La-La News: Zubac, Ingram, Russell & Randle

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Update 30/01/2017 9:00 ?

Dopo una settimana di riposo assoluto, allenamento individuale Sabato e col resto del roster Domenica per D’Angelo Russell. Lo stesso DLo – come riportato dal comunicato dei Los Angeles Lakers – ha dichiarato che questo problema è meno serio di quello avuto al ginocchio sinistro ad inizio stagione.

Il suo status per il prossimo incontro con i Nuggets passa da out a questionable, anche se difficilmente scenderà in campo. Quasi sicuramente out anche Julius Randle, reduce da alcuni giorni di riposo a causa di una lieve polmonite.

“He said the training staff said he’s not contagious. I won’t touch him, but he says he’s not contagious.”

Pur scherzando sulla contagiosità dell’infezione che ha colpito Julis, coach Luke Walton ha dichiarato che valuterà lo status di entrambi nei prossimi giorni.

Ivica Zubac

L’unica nota lieta di questo momento della stagione è il rookie Ivica Zubac, che già nel postgame del match contro i Trai Blazers – come riportato da Bill Oram – ricevuto gli elogi di Luke Walton nonostante il 5/15 dal campo:

“I think that’s a good lesson for everyone to learn as far as you don’t need play calls for you to get opportunities to score the ball, which everyone likes to do. You just gotta play hard and be ready to make plays when the ball comes your way.”

Per il Jose Calderon, la formazione europea ha avuto un ruolo importante così come il farsi trovare pronto alla chiamata del coach, indipendenemte dalla causa.

“Everything in the NBA is not about good or bad luck. It’s just about you’ve got to be able to be ready when your name is called. It could be because of a couple of injuries, it could be because the coach wants to try one thing out there and you’ve got to be ready to do it right away.”

Quelli del play spagnolo si aggiungono alle parole di elogio che ormai quotidianamente spende Larry Nance Jr.:

Lo stesso 19enne croato, che appare più motivato del pariruolo russo Mozgov, ha riconosciuto l’importanza della scuola europea nel suo buon impatto – tre doppie doppie messe a referto – di Gennaio:

“I learned that when I was young. When you set a hard screen and roll hard, either you’re going to be open or somebody else is going to be open. That’s one of the first things I learned playing basketball. Wherever I go, that thing’s really helpful.”

Un’etica per il lavoro che non tutti i giovani Lakers possono vantare.

Louis Williams #23 and Ivica Zubac #40, Los Angeles Lakers at Portland Trail Blazers
Louis Williams #23 and Ivica Zubac #40, Los Angeles Lakers at Portland Trail Blazers (Photo by Sam Forencich/NBAE via Getty Images)

Lavorare sodo e determinazione:

“That was really big motivation for me because I knew at some point in the season, something’s going to happen and I’m going to have to play. I was just preparing for that moment.”

Ivica è pronto alla sfida.

Brandon Ingram

Le buoni prestazioni di inizio di Gennaio culminate con la grande prestazione contro gli Indiana Pacers di Paul George, avevano acceso i riflettori su Brandon Ingram, issatosi a trascinatore della truppa lacustre.

Tuttavia a partire dal disastro epocale di Dallas – in cui Brandon ha avuto il maggior minutaggio e di conseguenza in peggior +/- tra i suoi – il rookie pare aver perso lo smalto e soprattutto la fiducia in se stesso: 2/23 nelle ultime 3 con nessun canestro nel back-to-back tra Portland e Salt Lake City, in cui ha passato alcune triple wide-open preferendo le avventure nel pitturato, dagli esiti negativi.

Slump soprattutto mentale da cui – come riportato dall’Orange Country Register – la pick #2 dello scorso draft non si nasconde:

“I had a couple open shots that I thought I wasn’t ready for or I just didn’t shoot.”

La fiducia nell’ex…. non manca, sia da parte del coach…

“He’s a capable 3-point shooter. He’s going to be a 3-point shooter in this league, so he’s got to get his reps up. If he’s open, we need him to take them and hopefully make them.”

…che lo ritiene un tiratore all’altezza, sia da parte dei compagni.

