Game Recap #56 Los Angeles Lakers @ Milwaukee Bucks 122-114

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Ultima tappa del tour ad Est per i Lakers di Walton, finora sempre sconfitti ad eccezione della vittoria contro i derelitti Knicks di Melo. I padroni di casa, che lamentano l’assenza pesantissima della stella Jabari Parker, sono a due partite dall’ottava piazza occupata dai Pistons, quindi ancora in corsa per uno spot nella post season. Novità forzate nei Bucks che si presentano con Dellavedova, Snell, Antetokounmpo, Maker ed Henson, mentre per i Lakers Walton conferma la linea verde con Ingram e Black ancora presenti nello starting five.

Si parte con la celebrazione per la chiamata all’All Star Weekend di Giannis, roba che a Milwaukee non vedevano dai tempi di Michael Redd nel 2004. L’avvio di partita é subito interessante. Ingram marca il greco con alterni risultati, costringendolo ad un paio di errori al tiro e ad una turnover. Dall’altra parte Russell conferma la tendenza delle ultime partite e prova a coinvolgere i compagni, Randle in particolare, con l’uso del pick and roll. Young infila un gioco da quattro punti di tabella, Ingram suggella con la penetrazione vincente il +10 lacustre che porta al primo timeout di serata chiamato da Kidd.

Giannis risponde presente con sette punti consecutivi, aiutato dagli arbitri che gli perdonano una colossale infrazione di passi. I Lakers però fanno sempre canestro, Young e Russell infilano due triple a testa, Black manda al bar Henson ed il 14-29 é servito. Nuovo timeout per un disperato Kidd che pensa bene di rivolgersi alla panchina, in particolare a Monroe, Brogdon e Middleton appena rientrato dal grave  infortunio.

I Lakers calano di intensità, Antetokounmpo si fa sentire in difesa su Randle mentre Monroe e Snell procurano un 7-0 di parziale che ricuce immediatamente il vantaggio gialloviola. Walton inserisce la panchina, Mozgov ancora una volta é escluso dalle rotazioni in favore di Zubac che dimostra di meritare la fiducia e si presenta con sette punti in un minuto, un mix di giochi da tre punti e fade away in faccia a Monroe. Clarkson ci aggiunge cinque punti in fila, alla festa si aggiunge Lou Williams che con una tripla da distanza siderale firma l’incredibile 30-47.

Brogdon trova il jumper ed il finale di primo quarto recita un impressionante 32-47, record stagionale per punti nel primo quarto, sia per i Bucks che per i Lakers, ovviamente per differenti motivi. 83% dal campo per i Lakers, 85% da fuori (6/7), percentuali fuori dal mondo. L’impatto della panchina é stato devastante, dal +8 si é passati al +15. Zubac in grandissima crescita è la buona notizia della serata, il ragazzo sta ampliando la gamma di movimenti in post e il suo tiro dai tre metri è già una sentenza.

Il secondo quarto si apre col rookie Brogdon scatenato, sei punti in un amen penetrando con grande decisione nella fragile area losangelina. Zubac però risponde aiutato da un positivo Nance Jr. ed il vantaggio lacustre resta quasi immutato, 41-55. Beasley prova a dare energia ma Zubac e Williams sono incontenibili, undici punti a testa per una second unit tornata finalmente ai livelli di inizio stagione.

Ivica Zubac #40, Los Angeles Lakers at Milwaukee Bucks
Ivica Zubac #40, Los Angeles Lakers at Milwaukee Bucks (Photo by Gary Dineen/NBAE via Getty Images)

Kidd ferma la partita sul 47-64, i Lakers rientrano con tutti gli starter. Russell brucia la retina con la tripla, Black si conferma portatore sano di energia mentre Ingram per arginare un Antetokounmpo salito di colpi è costretto a spendere tre falli. Ma la squadra gira bene, Russell aspetta che la partita venga a sé, cerca i compagni e punisce sia sullo scarico che dal palleggio. Young ci mette la ciliegina col secondo gioco da quattro punti della serata per il massimo vantaggio gialloviola: 53-76.

Giannis arriva a 17 punti e fissa il punteggio sul 55-76. Altro record stagionale infranto dai Lakers per punti segnati a metà gara. Si va al riposo e le cifre sono very impressive per i ragazzi di Walton.

