Focus On… Julius Randle

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I riflettori del Focus On… puntati su Julius Randle, autore di una recentissima quanto inutile tripla doppia a Dallas, nella serata in cui WunderDirk ha raggiunto il prestigiosissimo traguardo dei trentamila punti segnati in carriera.

Gli anni dell’High School e la stagione da “one-and-done” a Kentucky

Fin da piccolo Julius Deion Randle eredita dalla madre Carolyn, ex giocatrice di basket a Texas, la passione per The Game. Iscritto alla Prestonwood Christian Academy di Plano vince i titoli di stato nell’anno da Rookie, poi in quello da Junior e nell’ultimo da Senior dove, fra le altre cose , ne mette 30 in faccia agli storici rivali di HS di Trinity. Oltre ai campionati statali nel 2011 partecipa al Nike Global Challenge (dove chiuderanno come co-MVP Andrew Wiggins e Jabari Parker), nel 2012 sarà medaglia d’oro agli U-18 Americas Championship (giocherà insieme a Marcus Smart) e vincitore dell’Under Armour Elite 24 Dunk Contest, nel 2013 prenderà parte al Nike Hoop Summit (19 punti e 8 rimbalzi, dietro l’MVP Parker), Jordan Classic (Randle sarà miglior giocatore dell’Est, premiato da Carmelo Anthony) e McDonald’s All American (Aaron Gordon MVP).

Chiuderà l’ultimo anno di liceo con 32.5 PPG e 22.5 rimbalzi a match – no, non è un refuso – e con il riconoscimento fra i 5 migliori atleti a livello nazionale insieme fra gli altri ai sopracitati Wiggins, Parker e Gordon. Rimarrà legato alla sua HS dove si svolge un torneo di beneficenza (da lui promosso e finanziato) per la lotta al cancro.

Julius Randle #30, Prestonwood Christian Academy
Julius Randle #30, Prestonwood Christian Academy (GettyImages)

Conteso fra diversi atenei, fra i quali Kansas, Florida e Texas, alla fine opta per Kentucky. La stagione con i Wildcats – dove giocherà con l’attuale C’s James Young, oltre che con Willie Cauley-Stein e i gemelli Harrison, Aaron ed Andrew – inizia nel segno delle doppie doppie, realizzate di fila nelle prime 8 partite, fra cui una in un losing effort contro gli Spartans di Izzo al Champions Classic (78-74 per MSU). In questa partita non basta un furioso secondo tempo di Randle (che chiuderà con 27 punti totali, ma anche con 8 sanguinose palle perse). Nella regular season la squadra di Calipari va a fasi alterne (chiuderà con 24-10). Nella Finale del Championship della SEC i Gators si imporranno sui Widcats 61-60, con Randle praticamente impalpabile; ben marcato da Prather chiuderà con 4 punti (1/7) e 7 rimbalzi.

All’NCAA Tournament Randle inizia subito con il botto: i suoi 19+15 (+ 1 stoppata) danno la vittoria a Kentucky – che torna a disputare il torneo dopo il fiasco della mancata qualificazione 2013, da Ateneo campione in carica – nella sfida fra “Wildcats” contro Kansas State. Superata nel successivo round Wichita State, un’altra buona prova da 15+12 del texano (con due liberi di vitale rilevanza dopo la tripla del sorpasso di Aaron Harrison) permette a Kentucky di imporsi sulla Louisville di Pitino.

Julius Randle #30, Kentucky Wildcats vs Kansas State Wildcats
Julius Randle #30, Kentucky Wildcats vs Kansas State Wildcats at 2014 NCAA Tournament (USA TODAY Sports)

Alle Finals dei Regionals ancora un paio di missili nel finale dall’arco di Aaron Harrison permettono ai Calipari’s Boys di superare i Michigan Wolverines, guidati in campo da Nick Stauskas e Glenn Robinson III: i 16+11 di Randle, unite alle “bombe” di James Young (3) e alla grandi prestazioni off the bench di Marcus Lee (10+8) e di Poythress (8) sigillano il risultato (75-72).

Alle Final Four l’epilogo però sarà amarissimo. Dopo aver battuto in semifinale i Badgers 74-73, con un’altra “bomba” praticamente allo scadere di – indovinate un po’ ? – Aaron Harrison, contro la – forse sottovalutata – Connecticut di Ollie, guidata in campo da un’indemoniato Shabazz Napier, i Wildcats sono sempre costretti a rincorrere. I numerosi errori ai liberi (11 totali, Randle chiuderà con 4/7 dalla lunetta) e al tiro (Julius infilerà il primo tiro solo all’ultimo minuto del primo tempo dopo alcuni errori e chiuderà con 10 punti e sei rimbalzi totali) pregiudicheranno la partita della squadra di Calipari; il risultato finale sarà 60-54 per gli Huskies.

