Game Recap #59 Los Angeles Lakers @ Oklahoma City Thunder 93-110

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Alla Chesapeake Energy Arena prima gara post All-Star break, ed ultima sfida stagionale, per gli Oklahoma City Thunder ed i Los Angeles Lakers, entrambe reduci da una trade deadline discretamente movimentata.

Hollywood Nights
Hollywood Nights (Lakers.com)

Donovan recupera Kanter ma deve fare a meno di Victor Oladipo, rimpiazzato dallo spagnolo Abrines che completa lo starting five con Westbrook, Roberson, Sabonis ad Adams. Walton risponde confermando la green lineup delle ultime uscite, ovvero Russell, Young, Ingram, Randle e Black.

Avvio lento, le contendenti appaiano appesantite dalla lunga sosta ed i primi minuti sono giocati con intensità e concentrazione da Summer League, i lacustri sbagliano qualsiasi conclusione – 0/5 dall’arco, 1/4 per Ingram dalla lunetta – e la comoda transizione di Abrines, innescata dal quarto assist di Westbrook, obbliga Walton al timeout, 5-11.

Il secondo fallo di Black determina l’ingresso di Ivica Zubac – e non Mo$gov, come avvenuto contro Sacramento – ed il croato appare subito in palla…

…trovando due volte la via del canestro. RW continua a smazzare assist punendo la (non)difesa degli ospiti sul pick and roll, ma un lampo targato Nick Young ed Ingram dall’arco riporta il match in equlibrio, 15-18.

Gli uomini di Walton però continuano ad andare con poca convinzione a rimbalzo, a difendere male sui tagli – esemplari a tal proposito le dormite di Nick e Brandon su Abrines e Roberson – ed a faticare nella costruzione di buone conclusioni per cui l’ingresso della second unit – all’esordio senza Lou Williams – è obbligato. Coach Luke Walton conferma la volontà di dare spazio ai giovani dando spazio ad un quintetto quasi collegiale, ovvero DLo (96), Clarkson(92), Ingram (97), Nance Jr. (93) e Zubac (97).

Westbrook trova il primo canestro dalla lunetta – già 7 rimbalzi e 5 assist per lui – mentre esordiscono gli ultimi colpi di Sam Presti: Gibson e McDermott. Il rientrante Kanter monopolizza l’attacco dei padroni di casa, segnando e servendo Roberson sul perimetro: 19-27.

I gialloviola lottano, aggrediscono, ma fanno tanta confusione e non riescono a segnare neppure dopo aver catturato tre rimbalzi offensivi consecutivi. L’energia di Nance Jr. a rimbalzo e sulle linee – 2 punti, 6 rimbalzi, 1 recupero ed 1 stoppata in pochi minuti – tiene i suoi a contatto, 23-29 a fine primo quarto.

Frazione giocata interamente da Ingram e caratterizzata dalle differenti percentuali dal campo 50% con 3/6 dall’arco per i Thunder, 37% dal campo con 2/12 dall’arco per i Lakers.

Enes Kanter #11 and Larry Nance Jr. #7, Los Angeles Lakers at Oklahoma City Thunder
Enes Kanter #11 and Larry Nance Jr. #7, Los Angeles Lakers at Oklahoma City Thunder (AP Photo/Sue Ogrocki)

Il secondo periodo inizia con l’esordio dell’ex Rockets Brewer e con Jordan Clarkson che, dopo aver sbagliato due liberi, prova ad innestare l’epic mode convertendo l’assist di Zu e segnando dall’arco, 29-33. Dopo un paio di dormite su McDermott…

…primo canestro da laker per Corey Brewer che schiaccia il 33-39. Dopo il timeout di OKC, Randle prova a spingere la transizione sfruttando le perse dei Thunder, servendo sul perimetro prima JC, a bersaglio, poi DLo, in and out. I ragazzi di Donovan continuano a giocare con leggerezza – quattro perse – ma i lacustri non ne approfittano, per cui c’è “curiosità” nel vedere come cambierà l’andamento della gara quando Broodie e soci innesteranno le marce alte.

A metà quarto, il neo President of Basketball Operations gialloviola Magic Johnson si accomoda nella postazione di Bill Macdonald e Stu Lantz e le contendenti decidono di onorarlo imbastendo tre minuti di anti-basket: forzature – 0/7 per RW – perse, transizioni scellerate ed un solo canestro firmato dal Russell col #1. Per fortuna Luke sospende il gioco, 42-44.