All’intervallo sono già quattro gli uomini in doppia cifra per i Lakers: Young 15 (5/5 dal campo), Russell 12, Zubac (5/5 anche per lui) e Lou 11.

Louis Williams #23, Los Angeles Lakers at Milwaukee Bucks
Louis Williams #23, Los Angeles Lakers at Milwaukee Bucks (Photo by Gary Dineen/NBAE via Getty Images)

Milwaukee invece fa capire perché ha vinto solo due delle ultime dodici partite disputate, con una difesa disastrosa che finisce sul banco degli imputati. Ci si aspetta una veemente reazione dei Bucks nel terzo quarto, Dellavedova trova subito il canestro e Walton a sorpresa chiama timeout dopo soli 17 secondi, alla Popovich. Young è on fire, sigla i primi otto punti della ripresa con due triple arrivando a quota 23 per il +27, massimo vantaggio di serata. Sull’orlo del baratro i Bucks provano ad essere più aggressivi, Giannis sale in cattedra, costringe al quarto fallo Ingram ed accorcia il gap: 70-89.

Randle e Ingram perdono un paio di palloni rivedibili ma la mareggiata riprende con l’ingresso della panchina. Clarkson e Lou Williams impazzano con tre triple, Zubac usa meravigliosamente il piede perno in post ed i Bucks si ritrovano nuovamente alle corde. Il greco non ci sta, spara di pura rabbia e agonismo sette punti consecutivi: 83-102 il punteggio dopo tre quarti, la partita pare indirizzata nonostante la nota abilità dei Lakers di dilapidare vantaggi importanti. Nei Bucks Giannis appare troppo isolato nel tentativo di rimonta, mentre i Lakers giocano coralmente eseguendo alla perfezione ed evitando forzature.

Julius Randle #30, Los Angeles Lakers at Milwaukee Bucks
Julius Randle #30, Los Angeles Lakers at Milwaukee Bucks (AP Photo/Jeffrey Phelps)

Ma nel quarto periodo i Lakers tornano i vecchi Lakers, concedono un 15-0 ai Bucks che tornano in partita sul 96-105 a sette minuti dal termine guidati da un Antetokounmpo inarrestabile per Ingram limitato dai falli. Il greco trascina Brogdon e Maker e rigira la partita soprattutto nella propria metà campo, con palle recuperate e difese in uno contro uno rimarchevoli.

La panca che tanto bene aveva fatto é andata in confusione nel quarto periodo. L’inerzia Bucks viene però fermata da Terry, che si prende un tecnico battibeccando con Randle, che si carica e firma un gioco da tre punti facendo respirare i Lakers, 98-111.

Career high per Antetokounmpo che tocca quota 39 (41 alla fine) e accorcia sul 102-111 a tre minuti dalla fine. Terry trova la tripla del meno sei ma Randle risponde battendo in post Antetokounmpo e trovando un canestro clutch in un momento critico. Monroe firma il meno cinque, Randle viene annullato per due volte dal greco e Milwaukee si ritrova col possesso a trenta secondi dalla fine sul 109-114, ma Nance Jr. provoca una palla persa da Giannis e a mettere i chiodi sulla bara ci pensa dalla lunetta Williams. I Lakers espugnano l’ex Bradley Center, punteggio finale 114-122.

Nei Bucks sono emerse le lacune dei comprimari, a partire dal fantasma di Monroe per proseguire con Dellavedova, brutta copia del giocatore ammirato nelle scorse Finals. Middleton ha bisogno di tempo per ritrovare confidenza col canestro. L’unico giocatore positivo è Brogdon, 18 punti, troppo poco però per impensierire i Lakers in serata di grazia al tiro.

Young é l’MVP reale avendo spaccato la partita, chiude con 26 punti ed un eccellente 8/11 dal campo (5/8 da fuori), mentre l’MVP romantico è Ivica Zubac, 15 punti, 6 rimbalzi e una stoppata, 7/11. Come al solito sugli scudi Lou Williams con 21 punti, 15 e 7 per Randle, 14 e 5 assist per D’Angelo.

