#b9h Special: Dario Costa

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L’All Star Game, da qualche anno, è diventato una sorta di tortura per noi tifosi dei Lakers. Lo sarebbe già in generale, grazie alla generazione X capitanata da LeBron James, che ha trasformato col tempo la partita delle stelle in una sorta di sagra della schiacciata a campo libero, con le difese ad osservare i gesti atletici senza opporre alcuna opposizione. Un po’ come tirare i rigori a porta vuota per intenderci, appassionante ma non troppo.

Lo spirito col quale l’ASG era nato, cresciuto e divenuto un evento globale è stato tradito dai nuovi padroni della Lega, che piano piano hanno tolto interesse alla partita della Domenica e al Rising Stars Challenge, ammesso che quest’ultimo ne abbia mai avuto. I punteggi stratosferici cui ormai ci siamo tristemente abituati (95-90 all’half time, la prossima frontiera sarà un 205 a 210), poco o nulla hanno a che fare con il gioco della pallacanestro, e se proprio non ci è concesso di veder giocare seriamente la partita domenicale, quantomeno rimane intatto l’interesse  e lo spettacolo offerto dal Sabato, con il Three-point Shootout e lo Slam Dunk Contest, che riescono a farci dimenticare Skills Challenge ed altre amenità. Non molto avvicente vedere all’opera “star” dello spettacolo, ex giocatori ed ammirevoli protagoniste della WNBA – a loro agio come un pesce fuor d’acqua, le donne sono meno dotate fisicamente e tecnicamente ma molto più serie, prendessero esempio da loro, i colleghi uomini – a sfidarsi in discipline che appassionano il pubblico come un mattone di 3 ore del cinema indipendente koreano potrebbe attrarre l’attenzione di un abbonato ai cinepanettoni dei fratelli Vanzina,  Salemme e compagnia ragliante. Il giusto.

Noi tifosi dei Lakers siamo ancora più svantaggiati degli altri – o avvantaggiati, dipende dai punti di vista -, perché eccetto i convocati alla partita tra Rookie ed i “secondo anno” e qualche rara apparizione alle gare del Sabato – quest’anno Nick Swaggy P. Young al Three-point Shootout, nel recente passato Clarkson allo Skills Challenge -, le maglie purple and gold sono scomparse di scena.

La squadra fatica – eufemismo – da diverse stagioni, l’ultima grande All Star è stata Kobe Bryant – invitata comunque alla kermesse delle stelle, ma non più all’altezza della convocazione dal giorno in cui si ruppe il tendine d’Achille – e l’orizzonte è a dir poco nebuloso.

Cosi, incuranti del fatto che tutto il mondo sarà concentrato sull’ASG di New Orleans, noi di back9hours abbiamo deciso di regalarvi una puntata speciale del nostro podcast, caratterizzata dalla presenza di un gradito, graditissimo ospite: Dario Costa.

Da non confondersi con il grande Ario Costa di pesaresi trascorsi, Dario spicca davanti a tastiera e monitor, anziché sul parquet come Arione, e lo fa con stile ed originalità.

Che sia parlando di basket o di musica – come ci spiegherà lui, la Musica fa parte di una sua vita professionale passata che ritorna ancora oggi, all’interno dei suoi pezzi inerenti la palla a spicchi -, Costa lascia il segno e si distingue per la ricercatezza del linguaggio e la ricerca che contraddistingue ogni suo articolo. Nessun copia-incolla, come purtroppo spesso capita in questo “settore” o “ambiente”, solo farina del suo sacco.

Se volete conoscere meglio Dario Saric, dentro e fuori dal parquet, oppure rivivere la storia di eccessi e magie di “Agent Zero”, Gilbert Arenas, non avete che da leggere i reportage del nostro ospite, sulle pagine (internet) de L’Ultimo Uomo o su quelle più classiche di Rivista Ufficiale NBA.

E se siete tifosi dei Lakers come noi, affrettatevi ad aprire il file di questa interessantissima conversazione avuta con il nostro ospite, che con garbo e schiettezza ha trattato tutti i temi dell’universo gialloviola, con tanto di bilancio e prospettive – senza dare di stomaco, gliene va dato atto -, concludendo sul Basket NBA in generale ed un occhio alla Rivalry di questa decade, quella tra Cleveland Cavs e Golden State Warriors. Una mezz’ora abbondante che a noi è letteralmente volata e siamo certi che lo stesso sarà per voi.

Buon ascolto e buon divertimento, non fate caso a qualche intrusione da parte di un teppista verbale che già conoscete, se seguite il nostro podcast, il sito ed il forum. Respinto con perdite dal buon Dario, che ci auguriamo di ritrovare più avanti, magari coi Lakers in condizioni migliori di quelle attuali.

Buon ASG a chi si prenderà la briga di seguirlo, io non garantisco.

Marco Brignoli /Jaywill_22

 

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7 thoughts on “#b9h Special: Dario Costa

  1. Molto interessante. Abbastanza tranchant sui nostri ragazzi, ci sta anche perchè ci fa capire quale sia l’opinione della lega a riguardo. Noi da tifosi tendiamo a volte ad essere troppo ottimisti sui nostri ragazzi..

  2. Grandissimo Costa che ha zittito Roby su Russell.Non è tipo da off the ball,è un play come ce ne sono mille nella Lega.Hai perso Roby,come su Gasol,su Artest,su Kobe che avrebbe smentito tutti nel 2013 ecc ecc.

    1. Grazie Paolo, a nome di tutti. Ci siamo divertiti a farlo e personalmente a riascoltarlo. Naturalmente grande merito va allo special guest, che ho già ringraziato sui social.
      Roby, invece lo insulto volentieri anche qui: sei un Buddy, un cane sciolto! XD

      Dai, non rimarrà una cosa isolata… stay tuned!

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