioni telefonate anche a difesa schierata.

Clarkson: l’uomo delle iso insieme al compagno di scorribande Lou, ma con molto meno talento. Le sue partenze a testa bassa hanno troppo spesso la medesima conclusione: un fallimento.

Game #36 Dallas Mavericks @ Los Angeles Lakers 101-89: Jordan Clarkson #6
Game #36 Dallas Mavericks @ Los Angeles Lakers 101-89: Jordan Clarkson #6 (Lakers.com/NBAE via Getty Images)

La chiave come sempre sarà l’intensità difensiva e senza Russell non dovrebbe essere un grosso problema migliorarla, ma saranno Barnes e Ingram i duellanti che faranno pendere l’ago della bilancia dall’una o dall’altra parte.

Non ci resta che sintonizzarci su Sky alle ore 21.30 per vivere una diretta divertente e speriamo vittoriosa per i nostri amati giallo-viola.  Come sempre in Live chat su b9h

Roby

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109 thoughts on “Game Recap #48 Los Angeles Lakers @ Dallas Mavericks 73-122

  1. Bentornato ad Angelo-Boston George in cabina di recap, ci si augurava in un’occasione migliore : – /

    D’accordo sul fatto che dopo questa, non so cosa ci possa più toccare. Umiliati dalle riserve dei Mavs (i loro 3-4 titolari di punta cosi cosi, Wes uscito, mancavano Bogut e Barea), che giocassero domattina contro il Cska le prenderebbero sonore.

    Dare giudizi individuali, oggi è fuori luogo. Sarebbe stato come definire il giocatore Lebron James al termine delle finali 2011: un handicappato. La storia si è espressa poi molto diversamente, i veri valori si vedono sul lungo periodo e per noi, purtroppo, sarà lunghissimo.

    Ancora una volta si conferma una scelta sbagliata schierare Ingram Pg, perchè in una parola NON LA E’. Basta Walton,c’hai rotto il cazzo coi tuoi esperimenti folli. Gioca semplice e metti la gente al suo posto, fine. L’ala piccola e la guardia al loro posto, i centri (ne abbiamo due di discreto livello) dove devono stare e cosi via.
    Che manchi Russell sticazzi, rimangono Lou Williams, Calderon, Huertas e Clarkson. Sempre meglio che sfiancare Ingram e costringerlo ad una partita disastrosa, dopo aver giocato la sua migliore in carriera, venerdi.
    La provocazione di Paolo è perfetta, sarebbe da tradare un talento del genere, visti tutti i tentativi voluti e non, di rovinarlo. O di criticarlo, come stanno facendo anche in America, senza tener conto del peso, dell’età e delle condizioni contingenti (i compagni, l’inesperienza del coach, l’idiozia dei dirigenti).

    Giù le mani da Ingram, insomma, l’unico in mezzo a questo marasma – certo non Randle, Clarkson e soci, D’angelo dubito fortemente – a poter diventare qualcuno in questa Lega. Coi suoi tempi. Ribadisco, Kobe o T-mac non sono diventati Kobe e T-Mac in 6 mesi.

  2. Luca Lakers. Ingram ha 3 to in 36 minuti di gioco e da quanto ho capito con quel minutaggio in una squadra ad oggi di giocatori di medio basso livello, che ha girato malissimo tutta, è stato volutamente mandato al massacro. 5 falli ha commesso quando normalmente non ne fa più di uno o due, probabilmente a dimostrazione di quanto nervosismo avesse addosso.
    D. Murray gioca in una squadra di grandi e buoni giocatori con un sistema di gioco rodato, con un grande allenatore in panchina. I paragoni secondo me sono inappropriati.
    Ho l’impressione che davvero partito il tanking, e, dico una cosa impopolare, mi spiace ma spero tradino Ingram per il suo bene perché, visto il talento, così il suo sviluppo lo buttano a mare.

