Game Recap #52 Los Angeles Lakers @ Washington Wizards 108-116

Posted on

Quintetti iniziali senza sorprese al Verizon Center di Washington dove scendono in campo due squadre dal momento diametralmente opposto, come spiegato nella preview. Wall, Beal, Porter, Morris e Gortat per i Wizards, Russell, Young, Deng, Black e Mozgov per i lacustri. I lanciatissimi padroni di casa da dicembre hanno il quarto miglior record della Lega dopo Warriors, Spurs e Rockets, il migliore ad Est.

L’inizio di partita non vede i Lakers proporre uno specifico piano per limitare il pericolosissimo backcourt avversario e difatti Beal ne approfitta subito sparando un 3/3 dall’arco mentre Wall quando entra con la moto spazza via Russell trovando un’autostrada verso il canestro. Nei lacustri però la notizia dell’arrivo di Magic deve avere galvanizzato D’Angelo che in veste di facilitatore regala vari cioccolatini ai compagni.

Ne beneficia in particolar modo l’obiettivo militare di Trump, Deng, che bombarda dal perimetro con insolita efficacia tenendo a contatto i gialloviola nonostante le sei turnover in pochi minuti. L’impatto della panchina lacustre é alterno. Zubac si presenta con una persa, Ingram col solito terzo tempo al rallentatore che finisce con un airball. Lo slavo però non demorde ed assieme ad un positivo Clarkson evita che le triple di Satoransky diano un vantaggio più cospicuo ai Wizards. Il primo quarto termina sul 31-29 per i padroni di casa.

Nel secondo rientra in campo Randle dopo le ultime partite in cui era stato assente ma l’effetto è nefasto. I Lakers non trovano il canestro nei primi tre minuti finché Ingram in penetrazione sblocca il punteggio ma i Wizards trovano l’allungo sul 41-31 trascinati da Morris. Brandon denota inquietanti passi indietro, legge male l’azione quando prova a penetrare e non ha assolutamente l’esplosività necessaria per procurarsi un vantaggio e non farsi sporcare la conclusione.

Beal infila l’ennesima tripla dal palleggio senza schemi particolari, semplicemente sfruttando il blocco del Gortat di turno, imbarazzante la difesa di Clarkson in un paio di occasioni. E’ il segnale che la mareggiata sta arrivando. 45-33 Wizards e Walton chiama timeout rimettendo i titolari ma non serve a nulla, all’uscita dal minuto di sospensione i Lakers non eseguono, Deng e Randle si incaponiscono in tentativi sballati e il contropiede avversario guidato da Wall é libero di scatenarsi: 51-35 e nuovo timeout Lakers sull’affondata di Beal che vale il massimo vantaggio per Washington.

Lakers che si sono sciolti come neve al sole, anche se c’é da dire che il break iniziale é stato subito da una panchina non spumeggiante come ad inizio stagione. Emblematico un tre contro uno in contropiede con D’Angelo che anziché cercare il comodo assist spara un proiettile sul piede di Deng causando l’ennesima turnover. Non è neanche la serata di Young, per il quale non vale la legge dell’ex visto che non trova mai la via della retina. Il buon Nick si consolerà con la chiamata per la gara del tiro da tre all’All Star Game, giusto premio per la sua eccellente stagione.

All’halftime sono quindici le palle perse dei gialloviola, il punteggio recita un eloquente 58-44 con la partita ben indirizzata. Beal é già a quota 19 con 5/6 da tre, mai contestato nelle sue conclusioni. L’andazzo in difesa per i giovani Lakers è il solito, insufficiente, la transizione difensiva deficitaria, mentre in attacco è inaccettabile la leggerezza con cui vengono persi dei palloni. Atteggiamento mentale sbagliato, vedi Randle, poi emergono anche le lacune dei singoli, ma è evidente che il complesso losangeleno in questo momento non può definirsi una squadra, considerando la pessima qualità del basket offensivo che propone rispetto all’illusorio avvio di stagione. Gli ultimi due minuti di tempo di Russell andrebbero studiati e mandati nelle scuole di minibasket per mostrare cosa non deve mai fare un playmaker professionista.

