Game Recap #54 Los Angeles Lakers @ New York Knicks 121-107

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Il Grammy Road Trip dei Los Angeles Lakers fa tappa al Madison Square Garden di New York, dove i lacustri cercano una vittoria che manca dai sei stagioni. Walton recupera Randle e coglie l’occasione di affrontare un avversario a dir poco in crisi per sperimentare una nuova lineup, inserendo Ingram per Deng e preferendo Black a Mozgov, in backcourt Russell e Young.

I New York Knicks stanno vivendo un pessimo momento, i Play Off sono lontani e l’esigente piazza della Big Apple non lesina critiche al Front Office, che sta esplorando la possibilità di cedere Anthony. Hornacek è privo di Joakim Noah ma recupera Rose che compone lo starting five con Lee, Anthony, Porzingis ed O’Quinn.

Il gameplan dei blue and orange è tanto scontato quanto efficace: palla in post a Melo che realizza tre facili canestri; Ingram appare spaesato – 0/2 dalla lunetta con tanto di airball – ma ci mette poco ad entrare in ritmo segnando dall’arco e servendo Randle. L’avvio di Julius è discreto, autore di un bel duello con Porzingis prima di lasciare il campo a Nance Jr. Ancora Tiny Dog e Young a segno dall’arco e primo allungo lacustre, 17-8.

Julius Randle #30, Los Angeles Lakers at New York Knicks
Julius Randle #30, Los Angeles Lakers at New York Knicks (AP Photo/Frank Franklin II)

Dopo il timeout – in cui vengono mostrati Phil Jackson e Mitch Kupchak discutere amabilmente – Young continua gli allenamenti per il Three Point Contest dell’All Star Game mentre coach Luke Walton conferma la linea verde inserendo Zubac anziché Mozgov. Il croato risponde presente stoppando subito Willy Hernangomez, peccato non riesca a finire due volte nel pitturato, cosicché Rose e Melo riportano sotto New York.

Jordan Clarkson – incaricato da Walton di gestire soprattutto i possessi in punta per la second unit – e Lou Williams alternano…

…le solite iniziative personali alla ricerca di Zubac, che dopo quattro errori trova la via del canestro.

La tripla di Lou, 29-19, chiude il primo quarto in cui i gialloviola non hanno dovuto faticare chissà quanto per costruire il vantaggio in doppia cifra, limitandosi ad una gestione più accorta dell’attacco – incredibilmente nessuna persa – e sfruttando le pessime percentuali dal campo dei padroni di casa – 36% – capaci di trovare punti dal solo Anthony, 10 con 5/8.

L’avvio del secondo quarto è nel segno di Zubac, che stoppa due volte gli avversari…

…lanciando la transizione di Nance Jr., 36-25. I Knicks continuano a litigare con il canestro – 11/34 dal campo, 0/6 dall’arco – riuscendo a proporre solo continui 1 vs 1, mentre i Lakers sono già andati a segno con tutti e 10 gli atleti scesi in campo. Lou Williams, dopo il solito and-one, è libero di segnare la tripla del 47-26.

Un layup incontestato di Tarik Black è l’emblema – oltre che il canestro del 17-3 di parziale – della pochezza dei New Yorkers. Così facile per Boom Boom che, non essendosi ancora ripreso completamente, si iscrive al Mozgov Miss the Dunk Club. Per il Madison è troppo, partono gli ululati. La sola second unit lacustre, per quanto produttiva sia, al momento ha realizzato 29 punti contro i 30 totali di New York.

Randle ed Ingram, schiantandosi nel pitturato, ed i canestri di Melo e Courtney Lee – unico non fischiato – mitigano il clima. Dopo oltre 13 minuti di panca si rivede D’Angelo Russell che…

…continua a farsi apprezzare sia come assist man che per la volontà di spingere il contropiede. Le iniziative del quasi separato in casa Carmelo Anthony – 19 con 8/12 dal campo – producono il parziale di 15-4 con cui i padroni di casa chiudono il quarto, 61-45.

Ai gialloviola basta proteggere il pitturato – +11 a rimbalzo, +12 i punti a segno – e chiudere per la prima volta in stagione con zero perse all’intervallo, a tutto il resto ci pensano i Knicks. Ottima prova al momento per Black – +25 di +/-, 4+8 – e Zubac, quattro stoppate e nuovo career high.

