Game Recap #58 Los Angeles Lakers @ Phoenix Suns 101-137

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Match paradossale alla Talking Stick Resort Arena di Phoenix tra i padroni di casa ed i giovani lacustri. Le due squadre, ormai lontane da qualsiasi aspirazione di post season, hanno un record simile, coi Lakers davanti ai Suns di una partita e mezza. Entrambe sono in lotta per l’ambitissimo ultimo posto nella Western Conference che darebbe diritto allo spot numero 2 della lottery, alle spalle degli impareggiabili Brooklyn Nets. Los Angeles conferma il quintetto delle ultime partite, mentre Phoenix scende in campo con Bledsoe, il secondo anno Booker, Warren, Chriss ed il veterano di mille battaglie Tyson Chandler.

L’inizio di partita è rassicurante per i tifosi gialloviola, i giovani leoni vogliono subito mettere le cose in chiaro. Dopo tre minuti i Lakers sono ancora a quota zero, tra palle perse banali di Russell ed Ingram ed errori al tiro di Young. I Suns paiono intimoriti dalla partenza lacustre, Booker tira con metri di spazio bevendosi una bibita nell’angolo e non può esimersi dal firmare la tripla che vale il 7-0 con annesso timeout di Walton. Entra subito Zubac per Black ma le intenzioni gialloviola non cambiano. Ingram da rimessa laterale serve direttamente Bledsoe che vola a canestro. Se anche il giovane rookie è sulla stessa lunghezza d’onda dei vari Russell, Randle e Clarkson capirete che c’è da stare tranquilli.

Due attacchi su tre dei soli terminano infatti con un comodo lob per il lungo o addirittura il Booker di turno, che firma due alley hoop consecutivi. I Lakers imbarcano acqua, imbarazzanti tutti i componenti del quintetto iniziale. Walton chiama un secondo time out sul 21-6 mentre Phoenix si diverte con schiacciate a ripetizione frutto della non difesa lacustre.

Tarik Black #28, Los Angeles Lakers at Phoenix Suns
Tarik Black #28, Los Angeles Lakers at Phoenix Suns (Photo by Barry Gossage/NBAE via Getty Images)

I padroni di casa toccano il + 19 sul 25-6 prima che entrino le riserve. Clarkson si presenta con un airball su una tripla non contestata, Zubac é meno efficace del solito, mentre Chriss continua il festival delle schiacciate. Su Deng invece vanno spese due parole per consigliargli vivamente un buon ritiro alle Canarie godendosi i suoi 72 milioni di dollari generosamente elargiti da quel buon uomo di Mitch. Un sottomano di Lou, in odore di trade ma sempre e comunque il miglior Laker in campo, fissa il punteggio sul 32-15 dopo dodici minuti a dir poco convincenti della squadra di Walton, decisissima ad accorciare le distanze dai Suns e a tornare in possesso della numero due.

Nei Suns fanno capolino i vari Barbosa, Tucker, Len e Dudley che danno un buon contributo alla causa. Il secondo quarto inizia con un Lou Williams caldissimo che prima firma l’and one appoggiando al tabellone e subito dopo trova una tripla con un meraviglioso break ankle crossover ai danni di Watson per il 39-26. Ma dura un attimo, i Lakers riprendono il piano partita originale, Clarkson sale di colpi con un’azione emblematica e magistrale. Commette infrazione di passi, si ferma volontariamente a parlare con l’arbitro non rientrando in difesa e lasciando libero Booker per la comoda tripla.

Jordan Clarkson #6, Los Angeles Lakers at Phoenix Suns
Jordan Clarkson #6, Los Angeles Lakers at Phoenix Suns (AP Photo/Matt York)

Davanti a tanta abnegazione anche i Suns paiono storditi e toccano il +22,  ma hanno un sussulto con l’uscita dal campo per infortunio del sempre simpatico Tucker. Young infila una tripla ignorante, Black ci mette la solita insopportabile energia ed i Lakers tornano a -11, 50-39.

