Game Recap #62 Boston Celtics @ Los Angeles Lakers 115-95

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60 partecipazioni ai Play Off e 16 anelli per i Los Angeles Lakers, 53 con 17 Championship per i Boston Celtics; decine di Hall of Famer ed All Star per entrambe le franchigie. Allo Staples Center in programma l’ennesimo capitolo della Rivarly per eccellenza della NBA, che ha segnato indelebilmente la storia di questa sport. Terzo ed ultimo appuntamento con le Hardwood Classics Nights, con cui i Lakers celebrano i 30 anni dalla conquista dell’anello di Magic Johnson contro Larry Bird nella stagione 1986/87.

Stevens, privo del solo ex Gerald Green, schiera Thomas, Bradley, Crowder, Johnson ed Horford. Walton risponde con  Russell, Young, Ingram, Randle e Black; indisponibili Thomas Robinson e Luol Deng, il secondo a causa di un imprecisato problema (tank)fisico.

Larry Bird and Magic Johnson, 1987 NBA Finals
Larry Bird and Magic Johnson battle for position during the 1987 NBA Finals (Andrew D. Bernstein/Getty Images)

L’avvio del match è promettente: i lacustri eseguono con pazienza leggendo bene la difesa – Ingram punisce il raddoppio servendo DLo sul lato opposto – mentre i verdi applicano la motion offense trovando sempre l’uomo libero anche grazie alle lente rotazioni dei padroni di casa: emblematica quella sbagliata di Randle sulla tripla di Bradley, 10-14 e timeout Walton.

D’Angelo Russell sembra in palla – 9 punti, 4/4 dal campo e 2 assist – ma Boston è on fire ? dall’arco (5/7) ed Amir Johnson, dopo aver realizzato la seconda tripla, può schiacciare indisturbato punendo la lenta transizione, 16-23. Black, oltre ad essere travolto da Amir, si rende autore di un paio di scalpelli al ferro anziché dei soliti due early fouls per cui Walton inserisce subito Zubac con JC, riproponendo la lineup collegiale vista nelle ultime uscite.

La presenza del rookie croato si sente in difesa, fornendo un minimo di intimidazione, ed in attacco…

…segnando subito due volte, 24-30. Brutto invece l’avvio di Clarkson, che fallisce in malo modo tre conclusioni dall’arco oltre a regalare tre liberi a Bradley.

Il jumper di Kelly Olynyk chiude il quarto, 26-35. Fondamentale per i gialloviola iniziare a difendere sul perimetro per restare in partita, mentre in attacco occorre riproporre la pazienza vista in avvvio. Continuano gli stint eccessivi di Walton: dopo Ingram nelle ultime uscite, è Russell a disputare per intero il primo quarto.

D'Angelo Russell #1, Boston Celtics at Los Angeles Lakers
D’Angelo Russell #1, Boston Celtics at Los Angeles Lakers (Lakers.com)

Il secondo periodo inizia con JC ancora alla ricerca della porta del match: il #6 perde un’altra palla e concede senza lottare la linea di fondo a Jalen Brown, che schiaccia indisturbato. Ennis prova a dare un po’ di ordine, mentre Corey Brewer segna le prime tre conclusioni, 36-46.

Peccato che…

Larry Nance Jr. non riesca a dare lo stesso contributo in entrambe le fasi del gioco: dopo una stoppata su Horford e la successiva steal, perde in malo modo il possesso.

I Celtics girano le viti in difesa ed i Lakers smarriscono la via del canestro, mentre in attacco continua indisturbato il clinic dal titolo “Extra pass to find the open man“, +15. Dopo 70 secondi incontrollati di Julius Randle – maggiori dettagli in calce – entra Nwaba ma il match è ormai sfuggito dalle mani lacustri, incapaci di attaccare e difendere. Avery Bradley può sbertucciare ancora una volta Russell in backdoor, 39-58.

I gialloviola producono qualcosa con il solo Nick Young, autore di due triple, mentre i verdi segnano come vogliono: in post con Big Al, con il jumper IT, dall’arco l’indisturbato Jonas Jerebko, 45-68. Lo stupendo assist di Isaiah per Al Horford, chiude il match e consegna 24 minuti di garbage, 45-70. Secondo quarto imbarazzante, stats troppo indecorose per essere riportate.

Ivica Zubac #40, Boston Celtics at Los Angeles
Ivica Zubac #40, Boston Celtics at Los Angeles Lakers (Lakers.com)

Il secondo tempo inizia col quarto fallo di Ingram, i lunghi di Boston scherzano i pari ruolo avversi e Bradley segna in transizione il canestro del 49-80. Coach Luke Walton, dopo aver redarguito DLo, colpevole di aver forzato una tripla anziché servire il compagno libero, decide che è troppo riproponendo il cambio di tutti e cinque i player in campo inserendo Ennis, JC, Ingram, Nance Jr. e Zu.