Al rientro il Russell col #0 inizia ad attaccare il ferro sul serio, trova sempre il fallo o Steven Adams, costruendo il primo vero allungo della gara, +9, e dopo la risposta di DLo, segna la tripla siderale che punisce la scarsa difesa di Clarkson e chiude il tempo, 51-58.

Frazione discreta degli ospiti, che restano nel match grazie alle iniziative di Russell e Clarkson ed alla capitalizzazione di alcune perse dei padroni di casa.

La trama dell’avvio della terza frazione è un film già visto sugli schermi Lakers, con gli starter – ad eccezione di DLo – incapaci di produrre e soprattutto contenere Alex Abrines sul perimetro – tre triple in pochi minuti – e la fisicità di Adams sotto le plance. Mentre Nick Young (1/9) ed i lacustri – 41% dal campo, 27% dall’arco – continuano ad attentare al ferro, i Thunder scappano via, 58-73, grazie al solito Russell Westbrook autore dell’ennesima tripla doppia stagionale: 13 punti, 11 rimbalzi ed altrettanti assist.

La sospensione dello sconsolato Walton non sortisce alcun effetto, poiché il solo D’Angelo Russell sembra in grado di segnare – 4/13 di squadra al momento – mentre Julius Randle continua ad infrangersi nel pitturato. DLo forza due triple senza senso, fallendole, così Domantas Sabonis può segnare dall’arco per il massimo vantaggio OKC, 61-80.

Il figlio di Bill ricorda di avere Zubac in panca e lo ripropone al posto di Tarik Black, che sta soffrendo troppo Adams. Entrano anche JC e Nance Jr. per i disastrosi Nick e Randle. Ivica pare gradire la compagnia di Kanter, contenendolo efficacemente, ma la barca ormai sta affondando. Westbrook continua a  servire i suoi, Taj Gibson e Kanter, che ringraziano e schiacciano il +20. Sull’affondata del turco è evidente il disappunto di Zubac – che ha stoppato tre volte Kanter nel quarto – deluso dalla mancata rotazione sul suo uomo dopo la sua buona chiusura sulla scorribanda nel pitturato di RW.

Ingram torna in cabina di regia ma risultati non sono dei migliori, poiché i due canestri di Clarkson che chiudono il quarto sono frutto di errori dei padroni di casa, 70-86. Per Westbrook e soci 8 triple realizzate al momento, una sola in più dei Lakers, i quali ne hanno tentate ben 29, dieci in più.

Jordan Clarkson #6 and Doug McDermott #25, Los Angeles Lakers at Oklahoma City Thunder
Jordan Clarkson #6 and Doug McDermott #25, Los Angeles Lakers at Oklahoma City Thunder (AP Photo/Sue Ogrocki)

Dopo una serie di sfortunate – e poco convinte – avventure al ferro, Brandon Ingram

…capisce che ci sono metodi più diretti ed efficaci per realizzare. I gialloviola provano ad avvicinarsi – subito 7-2 – sfruttando la rivedibile gestione di Semaj Christon ma in difesa ruotano con lentezza e poca convinzione lasciando a Jerami Grant il comodo layup del 77-94.

Donovan toglie Kanter – col turco chiaramente contento di essersi liberato di Zubac – e rimette Adams, Walton risponde inserendo Randle. I Lakers si riaccendono sfruttando le perse dei Thunder e costruiscono l’8-0 che pare riaprire il match, 87-96.

Larry Nance Jr. prosegue il lavoro di Zubac stoppando prima Westbrook e poi Gibson, stimolando il resto dei giovani compagni a non mollare, ma le due triple di Andre Roberson ed il layup mancato da DLo sono il segnale che non è giornata per puntare alla vittoria. Un un gioco da tre punti di Russell è l’ultimo segnale di vita lacustre, finiti dalla terza tripla su tre di Roberson, che chiude il mach, 93-110.

