Game Recap #57 Sacramento Kings @ Los Angeles Lakers 97-96

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Chiuso un tutto sommato positivo (2-3) Grammy Road Trip i Los Angeles Lakers tornano allo Staples Center per affrontare i Sacramento Kings, alla caccia dell’ottavo seed utile per i Play Off e reduci da quattro successi nelle ultime cinque gare. Coach Joerger deve rinunciare a Rudy Gay, Ty Lawson, Omri Casspi e Garrett Temple per cui Collison, McLemore, Afflalo, Cousins e Koufos sono gli starter quasi obbligati. Walton ha tutti a disposizione e ripropone la lineup delle ultime uscite: Russell, Young, Ingram, Randle e Black.

E’ San Valentino anche negli States e non poteva mancare il cadeaux Made in L.A.

Valentine's Day
Valentine’s Day (Lakers.com)

Avvio del match a ritmi a dir poco blandi, con i Lakers che ripropongono la premiata ditta Randle & Russell Ltd. che poco si era vista nel road trip e capace di combinare subito tre perse. I primi tentativi dall’arco invece lasciano ben sperare, con Ingram e Julius Randle (si, lui) subito a segno. Tiny Dog riesce anche…

…a sfruttare il mismatch con Afflalo, schiacciando indisturbato.

Sotto le plance i coach fanno scelte opposte: Walton manda Randle su Koufos, mentre Joerger preferisce affidare Julius a DMC. Black commette subito due falli costringendo il figlio di Bill a scongelare l’uomo da sessantaquattro milioni di dollari, Timofey Mozgov. Il #30 lacustre prova con esiti discutibili a sfruttare la maggiore velocità rispetto a Boogie, così come è rivedibile la copertura della transizione e la velocità delle rotazioni difensive dei padroni di casa. McLemore ringrazia punendo dall’arco, imitato poco dopo da D’Angelo Russell che finalizza una rara circolazione efficace, chiusa con l’extra pass di Young, 13-14.

I gialloviola fanno una fatica enorme a costruire buoni tiri e la differenza tra quando in punta c’è Brandon Ingram – che serve Mozgov – e Randle – che si schianta nel pitturato Kings – acuisce il problema. DLo riesce a farsi rubare due palloni – non da Collison, ma dal #15 in purple & black – in uscita dal pick and roll: DMC ringrazia conducendo la transizione prima, segnando dopo un notevole – per la stazza – spin move poi, 18-23.

L’ingresso della second unit lacustre non cambia le carte in tavola, Clarkson perde subito un banale pallone e Cousins segna contro il neo entrato Zubac il canestro che chiude il quarto, 23-29. Molto brutto lo spettacolo offerto dalle due contendenti, Sacramento come da copione si poggiano su Boogie (12+3+3) mentre i padroni di casa “compensano” i sei assist con le quattro perse ed una scarsa applicazione nell’individuazione della scelta migliore: ad esempio DLo non ha giocato un singolo possesso in post basso/medio contro Collison.

Il secondo periodo inizia con Lou e Clarkson che si mettono in proprio nel tentativo di smuovere le acque, ma è la solita intensità…

…di Larry Nance Jr. a produrre qualcosa. Che le iniziative personali non conducano da nessuna parte questa sera lo conferma il fatto che quasi tutti i canestri realizzati sono stati assistiti.

I Sacto Boys però vogliono competere per la statuetta di peggior attore protagonista e si uniscono allo scempio sbagliando praticamente tutte le conclusioni – 2/10 al momento – e pareggiando le sette perse lacustri. Così i primi canestri di JC & Lou riportano sotto i gialloviola, che mettono il muso avanti grazie ai soliti tre liberi di Williams ed al canestro di Tarik Black, 36-33.

Rientra DMC che subito costringe al terzo fallo Boom Boom – rientra il ru$$o – pareggia dalla lunetta e serve Darren Collison. Più che The Boogie Man però a far paura è l’esecuzione dei Lakers, che produce perse a ripetizione – 10 di cui 4 per Russell – o forzature con Randle – 1/5 dopo la miracolosa tripla iniziale – a menare le danze.