Clarkson capisce che è più efficace in penetrazione che dall’arco, Nance Jr. e Zu chiudono il pitturato e per due minuti i Lakers sembrano una squadra producendo un parziale di 7-0. Due minuti però, perché Isaiah Thomas – a differenza degli esterni avversari – sfrutta sempre i mismatch, causa il quinto fallo di Ingram e segna il nuovo +31, 56-87.

Nwaba potrà dire ai nipoti di aver segnato un libero allo Staples Center in jersey purple & gold, mentre il clima da garbage time produce quanto meno qualche giocata spettacolare, come le affondate del rookie in verde Brown in transizione e quella…

…di JC dopo un bel give-and-go con Ivica Zubac. Il crudele Tyler Ennis spezza il cuore del nostro Alessio dimostrando la sua inadeguatezza, persino in uno spettacolo di basso livello come quello in scena, sbagliando tutto lo sbagliabile, se non di più.

Complice la non impeccabile second unit degli ospiti, Jordan Clarkson infiamma ? il finale di quarto realizzando 20 punti attaccando il ferro con costanza e provando a coinvolgere in compagni con il pick and roll centrale: gap dimezzato, 78-93.

Larry Nance Jr. #7, Boston Celtics at Los Angeles Lakers
Larry Nance Jr. #7, Boston Celtics at Los Angeles Lakers (Lakers.com)

Nel quarto finale, lo Staples Center si accende grazie all’iniezione di energia fornita…

…da David Nwaba, che segna due volte dopo aver aggredito le linee di passaggio e stoppato un layup di Brown. 82-95, possesso Lakers e timeout per coach Brad Stevens costretto ad inserire gli starter.

Le due perse consecutive di Ennis stroncano le velleità di rimonta lacustre innescando il contro parziale Celtics ed obbligano Walton ad inserire DLo e Randle. Julius dimostra di essere stato catechizzato a dovere schiantandosi in transizione nel pitturato al primo possesso offensivo e commettendo fallo su Brown in quello difensivo, 83-105 e time out Walton.

A quattro minuti dal termine Brandon Ingram scocca il suo primo tiro della gara, la quale scorre dritta fino ai liberi di Nwaba che chiudono il match, 95-115. Era dal 2007/08 che i gialloviola non subivano uno sweep dagli storici rivali in RS.

Jordan Clarkson #6, Boston Celtics at Los Angeles Lakers
Jordan Clarkson #6, Boston Celtics at Los Angeles Lakers (Lakers.com)

Tutto troppo facile per i Boston Celtics che non hanno avuto problemi a fare propria la sfida, dopo 27 minuti gli starter già in doppia cifra, con una distribuzione bilanciata dei tiri (dai 5 di Bradley ai 10 di Thomas, al momento). Dei 43 canestri realizzati, 30 sono stati assistiti. La difesa ha imbavagliato lo sterile attacco lacustre mentre la frontline non ha avuto problemi nel controllare le plance. 18 punti ed 8 assist per Isaiah Thomas, bene anche Horford (17 con 8/12) e Jalen Brown (16+8) dalla panca, autore di alcune giocate spettacolari.

I Los Angeles Lakers dopo un promettente avvio si sono spenti, risollevandosi momentaneamente solo durante la sfuriata di Jordan Clarkson (20+4+3, 3 recuperi ed altrettante perse) che, anche se in ritardo, ha capito in quale modo attaccare vista la giornata no dall’arco (1/8). Da salvare solo le prestazioni di Zubac, Nance Jr. e David Nwaba che hanno portato energia dalla panca, discreto Brewer, maluccio Young (3/9 dall’arco).

Le note dolenti arrivano però dai giovani: Ingram subito fuori dal match per falli non è riuscito a fare praticamente nulla; Russell (17+3+4, -28 di +/-) a segno solo ad inizio e fine match ed incapace di portare mai in post Thomas; Randle (13+7+3, 5/13 dal campo e -31 di +/-) incapace di replicare la buona prova, quanto meno in attacco, offerta contro gli Hornets. Impietose le Adv Stats: -41.8 il NetRtg, 38.5 la EFG%.

Box Score ESPN

La voglia di combattere, la frustrazione per le sconfitte e la trance agonistica spingono troppo spesso JR#30 ad eccedere, emblatici i 70″ citati in precedenza di metà secondo quarto: attacco a testa bassa concluso in malo modo perché la mano destra… non c’è. Realizza un buon and-one e subito dopo restituisce il favore ad Amir Johnson, che l’aveva battuto – Amir Johnson, non Anthony Davis – in palleggio partendo dai tre punti. Infine, dopo un cortissimo jumper, dimentica il box out su Bradley che segna e subisce fallo.