Lou Williams #23, Los Angeles Lakers at Washington Wizards
Lou Williams #23, Los Angeles Lakers at Washington Wizards (Lakers.com/NBAE via Getty Images)

 

Nel secondo tempo Wall e compagni approcciano i primi minuti con superficialità forzando molti tiri ma i Lakers non riescono ad approfittarne a pieno, Russell con un 1/4 ai liberi pare ancora spaesato dalle urla con cui Wall lo travolge nelle sue penetrazioni, invece Black e Deng rispondono presente accorciando le distanze, 64-55. Wall sfrutta la non difesa di D’Angelo per segnare una rara tripla ma Young dall’angolo e Deng con un’affondata perentoria (metaforicamente sulla faccia di Trump) costringono Brooks al timeout sul 67-60.

I Wizards hanno palesemente abbassato l’intensità in difesa e solo un attacco mal gestito come quello dei Lakers ha evitato un parziale ancora più pesante. La pausa richiesta da Brooks serve ovviamente per chiedere ai suoi di stare sul pezzo e farsi sentire in difesa. Washington torna ad eseguire prendendo comodi tiri wide open concretizzati da Gortat e Porter, Russell prova ad opporsi segnando otto punti in fila con due triple ma continua a soffrire la pressione difensiva di Wall e Beal. Ingram rientra in campo malissimo, concede un ingenuo and one a Gortat e  subito dopo si fa spazzare dallo stesso polacco sotto canestro. 13 punti per Marcin nel solo terzo quarto.

Walton blocca le ostilità, 86-72 il punteggio coi Wizards che hanno immediatamente rimesso le cose a posto sfruttando le lacune dei gialloviola, incapaci di opporre resistenza nella propria metà campo. Entra la panchina, Clarkson è l’unico ad incidere mentre Williams vive finora una serata negativa, il quarto termina sul 90-79 con Washington che è ancora saldamente in controllo della gara avendo dimostrato di poter giocare con le marce.

Clarkson con una tripla in step back apre le danze nel quarto periodo, i tifosi losangeleni sono numerosissimi e si fanno sentire urlando “let’s go Lakers”, dando la sensazione di essere allo Staples. In campo succede di tutto, Williams lucra tre liberi, Ingram finalmente si presenta alla partita con due stoppate di fila e Larry Nance Jr. finalizza l’alley hoop di Lou per l’insperato meno quattro, 91-87.

Brooks chiama tempo e rimette i titolari dopo l’imbarcata subita dalle seconde linee. I Lakers vanno col quintetto piccolo, Nance Jr. da 5 accompagnato da Williams, Young, Clarkson ed Ingram. Lou segna quattro punti in un amen e trova il pareggio a quota 91 esaltando i fan gialloviola. Wall però si carica i Wizards sulle spalle, infila otto punti consecutivi conditi da due triple e procura il nuovo allungo, 101-93, costringendo Walton all’ennesimo timeout.

Ancora una volta Wasinghton messa alle corde ha iniziato a giocare sfoderando i suoi assi, in questo caso Wall, immarcabile per la mediocre difesa lacustre. Luke decide di cambiare parzialmente il quintetto reinserendo Russell, Deng e Black assieme a Lou e Clarkson. Williams infila una tripla, ormai caldissimo, ma D’Angelo lanciato in contropiede con l’atletismo di una nonnina, prima fallisce il meno tre facendosi stoppare da Beal e nell’azione successiva scalpella un comodo tiro dai tre metri permettendo ai Wizards di mantenere il vantaggio sul 105-99 a tre minuti dalla fine.

Brandon Ingram #14, Los Angeles Lakers at Washington Wizards
Brandon Ingram #14, Los Angeles Lakers at Washington Wizards (Lakers.com/NBAE via Getty Images)

La partita é aperta ma i Lakers hanno perso tante occasioni per rientrare fallendo facili conclusioni per mancanza di determinazione. Williams e Clarkson non ci stanno e Los Angeles arriva sul meno tre con palla in mano, ma Russell legge ancora male la situazione, consegna a Black sull’arco che si fa scippare la palla da Wall. Dall’altra parte lo stesso play dal mid range sigla il 110-105 quando mancano sessanta secondi sul cronometro.

Giocata decisiva dell’mvp della serata, protagonista di numerose steal ai danni dei malcapitati gialloviola. Black dalla lunetta accorcia nuovamente per il meno quattro ma i chiodi sulla bara li mette Mr Clutch John Wall col jumper in faccia a Russell. La partita termina 116-108, dignitosa la prestazione dei Lakers dopo un pessimo secondo quarto che faceva presagire l’imbarcata. La squadra ha reagito nel secondo tempo arrivando anche alla parità ma come al solito nei momenti decisivi emerge la carenza di lettura del play della squadra, Russell, che nonostante i punti messi a segno continua a latitare per leadership e coinvolgimento dei compagni, oltre che per il sospetto trattamento di palla.