Chiuderà l’esperienza a Kentucky mettendo a referto 24 doppie doppie totali per i Wildcats, record per un freshman (supera la neo-coppia Pelicans Brow-DMC, appaiati a 20). A fine anno il fresco SEC Rookie of The Year sarà il leader della squadra per punti segnati (15) e rimbalzi (10,4) e verrà inserito nel Final Four NCAA All Tourmanent Team insieme al compagno Young (oltre Napier, Boatright e Daniels per UConn). Durante la stagione al college conosce anche Kendra Shaw, semifinalista di Miss Kentucky 2013 e sua attuale compagna.

2 anni con i Lakers, ma una sola stagione disputata

In anni in cui la stragrande maggioranza delle squadre NBA gioca spessissimo con lo stretch four ad allargare il campo, i Los Angeles Lakers puntano in una direzione opposta. Il mancino Randle viene preso al draft con la pick #7 subito dopo Smart (finito ai Celtics): si punta su di lui sperando di sfruttare la sua rapidità, la capacità di andare forte a rimbalzo e soprattutto la sua abilità nel difendere e nello switchare le marcature se necessario.

Adam Silver and Julius Randle, 2014 NBA Draft
Adam Silver and Julius Randle, 2014 NBA Draft (Mike Stobe/Getty Images)

L’esordio contro i Rockets ad Ottobre 2014 non permette nemmeno di capire che tipo di giocatore possa essere. Una botta alla gamba presa in preseason viene sottovalutata dallo staff medico e la reazione da stress non si fa attendere: meno di 14 minuti e stagione 2014/15 terminata alla prima partita. Julius trascorre la prima stagione in infermeria facendo riabilitazione e vedendo i lacustri affondare (21-61 il record finale) piuttosto rapidamente.

Julius Randle and Gary Vitti
Julius Randle and Gary Vitti (J Alexander Diaz/Lakers.com)

Alla prima stagione completa (2015/16) inizia – come logico – con qualche alto (Blazers, Pacers, Wolves ) e qualche basso (disastroso contro Pistons e Rockets). Proprio la partita contro i Pistons è indice di quanto i rapporti con coach Byron Scott siano più che discretamente tesi; criticato dal Tank Commander per la sua poca applicazione difensiva, fra Dicembre e Gennaio si fa una discreta dose di panca punitiva insieme a D’Angelo Russell. I due saranno rimpiazzati temporaneamente in quintetto rispettivamente da Larry Nance Jr. e Lou Williams.

L’infortunio di Nance Jr lo riporta in sella da titolare: inanella diverse ottime prestazioni contro Nets (vittoria con 14+13), Hawks (sconfitta 16+14), Warriors e Magic (altre W rispettivamente da 12+14 e 23+11), infila la prima tripla doppia della stagione in una sconfitta contro i Nuggets in Marzo, il tiro della vittoria contro gli Heat (e una multa per esultanza troppo… colorita, ovvero le “big balls” à la Sam Cassell).

Julius Randle #30, Miami Heat at Los Angeles Lakers
Julius Randle #30 celebrates the winning shot in OT, Miami Heat at Los Angeles Lakers (John McCoy/Los Angeles News Group)

Chiude il 2015/16 con 11.3 punti (quinto miglior marcatore di squadra) e 10.2 rimbalzi a partita (miglior rimbalzista). Le cifre per le assistenze dicono 1.8 a match, migliore dei lunghi lacustri. A fine stagione avrà messo a referto 34 doppie doppie totali (15esimo della stagione in NBA, quarto in questo dato fra le ali grandi).

La stagione attuale

I nuovi Lakers decidono di ripartire da Luke Walton, che dà subito grande fiducia al giovane Julius: titolare da 4 e spesso impiegato anche da 5 in quintetti small-ball.

Al momento è il quinto miglior marcatore del team (12.8 PPG), il miglior rimbalzista (8.6 a gara, 6.6 quelli difensivi), il secondo miglior passatore (3.8 ad allacciata di scarpe, dietro DAR1 leader dei nostri con 4.8), ma purtroppo anche il più falloso della squadra gialloviola (3.4 a match) ed è secondo nelle palle perse (2.4).

