Game Recap #51 Denver Nuggets @ Los Angeles Lakers 116-120

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Con sette vittorie nelle ultime nove partite disputate, i Denver Nuggets sono saliti all’ottavo seed della Western Conference e tornano allo Staples Center – a neppure due settimane dalla visita precedente – con l’obiettivo di contenere il rientro delle inseguitrici. Cammino opposto per i Los Angeles Lakers, che grazie alle otto sconfitte nelle ultime nove sono precipitati nei bassi fondi, riportando in auge i discorsi sul tanking.

Malone deve fare a meno di Emmanuel Mudiay, Will Barton e Nikola Jokic e schiera Nelson, Harris, Faried, Gallinari e Nurkic. Il recuparato Russell completa lo starting five lacustre con Young, Deng, Mozgov e Black, riproposto da Walton al posto dell’infortunato Julius Randle.

I gialloviola sfruttano al meglio il brutto avvio delle pepite – 0/5 dal campo – per allungare prima sull’8-0 e poi sul 15-6 grazie alle buone iniziative di Young. Ma la carestia degli uomini del Colorado dura poco e The Manimal prende il controllo delle plance – 10+8 in pochi minuti – riportando a contatto i suoi, 17-16.

Russell pare aver recuperato dal problema al ginocchio e si rende autore di qualche buona iniziativa, sia per sé che per i compagni. Il neo entrato Jordan Clarkson risponde ad Harris, così come Zubac appare intenzionato a replicare le ultime ottime prestazioni. Dopo la tripla di Murray, anche Ingram trova finalmente la via del canestro – a secco nelle ultime due uscite -, siglando il 26-26.

Equilibrio che si conserva fino alla fine del quarto, concluso dalle iniziative del Gallo ed il tap in di Zù, 30-30. Kenneth Faried pare incontenibile – 10+9, di cui 4 offensivi -, ma gli ospiti tirano male (meno del 40%) ed i padroni di casa, pur in svantaggio a rimbalzo (-7), producono di più nel pitturato (+12).

Brandon Ingram vuole dimostrare di aver abbattuto il rookie wall, servendo…

…prima Zubac ed attaccando…

…il ferro poi. I Lakers iniziano a pasticciare in attacco – JC tre perse in pochi possessi – e continuano a concedere rimbalzi ai Nuggets, che sfruttano le iniziative di Darrell Arthur per trovare il vantaggio sul 40-41.

Lou Williams prova a coinvolgere Nance Jr. e risponde alla tripla di Chandler, ma l’attacco è poco fluido. Così al rientro da un time out, i lacustri provano a sfruttare in attacco il  mismatch Mozgov / Faried, senza ottenere un grande successo. Una stoppata di Deng genera, finalmente, una bella transizione chiusa dalla tripla di Nick.

Ancora Swaggy P è bravo a servire Black, ma le pepite sono on fire e trovano con continuità il canestro con lo scatenato Wilson Chandler – tripla e due jumper – e Nelson, 52-57 a due minuti dal termine. Il tempo si chiude con il canestro di Faried. 54-59, che va a riposo con 12 punti e 14 rimbalzi.

Vantaggio Denver grazie a percentuali tornate accettabili – 43% – ed al buon contributo dalla panca di Chandler (12) ed Arthur (9). Per i lacustri, bene Nick (10), DLo (7+3+4) e Lou (8+3).

Dr. Buss Night
Dr. Buss Night (Lakers.com)

Nell’intervallo, così come in tutti i full time out del match, vanno in onda bellissime clip in memoria dell’indimenticabile Dr. Jerry Buss, owner dei Lakers dello Showtime e dei titoli di Shaq & Kobe.

Il secondo tempo inizia con i Nuggets alla ricerca dei lunghi – che generano i liberi del +7 – mentre DLo prova ad innescare la transizione gialloviola, ma Deng non controlla un paio di possessi oltre a farsi stoppare dal titano Jameer Nelson.

Un rimbalzo offensivo di Tarik Black scuote i suoi, con lo stesso Boom Boom e Mozgov, pronti a stoppare due volte i pariruolo avversari consentendo a DLo e Nick di accorciare in transizione, 62-63. Come in avvio di match, Denver non segna mai – 1/9 dal campo – ed ancora…

… DLo può lanciare Nick per la schiacciata del sorpasso, che si trasforma in +5 grazie a -finalmente – due buone iniziative di Timofey Mozgov, 70-65 e time out per coach Michael Malone.

Ingram si avventura in malo modo nel pitturato dopo una brutta esecuzione offensiva e Jamal Murray dall’arco segna la tripla che rimette in movimento Denver, ma Nick #Swaggy3 Young – ben innescato da DLo – brucia due volte la retina, 76-68.

Russell prova a prendere in mano la squadra segnando la tripla del +10, ma l’1/4 nei possessi successivi consente alle pepite di rientrare, grazie a Chandler e Danilo Gallinari , con l’azzurro che segna il jumper a chiusura del quarto, 81-76. Terzo quarto incredibilmente positivo dei Lakers – 27-17 -, che sfruttano le % degli ospiti tornate sotto il par.