Il secondo tempo inizia con gli starters del match, salvo Hernangomez per O’Quinn, ed il tentativo di Kristaps Porzingis e Melo di riaprire il match, l’ex Syracuse è abile nello sfruttare la voglia di strafare di Julius Randle che – anziché provare a finire con efficacia vicino al ferro – si era testardamente messo sulle sue piste. Inevitabile il cambio con Nance Jr. dopo 3 minuti.

Il buon Larry si mette subito al servizio dei suoi compagni…

…peccato che Brandon Ingram non converta il libero (0/3) supplementare. Poco dopo, il rookie lacustre prima schiaccia l’ottimo passaggio di DLo, poi serve Black che sigla il +21 ed riaccende i Boo del Madison. Russell trova un’altra linea di passaggio fantastica per Young, che non diventa assist poiché Nick realizza in due tempi.

Nick #Swaggy3 Young si fa perdonare poco dopo rubando e segnando la tripla in transizione, 84-56. L’aria di New York sembra far bene a Larry Nance Jr

…che continua a volare dopo la Dunk of the Year contro i Nets. Il #7 si ripete col jumper dopo la tripla di Justin
Holiday, 91-69. La frazione si chiude con le iniziative di Lou e Melo, 97-73 e gialloviola in controllo ed autori di un terzo quarto (!) da 36 punti.

Gli uomini di Jeff Hornacek provano la reazione d’orgoglio segnando subito tre canestri, ma il time out di Luke ed il floater di JC stoppano subito il tentativo, 99-79. Porz prova a rimandare la fine del match sfruttando i cm con Nance Jr. in post e la pigrizia del neo entrato Randle dall’arco, 105-90, ma Ivica Zubac – due volte – e lo stesso Julius sanciscono la fine del match, +21 a 6 dalla fine.

Garbage che scorre tranquillo, col Madison che stanco dei Boo inizia ad intonare We Want Metta! prima e Metta! Metta!! Metta!!! poi. Le telecamere indugiano sul nativo del Queens che se la ride in panca con Nick Young.

Ad 1:58 dal termine, Luke accontenta il Madison ed al primo possesso…

Metta World Peace segna il jumper che dona l’unica gioia della serata al pubblico, pronto a tributare l’ex Ron Artest con l’ovazione MVP! MVP!, dopo qualche ulteriore avventuroso tentativo, Metta decide di congelare il match, salutare l’ex Sasha Vujacic ed evitare di attaccare – e spettinare – l’improbabile Ron Baker, 121-107

Match disastroso dei New York Knicks, apparsi in crisi più di quanto dica il record. Le percentuali dal campo sono diventate decenti solo grazie ai 34 punti messi a referto a babbo morto. Al momento il tanto criticato Carmelo Anthony (26 punti, 10/17), con tutti i suoi limiti, resta l’unico a roster in grado di garantire un contributo solido e costante. Male Porzingis che ha aggiustato le cifre (16+9, 5/14) a partita finita, impalpabile il rientrante Rose (5 in 32 minuti). Buon impatto di Jennings (16) e Holiday (14) dalla panca. C’è tanto da lavorare per Phil Jackson, ne avrà il tempo?

Ivica Zubac #40, Los Angeles Lakers at New York Knicks
Ivica Zubac #40, Los Angeles Lakers at New York Knicks (Photo by Nathaniel S. Butler/NBAE via Getty Images)

Per i Los Angeles Lakers ottima prova di squadra, lunghi in primis: Black (9+10, +34), Nance Jr. (10+10) e Zubac (10+7 e 4 stoppate) hanno protetto il pitturato; Lou Williams (22+4) e Nick Young (17) hanno segnato tre triple a testa. Brandon Ingram (14+7) sembra in ripresa, Russell pur giocando poco si è ben disimpegnato (6 assist e 0 perse) cercando sempre i compagni. Il rientrante Randle (14 con 7/14, 6 falli) è apparso ancora una volta alla ricerca dei suoi mulini a vento più che a fornire un contributo all’altezza delle potenzialità.

Box Score ESPN

Luke Walton ha dichiarato nel pre gara di non subire la pressione dei contratti firmati da Deng e Mozgov – il grande bocciato di serata, che non ha gradito il DNP – e di aver fatto le scelte necessarie allo sviluppo dei giovani. Ed i risultati – senza dimenticare il valore dell’avversario – questa sera hanno promosso il figlio di Bill: 33 minuti per Ingram, 31 per Nance Jr. e gli altri otto tra i 17 ed i 24; sette in doppia cifra, tutti e undici a referto.