Russell Westbrook #0 and D'Angelo Russell #1, Los Angeles Lakers at Oklahoma City Thunder
Russell Westbrook #0 and D’Angelo Russell #1, Los Angeles Lakers at Oklahoma City Thunder (AP Photo/Sue Ogrocki)

Ai Thunder è bastato premere sull’acceleratore ad inizio terzo quarto per portare a casa la vittoria, trascinati dal solito Russell Westbrook – 17+18+17, tripla doppia numero 28 della stagione – nonostante la serata storta al tiro. I neo arrivati Gibson (12) e McDermott (8) sono sembrati subito a proprio agio e sembrano degli innesti azzeccati per combinarsi alle caratteristiche di RW. 15+10 per Adams, 19 a testa per Abrines (5 triple) e sopratutto Roberson (8/9 dal campo, 3/3 dall’arco) che se fosse sempre questo sarebbe tra i migliori 3&D della Lega. 4 punti, 2/12 dal campo, 4 perse e 3 stoppate subite da Zubac per Enes Kanter che sicuramente ha passato serate migliori.

Nei Lakers, D’Angelo Russell – 36 minuti con 29 punti, 4 rimbalzi, 6 assist, 4 recuperi con 12/26 dal campo e 3/12 dall’arco – e Clarkson (14+5+5 ma 2/8 da tre) hanno provato a colmare il buco lasciato da Lou Williams oltre alla serata nera di Nick (1/8 dall’arco) con risultati alterni. Bene Zubac (11+6+3 con 5/9) e Nance Jr. (4+12 con 3 recuperi e 3 stoppate) discreti Ingram (39 minuti) e Randle (13+11). Poco più di un cameo per Brewer mentre si è visto poco e male Deng, per nulla il ru$$o.

Box Score ESPN

Walton ha dato tanto spazio ai giovani – 42 minuti complessivi per Young, Deng e Brewer – che hanno lottato fino alla fine pur dovendo fare i conti con una giornata disastrosa al tiro. Importante ora sarò trovare un nuovo assetto ed equilibrio per colmare il vuoto lasciato da Lou. Sui giovani, Magic ha dichiarato che sta osservando e valutando tutti: dall’applicazione durante gli allenamenti alle prestazioni. Inoltre ha detto che – come fece con lui Jerry West – sarà a disposizione dei giovani per fare consigli, trucchi, ecc.

NB: poco dopo la L, altra beffa per i Lakers – che a detta di Magic non stanno tankando – poiché Booker ha fallitto il libero della vittoria dei Suns sui Bulls che avrebbe relegato i lacustri al penultimo posto generale.

Giovanni Rossi
aka odino

Full Game HL

Game #59 Preview & Live: Los Angeles Lakers (19-39) @ Oklahoma City Thunder (32-25)

Sono passati solo nove giorni dall’ultima partita dei Los Angeles Lakers, ma sembra trascorso un secolo. A cavallo dell’All Star break si è verificato un vero e proprio tsunami in casa gialloviola e a dire il vero, i cambiamenti potevano essere ancora più ampi e strutturali, soprattutto a livello di roster.

L’era Magic-Pelinka infatti, poteva partire col botto, ma la suggestione Paul George è rimasta tale, almeno per ora, in attesa che il leggendario 32 sferri l’assalto decisivo tra la notte del draft ed il mese di luglio. Obiettivo nemmeno tanto nascosto, riportare a casa un californiano Doc, cresciuto nel mito di Magic ed idolatrando Kobe – maglia number 24, non è un caso -, pur non tifando appassionatamente per i colori purple and gold.

Da qui ad allora, bisognerà tornare con la testa su questa stagione, nella quale l’obiettivo dichiarato rimane il tanking più o meno spudorato, soprattutto adesso che è partito il top scorer della squadra, Lou Williams. Epic Lou, dopo il sentito commiato dal popolo gialloviola, ha esordito nella notte con la maglia dei Rockets, demolendo le torri gemelle Cousins e Davis sotto una raffica di triple (7), firmando 27 pesantissimi punti grazie ai quali Houston ha passeggiato in quel di New Orleans.

Proprio Cousins avrebbe potuto essere in campo la notte prossima, alla Chesapeake Energy Arena, ma grazie all’incapacità e alla conclamata inettitudine dell’ormai ex GM Mitch Kupchack, Boogie rimarrà soltanto un eccellente Laker mancato, al pari di Chris Paul e Kevin Garnett.