A riportare la normalità ci pensa Walton, inserendo nuovamente il quintetto titolare con un Russell in grandissimo spolvero, autore di  scalpellamenti multipli al ferro avversario. Booker sigla due triple, Chriss continua a ricevere lob al ferro da Bledsoe ed il nuovo +20 é servito sul 59-39. In questa fiera delle nefandezze purtroppo va sottolineata la presenza di un Ingram impacciato nei tiri, distratto in difesa e chiaramente in crisi di fiducia. In estate dovrà lavorare tantissimo per costruirsi un tiro efficace e per aumentare la massa muscolare.

La ciliegina sulla torta la mette Bledsoe che sulla sirena infila da metà campo la tripla di tabella che vale il 68-48. 19 assist su 24 canestri dal campo per i Suns testimoniano la facilità con la quale i padroni di casa hanno dominato la prima frazione. Atteggiamento perfetto dei lacustri se si vuole tankare, ma va rimarcata anche la mediocrità (perché di questo si tratta attualmente) delle presunte stelle del futuro gialloviola. Russell ha ripreso l’andazzo di inizio stagione con scelte di tiro cervellotiche, Randle continua a non leggere la difesa avversaria, Ingram ha dei limiti, fisici e al tiro, abbastanza imbarazzanti per una numero due. Risulta davvero difficile immaginare uno di loro come futuro uomo franchigia, l’unico sul quale resta qualche speranza é Ingram, ma il contesto attuale rischia di comprometterne il rendimento.

All’intervallo sono già 21 i punti di Booker con 4/5 da tre, nessun uomo in doppia cifra per i Lakers, con Lou miglior scorer a quota nove.

Julius Randle #30, Los Angeles Lakers at Phoenix Suns
Julius Randle #30, Los Angeles Lakers at Phoenix Suns (AP Photo/Matt York)

La ripresa inizia con Zubac in quintetto per Black, leggermente acciaccato. Bledsoe sale in cattedra smazzando assist a ripetizione e concludendo personalmente in penetrazione quando ne ha voglia, vista la poca resistenza di Russell. Chandler con l’inchiodata firma il massimo vantaggio Suns, 85-57 a metà terzo quarto, Walton sorride neanche tanto velatamente, chiama timeout, ormai l’obiettivo é raggiunto. I titolari non hanno mollato la presa collezionando figuracce in serie, quindi rientra la panca sul -28. Mozgov é nuovamente escluso dalle rotazioni, il beneficiato è un trasandato Huertas, in campo con una lunga barba che sa tanto di saudade.

Los Angeles Lakers at Phoenix Suns
Los Angeles Lakers at Phoenix Suns (AP Photo/Matt York)

Lou si presenta con sette punti in fila ma é troppo tardi per far saltare in aria il carrarmato del tanking. Il terzo quarto termina sul 102-76 con Bledsoe a quota 20 punti, 12 assist e 8 rimbalzi, vicino alla tripla doppia. Gli ultimi dodici minuti sono utili come un editoriale di Claudio Cerasa, la partita scivola via senza sussulti con difese da All Star game. Russell e Clarkson aggiustano le cifre coi soliti canestri a babbo morto, Bledsoe cerca e trova i due rimbalzi necessari a raggiungere la tripla doppia, la terza della sua carriera, l’ultima l’aveva realizzata nel 2014 contro i Mavs. Il punteggio finale é un imbarazzante 137-101.

Mvp di serata Bledsoe per la tripla doppia, ma la partita l’ha spaccata Booker nel primo tempo con quattro triple. Per Los Angeles i migliori realizzatori sono Lou Williams e Russell con 21 punti.

Box Score ESPN

Coach Luke Walton, Los Angeles Lakers at Phoenix Suns
Coach Luke Walton, Los Angeles Lakers at Phoenix Suns (AP Photo/Matt York)

Sconfitta che avvicina i Lakers all’ultimo posto della Western e rilancia le ambizioni per la pick. Per Phoenix una vittoria che fa male, ma dopo la pausa ripartiranno con un tour ad Est in cui potranno nuovamente tornare a volare. La lotta è appena iniziata ma questi Lakers fanno ben sperare.

Tornando al mondo reale, per Magic si preannuncia un lavoro durissimo, attirare stelle e sviluppare un materiale tecnico che non pare di primissimo ordine appaiono missioni quasi impossibili allo stato attuale delle cose.

Prossimo appuntamento in Oklahoma venerdi notte.