Fra gli highlights della sua stagione vanno certamente rimarcati la vittoria contro Atlanta (stoppata decisiva sul layup di Schroeder), la lite con Tyson Chandler e il passaggio successivo a Clarkson per una tripla in una precedente sfida contro i Suns, la W contro i Kings e la multa per lo scambio verbale con DMC, la bella prova contro GSW, la tripla doppia contro i Nets, il canestro del sorpasso con 13 punti e 20 rimbalzi messi a referto contro i Bulls, la W contro i Sixers che interrompe una striscia di 8 sconfitte (25, con 10/13 dal campo), i 13+7 e 8 assistenze nel Christmas Game contro i Clippers subito dopo essere diventato padre, i 25+12 purtroppo inutili contro i Jazz, ancora una tripla doppia contro i Grizzlies (secondo Nick Young era in modalità juggernaut, forza inarrestabile), una bellissima quanto solida prestazione nel 111-95 contro Orlando, i 16 in una W contro Indiana, i 14 – e una buona difesa – contro i Knicks e anche il recente losing effort contro Charlotte (23).

Game #38 Memphis Grizzilies @ Los Angeles Lakers 102-116: Julius Randle #30
Game #38 Memphis Grizzilies @ Los Angeles Lakers 102-116: Julius Randle #30 (Lakers.com/NBAE via Getty Images)

Randle su Walton ha sempre speso buone parole e apprezza il coach per come riesce a motivarlo:

“He just know how to push my buttons – the right buttons, though – to get me going and to challenge me”

le parole pronunciate dopo la tripla doppia contro Memphis e dopo che Luke gli aveva espressamente chiesto un salto di qualità.

  • Focus On

Quarto lacustre in Player Efficiency Rating (15.9, primo l’ex Sweet Lou con 24, poi T-Rob con 16.5 e Russell con 16.3), ha un Player Impact Estimate di 11.4. Marzo al momento è il suo mese d’oro per assistenze (5.8) e rimbalzi (11.3), ma ad oggi è il periodo in cui ha segnato meno (11.0). Da 3 punti tira poco (6/29), preferendo attaccare il ferro (170/260) prevalentemente con schiacciate (39/40) arrivando da tagli forti in ricezione dinamica, putback o layup (131/228).

Sul jumper, suo punto debole dai tempi del College, sta lavorando e si prende il tiro con buona continuità: al momento però ne ha segnati solo 88/266. Il quarto periodo delle partite è il momento in cui la sua eFG% (.629 nella frazione, .487 complessiva) è migliore: 58/93 tentativi per lui, è il periodo della partita in cui tira meno. La sua eFG% nel catch’n’shoot è di .432, cala un poco nei pull-up (.401).

Il compagno che ha servito di più è D’Angelo Russell (44 passaggi convertiti, principalmente sul perimetro), mentre da DAR1 ha ricevuto 42 assistenze vincenti. Con lui in campo l’ORtg di squadra è di 104.8, mentre quello avversario è di 114.5: 106.7 quello lacustre e 111.7 quello avversario invece con lui fuori dal campo. Al momento per lui in stagione 14 doppie doppie

  • Le lineup lacustri con Randle

Fa parte ovviamente della lineup più impiegata con Russell, Young, Deng e Mozgov, utilizzata per quasi 403 minuti. Con lui da 5 (+ Clarkson, Williams, Ingram e Nance Jr, formazione che ovviamente non rivedremo), il quintetto è stato terzo per eFG% (+.093, primo il quintetto DAR1, Young, Black,Mozgov con + .143). Randle si trova nel secondo quintetto per TRB% (+15.5 a rimbalzo con Clarkson, Williams, Ingram e Black, altra formazione che non verrà riproposta), il primo quintetto è identico con T-Rob al posto suo e una TRB% di +17-5. E’ purtroppo nei primi 5 quintetti gialloviola peggiori per TO ; +15.4 palle perse in più rispetto al normale quando in campo insieme a lui c’erano Calderon, Young, Deng e Mozgov.

Julius Randle #30, Los Angeles Lakers at Toronto Raptors
Julius Randle #30, Los Angeles Lakers at Toronto Raptors (Photo by Ron Turenne/NBAE via Getty Images)

Delle conformazioni attuali possibili sono particolarmente favorevoli nel concedere palle facili agli avversari (rispettivamente +8.8 e + 6.6) quella con Young, Ingram, Deng, Randle e Mozgov e l’altra con Russell, Young, Ingram, Black e Julius impiegato da 5.

  • Il Randle che vediamo e i suoi punti da migliorare

Bloccante rozzo ma efficace, è bravo nel tagliare forte verso il canestro (principalmente in ricezione dinamica) e risulta decisamente aggressivo, istintivo e tempista a rimbalzo. Difensivamente deve ancora crescere molto; in stagione ha avuto molti passaggi a vuoto clamorosi (Dallas poche notti fa, Boston, OKC, Phoenix e Detroit a Febbraio; San Antonio e Portland a Gennaio; Memphis e Sacramento a Dicembre; Minnesota a Novembre) e la sua difesa sull’uomo è decisamente rivedibile nonostante sia abbastanza rapido.