L’ultima frazione inizia nel peggiore dei modi per i gialloviola, che mostrano il peggio del loro arsenale offensivo: Lou, Ingram e Clarkson sono incapaci di costruire un buon tiro e producono forzature su forzature. Scontato il risultato, con le tripe di Chandler, Harris e Juancho Brussino Hernangomez a capolgevere il match, 81-87.

Brandon Ingram #14, Denver Nuggets af Los Angeles Lakers
Brandon Ingram #14, Denver Nuggets af Los Angeles Lakers (Photo by John McCoy/Los Angeles Daily News – SCNG)

Luke Walton, dopo un inutile time out, mischia le carte togliendo Ingram – incapace di contenere Chandler – e Larry Nance Jr. – comunque autore di due stoppate ad inizio quarto – per Deng e Young. Il campo premia le scelte del figlio di Bill, poiché Luol Deng, oltre a fornire un buon contributo in difesa, segna 5 punti che tengono a contatto i Lakers.

Solo a contatto perché Denver continua a segnare dall’arco – 5/5 nel quarto -, per cui è necessario che Lou Williams innesti la modalità #EpicLou, convertendo un gioco da tre punti prima, servendo Zubac poi. Lou non si ferma e risponde dall’arco alle triple di Chandler e Nelson, 103 pari.

Walton mischia ancora le carte inserendo Russell per Deng, con DLo subito in palla bravo ad assistere la tripla di Nick; gli ospiti trovano canestri importanti da Gary Harris, a cui risponde uno scatenato #EpicLou che segna e serve due volte l’ottimo Ivica Zubac, 114-111, time out Nuggets a due dalla fine.

Dopo aver concesso una seconda opportunità a Chandler, D’Angelo Russell segna il jumper del +3 a 43″ dalla fine. Walton dà fiducia ai giovani lasciando DLo e Zubac ed inserendo Ingram per il possesso difensivo. Faried sbaglia un libero, Russell ne segna 4: 120-116, Lakers Win!

Denver alla lunga ha pagato l’assenza di tre uomini importanti, pur trovando un contributo importante da Wilson Chandler (26+9+4), Gallinari (17), Harris (17) e Murray (14). Faried (14+17) si è spento dopo l’incredibile primo quarto, mentre Nurkic (0/7 dal campo) non si è mostrato all’altezza di Jokic.

I Nuggets al completo possono comunque coltivare l’ambizione Play Off, sia per il momento non brillante delle contendenti, sia per l’ottima esecuzione offensiva (15 triple) ed il roster equilibrato (58 punti dalla panca) di cui dispongono.

D'Angelo Russell #1, Denver Nuggets af Los Angeles Lakers
D’Angelo Russell #1, Denver Nuggets af Los Angeles Lakers (AP Photo/Jae C. Hong)

I Lakers trovano un successo importante sia per il morale sia per il calendario, che propone loro sette trasferte nelle prossime otto partite.

Bene Young (23 punti, 5/8 dall’arco, +23 di +/-) e Lou Williams (21+5+7, 4/5 dall’arco) che hanno supportato gli MVP del match: Ivica Zubac (17, nuovo career high, con 8/9 dal campo) e D’Angelo Russell (22+7 e 10 assist, nuovo career high) autore oltre che del jumper e dei liberi che hanno chiuso il match, di una partita solida in cui ha cercato di mettere in ritmo i compagni.

Bene Walton, bravo ad equilibrare le rotazioni trovando minuti importanti da Nance Jr. e Deng in difesa e riuscendo a dare un’impronta meno anarchica al gioco, apparso complessivamente meno confusionario del solito. Ingram maluccio ma in ripresa rispetto alle ultime uscite, Clarkson si è visto poco – e male – a causa delle ottime prove dei colleghi di backcourt.

Box Score ESPN

Tanking?

Non per questa notte, non nella notte di Jerry Buss.

Giovanni Rossi
aka odino

Full Game HL

Game #51 Preview & Live: Denver Nuggets @ Los Angeles Lakers

Reduci da due vittorie nelle ultime dieci partite, i Los Angeles Lakers (16-34) tornano in campo alle ore 4.30 della notte italiana tra Martedì 31 Gennaio e Mercoledì 1 Febbraio: allo Staples Center arrivano i Denver Nuggets (21-25), attualmente all’ottavo posto della Western Conference e vittoriosi in 4 delle ultime 5 gare disputate.

D’Angelo Russell si è allenato regolarmente anche nella serata di ieri e ha avuto l’ok dello staff medico per giocare, mentre potrebbe non riuscire a recuperare Julius Randle (nella mattinata di oggi questionable), alle prese con i postumi di una forte infiammazione ai polmoni.

