Game Recap #67 Los Angeles Lakers @ Denver Nuggets 101-129

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Già alla palla a due troviamo la prima sorpresa: D’Angelo Russell out, Jordan Clarkson in. Quintetto inedito, con JC, Nwaba, Ingram, Randle e Zubac che si oppongono al nostro connazionale più rinomato in ambito cestistico, Danilo Gallinari, il sempre divertente da vedere Jokic, l’ottimo Gary Harris, la vecchia conoscenza Plumlee – storie tese con Randle già in diversi confronti stagionali, indossando la maglia dei Blazers – e il veterano del gruppo, l’ex finalista NBA Jameer Nelson (meglio non pensare contro chi disputò quelle finali Jameero, potrei inondare lo schermo di lacrime).

Jordan Clarkson #6, Los Angeles Lakers at Denver Nuggets
Jordan Clarkson #6, Los Angeles Lakers at Denver Nuggets (Photo by Bart Young/NBAE via Getty Images)

Se il buongiorno si vede dal mattino, l’alba della partita è la peggiore che potevamo auspicare, con Ingram che si fa sbertucciare alla Ivo il tardivo (cit) dal Gallo per la prima facile schiacciata del numero 8 da Graffignana, seguito da Randle che non sapendo cosa farsene della palla a spicchi, decide di scagliarla verso canestro dietro l’arco dei tre punti, con risultati onestamente poco edificanti. Fossimo interessati al risultato, la tentazione sarebbe di spegnere subito il Pc, ma non essendo in dubbio la proprietà della doppia Vu (e noi, impegnati nel tanking più sfrenato, dobbiamo guardarci bene dal metterla in discussione), la visione del match può serenamente proseguire.

Per dare l’idea dell’avvio di gara stile training camp, basti dire che Zubac deve raccogliere all’altezza delle sue scarpe un passaggio inguardabile dello svogliatissimo Randle, riuscendo non si sa come a trasformarlo in un jumper che si conclude con un “solo rete” da manuale. Jokic gli risponde con la stessa moneta, perché quanto a mani educate Nikola è secondo a pochi. Ad Ingram non sembra vero di trovare un’area più deserta del centro di Milano a Ferragosto, con la difesa dei Nuggets che si apre come il Mar Rosso al passaggio di Mosè, inducendo Brandon a temere di essere stato risucchiato nel Rising Stars di un mese fa, punito probabilmente per la difesa precedente su Gallinari. Ma appena si volta e vede Nwaba in campo, ogni dubbio si dissolve.

Jokic distribuisce assist al bacio come se fosse il playmaker – a pensarci bene, lo è -, mentre Randle converte a sorpresa una rimessa veloce con un solo secondo sul cronometro dei 24, mettendo a segno una tripla tra lo stupore generale di pubblico, staff tecnico e perfino delle cheerleaders dei Nuggets.

Walton mette in luce un talento degno dei recenti Academy Awards, sforzandosi di allenare e conferire con gli arbitri, come se realmente dovesse fare il possibile per cogliere la W e non l’esatto contrario. Clarkson si impegna a guardare poco il canestro per onorare il suo ruolo odierno – la pg -, ma dopo aver gestito insolitamente bene la situazione per i compagni (Zubac e Randle i bersagli prediletti), a metà primo quarto si mette in proprio e rende onore all’ormai dismesso Nick Young, esibendosi nella specialità di Swaggy P: il gioco da 4 punti. La situazione falli di Ingram, subito pesante, costringe Brewer ad un prematuro ingresso sul parquet che lo ha visto ottimo protagonista negli anni in cui Nelson frequentava i piani alti della Eastern conference in maglia Magic… si, quelli della Finale NBA poi persa contro quelli in maglia gialloviola, per cui cambiamo discorso per la ragione già sopra esposta.

Dopo sette minuti di gioco, fa il suo ingresso in partita anche DLo, retrocesso nella second unit dopo l’ultima esibizione tutt’altro che brillante offerta coi Philadelphia 76ers. Il primo squillo del numero 1 è uno sfondamento, giusto per mettere in discussione  la scelta del coach. Lo stato confusionale in cui versano i Lakers oggi, si manifesta sul finire della prima frazione, quando Russell recupera un pallone e lo serve in fuorigioco a Brewer, per il più semplice dei contropiedi due contro zero. Corey ha la geniale pensata di servire il più avanzato Clarkson con un passaggio dietro la schiena, peccato solamente che sbagli la misura e anziché JC, centri gli spettatori della prima fila sotto canestro.