    1. Di minuti ne ho visti 10 e mi è bastato, non so se le cozzate che dava in entrata contro chiunque ci fosse in area vengano classificate palla persa o errore al tiro, è un nulla di fatto e basta. E giocavamo contro un cimitero di elefanti. Il sistema di gioco rodato con le scelte di ogni anno non te lo fai e per coach abbiamo un cesso che per giunta fa esperimenti idioti, quando era palese che, al limite, doveva partire Calderon, o Clarksson, o Huertas. Probabilmente non sarebbe cambiato niente, però, per piacere, facciamo giocare giocatori nel suo ruolo, per scarsi che siano. Ingram gioca troppo, non può formarsi mandandolo al macello come ieri, la faccia la perdano i giocatori rodati e stipendiati.Per me più di 10-12 minuti a partita, in una squadra NBA, al momento attuale non può giocare, per la sua crescita professionale e per chi guarda le partitel. Ed è perfettamente inutile farlo crescere con altri 3 al suo pari. Un’altra scelta alta il prossimo anno non serve a nulla, serve solo gente forte presa sul mercato. Murray ha l’uno contro uno, Ingram e Russel no.

      1. Sul far giocare i giocatori nel loro ruolo son d’accordo, sul minutaggio di meno se hai una squadra come gli attuali Lakers, infatti nelle ultime partite aveva dimostrato segni di crescita, invece se giochi negli Spurs forse anche meno di 10 min. La gente forte sul mercato ad oggi non la prendi perché non ti ci viene e non hai contropartite valide da offrire per poter tentare di prenderli, oltretutto non mostrano neanche un progetto ben preciso e un sistema di gioco oliato che faccia pensare ad un percorso di risalita ben delineato. Murray è un bel giocatore senza dubbio,uno steal, ma l’uno contro uno si costruisce altri skills no. Immagina Murray nei Lakers attuali.

      2. Sul fatto che la scelta l’anno prossimo non serva, condivido.
        Sul fatto che Murray diventi anche solo la metà di Ingram, ho parecchi dubbi. Mettiamo Ingram a San Antonio e Murray ai Lakers, chissà cosa ne verrebbe fuori.
        Che Ingram possa giocare solo 12 minuti lo dici dopo Dallas-Lakers…ma dopo il Lakers-Pacers che ha dominato due giorni prima? Li doveva giocarne 48, forse? La verità è nel mezzo, naturalmente.

        1. Resto sempre della mia idea, Ingram è ancora acerbo e in quel campionato lì adesso c’entra poco anche se a sprazzi fa qualcosa di buono. Non mi sento di dare un giudizio definitivo su di lui perché è troppo presto e sarebbe ingiusto, ma giocando in un campionato professionistico di quel livello in qualunque altra squadra giocherebbe meno della metà dei minuti che gioca qui. Il minutaggio elevato se lo deve sudare, non gli deve piovere addosso perché è una seconda scelta. Se vuoi dire che a San Antonio ti insegnano a giocare e ai Lakers hai a che fare con uno staff di incompetenti a partire da Walton sono d’accordo al 100%, ma non c’è paragone sulla pressione che hai a giocare adesso ai Lakers o a San Antonio: con tutti gli occhi addosso, e soprattutto contro Cleveland, in una partita così tirata ci vogliono gli attributi e Murray ha dimostrato (in fase conclusiva perché come circolazione di palla è sicuramente rivedibile) di avere movimenti e personalità per diventare un grande. Non so dirti se Murray diventerà più forte di Ingram, di sicuro era un pezzo che non vedevo Irving battuto in entrata in quella maniera da un pari ruolo… Per me San Antonio potrebbe aver pescato in proiezione futura un pezzo da novanta, pur preso con il n°27. Per ottenere risultati e rinascere i Lakers hanno imboccato una strada assolutamente fallimentare, i giovani vanno affiancati da giocatori esperti e capaci, non da Deng (sulla via di un veloce tramonto), da Mozgov (che non ha mai dimostrato nulla di importante) ne da Young o Lou Wlliams (tiratori e nulla di più).