Jordan Clarkson #6, Los Angeles Lakers at Washington Wizards
Jordan Clarkson #6, Los Angeles Lakers at Washington Wizards (Lakers.com/NBAE via Getty Images)

Positivo Clarkson oltre a Black e parzialmente un Lou Williams salito di colpi nell’ultimo quarto, mentre Ingram ha inciso solo nella metà campo difensiva, accusando i soliti patemi in quella offensiva dove non riesce minimamente ad essere un fattore. Da segnalare anche che Randle dopo il breve cameo del secondo quarto non ha rivisto il campo, probabilmente punito per il pessimo linguaggio del corpo. I Wizards inanellano la sedicesima W casalinga consecutiva e proseguono la corsa nei piani alti della Eastern Conference, per i Lakers il Grammy Road Trip non inizia nel migliore dei modi.

Prossima tappa a Boston, contro i rivali di sempre.

Box Score ESPN

Angelo Chieppa

Full Game HL

Game Preview

Sfatato il tabù Nuggets e sfumata la comprensibile commozione suscitata dalla “Jerry Buss night”, i Lakers tornano a calcare i parquet della costa orientale, a cominciare dal Verizon Center di Washington DC (per i meno attenti o più religiosi, non significa dopo Cristo ma District of Columbia).

Contro Wall e compagni non basterà la pur dignitosa versione messa in scena coi Nuggets martedì notte, per dare un seguito all’ultima uscita e mettere in fila due vittorie per la prima volta dal 9 gennaio. I Wizards attraversano infatti il miglior momento degli ultimi due anni, inquadrati in maniera eccellente da uno specialista come Scotty Brooks: l’ex allenatore dei Thunder non è l’uomo ideale per contendere ad altissimo livello, ma se vuoi risollevare una franchigia in crisi da anni, il mentore di Kevin Durant ha pochissimi rivali nella Lega.

Dopo un inizio stentato, i “capitolini” hanno ingranato la quinta ai primi di dicembre e non si sono voltati più indietro: 22 vittorie nelle 30 gare disputate, 12 nelle ultime 14 e un incredibile ruolino casalingo, il top dell’intera Lega. L’ultima sconfitta a domicilio risale infatti al 7 dicembre e nei piani dei Wizards non è prevista l’interruzione della serie proprio contro i Lakers, promessi sposi del tanking ormai.

Quest’ultimi, al contrario dei loro avversari di serata, hanno iniziato il loro calvario proprio a dicembre, senza mai trovare una via d’uscita credibile ad una crisi che proprio come il sorriso di Maria Teresa Ruta, non conosce confini. Qualche vittoria sporadica non deve illudere – ultimi esempi, Denver ed Indiana -, una figuraccia come quella di Dallas è sempre dietro l’angolo. E considerando che dal 17 dicembre – quasi 50 giorni fa – la casella delle W “on the road” non viene aggiornata, non è azzardato affermare che si tratti di un match a pronostico chiuso: la squadra meno corsara dell’NBA, contro quella che da svariate settimane rimbalza le velleità ospiti, sotto i colpi della premiata ditta Wall & Beal, appare obiettivamente un “no contest”.

Chi vi scrive vuole vestire i panni dell’inguaribile ottimista, per una volta – solo oggi e solo per le prime 30 telefonate, da domani si torna a pensare al tanking -, e proverà a darvi qualche motivo per presenziare al live, visto e considerato che l’orario – 1.05 italiane – è tutto sommato accessibile ai più.

Innanzitutto l’effetto sorpresa: Washington potrebbe catalogare questo incontro alla voce “allenamento sostenuto” e contro attaccanti del livello di Lou Williams, D’Angelo Russell e Nick Young, il rischio è di complicarsi la vita, senza il giusto atteggiamento, soprattutto nella propria metà campo (il tallone d’Achille di Wash, nei momenti bui).