Ivica Zubac #40, Denver Nuggets at Los Angeles Lakers
Ivica Zubac #40, Denver Nuggets at Los Angeles Lakers (Photo by Andrew D. Bernstein/NBAE via Getty Images)

A causa della pesante assenza del centro Nikola Jokic (mai sceso sotto i 18 punti nelle 11 partite disputate nel mese di gennaio e passatore diventato quasi “di culto” fra gli appassionati), unita a quella del playmaker titolare Mudiay, la franchigia del Colorado potrebbe scendere in campo con questo starting-five: Nelson, Harris, Gallinari, Faried, Nurkic.

Nelson, giunto alla dodicesima stagione NBA, è il miglior assist-man della squadra nonostante sia partito quasi sempre dalla panca: per lui 4,7 passaggi vincenti per i compagni ad ogni allacciata di scarpe. Gary Harris è shooting guard dal rendimento ancora altalenante: dopo aver patito un brutto infortunio muscolare ad inizio campionato, a Dicembre il suo rientro ha dato una mano ai Nuggets, che hanno vinto diverse partite grazie al suo contributo; il terzo anno ex Michigan State sta cercando di migliorare le sue prestazioni in attacco e in difesa, dove predilige provare ad anticipare l’avversario.

Danilo Gallinari è il miglior realizzatore per Denver: 17,3 punti a partita per l’azzurro, impiegato spesso anche da stretch four. Una curiosità statistica: questo è l’anno in cui il Gallo (miglior prestazione per lui nell’ultima partita a Phoenix, 32 a referto) commette in assoluto meno falli; solo 1,5 a partita. L’energico “Manimal” Faried è il miglior dunker della squadra (41), mentre la sua efficacia difensiva quest’anno è in deciso calo: soprattutto dalla lunga distanza sta soffrendo nel contenimento degli attaccanti. L’esplosione di Jokic ha fatto perdere il posto da starter a Nurkic; il bosniaco, inserito anche in voci di trade, non ha accettato di buon grado il declassamento e dalla panca non sempre ha dato continuità alle prestazioni (8,5 PPG): ma pesano anche 2 TO e 0,8 stoppate a match, questi ultimi sono i dati peggiori relativi ai tre anni della sua esperienza in NBA.

Off the bench, Wilson Chandler sta vivendo invece la sua miglior stagione da un punto di vista realizzativo: 15,5 per l’ex De Paul, esattamente come Jokic (entrambi al secondo posto fra i top scorer della squadra del Colorado). Lo swingman Will Barton deve disimpegnarsi tra il lavoro sporco in copertura, senza perdere in pericolosità offensiva (13,2 marcature a gara). Il tweener Darrell Arthur – nonostante soffra di problemi al ginocchio – è fra i giocatori più impiegati da Malone: la sua eFG% (.633) è la più alta fra gli atleti a roster. Jamal Murray sta avendo un buon impatto: la shooting guard ex Kentucky sta ancora prendendo le misure da 3 (.314) ma, da spot-up shooter, in più di una occasione ha rappresentato una minaccia concreta per le difese avversarie (vedi Chicago, Phila e Utah).

Fra le riserve da tenere d’occhio l’ex Estudiantes Juan Hernangomez, ala grande in grado di allargare efficacemente il campo grazie al suo tiro da tre. Solo scampoli di partita finora per il veterano, fedelissimo – almeno negli ultimi anni – di LeBron James, Mike Miller: chiamato a portare pericolosità dall’arco, il giocatore ad oggi ha inciso davvero poco. Scarsamente impiegate finora le guardie Gee e Beasley.

Louis Williams #23, Denver Nuggets at Los Angeles Lakers
Louis Williams #23, Denver Nuggets at Los Angeles Lakers (Photo by Andrew D. Bernstein/NBAE via Getty Images)

Di seguito vediamo alcuni numeri relativi al team di Mile High City. La squadra di Mike Malone non brilla certo in difesa, visto che subisce in media 111,1 punti a partita (28esima), ma ha il terzo miglior attacco dell’intera lega (110,3 marcature ogni gara). Denver è particolarmente letale nel secondo quarto, frazione in cui è la miglior squadra della lega per punti realizzati (30,1 di media, 31 netti nelle ultime 3 gare). Nei primi tempi la media punti è di 57.0 , terza assoluta in NBA.

In attacco, da rimarcare anche i 49,5 in pitturato messi a referto in ogni incontro disputato. La franchigia di proprietà del magnate Enos Kroenke è capofila in campionato per rimbalzi complessivi presi a partita (56,3) e rimbalzi di team (9,7). I Nuggets sono settimi per assist a partita (24,2), ma perdono palla con grande frequenza (15,4, 26esimi su 30) e non sono altrettanto efficaci nei recuperi (6,6, solo 28esimi).

Si spera in un match scoppiettante – qua il recap della sfida precedente -, i Lakers devono provare ad invertire la tendenza negativa dell’ultimo periodo, mentre i Nuggets hanno l’obiettivo di mantenere a distanza Portland (distanti 3 partite al momento).