Abbocca ancora un pò troppo sulla finta dell’avversario e commette falli evitabili. Offensivamente come detto deve lavorare sul jumper, ma per il #30 è necessario ampliare anche il tiro dal midrange (19/51), visto che un gioco perimetrale credibile e/o minimamente pericoloso è ancora lontano per il nostro. Mancino naturale, non sfrutta praticamente mai la mano destra in attacco; cade quindi ancora nelle trappole delle difese che preparano le partite su di lui sfruttando la sua prevedibilità offensiva e lo disinnescano o gli forzano il TO.

Nonostante un rassicurante numero di assist (molti però sono poco più che “consegnati”), la sua comprensione del gioco è certamente migliorata rispetto all’anno scorso, ma non è ancora rifinita, tutt’altro: è giocatore – a modestissimo e opinabile giudizio di chi scrive – che deve continuare a lavorare molto sul palleggio, sul passaggio e su come servire il compagno al meglio quando raddoppiato. La mancanza di continuità nelle prestazioni è un problema, ma non per una questione di numeri che alla fine bene o male piazza: deve lavorare sul suo atteggiamento. Esemplificativa su tutte una partita vs. Portland a inizio Gennaio, quando con indolenza ha lasciato spadroneggiare Mason Plumlee su entrambi i lati del campo, senza accennare una minima reazione, ma infilando un errore dietro l’altro.

Siamo ancora quindi lontani dal vedere “Lamar Odom nel corpo di Zach Randolph”, citazione del Black Mamba dopo la tripla doppia contro i Nuggets nella stagione scorsa. Ancora troppo. Non è detto che il futuro di Randle sia legato a doppio filo ai colori gialloviola, visto anche che quando si è trattato di dare la caccia a DMC il ragazzo – fatta salva l’incedibilità di Ingram – dovrebbe essere stato inserito in un discorso di trade.

Lakers Practice: Lakers Coach Luke Walton and Julius Randle #30
Lakers Practice: Lakers Coach Luke Walton and Julius Randle #30 (Lakers.com/NBAE via Getty Images)

Al momento Randle è un ala forte old-style ed un “progetto” di “5” da rifinire. Nel futuro dei Lakers – ammesso ne abbia, se non viene coinvolto prima in uno scambio per prendere un giocatore più forte o più funzionale – non mi stupirei di vederlo partire anche off the bench per sfruttare la sua energia. Non è detto neanche possa essere una situazione utile, visto che Randle deve comunque sentirsi coinvolto nel gioco per rendere al meglio. Al momento ha mostrato moltissimi lampi, ma la poca continuità – soprattutto di testa – e la sua atipicità di gioco in una squadra che deve tornare ai vertici potrebbero non essere d’aiuto per un suo futuro da starter protagonista nella Città degli

Julius Randle: Hulk Smash!
Caniggia’s Cine Art | Julius Randle: Hulk Smash!

Angeli.

Alessio Mannarelli

 

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13 thoughts on “Focus On… Julius Randle

  1. Mi piace un sacco ultimamente, si sta limitando nello strafare. Se riesce a stare tranquillo e fare il suo, può diventare un ottimo giocatore. Ovviamente tanto impegno per migliorare in difesa e da 3 punti. Però mi sta piacendo. Poi anche il valore sale e se dovranno fare della trade, e’ un ottima cosa.

  2. Complimenti Alessio!
    Difficile pensare di rinnovare l’anno prossimo a 10/20 mln anno un giocatore del genere. Denaro che oltretutto servirà per un George o analoghi. Secondo me per lui ci saranno trade estive in vista o una FA l’anno prossimo.

  3. Fisico fantastico, con una faccia simpaticissima, ma purtroppo se non migliorerà di testa, mi sa che non riuscirà mai a fare il salto di qualità sperato. E’ anche vero che è solo al suo secondo anno e ha tutto il tempo per migliorare, però purtroppo quella prima stagione andata a vuoto, lo avvicina al rinnovo e Pelinka, Magic e Walton dovranno decidere bene se continuare sulla scommessa Randle o cederlo per arrivare a qualcuno d’importante per evitare che il valore scenda all’inverosimile, soprattutto se gli rinnovassero a 20 all’anno e continuasse a difendere male e fare il Caprone. Detto questo, Forza Julius. Forza Lakers.
    P.s. Bellissimo articolo Alessio.

  4. Complimenti Alessio, bellissimo Focus On… come sempre. Concordo con te, se riuscisse a costruire un tiro credibile anche alcuni problemi di lettura sarebbero meno importanti. Vedremo cosa “diventerà da grande” Julius.

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