Dmc avrebbe fatto comodo contro un duro come Steven Adams, ma coach Walton dovrà farsene una ragione e ripartire ancora una volta dal duo dell’Est Mozgov-Zubac. Walton darà fiducia al giovane ed interessantissimo croato o tornerà a puntare sull’ex compagno di Danilo Gallinari e LeBron James, cercando di mettere in vetrina i 16 milioni peggio spesi del salary cap Lakers, nella speranza che qualche fesso abbocchi? Alle 2.00 ora italiana sapremo, già dai quintetti iniziali apparirà chiara la nuova direzione intrapresa dallo staff tecnico, considerando che in ottica tanking, la presenza del russo potrebbe essere determinante e quantomai favorevole.

Grave la perdita di Lou Williams, guida spirituale e tecnica della panchina più prolifica della Lega, ma livello di starting five non dovrebbe cambiare granché, con D’Angelo Russell, Nick Young, Brandon Ingram (e non Luol Deng, come successo già di recente), Randle e Black a completare la “formazione tipo”. Curiosità per capire quale potrà essere l’impatto di Ennis e Brewer off the bench, dove peraltro aumenteranno le responsabilità per Jordan Clarkson, privato – credo con sua somma gioia – di un compagno tanto determinante quanto ingombrante.

Analizzati i Lakers, scopriamo le carte e ammettiamo francamente che stanotte non ci sarà alcun bisogno di tankare, per Walton & c: la L è l’unica certezza di questo Venerdì sera post ASG.

L’avversario di turno è infatti uno dei più ostici per la truppa lacustre, indipendentemente dalla presenza – probabile – dei nuovi acquisti from Chicago, Gibson e McDermott. Mancherà Kanter, fuori ancora per diverse settimane, ma anche se la rotazione fosse corta, basterà il solito Russell Westbrook a spegnere qualunque velleità negli ospiti.

L’uomo che viaggia ad una tripla doppia di media (31.1 punti, 10.5 rebs e 10.1 ast) e che, se non fosse per un record di squadra non eccellente – buono, ma non sufficiente ad oggi per vincere il premio -, avrebbe già in tasca l’Mvp della stagione regolare, non intende fermare la sua corsa contro una delle squadre più deboli di tutta la NBA. L’obiettivo dei Thunder, soprattutto ora che escono rafforzati dalla trade deadline, rimane risalire la china della conference e puntare o almeno provare a farlo, a quel quarto-quinto posto che consentirebbe loro di evitare un primo turno proibitivo nei playoff 2017.

Ad aiutare Rw penseranno il già citato Adams, il compagno di merende e backcourt Oladipo (16 punti a partita con un .515 di eFG%) e l’ancora inesploso rookie Sabonis, che verosimilmente troverà sempre più spazio nella rotazione di coach Donovan, dopo gli ultimi movimenti.

Ma a confortare i Thunder, sono soprattutto i precedenti recenti tra le due squadre, quando il confronto si svolgeva in Oklahoma: playoff 2012 compresi, parliamo di 12 vittorie consecutive dei Thunder alla Chesapeake, con l’ultimo successo lacustre datato febbraio 2011, esattamente 6 anni orsono. A Los Angeles le cose vanno meglio, vedi il rocambolesco successo al fotofinish di Novembre ( Qui il recap ) o la vittoria di 3 stagioni fa, ispirata da un Jodie Meeks posseduto e fantastico quanto inaspettato “quarantellista”.

Il bilancio stagionale tra le due squadre è al momento in parità, in virtù della w firmata Nick Young at the buzzer

Los Angeles Lakers 109-111: Nick Young #0
Game #15 Oklahoma City Thunder @ Los Angeles Lakers 109-111: Nick Young #0 (Lakers.com/NBAE via Getty Images)

e della sconfitta patita in avvio di stagione, di cui possiamo leggere il Recap redatto dal sottoscritto. Una sconfitta netta nell’andamento e nel punteggio, sebbene nel finale i Lakers fossero arrivati sorprendentemente a contatto, grazie ad un indomito Swaggy P. che evidentemente gradisce i colori dei Thunder ed esce rinfrancato dopo l’ottima prestazione offerta al 3point shootout di New Orleans.