Seguitela con noi live su back9hours #Lakers #Nuggets #NBA #LakeShow #MileHighBasketball #B9H

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82 thoughts on “Game Recap #51 Denver Nuggets @ Los Angeles Lakers 116-120

  1. A mio avviso in primis bisogna considerare che a loro mancavano tre dei primi sei/sette a roster incluso il migliore – non me ne voglia il Gallo – ovvero Jokic.
    Poi noi festeggiavamo il Dr. Buss e siamo in avvio di un bel road trip, con sette trasferte nelle prossime otto. Detto ciò: l’assenza di Randle si sente meno perché tutto sommato possiamo compensare, cambiando un po’ il gioco, innestando i tiratori in maniera differente.
    La vera novità, se la ritenete tale anche voi è come DLo ha provato a lanciare la transizione – spesso era Deng in destinatario – solo che un paio di volte ci siamo incartati.
    Come sempre quando ci sono tutti e quattro, uno tra loro – in questo caso JC – rende meno. Difesa sugli esterni: oscena. Vabbeh Chandler, ma tutti – Murray, Harris, Nelson, Zio Paperone – ci hanno fatto a fette dal perimetro.

  2. Finito di vedere la partita adesso. Tre quarti da sonno ultimo quarto carino. I soliti Lakers con meno confusione in attacco, quando entra il tiro da tre si vince se no ciao e ogni 6-7 partite entra. Annotazioni positive: quando Russel manca si sente, se manca Randle no, per me Russel è l’unico dei giovani che può diventare un leader perché è anche un ottimo passatore. Young e Lou Williams quando striplano così in coppia con le squadre medio scarse si vince. Zubac concreto e migliore di Mozgov (troppo floscio, non capisco se non ha voglia di giocare o se è proprio un giocatore così privo di reattività) e questo è veramente positivo in proiezione, Il solito Ingram che si becca 2-3 stoppate con quel tiraccio in controtempo al rallentatore e diverse bombe in faccia, entra che siamo sopra ed esce che siamo sotto. Troppa gente che dorme sugli assist e li spreca, in primis Black. Denver seriamente menomata, forse con il pivot titolare sarebbe stata diversa (il pivot slavo che c’era è veramente scarso). Annotazioni: ieri ho visto Philadelphia e se si può Noel è da prendere Okafor no. E’ stato abbastanza tritato da Cousins, ma Cousins quando ha voglia di giocare non ce n’è per nessuno e comunque ha retto bene il campo. E’ un giocatore spigoloso e inquadrato e a noi è quello che serve. Sacriciherei tranquillamente un paio di guardie per lui, meglio Lou Williams ma in alternativa anche Clarkson. Inoltre metterei subito sul mercato Randle e, se fosse possibile arrivare a Butler, tolto Russel e Zubac, per me tre a scelta di tutto quello che abbiamo glielo darei senza esclusioni. Poi c’è sempre il sogno nel cassetto, che finirà a Cleveland per due spiccioli: Stephenson, io lo prenderei subito con un contratto di due o tre anni: costa talmente poco che se anche si rivelasse una ciofeca il rischio sarebbe minimo. A noi manca la grinta.

    1. Ingram non lo cederei mai. Randle solo per un fuoriclasse, mentre su Noel ti do ragione in pieno, ma poi Mozgov che fine fa?nemmeno 1 minuto a partita?Per quanto riguarda stephenson, anche secondo me sarebbe una bella scommessa. Però a sto punto dipende tutto da cosa si vuol fare da qui alla fine.

      1. Quest’anno è andato e non ci si fa più niente. Per me puntare su questa squadra qui per un’altra prima scelta il prossimo anno vuol dire un altro calvario identico a questo e così per gli anni a venire. Qui ci vuole una ricostruzione totale e questa deve ripartire subito. Se in questo momento c’è qualcuno medio o forte che potrebbe liberarsi, essendo la squadra più blasonata e scarsa del campionato, devi stare sveglio e provarci subito. I giocatori che potresti prendere adesso non è detto che te li ritrovi a fine stagione. Ripeto, per me adesso tolti Russel e Zubac (ma per un big davvero forte cedibili lo sono anche loro) gli altri sono tutti scambiabili. Prendi Butler per cui Chicago potrebbe esaminare proposte di scambio: su quello puoi costruire una franchigia, se fosse per me Randle, Ingram e Clarcson via immediatamente a Chicago. Ti porto due esempi: Bennet è stato prima scelta assoluta e cosa si è rivelato? Un bidone tagliato da Brooklin. Cleveland per vincere cos’ha fatto? La super scelta Wiggins girata a Minnesota insieme al già citato Bennet (tra l’altro Wiggins 48 high in carriera li mette solo al nostro Brandon, stai tranquillo) e dentro Love e risultato: titolo. Io corro il rischio tutta la vita di privarmi di presunti giovani forti a meno che non diano segni, seppur discontinui, di classe cristallina, per un giocatore affermato. La politica intrapresa dallo staff dei Lakers è certamente facile e poco impegnativa: fare campionati indecorosi e inaccettabili come questo per una buona scelta l’anno dopo. Tra una certezza oggi e un fose domani io scelgo la certezza oggi. Per me Ingram è uno dei giocatori, per quello che ha fatto vedere (anche nella presunta partita della vita contro Indiana) più sopravvalutati di questo forum. Essere scelto col n°2 non vuol dire essere forte, sarebbe troppo facile. Per quello che si è visto fino adesso (ma gli va dato tempo, è troppo presto per un giudizio definitivo) non è assolutamente all’altezza della situazione in nessuno dei due lati del campo.