Angelo Chieppa

 

 

Full Team HL

Game Preview

L’ennesimo back to back attende i Lakers di Luke Walton, prima di staccare la spina per sei giorni e fermarsi come di consueto per la pausa dell’All Star Game, che quest’anno si terrà allo Smoothie King Center di New Orleans, Louisiana.

Millecinquecento miglia più ad Ovest, i purple and gold scenderanno in campo stanotte a Phoenix, per uno di quei match che vale una stagione, per usare una delle immagini più inflazionate dai mezzi di informazione e dai tifosi che si occupano di calcio.

Alla Talking Stick Resort Arena infatti, si daranno battaglia Suns e Lakers e la posta in palio non sarà una banale vittoria di regular season, bensì il riuscire a perdere senza fare brutte figure e senza dare adito ai sospetti di tanking che già aleggiano sulle due franchigie fanalini di coda della classifica della Western Conference.

I Lakers sono già riusciti in questa non facile impresa la notte passata, arrivando ad un tiro di Lou Williams dalla vittoria sui Sacramento Kings di un grandissimo Cousins, dopo aver rimontato ben 13 punti nel quarto periodo. E se c’è qualcuno che potrebbe frapporsi ai progetti di tanking gialloviola è proprio Epic Lou, uno che nel bene e nel male gioca sempre per segnare e vincere (e non sempre è un bene di questi tempi) e stanotte non farà un’eccezione.

Game #25 Phoenix Suns @ Los Angeles Lakers 119-115: Louis Williams #23
Game #25 Phoenix Suns @ Los Angeles Lakers 119-115: Louis Williams #23 (Lakers.com/NBAE via Getty Images)

Lui e Nick Young – vedi primo tempo stellare a Milwaukee – sono i “pericoli” maggiori, mentre sui vari Russell, Clarkson, Randle, Deng e Mozgov si può contare quasi ad occhi chiusi, considerando la scarsa continuità delle loro prestazioni e la resa non sempre all’altezza. Meno su Ingram, che nonostante la stagione abbia preso una piega a dir poco sconsolante, continua a giocare ogni partita allo stesso modo, cercando di fare del suo meglio per eseguire, attaccare, difendere e lottare, come Black, Zubac o Nance, tanto per fare i nomi degli altri ragazzi che imboccano il tunnel degli spogliatoi a fine di ogni gara, sapendo di aver dato tutto il possibile.

A scanso di equivoci, dunque, coach Walton dovrebbe puntare fin dall’inizio sul quintettank base, con Russell, Clarkson, Deng, Randle e Mozgov a mettere fieno in cascina per una L che mai come stasera sarebbe auspicabile. I Suns distano infatti una partita e mezza e battendoci, si ritroverebbero a nemmeno una gara di differenza, con il vantaggio negli scontri diretti, dopo aver ottenuto un bilancio di una vittoria – Qui il recap della gara del 9 dicembre  – ed una sconfitta – qui il Recap del match vinto ad inizio stagione – nelle due visite effettuate a fine 2016 allo Staples Center.

Phoenix dovrà fare a meno soltanto del rookie ed oggetto misterioso Dragan Bender, fermo ai box per almeno ancora tre settimane, a causa della caviglia destra recentemente operata. Non che questo abbia gettato nello sconforto coach Watson, visto che al momento l’apporto del 19enne croato chiamato con la quarta scelta assoluta dell’ultimo draft, è stato a dir poco insignificante. Non è ancora il momento di parlare di nuovo Milicic – anche se il sospetto, prima e dopo il draft, qualcuno l’aveva avuto -, ma la strada  del successo è a dir poco tortuosa, per il giovane Dragan.

In ogni caso, a Phoenix stanno vivendo l’ennesima stagione di transizione – che poi transizione non è, questa situazione perdente perdura ormai dall’addio di Nash in avanti, sostanzialmente….restarsene in Arizona, sembrava brutto? -, in attesa di ritrovare una squadra che dia lustro alla franchigia come fecero i Suns di Nash e D’antoni e qualche anno prima, quelli di Majerle, Kevin Johnson e Charles Barkley.