Coach Luke Walton and D'Angelo Russell #1, Los Angeles Lakers at New York Knicks
Coach Luke Walton and D’Angelo Russell #1, Los Angeles Lakers at New York Knicks (AP Photo/Frank Franklin II)

Non è stato chiarito come e cosa, comunque la modifica della routine degli allenamenti di D’Angelo Russell sembra dare i suoi frutti: dal rientro DLo ha smazzato 35 assist contro le 11 perse, ratio 3.18 ovvero più del doppio di quello in carriera.

Lo sviluppo di giovani, un sistema offensivo più efficace e l’introduzione di concetti difensivi sono le grandi sfide che attendono il figlio di Bill, nell’attesa dei prossimi episodi della soap opera ambientata nel Front Office lacustre.

Giovanni Rossi
aka odino

Full Game HL

 

 

 

Game #54 Preview & Live: Los Angeles Lakers (15-31) @ New York Knicks (22-30)

Questa notte, alle 1:00 ? am, al Madison Square Garden seconda ed ultima sfida stagionale – qua il recap della prima – tra i Los Angeles Lakers ed i New York Knicks del grande ex Phil Jackson, attuale President of Basketball Operations della franchigia della Big Apple.

Game #26 New York Knicks @ Los Angeles Lakers 118-112: Luol Deng #9
Game #26 New York Knicks @ Los Angeles Lakers 118-112: Luol Deng #9 (Lakers.com/NBAE via Getty Images)

Dopo un buon avvio di stagione, entrambe le franchigie hanno smarrito la retta via, ed i record conseguiti dalla sfida dello Staples Center sono praticamente identici: 8-20 per i newyorker, 7-20 per gli angeleni.

Ma non solo. Tra Natale e Capodanno…

…è giunta al termine la lunga relazione tra lo Zen Master e la co-owner lacustre Jeanie Buss, che di fatto ha spianato…

…la strada al ritorno di Magic Johnson ad El Segundo.

New York è una piazza difficile che esterna il proprio disappunto senza peli sulla lingua: dai boo a Carmelo Anthony – sul quale si susseguono rumors – alle critiche a Jackson, reo di aver firmato Derrick Rose e soprattutto Joakim Noah, autore della peggior stagione in carriera – esclusa la passata martoriata dagli infortuni – ed in corsa proprio con il lacustre Timofey Mozgov al poco ambito premio di peggior contratto firmato nella scorsa Free Agency.

Lavoro non semplice, per coach Jeff Hornacek alle prese anche con il brutto periodo del mattatore della sfida dicembrina ovvero il lettone Kristaps Porzingis, che dopo l’ottimo avvio di stagione sta disputando un 2017 sotto tono, scendendo da 20+8 di media a 14+5.3 con un brusco peggioramento delle percentuali, sopratutto dall’arco.

Trade o meno, le fortune dei Knicks continuano a dipendere dall’estro di Melo, che continua a produrre -22.9 punti e 6.1 rimbalzi ad allacciata di scarpe, incurante delle critiche- , dalla solidità del meno acclamato degli arrivi estivi ossia Courtney Lee – 10.2 ppg con il 41.8% dall’arco – e dall’ex Roma Brandon Jennings, autore di buone prestazioni quando ha sostituito Derrick Rose. L’ex Bulls è solo un parente dell’MVP 2011, tuttavia ad oggi non ha avuto seri problemi fisici ed ha apportato un discreto contributo alla causa. Grazie ai problemi di Noah – out anche questa notte -, ha trovato molto spazio il rookie spagnolo Willy Hernangomez, che nelle ultime 10 ha messo a segno 10.7 punti con 54.1% dal campo e catturato 9.7 rimbalzi.

Game #26 New York Knicks @ Los Angeles Lakers 118-112: Julius Randle #30
Game #26 New York Knicks @ Los Angeles Lakers 118-112: Julius Randle #30 (Lakers.com/NBAE via Getty Images)

La notizia del ritorno di Magic ha ovviamente scosso l’ambiente gialloviola, scatenando le fantasie dei più su cosa accadrà quest’estate. Nelle more di scoprirlo, coach Luke Walton sta cercando di capire quale possa essere il reale contributo che i giovani membri del roster potranno dare in futuro.