        1. Luca, capisco il tuo punto di vista di tifoso con il cuore, ma sono di un’altra opinione.
          Questo è l’anno zero di una ricostruzione di un franchise NBA tra i più vincenti. Le aspettative per quest’anno, come giustamente dichiarato da Walton in PS, erano di costruire il gioco la mentalità e sviluppare i diversi giovani giocatori in rooster senza guardare l’andamento del campionato e nessuna velleità PO. Ora siamo a 31 partite dal termine e le partite giocate dovevano dare informazioni al coach staff e al FO su cosa lavorare nei prossimi anni. Secondo i media e gli analisti di settore le aspettative oggettive di Win erano sulle 25 circa. La stagione per me non è buttata perché sta rispettando gli obiettivi che si erano posti. La ricostruzione di una squadra necessita anni soprattuto partendo da un gruppo giovane e di talento (un esempio i Volves che hanno tre stelline in rooster e un coach come Tibo in panchina). 51 partite non sono sufficienti per costruire una squadra vincente, né un gioco consolidato (anche in virtù del fatto che non hai tutti i ruoli perfettamente ricoperti), né una chimica di squadra rodata. Queste sono appena sufficienti per darti le prime indicazioni su cui lavorare. Bocciare i giovani alla loro prima, seconda, terza stagione in Nba, quando ancora non hanno avuto ancora il tempo di lavorare e crescere pensando che come sono ora saranno domani solo perché ora non ti rendono come vorresti (anche perché come potrebbero visto che non ne hanno avuto ancora il tempo) senza aver attenzione per quelli che sono i loro veri talenti che devono sviluppare significherebbe riazzerare un progetto. Ad esempio il paragone indiretto di Wiggins che alla sua terza stagione Nba con Ingram che alla sua prima (metà) è poco oggettivo sia per giudicare il valore del primo che ancora deve esprimersi appieno che per il secondo che ancora non si è espresso proprio. Ingram quando è stato scelto era giudicato da tutti not Nba ready e infatti ha rispettato le aspettative ma ha delle qualità in quelle cose che non fanno statistica e che nel gioco sono visibili solo guardando oltre dove è la palla. Bollarlo come il nuovo Bennet ci sta ma Bennet in campo non c’era da nessuna parte, né in difesa né in attacco né off ball né in ball. Ingram invece c’è. Poi che diventi una star o meno è tutto da vedere ma ha tutte le qualità per diventare un buon giocatore e il fatto che sia stato una seconda assoluta conta poco se non nelle aspettative (che non essendo pronto da subito) non poteva rispettare ma che si sono comunque create e per le pressioni conseguenti. Comunque ho dubbi che possa maturare nei Lakers viste le pressioni e non sia tradato proprio per la fretta di prendere qualche star.
          I Lakers secondo me per tornare ad esser competitivi avranno bisogno di almeno 4 anni e non di una stagione.

          1. Hai fatto un’ottima analisi tecnica che in parte potrei anche condividere. Secondo me Russel a sprazzi, sia l’anno scorso che quest’anno, ha fatto vedere che la classe c’è, Randle non usa la testa e secondo me per adesso Ingram ha fatto vedere pochino e non ha la stazza fisica. Potrei paragonarlo in chiave futura solo a un Durant, ma non potrà mai reggere il confronto con lui perché al di la del tiro, che può costruire lavorando, è troppo lento. Sarei il più contento del mondo se su questi due mi fossi sbagliato. Siamo invece su una posizione diametralmente opposta per quanto riguarda la scelta se vogliamo così dire “aziendale”. Quattro anni di attesa senza alcuna sicurezza sono inacettabili per una piazza come Los Angeles condannata a vincere. Qua ci sono passati Magic, Kareem e Kobe, non siamo a Sacramento, Minnesota o Denver. Qualcosa devono per forza fare, la politica adottata si adegua perfettamente a Mitch, che è un vagabondo e un incompetente, ma spero che a breve salti via dalla sedia. Cosa ci propongono il prossimo anno? Prendere la prima o seconda scelta e scambiare Mozgov con Asik e Deng con uno peggiore? Quelli che ci sono possono solo riuscire a fare questo, Per fare il GM così ci vado io a 1000 euro al mese e un panino al Mc Donalds. Più di così a quel somaro non dovrebbero dargli.