D'Angelo Russell #1, Los Angeles Lakers at Denver Nuggets
D’Angelo Russell #1, Los Angeles Lakers at Denver Nuggets (Photo by Garrett Ellwood/NBAE via Getty Images)

La regia, forse per compassione, non va a pescare Walton negli attimi successivi, ma non è altrettanto gentile d’animo pochi secondi più tardi: D’Angelo, tanto per cambiare sceneggiatura rispetto alla gara precedente, non si accorge che il cronometro dei 24 sta per scadere e con 2-3 secondi rimasti, deve inventare un tiro forzato dagli 8 metri che naturalmente si trasforma nel più prevedibile dei cross. Immediata e puntuale l’inquadratura al coach dei Lakers, che scuotendo la testa non nasconde il proprio disappunto per la totale mancanza di presenza di spirito del giovane playmaker uscito da Ohio State. Se DLo voleva mandare un messaggio a Walton, dopo il voto di sfiducia incassato dal coach,  al momento proprio non ci siamo. E il peggio deve ancora venire, come direbbe Mazzarri.

Barton si conferma la bestia nera dei Lakers, segnando a ripetizione appena entrato, compresi i 5 punti nell’ultimo minuto che allungano il vantaggio dei padroni di casa dal +5 al 33-23 che apparentemente dovrebbe chiudere i primi 12 di gioco. Peccato che Russell non sia ancora soddisfatto e dopo essersi intestardito per dieci secondi in palleggio, penetri in mezzo alle maglie bianche dei Nuggets, salvo cambiare idea all’ultimo secondo e scaricare (male) per l’ignaro Black: palla nelle mani di Gary Harris che va ad appoggiare indisturbato il canestro del 35-23. Se Walton fosse Popovich, la partita del secondo anno from Louisville, terminerebbe qui.

Ahinoi, Pop allena ancora a San Antonio e ad inizio secondo quarto, Russell è ancora sul parquet e ad onor del vero, è proprio lui a firmare un pregevole canestro di mancina dalla linea di fondo, in avvio di frazione. Come non bastassero le magagne offensive, è nella propria metà campo che DLo lascia basiti: seguendolo per un’intera azione difensiva, si può notare che non riesce letteralmente a tenere il passo del suo uomo – Gary Harris, per la cronaca, non Steph Curry -, creando un’inferiorità numerica continua, tra aiuti e chiusure, tale da consentire a Murray una tripla comoda comoda, con la nostra pick n.2 del 2015 a fungere da libero a centro area, esattamente come il floor Kobe di fine carriera. Atteggiamento che perdonavi al Mamba per i 5 titoli, gli infortuni e la gratitudine per 20 anni di meraviglie, ma che non puoi accettare in un ragazzo che ha mosso i primi passi NBA ieri l’altro.

A tenere a galla i Californiani ci pensa Brewer, che si fa perdonare la stupidaggine in contropiede del primo quarto, con due break ad inizio periodo, conclusi entrambi da veementi schiacciate che confermano la volontà di cancellare il blooper della serata. Al contrario, Ennis appena entrato si esibisce nella turnover alla D’Angelo Russell – ormai c’è il copyright -, facendomi comprendere il perché un playmaker cosi rispettato e considerato a livello universitario, abbia fatto tanta fatica a trovare spazio nei suoi primi anni tra i pro.

Corey Brewer #7, Los Angeles Lakers at Denver Nuggets
Corey Brewer #7, Los Angeles Lakers at Denver Nuggets (Lakers.com)

Murray posterizza Randle, che a dire il vero fa ben poco per entrare nell’istantanea ed evitare la facile schiacciata dell’ex stella di North Carolina. La regia si sofferma sull’intervista di Lisa Leslie ad un Kenneth Faried in borghese, ma non essendo il mio tipo nessuno dei due, invoco la regia di tornare alle imprese dei nostri eroi, tra le quali segnalo – senza ironia – una splendida visione, finalmente, di D’Angelo Russell, che serve con gli effetti speciali Black per la più banale delle bimani. Dopo giocate del genere immagineresti un futuro da All Star per l’#1, se solo non avessi assistito ai disastrosi minuti precedenti.