In secondo luogo, la tradizione recente: proprio un anno fa, i Lakers di Byron Masterpiece Scottex servirono un pesce d’Aprile – mooooolto – anticipato ai Wizards, espugnando il loro parquet grazie ad una delle pochissime prestazioni stagionali da Kobe Bryant, di Kobe Bryant (cit). Il Mamba, annunciato il ritiro da poco, mise in atto un vero e proprio show personale, proprio come ai tempi dei titoli, vincendo letteralmente da solo quella partita. Un’eccezione che conferma la regola, in verità, perché dai tempi del Kobe-Odom-Jax i Lakers non battono Washington allo Staples, limitandosi a soli due successi esterni negli ultimi 9 match disputati. Dico nove solo perché nell’anno del lock-out – quello con Mike Brown in panchina, per intenderci – il Lakers-Wizards a Los Angeles venne soppresso e mai disputato.

Terzo aspetto: cabala+pressione. I Lakers, reduci peraltro da una bella vittoria ai danni di Denver, arrivano a questa partita con due giorni di riposo e una rilassatezza mentale con pochi precedenti. Con niente da perdere – se non importanti posizioni a livello di draft, in caso di “inopinata vittoria” – e tutto da guadagnare, rispetto ai padroni di casa obbligati a vincere senza se e senza ma. E a mettere ulteriore pepe c’è la cabala, visto che nell’anno solare L.A. deve ancora conoscere il sapore della w esterna e la stessa Washington bere l’amaro e ormai sconosciuto calice della “home loss” (da non confondersi con “Homeless”, senzatetto, cambia solo una vocale ma totalmente il significato….nota per i meno padroni della lingua, gli altri passino oltre).

Effettuati tutti questi sforzi mentali per propinare argomentazioni valide che inducano qualcuno a guardarsi il match, veniamo alla (dura) realtà tecnica. I lacustri potrebbero recuperare Randle, ma rimangono difensivamente perforabili e offensivamente molto alterni. L’ottimo ritorno di D’Angelo Russell (qui mentre sbarca nella Capitale),

la conferma del sempre più sorprendente Zubac e la coppia Lou-Nick al suo meglio, non giustificano grandi speranze, contro uno dei primi cinque back court d’America, a livello di talento e produzione. Wall & Beal sommano quasi 45 punti ad allacciata di scarpe, con il 46% dal campo, 14 assist e 6 rimbalzi di media e questa notte promettono scintille, contro una delle difese più scadenti sugli esterni. E se i due non dovessero essere in serata di grazia, ci penseranno Morris e Porter a contribuire, dall’alto dei loro 14 punti di media a partita, o ancora l’ex backup di Howard ai Magic,  quel Marcin Gortat, che solitamente sfodera performance di rilievo quando vede gialloviola.

La profondità del roster a disposizione di coach Brooks è testimoniata dal poco spazio concesso a giovani giocatori di talento come l’ex stella universitaria Trey Burke o la grande promessa del Barcellona Satoransky, o la prima scelta 2014 Oubre jr.

Ancora assente, almeno fino all’all star break, il free agent estivo più pagato, Ian Mahinmi: il francese non si schioda dalla lista infortunati e da quegli unici 14 minuti giocati con indosso la maglia dei Wizards, prima di arrendersi ai guai al ginocchio.

Mahinmi o non Mahinmi, Randle o non Randle, sarà un Washington-Lakers scontato nel risultato, ma non necessariamente nell’andamento. Questo è quello che ci auguriamo e crediamo possa accadere, ma adesso basta parole e spazio al campo.

Jaywill_22

Rispondi

219 thoughts on “Game Recap #52 Los Angeles Lakers @ Washington Wizards 108-116

  1. Troppo ondivaghi per contrastare questo Wall e questi Wizards. Purtroppo Ingram dopo Dallas fatica a ritrovare la (poca) fiducia offensiva che aveva prima. JC bene, troppo tardivo Lou.

  2. La verità non è mai una sola, non è tutto bianco o tutto nero (per fortuna, che abbinamento di colori squallido XD )….ci sono tanti colori e sfumature differenti e lo stesso vale per i Lakers e Lou.
    Lou ha giocato di merda, ma quando è salito in cattedra ci ha fatto tornare in partita, poche chiacchiere. Se l’avesse poi vinta, la settimana prossima andrebbe come titolare all’all star game, ma parliamo di un sesto uomo.
    In difesa non ha fatto niente di niente, però, ha ragione Roby: Wall si mette in proprio e non vede più nessuno….e se non lo raddoppi, di passare non ci pensa nemmeno. Lo fa sempre, ogni volta che vedo giocare i Wizards punto a punto, il finale è a specchio, una volta rispetto all’altra.
    Vi piacciono i numeri?
    Beal era a 23 punti a metà terzo quarto, ha finito a 23 (avrà tirato una volta in 12 minuti).
    Wall aveva 11 assist a fine terzo quarto, ha finito a 11.