Sacramento al momento è la copia sbiadita dell’originale che ha battuto Warriors e Celtics ed un canestro di Randle e la prima tripla del match di Young consento il rientro agli uomini di Walton, che non diventa pareggio a causa dello 0/2 – con airball annesso – dalla lunetta di Ingram, 41-43 all’intervallo.

Partita brutta, percentuali pessime – 37.2% e 5 triple per i padroni di casa, 45.9% con 2/11 dall’arco per gli ospiti -, perse a go-go – 10 a testa – e la sensazione che la prima che inizi a fare sul serio possa portare a casa il match.

Brandon Ingram #14, Sacramento Kings at Los Angeles Lakers
Brandon Ingram #14, Sacramento Kings at Los Angeles Lakers (Photo by Andrew D. Bernstein/NBAE via Getty Images)

Ottimo – eufemismo – avvio di tempo per i Lakers, incapaci di rimettere dal fondo (…) costringendo coach Luke Walton a chiamare timeout. I Kings invece hanno allacciato le scarpette negli spogliatoi e realizzano le prime cinque conclusioni – due triple incluse – andando a bersaglio con tutti e cinque gli starter, Kosta Koufos compreso che schiaccia il 59-50.

Ingram prova ad attaccare il ferro in maniera decisa ma viene respinto con perdite ed il tabellino lacustre si muove solo grazie ad un paio di seconde opportunità ed a due triple di Russell e Young. Per il gioco di squadra, la circolazione e la fiducia nei compagni invocata da Walton nel pre-gara di Milwaukee non è serata, emblematica la quinta persa di DLo che immagina una linea di passaggio verso Randle ignota ai più. Sacto non tira come ad inizio frazione, perde più possessi dei padroni di casa ma continua a condurre senza troppi patemi, 57-66 dopo il jumper di Arron Afflalo.

Dopo il timeout si rivede Zubac tornato davanti a Mo$gov nelle rotazioni e sopratutto Lou Williams, che segna dall’arco allo scadere dei 24″, conclude la transizione generata dal solito Nance Jr. e ringrazia assistendo Larry per il l’ultimo canestro del quarto, 64-70.

Nick Young #0, Sacramento Kings at Los Angeles Lakers
Nick Young #0, Sacramento Kings at Los Angeles Lakers (Photo by Stephen Carr / Daily News / SCNG )

L’ultimo periodo inizia con il terzo canestro di DMC contro l’impotente Ivica Zubac, che viene poi stoppato da Willie Cauley-Stein in uno dei rari possessi a lui destinati; Willie si fa sentire anche in attacco e dopo una facile schiacciata segna il libero del massimo vantaggio, 79-66. Senza DMC però i Kings sono tutt’altra squadra e la second unit gialloviola produce il 6-0 che costringe coach David Joerger al timeout a poco più di otto dalla fine.

L’interruzione però non ferma Lou che attiva la modalità EpicLou servendo…

…prima Luol Deng – si, l’altro milionario è sceso in campo – e segnando poi la tripla ed il jumper del pareggio a quota 79. Inevitabile il rientro di Cousins che batte subito Nance Jr..

Luke ferma subito il 4-0 degli ospiti con il timeout ma nessun Laker senza la jersey #23 riesce a trovare la via del canestro, DMC – marcato ora da Black – invece non ha problemi a servire Darren Collison oltre l’arco, 81-87.

Dopo la tripla di Boogie, il tredicesimo punto del quarto di Lou ed un…

…raro acuto di Jordan Clarkson tengono ancora in vita i Lakers, 87-91 a 127″ dalla fine. Durante il timeout Kings il match diventa un three point game poiché una sciocca interferenza di DMC trasforma un airball di Black in una tripla.

Lou è on fire e pareggia dall’arco, Cousins dopo un airball dalla lunga distanza si muove verso il post, costringendo al fallo Tarik – sesto per Boom Boom – prima e Nance Jr. poi.  3/4 dalla lunetta ma rimbalzo fatale concesso a Matt Barnes che genera il jumper di DMC.

Lou Williams non molla…

…e segna ancora dall’arco, i Lakers faticano ancora a rimbalzo concedendo troppe chance a Sacramento che alla fine producono il libero di DeMarcus Cousins che chiude il match, poiché i gialloviola, non sfruttano l’errore dalla lunetta controllando a fatica il rimbalzo e trovando poco più di una preghiera dall’arco di Lou, finale 96-97.