Per contro, lo stesso Nick è stato trattato e in odore di cessione fino all’ultimo – al pari di Randle e Clarkson -, ma rimarrà un Laker anche nei prossimi due mesi, prima di uscire dal contratto al primo di Luglio e lasciare El Segundo dopo 4 anni di onorato servizio. Già da stanotte sarà interessante assistere al tipo di reazione che ragazzi come lui, Julius e Jc, sapranno sfoderare, dopo essere stati sostanzialmente sfiduciati dal management, al contrario degli intoccabili Dlo e Brandon Ingram. Sarà sciopero o reazione d’orgoglio? Lo scopriremo solo davanti al teleschermo o al Pc, live e rigorosamente su Back9Hours.

Jaywill_22/Marco Brignoli

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77 thoughts on “Game Recap #59 Los Angeles Lakers @ Oklahoma City Thunder 93-110

  1. Allora si evince che, Russell può già oggi essere un signor terzo violino in un ottica pg griffin sarebbe perfetto con ingram quarto senza pretese di punti. Black è undersize non può giocare contro giocatori molto più grossi di lui, con tutto l’amore che gli si può volere è da 11-12 nel roster dietro due centri veri. Young credeva di essere stato ceduto, figuriamoci con che testa si è presentato alla partita… Clarkson denota i soliti problemi di lettura, ma lo sappiamo va creata una chimica diversa ora e per quanto mi riguarda io lo metterei subito nello starting five. Randle è un caso disperato, non vedo margini di miglioramento, più passano le sessioni di mercato più perde di valore, da scambiare a giugno durante il draft senza esitazione. Larry fino che non metterà il tiro dalla media con costanza sarà un peso in attacco. Mi duole dirlo ma ieri ha fatto saltare almeno 3 azioni per esitazioni non richieste. Zu è il futuro, se a 19 anni è questo siamo davanti a un potenziale titolare se non stella. Brewer andrebbe provato di più, secondo me può regalarci delle soddisfazioni. Ultime parole per Deng, luke basta a metterlo sf, non ce la fa più. O lo fai giocare da pf oppure lo fai rimanere seduto perchè così è un’agonia senza fine. una second unit molto small non mi dispiacerebbe ennis young brewer deng nance.. eliminando Black dai 10, e promuovendo zu titolare. Inoltre anche nel finale mi piacerebbe provare russell brewer ingram nance zubac per vedere l’effetto che fa, nel caso anche forzando andando piccoli togliendo uno dei lunghi per jc con ingram da 4 atipico. Soluzioni ce ne sono tante quello che conta è eliminare la spazzatura già da giugno, almeno quella possibile da eliminare. Timo deve giocare di più sono daccordo soprattutto quando hai contro un’avversario molto più grosso. Timo si è depresso perchè l’inizio era molto promettente, va ritrovato perchè lo paghiamo tanto e non possiamo buttarlo via per altri 3 anni.

  2. Mi sembra anche che Russel, l’unico giovane su cui nutro qualche speranza, abbia giocato benino. In difesa sempre nulla vero? Ieri sera mio figlio mi ha fatto vedere diversi filmati di azioni all’univesità di Russel, Ingram, Ball e Fultz. Visto così per me Lonzo Ball è una spanna sopra tutti, palleggio, visione di gioco, tiro (anche se il caricamento è proprio bruttino) e soprattutto reattività, se si può è da prendere, Fultz dagli articoli me lo aspettavo meglio, Russel giocava come adesso ma oggi penetra molto meno (ovviamente per la diversa caratura dei difensori), Ingram aveva sempre gente molto più bassa di lui in marcatura e in penetrazione segnava, fermo restando la lentezza e la poca elevazione che aveva anche allora. Ball in cabina di regia con di fianco Russel potrebbe non essere male, non so con quali risultati ma di certo sicuramente più belli da vedere del Russel/Young attuale. Ball mi è sembrato dotato di una grande intelligenza cestistica.

    1. Non seguo molto il basket NCAA quindi mi affido al parere di Jay o Ale che lo fanno assiduamente, di mio dico che ogni anno nuovi Jordan/Magic deludono e dei signor nessuno sorprendono. Vedremo.

  3. Non capisco la scelta di far giocare Black al posto di Mozgov. Ok Zubac che deve crescere ma Black non sarà mai un giocatore in grado di diventare titolare, le doti lo condannano ad essere un panchinaro di media qualità e niente più. Se Mozgov non lo fai giocare adesso quando mai lo piazzerai a qualcuno? Ce lo dobbiamo tenere in panchina 3 anni a 16 milioni l’anno? Adesso che si può fare quello che si vuole senza doversi preoccupare del risultato perché non gioca? Se non lo fai giocare non se lo accollerà mai nessuno, se gioca male idem, ma se per caso raccattasse qualcosa qua e là a fine anno non si potrebbe piazzerebbe meglio?

