Game #60 Recap: San Antonio Spurs @ Los Angeles Lakers 119-98

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Quintetti iniziali senza sorprese allo Staples Center di Los Angeles dove, nel matinèe domenicale, scendono in campo due squadre dal record diametralmente opposto; se infatti i Lakers sono in cerca dell’ennesima pick, gli Spurs battagliano per un primo posto (difficile, ma non impossibile) nella Western Conference. Lo starting five per gli Spurs vede i soliti Parker,Green,Leonard, Aldridge e Dedmon,mentre i Los Angeles Lakers rispondono con Russell, Young, Ingram, Randle e Black.

Copyright 2017 NBAE (Photo by Andrew D. Bernstein/NBAE via Getty Images)

L’inizio di partita non vede i Lakers proporre uno specifico piano per limitare Kawhi Leonard e difatti il fuoriclasse nero-argento ne approfitta subito abusando del povero Brandon Ingram, sia da fuori che dalla media, facendo subito pendere la bilancia della partita dalla parte degli Spurs. I Lakers sono subito messi al tappeto e a poco serve il contributo di D’Angelo Russell che sembra l’unico focalizzato (almeno in attacco) sulla partita. Lascia tutti sgomenti ancora una volta la prova di Julius Randle, che alterna palle perse a conclusioni pessime e a difese da casellante. Una vera manna dal cielo per i lunghi di coach Pop che fanno del pitturato il loro regno. Pau Gasol parte forte con due triple consecutive e neanche l’innesto di Ivica Zubac può niente. I Lakers sono messi all’angolo e nessuno reagisce. Gli Spurs giocano a memoria, fanno girare il pallone come nessuno nella lega e per i poveri giovani e inesperti ragazzi di Walton è subito notte fonda. Il primo quarto termina 36-20, un meno sedici che non ammette repliche. Nel secondo quarto Luke Walton prova a cambiare la partita con la second unit coadiuvata da Nick Young anzichè da un Ingram che fino a quel momento salvo un jumper iniziale non ci aveva capito nulla.

La statistica che appare sul video è impietosa ben 15 dei 16 canestri segnati da Leonard e soci sono assistiti. Dire che li stiamo semplicemente allenanando è poco. I Lakers sono senza idee e quelle che hanno sono sbagliate. Forzature continue da parte di Jordan Clarkson che prova ad emulare il fu EpicLou non accorgendosi che non ha lo stesso talento offensivo del neo Rockets. Dedmon sfascia il ferro con una schiacciata da top five della notte, ad imitarlo dall’altra parte ci pensa T-Rob, si proprio lui, dimenticato in panca per troppe partite e scongelato per mancanza di attributi da parte dei partecipanti al “defaticante” nero-argento. E’ quindi il momento di Brewer che nei pochi minuti che gioca si distingue almeno per la voglia di difendere, segnando pure una tripla. Troppo poco comunque per fermare San Antonio che chiude il periodo con un più 20 (61-41) senza storia. Nell’intervallo viene celebrato il grande Kareem Abdul-Jabbar vera icona del basket che fu, ma anche un pezzo di storia da tramandare ai posteri.

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Nel secondo tempo i Lakers partono con una bella palla persa (saranno 18 alla fine), giusto per chiarire con che approccio mentale siano entrati in campo. D’Angelo Russell si prende un ottimo jumper dalla media e con una palla recuperata che manda Young in campo aperto ad affondare una schiacciatona si arriva ad un impensabile meno 18… Coach Pop impaurito (LOL) chiama time out per catechizzare i suoi. Alla ripresa del gioco si chiudono definitivamente le ostilità con Parker e compagni che affondano il coltello nel burro della difesa giallo-viola: Gasol continua a farsi beffe di Randle su tutti i possessi,tanto che Ingram si vede costretto a stampargli un poster per attutire l’umiliazione del compagno.