          2. Mi ero dimenticato: il vero GM è quello di Cleveland che si sbatte dalla mattina alla sera, non quell’idiota che abbiamo qui. Giocare per perdere è facile, più difficile vincere, credimi. I bravi GM sono quelli che pagano un milione all’anno Waiters e Stephenson e 6 per David Lee non quelli che ne danno 15 a Mozgov, Deng e ci metto anche quell’idiota di Green di Golden State o chi ne da 23 ad Harrison Barnes a Dallas. Far crescere i giovani non implica perdere per forza, se al posto di Mozgov e Deng gli pianti due giocatori come Dio comanda, puoi almeno giocare bene anche se non vincere sempre. Non offrire l’osceno spettacolo dei Lakers attuali.

          3. Luca, uno degli equivoci più grandi che hanno proposto gli americani che altrimenti non riescono ad inquadrare le cose, secondo me è il paragone di Ingram con Durant che hanno di simile solo altezza, wingspan e QI cestistico (ma questo l’ho aggiunto io). Ingram è tutto da sviluppare (19 anni, 2,06 mt per 88 kg) e è stato utilizzato in 3/4 ruoli in 51 partite. In pratica una girandola. Durant era già pronto, anche fisicamente, già alla sua prima stagione e a gicato quasi esclusivamente come SF. Ingram attualmente non è paragonabile a nessuno, deve lavorare sulla forza e peso, sul l’esplosivitá, sul tiro, sull’1vs1, sul palleggio, e via dicendo, l’uniche certezze sono il QI e il suo impegno nel lavoroe il fatto che si sia messo a disposizione della squadra sacrificandosi, pur facendo vedere lampi di potenziale in germe. Ma se è da sviluppare come puoi ottenere subito un risultato costante? In una squadra come i Lakers che sono un cantiere aperto?
            I Lakers sono un’azienda piaccia o meno. Sono terzi nel 2016 in franchising per vendita jersey di Kobe. Negli anni precedenti hanno fatto una scelta, ricostruire con Kobe alla guida dei giovani (ammesso che ne fosse capace) o puntare sul fatturato che l’immagine del mito Bryant ti può portare. Hanno scelto la seconda. Per forza di cose questo è l’anno 0.
            Faranno sicuramente qualcosa in termini di trade. Cosa, secondo me è presto per saperlo.
            Neanche a me Mitch piace e è GM dal 2001 da quando c’era Buss sr e con lui ha condiviso le scelte fino alla sua dipartita.
            Su una cosa ti do ragione in pieno la piazza Lakers è una piazza difficile che mal si concilia con la pazienza che ci vuole in un rebuilding partendo dai giovani visto che necessita anni, ma se invece di puntare, rischiando sui giovani, punti su gente affermata (ammesso che ora come ora ti ci venga) non è che il rischio che ti ci voglia comunque tempo non è che sia così diverso.

          4. Ciao Paolo, allora parliamo dei ruoli di Ingram. Innanzitutto che bisogno c’è fi farlo giocare in più ruoli? Forse succede perché Walton è un pessimo allenatore come penso io? E’ palese che non potrà mai giocare play o guardia (non è lento ma di più) o da 4 o da 5 (te lo infilano nel canestro con retina e palla in testa). Lo fa giocare in altri ruoli per organico ridotto dagli infortuni? E’ assurdo, tanto becca sempre -30 in ogni trasferta, cosa cambia -20 o meno 40? Ingram può solo giocare da ala e non deve essere impiegato in nessun altro ruolo. E con le ali che ci sono in NBA buona fortuna. Poi vorrei sottolineare un altro punto: non si è per forza costretti a giocare per il titolo o per l’ultimo posto, si può giocare anche per un piazzamento di mezza classifica offrendo uno spettacolo decente. Che questa squadra non è in grado di dare non perché è una squadra giovane, ma solo perché è una squadra strutturata male da un GM incompetente e con un allenatore non all’altezza.

        2. Io sono convinto che per i tifosi lakers e’ molto meglio essere in questa situazione con tanti giovani, che essere in una situazione mediocre di mezza classifica come dici tu avendo magari solo una stella o una mezza stella come Butler!I Cavs hanno fatto lo scambio ma perché è arrivato Lebron, altrimenti col cavolo che vincevano con Love!!!Se da noi dovesse venire Durant, allora ti do ragione, cedo tutti e gli metto intorno altri 2 big, ma non verrà mai e quindi dobbiamo avere solo tanta pazienza e prima o poi ne verremo fuori e poi aggiungeremo qualche stella. Bisogna solo avere tanta pazienza. P.s. Non paragoniamo Ingram a Bennet per favore!Inoltre pure Wiggins magari tra un paio d’anni farà paura. Non si bocciano i giovani in così poco tempo.