Box Score ESPN

Da rimarcare il nuovo atteggiamento di Russell, chiaramente studiato a tavolino col coaching staff e forse anche con Magic, quando è in possesso palla. Tende a cercare il più delle volte Randle col pick and roll ma anche Nick in uscita dai blocchi. Stasera Ingram é stato cercato meno anche a causa della marcatura di Antetokounmpo ma l’intesa del play lacustre con Young é stata una meraviglia per gli occhi. La linea giovane sta pagando, il partito del tanking piange una dolorosa sconfitta ma qualcosa di luccicante si intravede. Proviene dalla Croazia.

Angelo Chieppa

Full Game HL

Game Preview

I Los Angeles (f)Lakers sono stati avvistati ad ore 2, ospiti dei Milwaukee Bucks nella notte tra Venerdì e Sabato. Dopo la lezione impartita loro dai Detroit Pistons, urge rialzarsi e cancellare una delle più desolanti prestazioni stagionali, al termine della quale sul banco degli imputati è finito D’Angelo Russell. Divertente lo scherzetto dei due tiri in 22 minuti, ma dovesse andare in scena una replica ci sarebbe seriamente da preoccuparsi, perché è ammirevole dedicarsi ai propri compagni, ma con una fase difensiva come la sua, DLo non può proprio permettersi un impatto nullo nell’altra metà campo. A meno di mettere 15 assist invece di 5, come talvolta faceva Nash ai tempi d’oro dei Suns, magari tirando poco o pochissimo. No, non è questo il caso.

A complicare il suo compito ci sarà Malcolm Brogdon, che pur uscendo dalla panchina – anche se dopo il grave infortunio che ha colpito lo sfortunatissimo Jabari Parker, non è esclusa una partenza in quintetto dell’ex Virginia – tende a restare parecchi minuti in campo e non è un segreto che una delle sue specialità sia proprio la difesa sulla pg avversaria. A D’Angelo andrà molto meglio se dovesse incrociarsi con l’eterno Jason Terry, che pur rimanendo un attaccante rispettabile – con Dlo farebbe fuochi d’artificio anche un Giachetti febbricitante, a dire il vero -, denuncia un chilometraggio e un’assenza di fisicità della quale Russell potrebbe approfittare.

Il grande interrogativo gialloviola rimane chi mandare sulle piste di Giannis Antetokounmpo (23 punti, 9 rimbalzi e 5 assist ad uscita,una eFG% da .552), un prototipo di giocatore che tende a fare malissimo a questi Lakers, sia fisicamente che sotto altri punti di vista. Ingram non ha i chili per stare con lui, Deng manca palesemente di esplosività, anche solo per pensare di metterlo in difficoltà su due lati del campo. Randle non lo nomino per compassione.

I Bucks attraversano un periodo poco felice, sia per il crack accusato dal ginocchio di Parker, sia a livello di risultati, che ultimamente stanno mettendo in dubbio la partecipazione ai prossimi playoff. La squadra allenata dal grande Jason Kidd staziona infatti all’undicesimo posto della Eastern Conference, a due partite di distanza dai Pistons affrontati proprio 48 ore prima dagli stessi Lakers. La crisi di Milwaukee appare ancora più evidente tenendo conto del trend negativo accusato nell’ultimo mese scarso di gare, con due sole vittorie nelle ultime 12 partite disputate.

L’unica ragione per sorridere in casa Bucks è il fresco rientro del lungodegente Khris Middleton, cui naturalmente serviranno diverse settimane per tornare la macchina da punti che conoscevamo. Fa specie che proprio nella serata del suo ritorno in campo, nonché esordio stagionale, sia “saltato” il crociato ad uno dei suoi compagni più determinanti, quel Jabari Parker che stava viaggiando a 20 punti e 6 rimbalzi di media, tirando col 53% dal campo al terzo anno di militanza nella Lega.

Dal canto loro, i Lakers proseguono nel loro deludente campionato, condotto ormai costantemente sul piede del 33% di vittorie. In trasferta le cose peggiorano ulteriormente, se è vero che la compagine gialloviola è uscita vincente in solamente una delle ultime 14 trasferte, la recente partita farsa di New York.

I media ormai hanno alzato le mani ed ovunque ad L.A. si legge e si sente parlare di tanking e di perdere più partite possibili, ma l’auspicio è che questi Lakers risultino meno rinunciatari al BMO Harris Bradley Center – non era meglio quando si chiamava solo Bradley Center? Tacci loro.. – rispetto a Martedì scorso, quando sono scesi sul parquet solo per (dis)onor di firma in quel di Detroit.