Walton rimette in campo Brewer, che ancora una volta da prova di maturità giocando seriamente senza guardare il tabellone. Ingram èsi ritrova in questo modo sgravato dalla marcatura di Leonard e questo lo alleggerisce anche offensivamente dove fa vedere movimenti, soprattutto in ISO, molto interessanti. Brandon trova canestri anche molto difficili che fanno pensare a cosa potrà diventare tra qualche anno. Purtroppo la partita è finita da un pezzo basti pensare che il terzo quarto termina con un margine più ampio del secondo 96-70.

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Il quarto quarto è garbage puro, buono solo per degli esperimenti, iniziando con Deng da pf per provare ad allargare il campo, T-Rob da centro, Ennis da playmarker e Clarkson (nel finale al suo posto D-LO). Tutto molto interessante, ma non probante considerando che gli Spurs veri erano già seduti e la panchina faceva ancora quello che voleva in campo. Tyler Ennis segna i suoi primi 2 punti, che alla fine diventeranno 5, dimostrando che può giocarsi le sue carte per restare a roster anche il prossimo anno, mentre Russell e soprattutto Ingram sistemano le statistiche. Il finale è 119-98 che non lascia spazio a repliche, per i Lakers altra sonora sconfitta che serve per mantenere il terzultimo posto valevole per la lottery, ma che fa anche riflettere su chi dovrà fare parte del roster 2017-2018. Mozgov e Deng occupano un terzo del cap e non giocano (o se lo fanno sono pessimi); Young forse convinto che sarebbe stato ceduto ha staccato la spina e non è più quello di inizio stagione; Randle, la nostra nota dolente, in questo momento è un peso insostenibile; Nance Jr. quello che da in difesa lo distrugge in attacco;. Black è entrato in crisi tanto che oggi Walton ha rispolverato Robinson.

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Urge riflettere su chi di loro puntare considerando le conferme, per motivi diversi, di Zubac e Mozgov. Per gli Spurs siamo poca cosa, le sfide epiche di una volta fanno capolino solo tra i ricordi di chi vi scrive. Il Tanking invece continua spedito, prossima partita contro Charlotte, una gara che se persa potrebbe lanciarci in paradiso. Si, perchè il motto da quì alla fine è quello del mitico presidente Borlotti della Longobarda “Perdere, e perderemo”.

 

Roby

Espn Box Score

 

 

 

 

 

Per la seconda volta in tre giorni i San Antonio Spurs saranno di scena allo Staples Center. Nella notte tra venerdì e sabato hanno regolato i nostri cugini Clippers per 105-97, e si apprestano a tornare da LA con un buon 2-0. Non sembrano essere molte le chance di vittoria per i Lakers (meglio così), gli Spurs (44-13)  sono in un buon periodo di forma e vorranno concludere la loro lunga serie di partite lontano dall’AT&T center (causa l’annuale appuntamento con il rodeo texano) con una vittoria.

L’ultima sfida è stata il 12 di gennaio: partita senza storia, finita 134-94 per i ragazzi di Popovich, con un Kawhi Leonard da 31 punti con 10-13 dal campo e l’indimenticabile ex Pau Gasol autore di 22 punti. Il catalano ha saltato le ultime 15 gare per un infortunio alla mano sinistra, ha rimesso piede sul parquet venerdì contro i Clippers. Come se nulla fosse il buon Pau ha sfornato una doppia doppia da 17pt+11rb con un 3-3 da dietro l’arco dei 7,25m.

(Photo by Andrew D. Bernstein/NBAE via Getty Images)

Il suo commento sulla prestazione:

It’s one of those things. You stretch the floor, the first (shot) goes down and then you have a better chance at making the second one. The second one goes down and you have a better chance to make the third one because you’re in a good rhythm and you have confidence. It’s kind of surprising that it happened that way in our first game back after I hadn’t played for five weeks.

Dalla sponda gialloviola invece l’obiettivo è uno e uno solo: tankare! Una delle prime tre scelte al draft è troppo importante per il processo di ricostruzione dei NUOVI Lakers di Magic Johnson. Con l’addio di Lou, la competitività del roster si è ridotta ancora, per questo l’obiettivo post-ASG è quello di dare minutaggi importanti ai nostri tanti giovani e accantonare il risultato sportivo in attesa delle “magie” di Magic in estate.