Julius se ambisce a dare un contributo importante nei Lakers che verranno, dovrà lavorare non solo sulla parte tecnica  ma soprattutto sulla parte emotiva e nelle letture del gioco. Se il sopracitato Amir ha raddoppiato quest’anno le conclusioni tentate dall’arco con un buon 40% di realizzazione…

Dopo le NBA Finals 2010 che le ha viste protagoniste – qua il mini movie della NBA – le due franchigie hanno scelto strade diverse per la ricostruzione: i Celtics nel 2013, con la famosa trade coi Nets, si sono liberati dei veterani ed hanno accumulato pick – quest’anno l’ultimo regalo potrebbe donargli la Pick #1 – che con le proprie hanno portato a Boston Brown (#3, via Nets) e Smart (#7), oltre Young e Rozier. Free Agency – pur non avendo portato il Big Fish che potrebbe fargli fare il salto di qualità – accorte hanno portato Thomas ed Horford. Il tutto sotto la guida di un coach giovane come Stevens.

I Lakers invece hanno provato l’All In con Nash ed Howard, affondato con gli infortuni (ed il contratto) di Kobe. Inoltre la trade del canadese ha privato di troppe scelte i Lakers, mentre quella per l’ex superman, scappato dopo un’anno, ha lasciato in eredità il problema della pick protetta. Con qualche anno di ritardo dunque è iniziata la vera ricostruzione e quella dei rivali – calma nello sviluppo dei giovani, pazienza con Walton – potrebbe essere d’esempio per alcuni aspetti.

Lakers Girls, Boston Celtics at Los Angeles Lakers
Lakers Girls, Boston Celtics at Los Angeles Lakers (Lakers.com)

Per concludere, giornata positiva per il Tank Watch del nostro Caniggia e le sue Lakers Girls: Suns, Magic e 76ers vincono nella notte, lanciando i lacustri verso la corsa per il secondo peggior record della Lega. Sic.

Giovanni Rossi
aka odino

Full Game HL

Game #62 Preview & Live: Boston Celtics (39-22) @ Los Angeles Lakers (19-42)

“This has removed the most odious sentence in the English language. It can never again be said that ‘the Lakers have never beaten the Celtics'”.

Parole e musica del compianto quanto immortale nei nostri cuori Dr. Buss, anno di grazia ovviamente – non che ci sia bisogno di aggiungerlo, in verità – il 1985. Quella vittoria nelle Finals seguita con il commento di Dan Peterson, iniziò all’amore per questo meraviglioso sport e al tifo per i Lakers lo scrivente, che allora aveva poco più di 7 anni. In questo particolare momento storico noi il Larry O’Brien Trophy non abbiamo possibilità di vincerlo neanche a NBA2K, quindi la partita di stanotte allo Staples Center (h. 4.30 italiane) vale… moltissimo as usual. Questa non vuole perderla nessuno fra i fans gialloviola, neanche chi da anni – purtroppo – siede più o meno allegramente e convintamente sul carro del tanking.

Brandon Ingram #14, Los Angeles Lakers at Boston Celtics
Brandon Ingram #14, Los Angeles Lakers at Boston Celtics (Photo by Brian Babineau/NBAE via Getty Images)

Le due squadre non potrebbero arrivare alla partita in condizioni più differenti: reduci da 5 sconfitte i nostri (particolarmente dolorosa quella in volata contro gli Hornets, con Randle e Russell decisamente sugli scudi ), mentre per Boston la vittoria thrilling contro i Cavs rilancia il morale di una squadra reduce da uno 1-3 (particolarmente polemica la sconfitta subito contro i Bulls per un non chiaro fallo su Butler fischiato a Smart) nelle 4 partite precedenti. Dall’infermeria gialloviola potrebbe uscire Thomas Robinson che, indisposto, ha saltato la partita contro gli Hornets, mentre da parte biancoverde potrebbero non essere della partita Gerald Green (problemi ad un tallone) e l’ex Fighting Irish Demetrius Jackson (sembra alle prese con una brutta influenza).

Il team celtico – guidato brillantemente da Stevens – punta su un gioco fatto di buona circolazione di palla e ricerca costante di giuste spaziature, con un discreto uso del pick’n’pop e del pick’n’roll centrale, principalmente innescato da Smart, Bradley e Thomas, ovvero i 3 migliori passatori nella lega in questa situazione subito dopo Deron Williams. Il gioco della seconda forza della Eastern Conference però difficilmente può essere categorizzato, visto che il coach ex Butler ama prendere e riadattare diversi set offensivi (TPO, Princeton, etc.). La squadra capofila della Atlantic Division non si costruisce molte opportunità con rimbalzi offensivi (9 a gara, C’s 25esimi su trenta), steal (7.4, 20esimi) e contropiede (11.9, ancora 20esimi), ma punta molto sui tiri assistiti, grazie al paziente e sincronizzato movimento di palla e uomini (18esimo pace, 96.2): gli assist per i C’s sono 24.9 a match, terzi in tutta la NBA (fra i singoli guidano la classifica IT con 6.2 ed Al Horford con 5). Non sorprende quindi che la TS% di squadra sia 112.5 %, dietro a Golden State (119.6%), Houston, Cleveland e San Antonio. La ratio assist/TO è pari a 1.936 , secondi in tutta la lega dietro a GSW.