Gli ormai rassegnati tifosi dei Suns hanno potuto assistere a due sole vittorie nelle ultime nove partite casalinghe, ma anche il bilancio complessivo è poco edificante: sono dieci le sconfitte incassate dai Suns nelle ultime dodici partite disputate, e a differenza dei Lakers che almeno a Novembre avevano illuso, a Phoenix i sogni sono sempre rimasti nel cassetto. L’impatto del veterano Chandler rimane solido – 8,5 punti e 11.5 rimbalzi, col 67% dal campo in 28 minuti di impiego -, ma fatta eccezione per uno dei backcourt più pericolosi dell’intera NBA, c’è veramente poco su cui lavorare o sul quale costruire un futuro roseo. Bledsoe e Booker segnano 42 punti ad allacciata di scarpe (21 a testa), ma sono in pochi ad offrire un contributo dello stesso livello. Eccetto i discontinui Knight e Tj Warren, non ci sono giocatori in grado di mettere tanti punti a tabellone e difensivamente va anche peggio, visto che i Suns viaggiano nelle retrovie della Lega per percentuale concessa agli avversari.

Insomma, in questi Suns c’è veramente pochissimo da salvare, pochissimo talento sotto le plance ed una situazione nel breve-medio periodo che non invita ad essere troppo ottimisti, nè i maggiori free agent a fare il minimo pensierino a stabilirsi nel Deserto.

Un avversario molto ostico per la corsa alla Pick, dunque, che non ci regalerà nulla anche nel confronto di stanotte. Nulla se non una vittoria della quale, diciamocelo francamente, faremmo volentieri a meno.

Per gli erotomani del gioco, anche in una partita che palesemente vale poco o niente, segnalo la possibilità di storie tese sotto canestro – non quotata la rissa Chandler-Randle – ed una prevedibilmente difficile serata per Dlo, Clarkson e Lou, sulle piste di Bledsoe Booker, che già nei primi due precedenti stagionali, c’hanno fatto malissimo.

Ultima nota a margine: i Lakers non centrano la vittoria a casa dei Suns dal lontano gennaio 2011; dieci sconfitte di fila possono bastare, canterebbe Lucio Battisti, ma per questa volta farei un’eccezione e andrei con l’undicesima, in attesa di tornare da queste parti con qualche obiettivo degno della storia gialloviola.

Buona visione e buon live, naturalmente su Back 9 Hours, nonostante l’ora infausta (ore 3.00 italiane.

Per dormire, c’è tutto l’All star Weekend (salvo gara del tiro da 3 e Slam Dunk Contest).

Jaywill_22 / Marco Brignoli

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50 thoughts on “Game Recap #58 Los Angeles Lakers @ Phoenix Suns 101-137

  1. Ma uno shampoo e controshampoo Walton gliel’avrá fatto? Questi alla fine son professionisti che prendono milioni e la giovane età alla fine conta ma non può giustificare anche la totale mancanza di palle.

    Dimenticavo. Complimenti per il recap. Sono tutti uno spasso da leggere e fotografano bene lo spirito delle partite.

  2. Sono 48 anni che i Suns rosicano – eccetto “quel” biennio – contro di noi, siamo riusciti a farci infliggere il peggior scarto all time.

  3. Non ho visto la partita ma, letti i vostri commenti, credo che non guarderò neanche gli HL. Speriamo che abbiano toccato il fondo quello vero.

    1. Ahah, ma fammi il favore….ormai abbiamo liberato le gabbie, da dopo l’ASG tanking a tutto spiano, si salvi chi può.
      Ma quale umiliato, quale profondo? Hanno capito che questa squadra è inadeguata, ora si punta tutto sulla scelta.
      Va bene cosi, restare in una merdosa via di mezzo, a questo punto non avrebbe senso.
      Fidati, basta con questi discorsi, dei ragazzi di 20 anni cosa vuoi che facciano in mezzo a questo marasma generale? Non c’è una guida, un veterano che li prenda per mano o che difenda e loro sono acerbi e chiaramente non all’altezza oggi.
      McGrady, Kobe e tutti gli altri, ci hanno messo anni per essere determinanti. E Bryant aveva la fortuna di giocare con degli all star.
      Se vogliamo tutto e subito, inutile sceglierli al draft. E a questo punto perchè tankare, per poi rompere le balle ad un altro rookie l’anno prossimo?
      BENEDETTA sia questa vittoria, ora siamo alla pari con Suns. Questo conta. -1 o -35 chissene frega, ovvio che vorremmo perderle tutte come con Sacramento, ma non si può avere o pretendere tutto.