Ancora una volta gli angeleni non riescono a contenere la Star avversaria, nella fattispecie DeMarcus Boogie Man Cousins, che mette a referto 40 punti, con 12 rimbalzi, 8 assist e 6 perse ed un buon 13/24 dal campo oltre ad un indicativo +19 di +/-; poco o nulla intorno a lui, considerato che Collison, McLemore e Afflalo pur giocando ben 111 minuti hanno messo a referto solo 36 punti.

Ai Sacramento Kings è bastato tirare dignitosamente – 49.3% dal campo – e mettere qualche tripla al momento giusto per aggiudicarsi il match che mantenere accesa la fiammella Play Off: Denver ha 1W e 2L di vantaggio.

DeMarcus Cousins #15, Sacramento Kings at Los Angeles Lakers
DeMarcus Cousins #15, Sacramento Kings at Los Angeles Lakers (AP Photo/Jae C. Hong)

Il 45% dal campo e le 12 triple non sono bastate ai Los Angeles Lakers, incapaci – oltre che di contenere DMC – di proporre un gioco fluido e che piuttosto il game plan del match non sia stato recepito dai giocatori, visto quanto (mal) eseguito.

A nulla è valso ruotare per più di 10 minuti 11 elementi, dato che nessuno oltre Lou Williams (29 punti di cui 19 nel quarto finale, 5 assist e +10 di +/-) è riuscito a produrre. Black e Nance Jr. hanno lottato sotto le plance ma il gap con DMC è evidente, Ingram e Young un po’ meglio del confusionario Clarkson, male Randle, Deng e  (molto) Russell, auture di un brusco passo indietro rispetto a quanto mostrato lontano dallo Staples Center.

Box Score ESPN

Tuttavia, quelle che non hanno convinto sono state alcune delle scelte di Luke Walton: perché scongelare Mozgov – anziché proporlo dall’inizio – e dare pochi minuti sia al ru$$o che a Zubac? Inoltre il panchinamento di Russell, a cui è stato preferito JC, è stato eccessivo pur considerando la prestazione non brillante di D’Angelo.

L’eccesso di smallball poi è stato fatale nel finale, dato che i Lakers non sono riusciti a controllare bene dei rimbalzi decisivi, come quello concesso a Barnes o quello sull’errore dalla lunetta. Così come l’ennesimo ultimo tiro costruito ma ed in maniera frettolosa.

Louis Williams #23, Sacramento Kings at Los Angeles Lakers
Louis Williams #23, Sacramento Kings at Los Angeles Lakers (Photo by Andrew D. Bernstein/NBAE via Getty Images)

Il figlio di Bill come Ingram e Zubac è praticamente un rookie e necessità di esperienza sul campo come il resto dello young core. Sbagliando s’impara ed il tempo non dovrebbe mancare, considerate le più recenti esternazioni di Magic Johnson.

PS: per i media statunitensi una cosa da salvare c’é: il trade value di Epic Lou cresciuto dopo questa performance. Anzi due, Pheonix adesso ha una sola L in più.

Giovanni Rossi
aka odino

Full Game HL

Game #57 Preview & Live: Sacramento Kings (23-32) @ Los Angeles Lakers (19-37)

I Sacramento Kings o Queens che dir si voglia, si presentano allo Staples Center questa notte alle ore 4.30 italiane, con l’obiettivo di tenere accesa la fiammella della speranza di raggiungere uno degli otto posti disponibili nella Western Conference – in realtà sette sono già prenotati da tempo – per accedere alla post-season. Per riuscirci, dovranno superare i Los Angeles Lakers, reduci da un tour di cinque trasferte ad Est tutto sommato meno disastroso di quanto potesse prefigurarsi alla vigilia, fermi da quattro giorni e presumibilmente pronti a dare battaglia. I Kings, al contrario, sono scesi sul parquet Domenica notte, superando i New Orleans Hornets del solito Anthony Davis grazie ai 48 punti in combo della coppia di fatto simbolo di questa stagione, Darren Collison e Demarcus Cousins.