          1. Per me Butler è una stella, assolutamente tra i 15 più forti della lega, e di certo lo prenderei nella mia squadra prima di quei mangiapalloni di Anthony e Harden che non vorrei mai e poi mai e lo preferisco a Durant. Chicago una decina di volte quest’anno l’ho vista giocare e ti assicuro che li il problema sono quei c…ni di Rondo e Mirotic, non di certo lui. RIpeto che Ingram, scelta n°2, non è detto che diventi un campione. Comunque se i tifosi Lakers sono votati al martirio non c’è problema, io non lo sono, siamo tutti contenti no? Mitch resta, il prossimo anno una bella prima scelta, Deng e Mozgov a vita perché gli hai fatto un contratto assurdo. Vediamo al prossimo anno in questo periodo se non siamo nella stessa medesima situazione. E soprattutto se a Los Angeles glielo permettono, per me no.

          2. Tu puoi fare un bellissima torta, ma se poi ci metti il sale al posto dello zucchero puoi rovinare tutto. Il sale nel nostro caso è Randle. Non devono abbagliare i numeri ma dobbiamo valutare il suo impatto sulla squadra. Se fa canestro lo fa perchè va in isolamento in post, ha un tiro dalla media mediocre che non sfrutta mai, inoltre con le sue lacune difensive fa sembrare mozgov scarso ( non che sia un fenomeno ma non è di certo hibbert) e Deng un pensionato ( non che sia leonard ma con Denver abbiamo visto come può impattare in una partita) in un contesto dove sono 5 in campo se uno è un peso lo senti moltissimo. Ingram a mio avviso gioca in un contesto sbagliato dove non potrà mai fare canestro se non in isolamento, giocare nella second unit di lou e jc significa o non tirare mai oppure prendersi delle iso di tanto in tanto per vedere come va. Il suo rendimento migliore è stato in quintetto da sf quando deng non c’era e NON e’ un caso. Su Walton ragazzi non scherziamo, non è popovic ma è un super allenatore, purtroppo non ha scelto il roster ma si è trovato la maggior parte dei giocatori, anche quelli che non rientrano in un suo progetto, ci vorranno almeno 2 anni per capire il suo stile ma siamo in buonissime mani. I Lakers ora sono in una situazione buona, per diventare ottima devono scambiare Randle subito e non per un sostituto del ruolo ma per un sg difensiva. La butto li Randle per Lee a ny e cambia la stagione, ma phil non lo farebbe mai perchè le capre le conosce e sa starne alla larga

          3. Randle lo classifico sicuramente uno degli anell deboli della collana ma non l’unico. Guardiamoci in faccia e siamo realisti: tolto Brooklin chi farebbe un quintetto con dentro Mozgov, Randle e Young? E con una serie di doppioni in panca che potrei stare ad elencarveli da qui sino a domani? Se Walton è scuola Kerr addio, in più partite non mi è piaciuto per niente come ha gestito le rotazioni. Deng è assolutamente incostante, anche l’anno scorso a Miami l’ho visto in qualche partita praticamente scomparire dal campo. Rimango della mia idea, di tutta questa squadra e dello staff terrei solo Russel (l’unico che è capace ad abbozzare un passaggio) e forse Zubac.

        3. Luca, ti dico come la vedo. Walton è al primo anno sulla panchina Lakers. I giocatori non li conosce, avrà visto i filmati per farsi una prima idea, non ha un rooster completo nella ricopertura di tutti i ruoli. Deve imparare a conoscerli sia fuori che dentro il campo allenandoli e deve verificarne le capacità gli skills e il il livello di questi in partita. Ha una sua idea di quale basket voglia mettere in campo ma deve far i conti con i players che ha tenendo d’occhio il miglioramento di ognuno sia in funzione individuale che di squadra sia sotto l’aspetto tecnico che motivazionale e infine deve capire che cosa può ottenere da subito e cosa no. La prima cosa che fa e quella di metterli alla prova nelle diverse situazioni di gioco e se il giocatore ti da l’idea di poterlo fare di provarlo anche in ruoli diversi da quello che sembrerebbe naturale. Poi magari ti rendi conto che fuori ruolo non va ma ci provi. L’obiettivo è valorizzare al massimo nel tempo ciò che hai a disposizione per capire chi ti può in prospettiva dare più e chi meno e realizzare di che tipo di giocatore avrai bisogno per alzare il livello della squadra. Altro obiettivo è costruire il gioco. Non hai tutti i giocatori pronti e li devi allenare e abituare a cambiare, a giocare al massimo e l’uno per l’altro. Nessuna squadra è sempre perfetta, figuriamoci una che è stata assemblata pochi mesi fa. I reali risultati del lavoro di Walton e il vero valore di giocatori che sono alla 1a, 2a stagione non li puoi vedere dopo 51 partite ma li vedi dopo almeno un paio d’anni. Ora vedi solo risultati altalenanti, fatti di picchi minimi con partite giocate malissimo e massimi come partite giocate discretamente ma queste non devono né esaltare né deprimere devono fornire informazioni. Per questo, secondo me, sospendo qualsiasi giudizio della validità del progetto, di Walton allenatore e del FO da cambiare subito. Dopo 51 partite per come sono oggi più, secondo me, non potevano ottenere.