Nota a margine: gli uomini di Walton sono chiamati a tornare a vincere a Milwaukee dopo 6 anni e mezzo di astinenza, un dato abbastanza sorprendente non trattandosi di una franchigia dallo sfolgorante passato recente. Come nel caso delle sconfitte casalinghe coi Nuggets, viva il tanking ma solo fino ad un certo punto, dopo 5 L in 5 anni, sarebbe ora di tornare al successo nella terra della Harley Davidson.

L’orario è decente – Venerdì sera, ragazzi -, il confronto non è perso in partenza e insomma, ci sono tutti i presupposti per un bel live su B9h. Ore 2, non mancate.

Jaywill_22

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133 thoughts on “Game Recap #56 Los Angeles Lakers @ Milwaukee Bucks 122-114

  1. Quando giochiamo in trasferta la vedo sempre con la telecronaca “ostile” ed è pazzesco di che reputazione gode Lou Williams. Chiunque tranne Roby lo vorrebbe nella sua squadra

      1. Roby, sbagli prospettiva, come Nicolas. Lou Williams è molto considerato, tra gli addetti ai lavori. Ma l’età non consiglia di investire nulla su di lui. Tranquillo, appena sarà free agent vedrai che si porterà via un pacco di soldi e faranno la fila a firmarlo, ma oggi, nessuno spreca niente per un giocatore con le sue caratteristiche.
        Il che non significa che sia scarso o perdente, come vuoi far intendere tu sapendo di dire baggianate – a Toronto,Phila, ovunque abbia giocato ha spesso fatto i playoff e da protagonista -, ma che nessuno intende sacrificare scelte per lui.
        Tutto qui.

  2. Ovviamente non ho parlato di Ingram, perchè come ho detto e scritto mille volte, inizierò a criticare una seconda scelta di 19 anni, con quelle prolunghe, quel talento e quell’iq, non prima del quarto-quinto anno di NBA, se fisicamente non sarà ancora cresciuto come dovrebbe. Oggi è l’unico che va aspettato senza se e senza ma, per ragioni di costituzione ed età.
    Russell no, ad esempio, perchè fisicamente sarebbe pronto da due anni e a livello di Iq fa a gara con Balotelli.

      1. :)))))

        Ti riferisci a me? XD

        Attenzione, ho parlato di IQ di balotelli, nel senso che al momento non ha testa da professionista. Si spera che metta giudizio, al contrario di cazzoncelli, per lui non è ancora tardi.

    1. Non sono d’accordo Liga, perché Luke ha chiesto delle risposte ai ragazzi ed in parte le ha ricevute. Le dichiarazioni nel post gara – di Nance Jr. in primis – si ricollegano proprio al discorso Trust di cui si è parlato.

      1. E io sono d’accordissimo con Odino. Una vittoria non è mai inutile, se ottenuta contro una squadra che non ha regalato il match, come invece aveva fatto NY lunedi. Indicazioni interessanti, ancora in chiaro/scuro il nuovo Russell, è chiaro che per modificare il suo tipo di gioco ci vorrà del tempo e nemmeno poco. Un Killer nel terzo quarto, uno spettatore nella second half. Dlo deve trovare un equilibrio.

        Non entro nelle diatribe su Lou, Nance ecc….Lou è fondamentale nelle vittorie, in questi Lakers è l’unico giocatore in grado di creare problemi ad una difesa con continuità, soprattutto quando le cose non girano per il verso giusto. Nance si conferma una presa eccellente, al momento l’unico a roster che dia risultati importanti su due lati del campo, in particolare quello difensivo dove un pò tutti sono all’ABC. Con Nick, Zubac e Black, ritengo siano gli unici che non andrebbero MAI contestati. Su tutti gli altri possiamo discutere, sul rendimento di questi cinque farlo, significa non giudicare con serenità o lucidità.