Brian Shaw and DeMarcus Cousins, Los Angeles Lakers at Sacramento Kings
Brian Shaw and DeMarcus Cousins, Los Angeles Lakers at Sacramento Kings (AP Photo/Rich Pedroncelli)

Il Danny De Vito e Arnold Schwarzenegger dei Kings, coloro che hanno riacceso un minimo di interesse intorno al basket nella Capitale californiana, rimangono i punti di riferimento offensivi della squadra allenata da Coach David Joerger.  Dopo la dipartita di Rudy Gay, out for season a causa della rottura del tendine d’Achille – idolo incontrastato di Roby, ricordiamolo, dopo Kobe…. un caso? -, sono rimasti infatti solamente Boogie-Man e l’ex compagno di backcourt di Russell Westbrook a Ucla, a superare la doppia cifra per punti segnati (27.8 Dmc, 13.7 Collison), nell’ambito di una squadra fin troppo democratica nella distribuzione di tiri e responsabilità del supporting cast.

L’infortunio di Gay – a dire il vero, giunto già nell’autunno della sua pur rispettabile carriera -, anziché abbattere i Kings, ha dato loro la spinta a tornare a combattere per un obiettivo diverso dal tanking che da tanti anni contraddistingue le stagioni della franchigia californiana (non l’unica nello Stato, ogni riferimento non è puramente casuale). Da quel 18 Gennaio in cui Gay si infortunò, durante il terzo quarto del match poi perduto con gli Indiana Pacers di Paul George, è cambiato qualcosa in casa Sacramento e come spesso accade, un grave forfait ha ricompattato il gruppo alla rincorsa di un obiettivo comune, complicato ma non impossibile.

Maggiormente responsabilizzati, si sono distinti a turno i vari Cauley Stein, McLemore – Ben viaggia a 17 punti di media nelle ultime tre partite, tutte vinte -, Barnes, Temple, Tolliver, un ritrovato Afflalo, il redivivo Ty Lawson e perfino il raramente utilizzato rookie Malachi Richardson, grande protagonista (12 punti in 14 minuti con 5 su 6 dal campo) della vittoria in overtime a casa dei Campioni del mondo dei Cleveland Cavs, con James e Irving regolarmente ai loro posti di combattimento ma sconfitti 112 a 116.

Dal Ko di Gay in avanti, molto è cambiato: una squadra che in quel momento proveniva da 8 sconfitte negli ultimi 10 match disputati, ha infilato una serie di 8 vittorie nelle successive 15 partite (8 delle ultime 13, dopo due gare di comprensibile assestamento), tra le quali anche il successo, sempre ai tempi supplementari, contro i Golden State Warriors dell’espulso Kerr – per il coach memorabile merolata, vissuta live da un come sempre mattiniero Caniggia – ed il recente successo sugli Atlanta Hawks, rimontando quasi venti punti nel secondo tempo ad Howard & c.

Visto che, contrariamente a quanto si usava trollare alle scuole elementari o medie, chi legge non è scemo, una domanda se la starà facendo: come diavolo potrebbero i Lakers attuali battere una formazione che ha collezionato 4 successi nelle ultime 5 uscite – con una strenght of schedule di tutto rispetto – e superato con merito, non più tardi di qualche settimana fa, le due finaliste NBA 2016?

A gettare benzina sul fuoco contribuisce il dato sui precedenti recenti, che a Los Angeles vedono i Kings uscire sempre vincenti negli ultimi tre confronti, sempre con Byron Scott in panchina. L’unico successo gialloviola agli ordini dell’Original Masterpiece è datato 9 Dicembre 2014: un 98-95, udite udite, con Carlos Boozer protagonista (“bei” ricordi) e un Kobe Bryant da 32 punti (9 dei quali negli ultimi 3 decisivi minuti), Mvp e mattatore del match. Da allora solo sconfitte per i lacustri, se si eccettua la bella vittoria colta alla ex Arco Arena – ora Golden 1 Center – di Sacramento, un 101-91 in quel trionfale quanto illusorio mese di Novembre, con Luke Walton  che di fatto esordiva alla guida della squadra. Del clamoroso comeback operato quella sera dai Lakers e firmato Lou Williams

Louis Williams #23, Los Angeles Lakers at Sacramento Kings
Louis Williams #23, Los Angeles Lakers at Sacramento Kings (AP Photo/Rich Pedroncelli)

potete leggere qui, mentre a questo link trovate il recap della batosta incassata il 12 Dicembre, sempre nella casa delle odiate Queens, con le quali la rivalità – soprattutto da parte loro – non si è mai sopita, nonostante i periodi di magra che entrambe le franchigie stanno attraversando (una, uscendo da una decade di anelli e successi, l’altra ancora alla ricerca, vana, del primo titolo della propria storia) nelle ultime stagioni.