  4. Si devono vergognare tutti altro che tanking… sono stati umiliati e non hanno un minimo di orgoglio manco un fallotecnico un flagrant nulla.. non amano la maglia amano solose stessi.. manica di coglioni e gruppo inesistente

  5. Ottima sconfitta!Forse la sconfitta più importante, però la figuraccia non ci sta. Menomale che non si gioca per un po’ e vediamo ste trade. Menomale che è l’ultimo anno con sto problema della scelta protetta.

  6. Abbiamo bisogno disperato di una stella che elevi il rendimento della squadra e che tolga pressione ai giovani, se aspettiamo i giovani così senza niente affonderemo anno dopo anno.. Russell e Ingram se giocassero con Lebron sarebbero molto più produttivi. Così invece fanno solo danni

    1. Si hai ragione in pieno, basterebbe una “mezza stella” come Butler (come è stato etichettato, non mi ricordo da chi, in questo forum) per cambiare parecchio. Andare avanti così non ha senso, i fantastici 4 non ti porteranno mai e dico mai da nessuna parte. Chi non ha la testa, chi non ha il fisico, chi non ha le palle, chi è mediocre (lascio a voi individuare i giusti accostamenti). Se si può prendere qualcuno veramente forte adesso bisogna farlo subito, non tanto per le sorti di questo campionato, ma per il prossimo, per non rischiare che nel frattempo si accasi. Una prima scelta quotata il prossimo anno, in mezzo a questo organico qui, non serve assolutamente a nulla, tolto rovinare il nuovo innesto come sta succedendo adesso. Giocare e perdere sempre può solo creare perdenti, un processo di ricostruzione così può solo portare al fallimento totale. Perché questi qua non cercano di perdere (come tutti si illudono), la triste verità è che non riescono a mettere assieme nulla e prendono legnate umilianti a destra e manca perchè proprio non ce la fanno. O si tira col 75% da 3 (e questo succede ogni 3-4 partite perché non è umanamente possibile fare meglio) o si perde, perché nessuno sa difendere e il modello Golden State qui non è applicabile per una leggera differenza nel roster.

        1. Aveva risposto a me direttamente, perché avevo scritto che avrei dato a Chicago due-tre giovani per Butler immediatamente, forse nei commenti della partita con Denver. Avevo affermato che il rapporto tecnica/coglioni lo poneva tra i primi 10 nell’NBA.

      1. Si a questo punto abbiamo capito che senza una guida questi sono persi, con tutto il talento possibile.. Tutti sul mercato meno ingram per cercare di prendere un stella, tutti sul mercato anche da subito

  7. Niente, Russell se resta questo può andarsene,non è giocatore di livello.Il problema è che se uno vede Ingram non ci crede che è stato scelto alla due.Malissimo anche Brandon purtroppo

    1. La colpa su Russell è di tutti, hanno cercato di snaturarlo, di cambiargli il gioco, già era in difficoltà ora è perso non sa cosa fare.. tornasse a fare quello che ha sempre fatto dalla settimana prossima già sarebbe un upgrade, come immaginavo stiamo distruggendo un talento.Ingram invece non ha fiducia in se stesso, probabilmente non gli basta quella che gli da Walton si sente ancora inadeguato e lo fa vedere tutto

  8. Roby io sono felice se perdiamo, però davvero vedere i giovani così male non mi piace!Ma siamo sicuri su Walton?Io non me ne intendo molto di allenatori, ma boh.

    1. Non hanno le palle nicolas, sono giovani senza palle che si fanno travolgere dalla partita e che non hanno la forza di cambiarla, Walton può poco questi sono, possono crescere e migliorare ma serve secondo me una stella vera per togliergli le pressioni se no questi sono tutti pulcini bagnati se devono risolverla da soli , poi ci sono i cancri che devono sparire Randle e Clarkson mentre su Russell Ingram Zubac e Nance posso ancoar aspettare un’altro anno

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