Game #38 Memphis Grizzilies @ Los Angeles Lakers 102-116: Brandon Ingram #14 and Coach Luke Walton
Game #38 Memphis Grizzilies @ Los Angeles Lakers 102-116: Brandon Ingram #14 and Coach Luke Walton (Lakers.com/NBAE via Getty Images)

Per Jordan Clarkson

“He’s still going to be a great player. He’s just going through the woods right now.”

…non è il talento che gli manca, mentre Nick Young, in riferimento al contributo fornito nelle altri fasi del gioco, lo paragona al neo All Star Giannis Antetokounmpo:

“It ain’t all about points for him. He’s got to be like the Greek Freak for us. Ingram remains one of the best rookies.”

Solo il classico rookie wall dunque?

“We’re confident Brandon will find his way”

Per il figlio di Bill si.

D’Angelo Russell & Julius Randle

Se le prestazioni altalenanti di Ingram erano lecito attendersele, il rendimento delle altre due lottery pick inizia ad essere preoccupante.

La pazienza e la fiducia dell’ambiente non mancano, ma l’alternarsi di prestazioni deludenti ad alcune brillanti pone degli interrogativi su quale possa essere il reale contributo che possano dare per la ricostruzione dei Lakers.

Come per Ingram, Walton è fiducioso – come riportato da Tania Ganguli del LA Times – sia su D’Angelo Russell

“I know he was shooting a pretty crappy percentage from outside, but I thought he was really starting to get a good feel for how he needs to play the point guard position as far as attacking downhill, getting in the paint, defensively fighting over screens, staying with it, getting back in front of his guys. I thought he really made some big improvement in those categories.”

…cui riconosce dei miglioramenti nella gestione del gioco, sia su Julius Randle

“Sometimes I’m like, holy Lord, he’s figured it out, and the rest of the league is in trouble. And there are other times when it’s like, wow, what was he looking at right there?”

…anche se, pur avendo aumentato la percentuale dal campo dal 43% al 49%, le sue scelte offensive paiono a dir poco non condivisibili e l’atteggiamento difensivo è spesso non accettabile.

D'Angelo Russell #1 and Julius Randle #30, Indiana Pacers at Los Angeles
D’Angelo Russell #1 and Julius Randle #30, Indiana Pacers at Los Angeles (AP Photo/Alex Gallardo)

Questi giorni di break sono dunque fondamentali per recuperarli entrambi sia dal punto di vista mentale che fisico. Un comunicato dei Los Angeles Lakers ha svelato le motivazioni delle ultime assenze di Julius, affetto da una lieve forma di polmonite che lo terrà a riposo in questi giorni.

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5 thoughts on “La-La News: Zubac, Ingram, Russell & Randle

  1. Anche secondo me i nostri giovani sono tutti forti e validi. Per questo cederei i veterani per ricavarci qualcosa. L’unico che mi dispiace cedere e’ Williams perché è il nostro miglior giocatore in assoluto, però può avere un valore alto e la sua cessione darebbe più spazio ai giovani. Clarckson potrebbe fare finalmente il leader della second unit e Ingram avrebbe più tiri e importanza. Solo che ormai non so più se tifare di perdere o vincere e se devo tifare per le sconfitte, per il mio modo di tifare, e’ impossibile. Anche se la cosa giusta sarebbe perderle tutte per sperare di tenere le scelte 2017 e 2019, io esulterò sempre per ogni nostra vittoria, sperando nel miglioramento dei giovani. Poi se l’anno prossimo avremo un altro giovane top 3 in squadra saremo tutti felici, ma lo saremo anche in caso non l’avessimo perché tanto abbiamo già un sacco di giovani bravissimi. Oltretutto gli Warriors vinceranno per parecchio tempo e quindi avremo tutta la pazienza necessaria per sviluppare questa squadra.

    1. La chiave è quì ” io esulterò sempre per ogni nostra vittoria, sperando nel miglioramento dei giovani” se le nostre vittorie saranno targate giovani farò come te ma se come sembra saranno perchè lou fa la partita perfetta o nick mette 8 triple, allora meglio perderle tutte. Perchè nel futuro prossimo nick non ci sarà e lou al massimo ci sarà per un’altro anno. Quindi non serviranno a nulla se non ad allontanarci dalla pick

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