Come avete notato, insomma, c’è tanta carne al fuoco ed esistono diversi motivi di interesse per una partita apparentemente poco significativa, ma dai molti risvolti tecnici e “cabalistici”.

I Kings si presenteranno privi del già citato Gay, di Temple – tornerà dopo l’Asg e la deadline di mercato, come un Pau Gasol qualunque – e coi dubbi Lawson e Casspi, che verranno sciolti solamente nel pre-partita.

Al contrario, i Lakers fanno forza su un’infermeria deserta e dovrebbero proseguire con gli esperimenti cominciati nelle ultime partite on the road. A partire dal D’Angelo Russell ecumenico, proseguendo con un Mozgov nelle vesti della cheerleader  meno graziosa e più pagata del globo – ergo, altro dnp in arrivo, a meno di ripensamenti dovuti alla presenza del mastodontico Cousins, anche se lo stile di gioco di Dmc lo sconsiglierebbe -, concludendo con lo sviluppo dello young core (e no, nonostante l’ultima brillante prova di Milwaukee, Nick non c’entra), da Nance Jr. a Ingram, da Zubac a Black, da Clarkson a Randle (sic).

Dopo tutte queste parole, questi aneddoti e riflessioni, non voglio credere che nonostante la dimenticabile situazione di classifica, non vi alzerete apposta per vedervi live questo Lakers vs Kings dal sapore vintage, come poche altre sfide ad Ovest sanno regalarci.

Noi per cogliere il ventesimo successo stagionale, loro per restare in scia ai Nuggets ottavi, ora distanti solamente due partite – e ancora noi, per affossare la loro rimonta – pochi dubbi, sarà partita vera.

Qui, su back9hours, sui social, dove meglio credete.

Jaywill_22 / Marco Brignoli

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80 thoughts on “Game Recap #57 Sacramento Kings @ Los Angeles Lakers 97-96

  1. L’avevo detto che vincevamo. Abbiamo vinto la sfida a chi giocava più male.
    Ormai è un dejavu in mod loop giocare male dopo una partita giocata discretamente.
    Le solite magagne difensive unite alla mancanza di esecuzione di gioco. Manca un play vero e forse anche un centro vero intanto che Zubac cresce.

      1. Mammut, hai ragione è un decentemente mooolto relativo. In questa diciamo che abbiamo giocato peggio del solito, forse è meglio.
        Il fatto è che ci sta che perdi ma ora credo che la cosa più importante sia come giochi o tenti di giocare. Se fosse entrato il buzzer beater di Williams non sarebbe cambiato il valore della prestazione della squadra. Williams, buon scorer, non è LBJ (paragone improprio, lo so)che, come ieri sera, ti fa solo 25(!) punti e ti smazza 14 ast facendo elevare il rendimento di tutta la squadra compreso Williams (buon role player) che sembra giochi da sempre coi Cav’s.
        Tank volontario, involontario che sia meglio far giocare i giovani.

        1. Oh, diciamolo, Paolo: Derrick Williams è tutt’altro che male, soprattutto considerando che è arrivato a Cleveland in cambio di niente, come al solito.