    Su Beal avrebbe potuto difendere anche Andrea Bocelli. Quindi 1-0 per Roby sulla difesa, ma su tutto il resto, Caniggia Win. Eccetto D’Angelo, e mi ricollego al per il resto puntuale recap di George.
    Secondo me si ingigantiscono troppo i difetti di Russell e non se ne apprezza mai mezzo pregio. Difendere su Wall in single coverage non è complicato, è impossibile. Ogni partita entro i dieci punti, Wall fa il culo al suo avversario, non è un’esclusiva di Dlo. Io vedo colpe maggiori in Walton, che pur allenando mooolto bene – grazie per Randle, grazie Luke – non ha mai posto rimedio a quella situazione che ci stava massacrando. Togligli la palla dalle mani, dopo una, due o tre volte che ti ammazza, no?

    Detto questo, D’Angelino ha perso palle imbarazzanti, vero, ma ne ha anche date di squisite. Perchè non si sottolinea mai? E nel momento del riavvicinamento, lui era in campo a sbombardare da lontano, nel terzo quarto. Poi ha attaccato male nel quarto periodo, ma non è stato l’unico. Ribadisco, si tende ad essere troppo duri con lui, gli si pone un’asticella che dopo un anno e 4 mesi di professionismo (e due anni e mezzo solamente dal diploma liceale) è francamente eccessiva.
    Ha tanti difetti ma anche tanti pregi, sforzatevi di usare con lui lo stesso metro che si usa con Ingram, oppure che si è usato con Randle (e mo ci siamo rotti il cazzo).
    A me non sembra tenga l’atteggiamento di Julius, gli errori che commette sono dovuti alla gioventù o alla non eccessiva cattiveria, ma questo non dipende solo da lui.
    Ci vuole maggiore pazienza, guys..

    1. Quoto in toto la tua analisi, su DLo il primis. Sarà un caso che ha fatto due volte il career high di assist? Ovviamente alcune perse derivano dalla troppa sicurezza ed inesperienza – mai dare le spalle a Wall dopo il p’n’r, credo lo sappiano anche i crim… sassi – mentre altre sono frutto di un tentativo di essere più facilitatore. Ovviamente non sarà mai Jason Kidd, ma Harden avreste mai detto potesse smazzarne in doppia cifra di media?

  3. partita orrenda, è evidente che inizi ad esserci un po’ di stanca, giocare tutte le partite all’inseguimento è insostenibile e dopo un po’ molli. I maghi sono una squadra con molto più talento della nostra ma stasera sono stati per larghi tratti in folle, poi bastava una sgasatina per darci 10 punti senza che fossimo in grado di reagire minimamente

  4. Roby sei in grado di scrivere una serie di cazzate piuttosto di avere ragione che fanno rabbrividire.
    A fine primo tempo ti lamenti della partita già finita, poi visto che nel finale siamo arrivati in parità dici che ti sei divertito.
    Allora nel quarto quarto Lou ha segnato 12 punti ha fatto almeno 3 assist con il compagno che ha dovuto solo appoggiare la palla. Degli altri mi ricordo solo clarkson che ha trovato il canestro con facilità.
    Dici che in difesa ha fatto pietà peccato Beal proprio nell’ultimo quarto sia sparito dalla partita mentre wall marcato da Russell è clarkson abbia fatto tutto quello che voleva.
    Dici che ti riporta a galla ma non ti fa vincere le partite?
    Metti al posto di lou Williams un’altra superstar a giocare i suoi minuti con questi compagni poi mi dici quanti in tutta la nba riescono a farti risalire e vincere da – 15 tutte le partite.
    Mi pare che dal 91 pari i successivi possessi siano stati gestiti tutti male da Russell e forse clarkson.
    Tu pretendevi che lou ti riportasse in vita un’altra volta è vincesse la partita da solo?
    A volte è meglio stare zitti

    1. Lou non marcherebbe nemmeno se stesso allo speccio figurati beal, è solo che wall è andato in iso perchè LUI può… altri no.. una stella fa così, Lou non lo è e non lo sarà mai, come ti ho detto stanotte è bravo nel farti rientrare ma vincere è un’altra cosa. Poi chiaro la colpa non è la sua se non ha queste doti