  3. Ho spento sul 36-22 perché giocavano in maniera irritante. Il quintetto iniziale con Ingram play un insulto al basket (ma quante palle perde quello in una partita?). Purtroppo avevo appena finito di vedere Cleveland-San Antonio registrata e vederci sbatoccati come un tappeto da certi giocatori (Dallas è una squadra raccatata qua e la – Deron Williams finito, Seth Curry mai iniziato, Barnes un asino non all’altezza pagato 23 milioni e maggior artefice della sconfitta di Golden State nelle finali + un leader che scende in campo con il respiratore dell’ossigeno) vuol dire essere completamente privi di intelligenza cestica e con un allenatore che quando se ne va è sempre troppo tardi. A Novitzki è rimasto solo un movimento, il tiro da 6 metri e noi cosa facciamo? Gli facciamo metter a posto i piedi, bere un caffé, e tirare: VERGOGNA. Piùttosto ho visto il roockie scelto quest’anno con il n°27 da San Antonio, un certo Dejonte Murray mettere ialle strette Irving: vi immaginate Ingram o Russel giocare in una partita del genere finita ai supplementari quante ne combinavano? Grande Mitch, ma a te per cosa ti pagano? Accetto che San Antonio ci dia 40 punti visto il gap, ma non che trovi dei roockie simil. Neanche lì esistono i maghi ma solo una struttura societaria professionale. A Los Angel di professionistico ci sono solo gli stipendi.

  4. Da oggi ogni vittoria in più sarà un calcio nelle palle. Via con il Thank fino a fine stagione e iniziamo da subito a cercare trade per i veterani perché se aspettiamo la deadline poi potrebbe essere troppo tardi e ce li teniamo fino alla fine e pure l’anno prossimo.che schifo!

  5. Non la voglio la pick non me ne frega un cazzo, questi non possono salvarsi il culo un’altro anno con la pick, resta Walton si tiene ingram e il resto tutti via e si ricomincia da capo

  6. Lento Walton oggi, ha sbagliato il quintetto, ha sbagliato la second unit, ha ribasgliato il quintetto del terzo quarto e adesso che possiamo recuperare la dignità non toglie randle.. mettesse black con nance sotto i tabelloni la musica cambierebbe… ma va beh ci arriverà

  7. Ingram risucchiato dalla mediocrità generale.Dice bene Soragna su Sky,quando avrà l’esplosività e i muscoli il ferro se lo porterà a casa. Randle penso che sia il primo nella lega per sfondamenti in attacco..

    1. Deng non credo sia rientrato, quello li è suo fratello scarso. Larry povero che deve fa.. i peggiori sono i veterani tutti nessuno escluso, nick deng mozgov r lou pietosi, poi scarson per non essere da meno si è aggregato

    1. ma non è quello il problema di vincere o perdere, il problema è costruire qualcosa di buono di questo roster e se gioca gente improponibile non serve nemmeno perdere, tibo da retta affarone deng è tutto tuo dacci chi te pare

  8. Mi vado a vedere la partita di Roger che ho registrato su MySky è meglio di questa roba imbarazzante…E poi Luke non ha nemmeno cercato di fermare l’emorragia…Si tanka è questo il messaggio.

  9. Meno male che non c’è Russell altimenti la colpa sarebbe ricaduta solo su di lui… invece i due coglioni la passano sempre liscia… eccola la difesa sugli esterni dei due coglioni

    1. Bravo Roby!Noi che ce le spariamo tutte le notti lo sappiamo bene!!!Quando non gli entrano sono odiosi!Al massimo ne reggo uno, ma e’ tutto l’anno che ce li mette insieme.

  10. Smettetela tutti di criticare Russel e Randle che sono la rovina della nostra squadra e gli unici che sbagliano tutto. Sono troppo incazzato!!! Che figuraccia! Una volta che si può vedere in prima serata!!!

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