Una prima risposta l’ha ricevuta da uno dei pupilli di Magic, D’Angelo Russell, che dal rientro dall’infortunio si è fatto apprezzare per il tentativo di essere più playmaker e, nonostante gli alti e bassi, le cifre sono in parte soddisfacenti: 19.7 punti e 9.0 assist nelle ultime tre per DLo. In parte perché l’applicazione nella metà campo difensiva resta una chimera.

Brandon Ingram è apparso in ripresa contro i C’s, così come Larry Nance Jr. ha sfruttato l’assenza di Randle per sfoderare una delle migliori prestazioni – 18 punti, 11 rimbalzi e ∞ intensità al TD Garden – della stagione. Proprio Julius Randle dovrebbe essere nuovamente disponibile avendo recuperato dall’infezione polmonare che lo ha colpito nelle ultime settimane.

Le chiavi del match? Fondamentale per i Lakers – alla ricerca della vittoria al MSG che manca dal 2011 -sarà l’intensità difensiva sulle star avversarie, nella speranza che il figlio di Bill abbia capito che potrebbe essere utile provare a togliere il pallone dalle mani del Wall o del Thomas di turno.

Los Angeles Lakers

17W – 36L | #14 in the Western Conference | #4 in the Pacific Division
Stats: 104.1, #18 | RPG 44.1, #12 | APG 20.6, #26 | OPPG 110.3, #27
Leaders: Louis Williams, 18.3 PPG | Julius Randle, 8.2 RPG | D’Angelo Russell, 4.8 APG

New York Knicks

22W – 30L | #11 in the Eastern Conference | #3 in the Atlantic Division
Stats: PPG 105.8, #12 | RPG 46.6, #2 | APG 21.7, #19 | OPPG 108,6 #25
Leaders: Carmelo Anthony, 22.9 PPG | Joakim Noah, 8.7 RPG | Brandon Jennings, 5.0 APG

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Giovanni Rossi
aka odino

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161 thoughts on “Game Recap #54 Los Angeles Lakers @ New York Knicks 121-107

  1. Da quel poco che ho potuto vedere ancora bene Larry,Zu e Black. Gli sharpshooters continuano a devastare. Ingram si riprende dopo che nei primi possessi ci aveva capito poco.

    Ron idolo assoluto.

    1. Nance, Zubac, Black e Ingram bene anche in difesa. È vero che l’avversario era di poco conto comunque sia l’intensità l’hanno mantenuta a un buon livello. Ingram qualche passaggio a vuoto ma poi lo guardi nel gioco off-ball e in quei flash che mostra ogni tanto e non puoi non pensare cosa potrà fare quando avrà un fisico che lo farà sentire a suo agio nell’NBA. Bello anche Russell in attacco da vedere, attento alla squadra a fare eseguire con ottima visione del campo.
      Avversario di poca consistenza ma servono anche questo tipo di partite per rodare meccanismi e far prendere fiducia ai giovani.

      1. Bah a me Russell da play e basta non convince, ti ruba l’occhio con passaggi super ma poi non è un grande gestore di gioco ne è un grande iniziatore di gioco. Vedremo ma se vogliamo impostarlo da 10 e 10 per me sbagliamo, io lo ritengo uno da 20 e 3. L’avversario non era affatto di poca consistenza ma era in sciopero, fino che non chiariranno le cose con melo i risultati saranno pessimi

      1. Per ora no, ma col tempo e quella mano, che da 5 metri è già morbida, fa ben sperare. Escluse le capre, per il tiro è solo questione di tanto, tantissimo allenamento. Chiedere a Jason Kidd.

  2. Ma kevin love secondo voi resta a NY o lo scambiano? Non so come si accoppierebbe a Porzingis. Mentre Okafor con Antony Davis come lo vedete? Per me è spettacolo!

  3. Loro pochissima roba, ha ragione Boston George. Prendiamo però il buono di questa scampagnata: i tanti minuti ai giovani, bene DLo facilitatore, bene Nance Jr, Black e Zubac, bene Nick e Lou. Daje.

  4. Comunque Draymond Green ha fatto schifo i primi 2 anni di NBA rispetto a Randle!Inoltre Green all’età di Randle giocava ancora al college. Poi va beh, non dico che diventerà mai così forte, ma sempre a buttar giù tutti i nostri e quelli degli altri sembrano sempre tutti fenomeni!