        Ricominciate pure, ora :D :D :D

        1. Ma quale modifica? la modifica è fallita ed è tornato a fare quello che faceva due partite prima, non solo ma nel quarto quarto è stato pessimo, non riuscendo a fare praticamente nulla soffocato dalla loro intensità, se non esegue non sa cosa fare, se tiene troppo il pallone lo perde, non attacca il ferro mai e ora ha tolto pure il palleggio arresto e tiro che era una buona cosa. Se questo è processo di crescita… Vediamo contro i Kings dopo 4 giorni di riposo come si ripresenta, doveva essere il leader della squadra ce ne sono almeno 4 prima di lui ma nettamente con più carisma e impatto verso i compagni Nick Lou Larry e Tarick… aspettiamo godot magari arriva sai mai

          1. Ma quando mai? Si, prima tirava due volte a quarto, vero? Dai, se non riconosci che sta provando a giocare diversamente – con risultati MOLTO alterni – sei fazioso, non riesci a giudicare la situazione con sufficiente obiettività.
            Magari sarà Godot, magari no, ma non vedo le 6-7 palle perse di prima e nemmeno i 6 o 7 tiracci presi durante la partita, senza ritmo e costrutto.
            Il fatto che abbia tirato 9 volte invece di 2 è perfettamente normale, non vuol dire che è tornato al passato. Arrenditi, al momento questa è la strada intrapresa e devi saperlo accettare, invece di trincerarti dietro ai tuoi preconcetti. :D

          2. Jay non riesco a risponderti sotto lo faccio quì, non è un preconcetto è quello che realmente penso. Riconosco che le palle perse sono diminuite ma non perchè Russell abbiamo fatto meglio il play ma solo perchè eseguendo in set offensivo non avuto modo di invischiarsi nel pressing difensivo. I tirucci dalla media li abbiamo eliminati così come le entrate a canestro, almeno in queste ultime tre? Risultato alterno vediamo dalla prossima, a me non piace che sia usato solo per il tiro da tre ma è un passo avanti rispetto Detroit. Sta provando a giocare più facile per non sbagliare, serve il giusto nell’NBA, farà ottime figure i primi tempi per poi dover andare a sbattere il muso sulle difese NBA. Sarà divertente adesso viene il bello

          3. ROby, infatti anche io al momento sono perplesso, ma do il giusto tempo al ragazzo e allo staff tecnico per registrare le modifiche. Se il cambio di ruolo di Pirlo fosse stato giudicato dopo 3 partite, probabilmente si sarebbe parlato di cagata pazzesca e invece guarda che cosa ne è venuto fuori. Calma e pazienza, vediamo che cosa ne tiriamo fuori.

    1. Si ma ancora si denotano i limiti in una gara punto a punto, o andiamo sopra di tanto e gestiamo oppure affondiamo.. se poi dobbiamo recuperare non vinciamo mai.. Non sono daccordo sulla panchina di Black tutto il secondo tempo a me stava piacendo molto , Ingram oggi non aveva modo di incidere infatti ha pochissimo ma sempre di più di Deng oramai caso umano…

    2. Swaggy e Zubac i migliori, Nance Jr.solido al solito. Per loro continuo a non essere sorpreso dalla lucidità, dall’intelligenza cestistica e dall’essenzialità di Brogdon (qualità che a UVA aveva già mostrato).

      1. Bravo Ale, su Brogdon hai sempre puntato moltissimo…e nel mio piccolo, nel podcast pre-draft di Giugno avevo suggerito la scelta del ragazzo con la famosa pick poi utilizzata per Zubac. E’ andata benissimo ugualmente, meglio cosi, ma che in quella posizione Malcolm fosse una steal era talmente ovvio che mi sorprendo di chi ha scelto prima.

          1. Indubbiamente, ma in quel momento sembrava un azzardo. Il sospetto è che abbiano scelto Zubac perchè suggerito dal suo agente (potentissimo) e non perchè lo conoscessero. I soliti inetti, insomma, per una volta siamo stati fortunati. Io però preferirei che il mio Gm scegliesse gente che ritiene tecnicamente all’altezza, non un tizio qualunque suggerito da caio, per fare un favore a sempronio. FUnziona cosi, quando sei disorganizzato e in mani a degli incompetenti.

  3. Bella vittoria comunque!Peccato per il tanking. Da quando se ne parla, ne vinciamo di più di quando speravamo nei playoff. Buonanotte a tutti! Forza Lakers!

  4. In questi finali si vede la gioventù e la differenza tra l’essere un DLo o un JR – che non sanno cosa fare – ed un Lou che ruba un fallo.