I ragazzi vengono da una sconfitta (110-93) alla Chesapeake Arena di OKC da parte di Mr. Triple Double (17 pts+17 ass+18 rbs venerdì sera) e compagni. Note positive per noi ce ne son state eccome, i nostri sbarbatelli hanno messo a referto buoni numeri, su tutti D’Angelo Russell con 29 punti, ma anche ottimo il rendimento di Ivica Zubac e soprattutto nei primi due quarti di Brandon Ingram. Altro motivo di interesse il probabile esordio di Tyler Ennis in cabina di regia, saprà l’ex Rockets ritagliarsi un suo spazio nel roster gialloviola?

D'Angelo Russell #1, Denver Nuggets af Los Angeles Lakers
D’Angelo Russell #1, Denver Nuggets af Los Angeles Lakers (AP Photo/Jae C. Hong)

Non ci resta che sintonizzarci su Sky alle ore 21.30 per vivere una diretta speriamo divertente per i nostri amati giallo-viola.  Come sempre in Live chat su b9h

Callitmagic

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94 thoughts on “Game #60 Recap: San Antonio Spurs @ Los Angeles Lakers 119-98

  1. Luca, ti saluto. Capisco la tua irritazione anche se non la condivido. Del resto fa parte di ogni gioco che ci siano delle fasi cicliche e ti dirò è più intrigante vedere come si esce dalle difficoltà, dove comunque qualcosa di positivo c’è sempre, piuttosto che vedere che va tutto sempre bene. Tifo Lakers dai tempi Chamberlain, quindi me li vedo volentieri siano che pessimi o da titolo.
    Buone cose.

    1. Mi spiace, ma purtoppo non posso farci niente. Per me il problema non è assolutamente vincere o perdere, è lo spettacolo che offri e purtroppo quando tra le contendenti c’è un abisso non è piacevole ne da vedere ne da giocare (l’ho provato purtroppo anche da giocatore in passato). Detesto i Clippers sopra ogni cosa a livello cestistico ma li guardo spesso perché mi piace come giocano e il roster che hanno. Sono tifoso ma fino ad un certo punto. Comunque, sinceramente, buone cose anche a te!

      1. Luca condivido il tuo dispiacere per la squadra e capisco la tua decisione di non vedere più una partita da quì alla fine ma questo non significa che devi abbandonarci.. puoi comunque interagire anche non leggendo i recap o ascoltando i podcast. Il tank4ball non va dimenticato sui nostri risultati, perchè è vero che siamo scarsi ma facciamo di tutto per farlo vedere bene, fin troppo

        1. Certo che il sito continuo a vederlo e a leggere i bellissimi articoli, mi arriva per e mail la notifica quando compare qualcosa di nuovo. Commenterò solo poco e niente, non guardando più le partite, potrò intervenire quando eventualmente (ma non so se lo fate durante i playoff) vi occupate dell’andamento generale del campionato. Purtroppo il mio lavoro da giugno ad ottobre non mi consente di essere “attivo”, -spero la situazione cambi questa estate-, perché sono all’estero e in zone molto remote, per collegarmi a internet di solito è una telenovela e scarico le mail ogni 3 giorni. Comunque ancora complimenti a chi manda avanti il tutto, ve lo meritate!

  2. 5 minuti di partita, se vogliamo chiamarla tale e poi il nulla. Visto solo il primo quarto, ma tanto non c’era più partita ed era solo un allenamento in cui gli attori, probabilmente, non vedevano l’ora di andare negli spogliatoi. Qualcosina Russel nel marasma gli altri e/o svogliati o incapaci. Molto deluso da Popovich che non è andato con le seconde linee, avrà i suoi buoni motivi per essere partito col quintetto titolare. Spero non si sia divertito a giocare con una squadra da bassa eurolega. Ma probabilmente il primo quarto nullo, senza scusanti e nel caos generale perché Walton gli ha ordinato di tankare…

    1. Luca, l’impressione è che, con tutte le attenuanti del caso, i limiti di questa squadra siano questi e c’è poco da fare se non far scornare i giovani. Credo che stiano facendo già un bilancio, giocatore per giocatore, su chi puntare e su chi no. Il tank non è volontario è una conseguenza naturale, perché è da mesi che stanno giocando male. Popovich é un allenatore che ha rispetto dell’avversario e sta portando la squadra ai PO avra tempo per rodare le seconde linee.