          Sulla nostra partita, niente da dire: un Cousins enorme ha fatto la differenza, non puoi tenere uno che palleggia come una point forward (playmaker sarebbe esagerato), la passa più che bene, tira da tre come fosse niente, va in fade away alla Bryant e quando si avvicina a canestro ha la potenza di Shaq.
          Se solo avesse un cervello e un minimo interesse per la fase difensiva, potremmo chiuderla qui. BoogieMan mostruoso, un ancora una volta grandioso Lou Williams non basta per portarla a casa (e meno male).
          Unico in mezzo al nulla o quasi dei compagni, quando il gioco si fa duro o segna lui o segna lui. O sbaglia.
          Gli altri, non pervenuti.
          Male Walton nel finale, troppa small ball – Ottimo Odino, recap che condivido in pieno – e troppi minuti in panca per gli stessi Randle e Dlo.
          Poco Zubac e poco Ingram quando andava cavalcato, troppo clarkson per i miei gusti. Insomma, ne ha azzeccate poche a sto giro, ma magari lo fa apposta per tenere la scelta e allora standing ovation per LUke.

          Da non sbagliare stanotte, gara pivotal.

  2. Roby sei il solito somaro… Lou l’ha sbagliato apposta perché ha cuore grande come una casa prima ha dimostrato il suo valore poi ci ha lasciato la L

  3. Pagato caro l’andare troppo piccolo, confusione a rimbalzo nei possessi finali e – come al solito – ultimo tiro costruito malissimo. Peccato, W gettata alle ortiche.

    1. Onestamente se la vincevamo era un furto… abbiamo fatto pena e solo grazie a lou siamo rimasti a galla.. Partita che non ha insegnato niente e nessuno, guardare uno che fa da solo non serve a nulla anche se la vince.. ma Lou ha sto limite fantastico per riprendere le partite ma mai decisivo nel finale

      1. Noi Lou e basta, loro DMC e basta. Mai decisivo nel finale? Hai visto gli ultimi tre possessi difensivi e gli ultimi cinque secondi del match?

      1. Perfetto Odino, su tutto.
        Bravo Roby su Dmc, mi sono re-innamorato di lui per la centesima volta negli ultimi 7-8 anni. Con tutti i difetti che vogliamo, è l’Ibrahimovic del basket NBA. Attrae tutto su di sè, fa pochissimo in fase difensiva, ma ha veramente tante, troppe armi per non farci un pensierino. E l’età è ancora verde, anche se sembra sia qui da una vita..

  4. Ma secondo voi Walton sta andando bene o no? Io vedo che il gioco a tratti in certe partite sta migliorando, però vedo poca crescita dei giovani a livello di testa. Può essere che Walton essendo giovane, non riesce a farli crescere come si deve?

  5. E’ dura, perché complice il crollo di Portland sono in corsa per l’ottavo posto. Poi come lo fermiamo DMC? Comunque facile, W stanotte.

  6. Pronostico difficile, ho visto Sacramento quest’anno 3-4 volte e ho avuto l’impressione che la squadra giri megli con Lawson in cabina di regia che non con Collison. Senza Lawson la vedo più abbordabile, se c’è e ha voglia di giocare la vedo dura. Collison segna ma non sa passare la palla, per cui con lui in campo è quasi anarchia. Con Atlanta, pur giocando solo gli ultimi 10 minuti con il solito Cousins strabordante (sino lì li ha tenuti a galla Mac Lemore con le bombe, il che è tutto dire), l’hanno spuntata per l’incredibile harakiri di Atlanta che ha gettato alle ortiche il solido vantaggio dei primi 3/4 e l’ultimo praticamente non l’ha giocato. Per me non sono una gran squadra tolto Cousins, inferiori a Denver e Portland e penso proprio che ai playoff non ci arriveranno. DIpenderà molto anche dalla voglia di vincere dei Lakers, le ultime partite non le ho più viste.

    1. Non ti sei perso niente di clamoroso. Se entra il tiro ce la giochiamo con tante, se non entra ne prendiamo 20.
      Per le ragioni esposte da Odino, ritengo che stanotte Sacramento possa vincere. Loro sono veramente vicini all’8° posto, sarei sorpreso che perdessero contro una squadra allo sbando come la nostra.

      Viceversa, godrei se dovessimo spingerli lontano dalla zona playoff, loro non si sono mai fatti pregare a romperci i coglioni. Ribadisco, squadra molto più pericolosa con le seconde linee che non con i titolari (e lo stesso Cousins è una superstar, con tanti o forsi troppi bug…avrei bisogno di un articolo intero per elencarne pregi e difetti, vantaggi della sua presenza e controindicazioni….in un post mi è impossibile).

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