  5. Pessimi in attacco, la palla non gira proprio, ma in difesa sono stati uno scempio vero e proprio. Completamente privi di fondamentali difensivi. La cosa che stupisce di più è che comunque nonostante le magagne sui due lati del campo riescono a stare in partita con una squadra solida e organizzata e deve salire in cattedra Wall per chiuderla. Enigmatici.
    Ps 19 assist e 20 turnover mica male…

  6. peccato per queste gestioni pessime dei finali, sarebbe bene cominciassero a migliorare… quando le partite conteranno davvero non possono permettersi di buttare nel cesso l’ultimo minuto…

    1. Non è cosi e nemmeno come dice Roby. Lou pessimo per 3 quarti ma determinante per il finale punto a punto. Se avesse segnato anche gli ultimi tiri, sarebbe Kyrie Irving e non Lou Williams.
      Anche Clarkson stranamente utile, molto male invece Nick.
      Bravo Black, anche Sdeng positivo. D’Angelo con grandi canestri e passaggi divini, ma anche errori orrendi in difesa e nel trattamento di palla, oltre a scelte poco raccomandabili. Solita storia, speriamo che Magic gli insegni a giocare a pallacanestro (anche se non sarebbe suo compito).

          1. ho capito ma il limite è sempre lo stesso ti riporta a galla ma non te la fa vincere mai.. ne ha giocate decine di gare così.. non è colpa sua è il suo limite e non serve nei finali, perchè in difesa non sta in campo, tanto che walton lo alterna con ingram.. manco giocassimo a hockey

        1. Solo un somaro come te può sparare cassare clamorose così sul nostro miglior giocatore non c’è bisogno di fare il fenomeno è scrivere ste stronzate in continuazione

  7. Hanno chiamato timeout,alzato l’intensità e per noi è finita…troppo semplice,prendono i tiri che vogliono sempre,non difendiamo mai.Ingram pessimo pure come atteggiamento stasera..non puoi concedere quell’and one a Gortat

        1. Ah, quella da un pezzo, Albi…pensavamo fosse una stagione diversa, ma qui ogni stagione è quella giusta, quando si vuole tankare. Il regno di Cbs e Caniggia

          1. non possiamo che sperare che arrivi dalla lottery uno un po’ meglio di Randle… quell’anno di tanking visto dalla prospettiva di oggi, non e’ servito assolutamente a nulla!!!

    1. Ti ricordo che Russell è anche il miglior marcatore della squadra, giocando più minuti di tutti ha il miglior plus minus: -2 in una partita che perdiamo di 14.
      Qualcosa mi dice che non è solo colpa sua, anzi….

  8. Ma quanto siamo forti??? Dai diciamo la verità, sono entrati i titolari ed e’ spettacolo!Le schiacciate di beal meritano che ho pagato 13 euro per 1 mese di sti coglioni!ahah

  9. Pietosa la second unit… difensivamente oscena, solo larry si sbatte gli altri sono dei manichini… va beh se il tuor a est è questo,, non ci resta che dire … e perdi perdi si sa sempre più in basso si va

  10. Lou Williams sembra sbronzo. Comunque siamo un po’ ingessati, si vede che stiamo provando alcuni giochi nuovi – a meno che questa variante di Horns non sia figlia di una cattiva esecuzione – così come si cerca di coinvolgere di più Zubac.

  11. Ah, Giova, gli scommettitori puntavano su una combo da 46 di Wall e Beal, data alla pari. FIn generosi, io oggi ne prevedo 60, se si resta in equilibrio. Può essere che si arrivi a 50, se riposano nel quarto quarto.

  12. Bello l’aver cercato Ivica appena entrato, ovviamente Gortat gli ha fatto sentire subito il fisico. Loro sono con/senza Wall due team all’opposto. Bene per ora dall’arco.

  13. Jay, tu che sei esperto di totonero quanto quotano la produzione di Wall & Beal contro la nostra difesa, la prestazione di Morris e lo Plumleesimo di Gortat su Mozgov?

  14. ahah, in realtà 40 ma molto ben portati XD

    Sandro Ciotti e la sua frase più celebre sono sempre d’attualità… per quanto la Ruta fosse un discreto cesso :))

Top