          1. Io sto con Paolo. E in parte con Roby visto che la pensò quasi sempre come lui, tranne che sui giovani che io li difendo sempre a prescindere nei primi 5 anni.

  3. Siete incredibili però. Se vinciamo e’ sempre per merito di chi non gioca, se perdiamo e’ sempre colpa di chi gioca. Siete troppo prevenuti con tutti i nostri giovani. Quest’anno abbiamo lottato quasi sempre fino alla fine con tantissime squadre e se solo avessimo avuto un po’ di furbizia in piu, saremmo tranquillamente già a 25/30 vittorie. Speriamo di inserire Randle a giocare bene pure lui, non dire che la colpa è solo sua. Stesso discorso per Russel. Un po’ di pazienza in più ragazzi, altrimenti tra 1 settimana diventa un cesso anche Ingram e pure Zubac. Il talento c’è e si vede, c’è chi e’ più pronto fisicamente e chi è più pronto mentalmente e a chi serve solo un po’ di fiducia e continuità in più. Quindi attendiamo tutti i giovani e tifiamoli sempre. Non bisogna mai prendersela troppo con gente di 20/22 anni. Invece bisogna sempre pretendere il massimo dai veterani perché loro più di così non lo diventeranno mai. Sono felice per la vittoria!Forza Lakers!

    1. Randle fra tutti è quello più difficile da collacare in un contesto vincente, almeno fino che non imparerà a tirare e difendere… ad oggi tutti i lunghi che abbiamo sono meglio complessivamente di lui.. certo ha 22 e può migliorare, ma è dura

      1. Aggiungi anche che Randle deve imparare a giocare, fa un caos intollerabile, parte in palleggio e si fa tutto il campo, quando arriva di la fa il terzo tempo poi inizia a pregare e lancia la palla un po dove capita. Peccato perché fisicamente c’è, ma non ha la minima intelligenza cestistica.

          1. Io un altro anno glielo darei, ma l’ultimo, tolto che non lo si possa scambiare sul mercato con qualcuno più utile. Però secondo me combina delle sciocchezze che gli vengono dal DNA, cioé per me lui è così ed è difficile cambiarlo, gioca senza usare la testa. Non capisce che quando prende un rimbalzo deve passarla entro un secondo (non giocando al campetto come a lui piace) al giocatore più avanti. ma si fa tutto il campo il palleggio e consegna la palla, solitamnete con un passaggio assurdo, permettendo alla difesa di rientrare. Senza parlare della difesa che è improponibile.

  4. Una partita giocata da “squadra” e infatti combattuta punto a punto e poi vinta. Grande Zubac per la sua presenza in campo, infatti è stato un punto di riferimento per tutti nel pitturato. Russell bel rientro da “combo guard” ha fatto le “piccole cose” che chiede Walton, Williams che fa assist (!!) ed è immarcabile (quanto avrebbe fatto comodo ai Cav’s invece di Korver). Young che combatte sotto canestro, Black di grinta. Deng che fa il lavoro sporco. Dai dai, che una vittoria così fa morale.

    1. Loro senza due titolari importanti, va riconosciuto, ma noi siamo dei bimbi e quindi vincere è sempre tanta roba. Ora bisogna solo capire cosa farne di Randle che è chiaramente il nostro limite

    1. Avere un 4 fuori e un centro tecnico ha cambiato le spaziature e ha facilitato d-lo che è stato sublime nel finale, bene pure lou che non ha stavolta rubato la scena , così deve fa

  5. Finale di quarto orribile tra perse di Russell ed airball di Nick,meno cinque al riposo,sembra comunque partita da punto a punto.La cosa più bella della serata è la celebrazione del dottor Buss,16 finali,dieci anelli

  6. beh mi pare di capire che a questo punto arrivare tra gli ultimi tre non fa più schifo a nessuno, quindi perdere non è più una preoccupazione… mi fa piacere se zubac e ingram fanno progressi, se il bufalo non va troppo male e se russell almeno prova a dimostrare di non essere uno scarson di lusso…

  7. Vantaggio bruciato,30 pari a fine primo quarto.Ingram fa troppa fatica a finire un movimento,tira male perchè la maggior parte dei suoi tentativi sono forzati e facilmente contestati dal difensore.Non riesce proprio a spazzare via nessuno.
    Benissimo invece Zubac,due canestri mostrando soft hands..

  8. Appena metti un difensore discreto vicino a timo…. povero timo quanti insulti inutili per colpa di un coglione… bene pure russell che è aggressivo anche se ha sbagliato una scelta da pollo con nick libero in angolo

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