      Ps ma Mozgov che è ormai fuori dalle rotazioni da diverse partite non è che ha qualche clausola nel contratto legata a minutaggio e/o partite giocate?

      1. Non capisco perché non ci sia una squadra che sia una che faccia riposare uno o più titolari contro di noi e con le altre si. Guarda che non è un caso, Lebron adesso con qualche scusa salta una partita ogni 3-4 ma puoi giurarci che con noi c’è. Secondo me gli allenatori hanno gusto a sbriciolarci perché abbiamo un passato storico. Vincere e strapazzare i Lakers, anche se è di gran lunga la squadra più cessa della lega a parte Brooklin non è come vincere e strapazzare Phoenix, New Orleans o Minnesota. Si erano dovuti duramente impegnare di brutto con i Clippers un paio di giorni fa per vincere (l’ho vista), ieri sera al confronto sembrava passeggiassero, se gli si fa male qualcuno poi gli sta come un vestito nuovo. Per me hanno già deciso il destino di Mozgov hanno fatto la scelta di tagliarlo a fine anno oppure imporlo a qualcuno come pacco regalo in uno scambio, della serie, se vuoi questo, ti prendi anche quello. Se no non riesco a trovarci una causale.

        1. James riposa perché ha minutaggi molto alti e dentro i Cavs sposta di più di Leonard negli Spurs, non perché quest’ultimo sia inferiore. Gli Spurs hanno una rotazione quasi normale se vai prendere le stats partita per partita lo vedi. Non schierare le seconde linee con una squadra che sai essere inferiore è anche una questione di rispetto dell’avversario, poi magari mi sbaglio.
          Su Mozgov se decidi di tagliarlo lo fai sia che giochi o no. Il fatto che non giochi per nulla fa riflettere.

          1. Noi le seconde linee le facciamo giocare sempre (perché lì sono tutte seconde linee) gli altri si potrebbero un po adeguare… un euro contro 10 che comunque Lebron a Los Angeles gioca, casualmente il suo turno di riposo non capita mai contro noi.

        1. Secondo me non c’è un fattore unico ma un insieme di fattori. Giocatori molto giovani che hanno fatto una, due stagioni senza che nessuno puntasse sul loro sviluppo sia individuale che come nucleo di base. Un rookie non pronto che non poteva dare assolutamente di più nella sua prima stagione Nba e soprattutto in questo contesto. Veterani non in grado di guidare una squadra di primo pelo dando un’apporto marginale. Mancanza di una mentalità di squadra che si costruisce nel tempo e così via. Credo che quando vai in rebuilding lungo la strada ti devi costruire dei punti fermi. Walton nei suoi esperimenti apparentemente senza senso ha cercato fino ad ora di trovarli senza molto successo ma sicuramente ricavando informazioni importanti. L’unico punto fermo che sembra aver trovato è Ingram che per forza di cose è ancora troppo poco. In un campionato di 82 partite in 5 mesi, molte in trasferta con spostamenti di migliaia di km e spesso in btob non ti permettono di allenare una squadra bene come dovresti e come vorresti e lo sviluppo individuale è difficile da curare. Questo lo puoi fare in off season. In campionato devi sperare in gente che ha un’etica del lavoro molto forte e vuole crescere. Ma giá se ce l’hanno solo una o due e gli altri no non basta di sicuro.