Per la franchigia del GMAinge 41.7 punti in pitturato a gara (22esimi su 30), ma nell’arco della stessa dal perimetro infilano regolarmente 12.2 conclusioni (solo i Rockets e i Cavs fanno meglio). Il confronto fra le panchine sembra decisamente favorevole ai Lakers, primi con 50.1 PPG, mentre gli arcirivali sono solo 21esimi con 32.1 PPG: la cifra purtroppo è al momento poco significativa, in quanto evidentemente “drogata” dall’impatto che ha avuto sulla nostra stagione “Sweet Lou” Williams (18.6 ad allacciata di scarpe per l’attuale Rocket). Boston – dietro proprio solo a Houston, in questo particolare campo – vince in volata il 70% delle sue partite: questo dato non è esattamente inatteso, visto che nell’ultimo quarto normalmente Thomas & co. segnano in media 28.8 PPG, miglior team fra 30.

Larry Nance Jr. #7, Los Angeles Lakers at Boston Celtics
Larry Nance Jr. #7, Los Angeles Lakers at Boston Celtics (Photo by Brian Babineau/NBAE via Getty Images)

A differenza di chi l’ha vissuta 7 anni fa e la ricorda con gioia come Walton (cresciuto anche a Boston da piccolo, quando il padre illuminava ancora il parquet, pur se limitato da problemi fisici) e l’allora Ron Artest che mise in G7 un tiro di una certa rilevanza (e che ieri notte ha dichiarato fra il serio e il faceto “Some of these guys were still getting their butt whooped for eating too much candy seven years ago. Now is a new time, new era of players.”) non sappiamo quanto questa gara possa essere sentita dalla nuova generazione di giocatori.

Speriamo però proprio di rivedere uscire D’Angelo Russell come la stagione scorsa al Garden… e siamo convinti che anche i tankatori incalliti lo accetterebbero volentieri…

Appuntamento per il live rigorosamente su back9hours questa notte alle 4.30 #LakeShow #Lakers #Celtics #NBA #B9H

Alessio Mannarelli

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102 thoughts on “Game Recap #62 Boston Celtics @ Los Angeles Lakers 115-95

  1. La differenza è che loro hanno avuto Paul Pierce e noi Kobe.Pierce da vero uomo squadra si è fatto da parte invece di rapinare la propria società.Kobe invece,senza scrupoli,ci ha distrutto col suo contratto e con le sue scelte,vedi D’Antoni al posto di Phil e Gasol invece di Howard.Ecco perchè i Celtics ora sono ad un passo dal contendere per il titolo mentre noi anneghiamo nel mare di merda costruito da Kobe,Jim e Mitch

  2. Ahah, Odino win… Ennis è un giocatore scarso, Jerry è simpatico XD

    Che dire? Uno dei Boston@Lakers più schifosi e avvilenti di sempre, in regular season. Si salvano solo Zubac, Brewer, Nwaba – ma chi cazz’è? – e i comprimari che, quantomeno, c’hanno provato.
    Randle orripilante, Dlo scandaloso per letture – un paio di passaggi sparati in tribuna, a metà gara, atteggiamento degno di una spranga sui denti -, Nick ormai tira tutto quello che gli capita tra le mani, Ingram è scomparso nel nulla assoluto che contraddistingue i Lakers in piena “operazione tanking”.
    I 20 punti nel terzo quarto di Scarson, quando siamo scesi anche a -31, valgono come la doppietta di uno che segna i gol della bandiera del 5-1 e 5-2: un bel cazzo. Nel resto della partita, una pena.
    Quando rischi di prenderne 40 nel primo quarto, 70 all’intervallo e ti fai dominare da Amir Johnson, cosa cavolo vuoi commentare?

    Buon per la L, buon per le W avversarie e cosi sia.

  3. Da quando se ne è andato epic Lou le possibilità di vincere anche una sola partita sono ridotte al minimo . Davvero un’ottima mossa per mantenere la scelta

    1. Lou è un solista e mi fa schifo, si gioca di sistema se poi non sanno giocarsi e giocano le iso se meritano il peggio, giusto così ma la pallacanestro è un’alta cosa, esempio è quella di boston che manda tutti a segno con irisoria facilità

  4. Per fortuna hanno smesso di bombardare dall’arco, male JC… Bene Zubac ed Ingram a difendere il pitturato ma troppi falli… Dovremmo attaccare di più Thomas…

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