    1. certo lui la perde sotto pressione, se non ne ha problemi non ce ne sono, e poi nonostante tutto sei assist in una gara dove ha fatto solo quello, l’indole da play non c’è ma oggi non ha bisogno di fare canestro quindi sta costeggiando la gara

  5. Questi sono i Knicks,la squadra attualmente più scarsa della Lega.W facile per noi ma che non fa testo,inutile tirare giù analisi o commenti,stiamo assistendo ad uno sciopero

  6. @Caniggia, io temo la rimonta, c’è sotto qualcosa. Non passi da +25 a +16 cosi velocemente, se adesso entriamo cazzoni nel terzo quarto, ti trovi avanti di due possessi con 12 minuti da giocare. E li loro la vogliono vincere e noi vogliamo perderla.
    Oscuri presagi

  7. Io Randle faccio fatica a darlo via. Almeno 2 anni lo terrei per vedere come cresce. Ha troppo potenziale, gli possono insegnare tante cose. Mi piace anche il fatto che Walton fa giocare tanto i giovani.

    1. Più che altro fai fatica a venderlo, Nicolas, nessuno lo piglia XD

      Scherzi? Dreymond al primo anno era dieci volte più forte di Randle oggi, non diventa neanche la metà sotto radice di Green. Vedrai se mi sbaglio, anche io ci speravo all’inizio, ma Julius è stato una delusione clamorosa

    2. Segna solo in iso, non ha tirol, non difende , ed ha sempre la fantastica idea di fare incazzare la stella avversaria, ora cosa centrava prendersi melo in 1 vs 1 manco fosse leonard? risultato un and one e due liberi concessi da coglione.. concordo con jay fai fatica perchè non lo vole nessuno

  8. Questo è il grande leader Melo…saputo della cessione in vista,ha fatto ammutinare pure i compagni.Partita ridicola che non fa testo,un insulto anche agli scommettitori questa farsa che sto vedendo.Giocano a perdere e si scansano in difesa

  9. Vergognosi i Knicks,pubblico inferocito giustamente.Non sono scesi in campo,comportamento inaccettabile per i poveri tifosi del Madison.Noi a questi livelli ci siamo arrivati,ma in trasferta,in casa mai

  10. Mi piace così la squadra!Anche la second Unit con Zubac ha più gioco. Non capisco come mai siamo così indietro, secondo me non siamo così scarsi come dicono.

    1. Svegliaaaa…quelli sono i Knicks,che hanno perso 20 delle ultime 27 partite,lo vedi che sono pietosi o no?Porzingis è in calo e sta tirando malissimo,si è notato anche in questi primi minuti.Vincere contro di loro messi cosi male e senza Noah è il minimo

  11. Russell, Young, Ingram, Randle & Black e tanti minuti a Zubac. Walton dichiara di non sentire il peso dei salari di Deng e Mozgov nelle sue scelte.

    1. Dopo 50 partite secondo me non fa testo,con la stagione ormai andata chiaramente si sperimenta e si dà spazio ai giovani,vedi il recente minutaggio di Zubac.Da ora fino a fine anno la tattica sarà relativa,si punterà a sviluppare i prospetti che abbiamo.Giustamente,aggiungo.Raccogli due piccioni con una fava:i ragazzi crescono e le L aumentano

  12. Ma chi se frega dei quintetti,tanto l’obiettivo di Walton adesso è far crescere i giovani e perdere più gare possibili.Sperimenta come farebbe qualsiasi coach,nulla di nuovo o sconvolgente…

    1. No ma il problema non sono i giovani che sono forti e vanno fatti giocare sono i vecchi che se messi tutti insieme possono fare un meno 30 in 12 minuti… comunque ingram vs melo sarà un bel test vediamo se brandon quantomeno risponde in attacco perchè in difesa lo porterà in post e lo umilierà

      1. Ma è quello che vuole,non ci pensi?E dai su,Luke è sveglio,secondo te non sa che dobbiamo tankare?Non conta il risultato ora,ma solo far giocare i giovani e più li fai giocare più hai chance di perdere.E cosi sarà.

  13. Beh, Randle è come Green, Ingram è come Durant, Russel è come Curry, Young è come Thompson. In pratica Lakers come i Worriors……o no?!?

    1. Green al secondo anno non era green, Curry al secondo anno non era Curry, Durant al primo anno non era Durant. Ragazzi va beh che facciamo schifo, ma nemmeno crederci un po’ nei nostri giovani non mi va. Solo il tempo ci dirà dove potranno arrivare.

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