          1. Grazie, risposta chiara ed esaustiva, sai già come la penso perché ci eravamo sentiti qualche giorno fa e non sto a ripetere sempre le stesse cose. Saluto tutti perché i Lakers per questo campionato non li guarderò più, mi irritano, non tanto per il valore del singolo ma per la disorganizzazione sui due lati del campo. E non guardando più le partite è inutile fare commenti. Molto meglio, avendo la scelta, veder giocare altre squadre. Comunque bel sito e ci risentiamo il prossimo anno, se cambiate link informatemi!

    1. Credevo alla fine ne facessero più di 37… due passaggi (di solito loro ne fanno 6-7) e c’era l’uomo libero, un paio di entrate nel burro all’inizio poi hanno smesso perché probabilmente in allenamento in area nella partitella tra loro trovano sicuramente più resistenza. Umiliati.

  3. Direi che dobbiamo ripartire da Russel e Ingram, il resto sono panchinabili o comunque troppo acerbi. Randle mi sa che se ne va!Zubac invece è ancora troppo acerbo. Comunque bravi ragazzi!altra sconfitta!peccato per i Suns, sarà un duello all’ultimo sangue!ahah

      1. facilmente motivabile, troppo penalizzante in attacco, e troppo piccolo per fare il centro atipico… buono per dare energia 15 minuti ma non di più. comunque per me i due nuovi arrivati sono buoni entrambi anche corey merita fiducia l’anno prossimo dalla panca

        1. Ma il buon Larry più del 4/5 di riserva non può fare, titolare solo se prendi un lungo ingombrante. Con Zubac si accoppia bene, deve lavorare sul tiro quello sicuramente. Non puoi cambiarne 10 ogni anno.

          1. Si deve giova altrimenti butti via tempo e anni, se uno non va bene lo vedi dopo 2 anni. Sia chiaro larry e l’ultimo di quelli che devono andare via prima ci sono nell’ordine Mozgov,Deng,Young, Randle, Clarkson e poi ma molto poi Larry ma sta di fatto che non è adatto per un roster da titolo.

    1. Bene Ingram, che ha sofferto Leonard ma ha fatto un paio di buone difese, ora sta abusando di Ginobili in attacco. DLo e JC pure sufficienti, con i soliti limiti. Male tutti i lunghi eccetto T-Rob, bene Brewer.

  4. cominciamo a capire chi vale o non vale la prossima stagione, larry rischia tanto se non mette il tiro dalla media, t rob ha dato di più dal punto di vista caratteriale

  5. Subito due falli per Black? LMA troppo grosso per Black e Randle.. Però Julius tienilo un passo… Ingram bene la prima difesa, poi abbocca sulla finta. Daje.

    1. …insomma dovremmo iniziare a difendere stasera dopo 59 partite di astensione? ? Banco di prova durissimo, però curioso di vedere i giovani come rispondo alla chiamata di Magic.

  6. Curioso di vedere Ingram contro Leonard, nel secondo confronto con PG e Butler ha giocato meglio del primo. Nessuno gli chiede di dominare, però questo confronti sono formativi. Tosta anche per Zubac… Mentre Randle vs Pau, aiuto!

  7. Stasera la guardo e quando inizio a vomitare smetto. Speriamo Pop tenga giù Leonard e si affidi ai giovani per vedere almeno 5 minuti di partita. Non so cosa darei per vedere San Antonio all’inizio con il secondo quintetto con Murray, Forbes, Anderson, Bertans e Dedmon per un quarto intero contro i nostri baldi giovani. per me giocano meglio loro. Ma Popovich non fa sconti (San Antonio ultimamente l’ho vista ed è in fase di esperimenti accurati e rifiniture per i playoff) e continuerà nell’oleare i suoi già quasi perfetti meccanismi. Quindi poveri noi.

      1. Osta promette bene. Stasera sino ad un certo punto la guardo perché è in serata, se no negli ultimi due mesi se guardo i Lakers è solo dopo aver visto il risultato, perché mi irrito. Mi sarebbe invece piaciuto molto vedere lo scontro Ingram – Anderson (hanno tutti e due la velocità di un elefante) ma soprattutto Russel-Murray. Ma tanto dovremo sorbirci Parker e quel bastardello-figaccia di Mills.

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