#NBAAllStar Rising Stars Challenge | Team World 150 – Team USA 141

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La rivoluzione del Rookie Challenge, prodotto “minore” dell’NBA All Star Game, iniziata parzialmente nel 2012 con l’abbandono della contrapposizione tra i migliori Rookie di Eastern e Western Conference in favore, prima di uno scontro tra Rookie e Sophomore, poi tra  due team capitanati da ex-giocatori di alto lignaggio, è giunta a compimento nel 2015, anno in cui abbiamo potuto ammirare per la prima volta lo scontro tra i giovani di belle speranze targati U.S.A. e quelli provenienti dal resto del globo.

Questo cambiamento ha portato nuova linfa alla competizione, seppur già più “sentita” dagli interpreti rispetto a quelli che calcano il campo nei giorni dopo, aggiungendo un sapore di orgoglio territoriale e di sfida al gigante che chiunque non sia nato sotto le strisce, oltre che alle stelle, ha provato e prova nel confrontarsi contro una qualsiasi rappresentativa americana di basket.

Come negli anni scorsi, i roster pronti a scendere sul parquet includono nomi, ovviamente quasi tutti Sophomore, che già stanno facendo bella mostra in stagione regolare, ed altri che stanno lasciando immaginare sviluppi più che interessanti.

Team USA
Team USA (NBA.com)

Inoltre, essendo il palcoscenico dedicato ai nuovi prodotti del basket mondiale, le convocazioni ci ricordano anche come il gioco stia cambiando. Pur non avendo lo spessore nè, in quasi tutti i casi, i mezzi tecnici e fisici dei “fratelli maggiori”, i giocatori che scenderanno in campo presentano caratteristiche che stanno sempre più prendendo piede negli ultimi anni.

La differenza atletica e tecnica tra i vari ruoli si sta assottigliando costantemente. Esaminando i  vari Porzingis, Jokic, Sabonis, Saric, Towns, Turner, Okafor, Kaminsky e il purtroppo indisponibile Embiid, troviamo dei lunghi, si capaci di giocare in post e difendere il pitturato, ma  al contempo in grado di portare il contropiede, passare pregevolmente la palla e tirare virtualmente da ogni latitudine del campo. Se mettiamo sotto la lente di ingrandimento Booker, Russell, Simmons, Exum, Hield ed Abrines, scopriamo che i nuovi esterni non hanno problemi a penetrare aree una volta dominate dai lunghi e possono contendere rimbalzi ad ali e centri mentre continuano imperterriti a svolgere il loro lavoro di “piccoli” ad una velocità sempre più impressionante.

Team World
Team World (NBA.com)

Insomma, il futuro ci sta consegnando un nuovo tipo di giocatore, anzi ce l’ha già consegnato: Giannis Antetoukoumpo. Già da tempo sta dicendo la sua nella Lega, anticipando questa tendenza ora così pronunciata. The Greek Freak scenderà in campo all’ASG, pronto a fare a pezzi la vecchia istituzione della Superstar NBA e aprire il sipario del palcoscenico principale ai suoi “Monstars”.

Certo, aspettarsi una gara “vera”, era probabilmente un po’ esagerato.

Nei fatti, il Rising Stars Challenge 2017 è stata una classica partita da All Star Weekend: tanti punti, tante triple e schiacciate, tantissimo spettacolo ma anche poco agonismo e pochissima difesa. Sicuramente, però, la sfilata di giocatori e delle loro skill è stata impressionate, in particolare per quel che riguarda il Team World, ed ancora più in particolare per i suoi lunghi.

Kristaps Porzingis (24 punti, 10 rimbalzi, 69% dal campo) e Nikola Jokic (12 punti, 11 rimbalzi ed 8 assist) sono due giocatori totali, a cui la definizione di centro/ala, come si diceva, va strettissima: con infinite frecce nella loro faretra possono gestire ogni situazione di gioco in attacco e con i loro centimetri, che portano a spasso per il campo con incredibile semplicità, condizionano gli attacchi nella metà campo difensiva. Se tutto va come deve andare, avremo il piacere di ammirare questi due giocatori dominare la Lega per molto tempo.

Molto bene anche Dario Saric (17 punti, 5 rimbalzi e 4 assist) che dimostra, confermando il trend stagionale, di poter essere un elemento preziosissimo per i 76ers per bagaglio tecnico ed intelligenza cestistica; ancora meglio Jamal Murray (36 punti ed 11 assist) che vede la proverbiale vasca al posto del canestro e spara con il 64% abbondante da 3, chiudendo i conti con Team USA e portando a casa il trofeo di MVP.

In questa partita, per quel che conta, Team USA ha impressionato meno. Ottima prestazione, e non è certo una novità, di Karl-Anthony Towns (24 punti e 11 rimbalzi) altro lungo, come la coppia europea di cui sopra, che può fare qualsiasi cosa sul parquet, e come loro in procinto di prendersi definitivamente la NBA.

Bene Jonathon Simmons (19 punti e 4 rimbalzi) che provenendo da San Antonio, ogni tanto si scorda di dove stia giocando e ci concede attimi di agonismo e Devin Booker (17 punti e 6 assist) giocatore già molto maturo per l’età anche a causa del fatto di dover predicare nel deserto di Phoenix. Per il Team a stelle e strisce la vasca invece l’ha vista Frank Kaminsky (33 punti e 3 rimbalzi) che tira quasi con il 70% dalla lunga distanza.

Per concludere, possiamo stare sereni per il futuro.

Con questi ragazzi non rischieremo certo di annoiarci quando gli attuali All Star appenderanno le scarpe al chiodo. Inoltre, c’è da registrare che il divario con gli USA sta man mano diminuendo. Anche se in manifestazioni internazionali, quando vogliono davvero vincere, questi fanno ancora un altro sport rispetto alla maggior parte delle nazionali del resto del Mondo, i giovani non americani stanno crescendo benissimo. Già non sfigurano di certo, dimostrando anzi in molti casi più tecnica ed intelligenza cestistica, ed inoltre sembra si stiano adattando molto meglio che in passato ai cambiamenti che il gioco ed i suoi interpreti stanno subendo.

NDA: Il momento più emozionante di ieri notte, comunque, è stato il ritorno all’ All Star Weekend dell’elbow pass di Jason Williams.

Andrea Degli Esposti aka Metta Word Degli

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3 thoughts on “#NBAAllStar Rising Stars Challenge | Team World 150 – Team USA 141

  1. Ingram sta già dichiarando il suo futuro massimo impegno nel lavorare questa estate per crescere. Lui e Russell sarebbero rientrati a LA per lavorare subito dopo la partita. La testa ieri sera era altrove piuttosto che nel Challenge e dopo la stagione precedente da 36 partite Ingram quest’anno è già in surdosaggio in nr di presenze e minuti sul campo. Ha bisogno di lavorare serenamente.

  2. partita o dio partita .. esibizione inutile valida solo per far passare il venerdì notte con qualcosa di giocato che non sia scapoli ammogliati.. detto questo 3 nomi su tutti Jokic, Murray, Kaminsky. Per i nostri solo una coparsata e poco altro e questo intristisce se pensiamo che in campo erano le scelte più alte dopo Towns degli ultimi 2 anni.

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