  5. Il primo raddoppio della stagione sono emozionato.. ecco mai raddoppiare con terry nei paraggi ma questo è n’altro discorso, poi julius con un top shot che potrebbe essere decisivo

  6. Io sono impressionato da zubac, questo ha 19 anni l’nba l’ha vista solo in tv fino a 10 mesi fa, entra in campo e gioca come se fosse un’allenamento croato 5 vs 5.. la partitella del giovedì… piede perno, stoppate, run in corsa, va beh

  7. Non solo stiamo eseguendo ma stiamo leggendo la difesa quando lo schema si rompe… tanta roba oggi, ecco ora nick ha sparato due forzature che non ci stanno ma che visto al serata possiamo concedergli

  8. Nicholas, i tuoi ragionamenti sono assolutamente condivisibili, ma partono da valutazioni prettamente tecniche. I front office NBA guardano a tantissimi altri aspetti, quali età, carattere, capacità di stare lontano dai guai, eccetera. Su Nick e Jr Smith ci sta il paragone, anche se Smith è più forte fisicamente e migliore sull’uomo.
    Io ti ribadisco, non esiste franchigia NBA che ti dà una prima scelta, nemmeno la 28, per Lou Williams o Nick Young. Non lo dico io, ti garantisco, lo pensano 29 gm su 30.

  9. Miglior primo tempo dell’anno.Russell e Young memorabili,Zubac e Lou micidiali.Continuare cosi ora.Brandon deve stare attento ai falli,ne ha già tre,ma in post non c’è verso,Giannis lo spazza via e lo costringe all’infrazione

  10. Potete dire che siamo scarsi e bla bla bla, ma io quando vedo i giovani e la palla che gira mi diverto un sacco a vedere i lakers. Perderemo lo stesso molto probabilmente, ma almeno mi diverto. Come si fa a dire che Williams non vale una prima? E secondo me anche Nick può darci qualcosa di buono in una trade. E’ un pazzo, ma quanto e’ forte?Io l’ho sempre visto più forte di Jr Smith, sarà una cazzata, ma per me in una contender gli può fare la differenza!

    1. Perchè sono giocatori umorali, non sai mai che nick troverai o che lou troverai.. e molto spesso cambiano anche durante la partita come le onde appunto… per quanto rigurda il divertimento concordo, se eseguiamo e nessuno va fuori lo spartito queto sistema offensivamente è spaventoso.. e oggi che ha funzionato tutto lo vedi sul tabellone

      1. Non dirmi niente ero alla camera ardente di mia nonna sono dovuto tornare a casa di corsa.
        Spero di riuscire ad andare al funerale domani
        Ciao torno a dormire

  11. A me nella mia ignoranza sembra che l’esperimento sia fallito miseramente e walton è tornato all’origine, con Russell che gioca off the ball sullo scarico e che la tiene in mano il meno possibile, poi magari ho visto male

  12. Bravo Dlo, cosi. Quando hai il tiro buono, non rifiutarlo…si resta sul +18, attacco stellare da 72% al tiro nei primi 20 minuti….segna, George, dato assurdo :D

    1. Idem, dopo il secondo crack siamo sul ciglio del burrone. o non si fa più male per dieci anni, oppure diventerà un Derrick Rose senza aver potuto dimostrare quello che aveva dimostrato “l’ispettore”. Massima solidarietà a Jabarone, proprio quest’anno che stava giocando a grandissimi livelli..

  13. Tantissimo interesse solo per il duello Ingram vs Giannis che ci sarà dalla palla a due probabilmente.Test duro per Brandon.
    Curioso anche di vedere il nuovo Russell,sempre più facilitatore

  14. Io stasera farei giocare Clarckson, Nick, Deng, Randle e Mozgov. Poi tantissimi minuti a Williams e li mettiamo tutti in vetrina che magari aumentano di valore.

    1. Magari… Ma dubito possa essere una partita a cambiare lo status di quelli che hai citato… :-D
      Il russo contro Henson e Monroe rischia di raccogliere altre brutte figure.

      1. Alcune difese di Ingram su Melo non erano male. Randle non ha proprio skills difensive sta troppo con gli occhi incollati alla palla invece di guardare azione e proprio attaccante e va spesso fuori posizione.

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