    1. Sono d’accordo con te: la bocciatura è clamorosa, dato che il russo non ha più visto il campo. Già il contratto lo rende poco appetibile, se poi marcisce in panca… Mah.

      1. Già. Inoltre poverino fa schifo, ma qualcosa di buono ad inizio stagione l’ha anche fatta. Non sarà mai un giocatore da 16 all’anno, ma da 8/10 si. Perciò perché non lo fanno più giocare?Black alla fine sarà sempre e solo una riserva.

  4. Per quest’anno i Lakers non li guardo più perché non voglio rovinarmi il fegato. Mi limiterò a leggere gli ottimi articoli di questo forum e guardarmi partite differenti. Solo una domanda su un punto che non mi è chiaro dell’articolo, se qualcuno l’ha annotato; chi o quali (perché i fenomeni possono essere anche più di uno) si sono beccati 19 punti da Roberson con 8 su 9 al tiro? E’ stato bravo lui (forse per la seconda – terza volta in carriera) o negligenze della difesa?

    1. Ciao Luca e grazie per i complimenti, Roberson ha segnato i soliti canestri in transizione e sui tagli imbeccato da Westbrook – lo hanno perso a turno Nick, Ingram e JC, come Abrines e McDermott del resto – mentre la grossa novità il 3/3 dall’arco, tutti wide open.

  5. e comuque il contraccolpo pscologico è arrivato chiarissimi young si è sentito scaricato e ora gioca per onor di firma, clarkson si è depresso e randle no randle è scemo di suo.. d-lo di contro ha trovato il giovamento che mi auspicavo dalla trade di lou. Pessimo black anche lui sarebbe da panchinare visto che zubac da più garanzie

    1. Troppo severo con Black, non è contro i centri tipo Adams che può esprimersi al meglio. Sicuramente Nance Jr. – Zubac miglior frontline al momento.

  6. d-lo ha preso la squadra in mano come aveva detto e ha fatto bene, purtroppo gli altri sono imbarazzanti e young ora che l’amichetto è andato via ha finito la stagione… questo lavativo

    1. Ottimi i 4 che ci interessano alberto gli altri sono questi e non cambieranno mai, randle te le fa perdere tutti oggi come oggi, clarkson è un macello, i vecchi sono tutti mondezza, lo sappiamo e ci accontentiamo della prova di carattere di d-lo che oggi almeno non si è nascosto

      1. caspita se dlo ha dato una prova di carattere non è mica poco, anzi!!! anche lui è sotto esame, anzi forse lui più degli altri… visto che si aspettano molto di meglio di quello che si è dimostrato finora

        mi spiace per randle, forse ci aspettavamo tutti qualcosa di più di quello che si sta rivelando… peccato però…

        contento anche per nance se sta facendo una buona figura… magari ne esce fuori un buon giocatore da questa famosa scelta “bassa”, o come si dice…

    1. si vede che ha tanti colpi ma ancora non è in grado di segnare in iso, serve che tira in ritmo punto. nel primo tempo meglio il terzo quarto è naufrato con nick e randle

    1. si ottimo e pure dlo oggi tira e fa canestro come piace a me, ingram ancora non determina ma non è un problema gli altri sono merde che camminano.. magic è in prima fila spero che li veda bene tutti

  7. Black con adams non può giocare, sarebbe meglio mettere timo quando ci sono qeusto tipo di giocatori… abrines ignorato da young totalmente… prova da taglio immediato oggi

  8. Sono molto contento di come stiamo giocando nick non sta difendendo su abrines e ha sbaglaito 4 triple wide open siamo sotto ma solo per questo motivo, si sapeva che young avrebbe mollato adesso, errore non scambiarlo

  9. bisogna che si rendano conto che non possono più cagarsi sotto se vogliono restare e provare a non finire in una squadra anonima ai confini dell’impero… da qui a giugno quello che dimostreranno e come giocheranno rischia di essere decisivo per convincere la nuova dirigenza lakers che sono all’altezza della maglia…
    vediamo stasera in effetti… d’ora in avanti sono tremendamente sotto esame tutti

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