Ma è ancora il dominante Jokic a riprendersi la scena, con un passaggio no look a Barton che manda in delirio il pubblico del Pepsi Center. Su di lui dubbi ce ne sono pochini, la prossima fermata è la partita delle stelle della Domenica, che mai come in questo momento ha bisogno di personaggi come il 22enne serbo, per risollevare la propria immagine. Hernangomez dilata il massacr….il vantaggio fino a 19 lunghezze, ripetendosi sempre da 3 punti nell’azione seguente: -22 dopo soli 18 minuti di gioco, vorremmo che fosse già finita.

Anche Nwaba si iscrive al concorso “turnover più stupida del giorno”, ma sul versante opposto si scherza poco e si segna molto: 58-33 Denver dopo l’and one ottenuto da Barton, il tracollo ormai non conosce limiti. Coi suoi sprofondati a -25, il figlio del grande Bill decide che è ora di tentare qualcosa e si prende un tecnico nella speranza che i suoi ragazzi recepiscano il messaggio: perdere va bene, ma per le umiliazioni abbiamo già dato, tra Dallas, San Antonio e company.

La seconda mossa del coach è scongelare Ron Ron a 5 minuti dall’Half time, per il delirio dello spicchio gialloviola presente in tribuna.

Metta World Peace #37, Los Angeles Lakers at Denver Nuggets
Metta World Peace #37, Los Angeles Lakers at Denver Nuggets (Photo by Bart Young/NBAE via Getty Images)

L’amico dei Panda finisce subito in lunetta e smuove i Lakers da quel 33 che persisteva a tabellone da diversi minuti, seppur segnando un solo punto dalla lunetta. Ma come per contagio, si svegliano anche i giovani e sul possesso successivo, Ennis realizza il gol del 36-61, con tanto di libero supplementare. Qualcosa si muove.

Intendiamoci, il tabellone piange, ma quantomeno si vede qualcuno fare tagliafuori a rimbalzo, con tutti i limiti fisici e atletici che contraddistinguono un ormai ex giocatore come Ron/Metta. E’ ancora il 37 a mettersi in proprio, procurandosi prima due liberi e poi facendo la voce grossa a rimbalzo, improvvisando un coast to coast che porterà all’intelligente scarico per la schiacciata di Zubac. La figuraccia è inevitabile, sotto di quasi 30 punti dopo neanche due quarti, ma almeno è apprezzabile il non volerci stare di un vecchio campione come Ron, uno che questa banda di ragazzini svogliati dovrebbe prendere ad esempio, anziché farsi i selfie su Instagram.

Clarkson non è nella sua giornata di grazia, ma anche i Nuggets non trovano più con tanta frequenza il canestro e si va all’intervallo con un indecente ma tutto sommato accettabile (prima dell’entrata di World Peace si viaggiava a ritmi da 80 punti, in casa Nuggets)  43 a 67.

Gallinari (da 3) e Jokic (dalla media) ricominciano a bombardare nel terzo quarto, mentre sul fronte Lakers possiamo apprezzare un raro canestro di Nwaba, che sopraggiunge dal lato debole e si iscrive finalmente a referto con tanto di schiacciata.

Ingram si conferma la principale vittima del tanking, perchè da quando ci siamo iscritti alla competizione, la sua stagione è andata tristemente a sud. E se possibile, ancora più a sud va la partita, con Denver che infierisce con Harris e lo stesso Danilo dalla lunga distanza. Il 12-4 fulminante porta i ragazzi di coach Malone sul +32, costringendo il collega all’ennesimo Timeout per fermare l’emorragia.

Di fatto, la partita si conclude qui. A babbo morto, come spesso accade, Clarkson inizia ad aggiustare il proprio tabellino e a ruota lo segue Ingram, a segno ripetutamente col jumper che nel primo tempo non entrava. L’agonia dura 24 minuti, durante i quali Zubac, Ingram e Clarkson la fanno da padrone, rendendo statisticamente positiva una gara che ad eccezione del centro slavo (25 punti alla fine, career high)…

…positiva non lo era stata affatto, finchè il divario non è divenuto incolmabile. Si conclude 129 a 101 e bisogna ringraziare i Nuggets che nel secondo tempo hanno tolto il piede dall’acceleratore se alla fine non dobbiamo commentare un 150-90 (il punteggio che realisticamente sarebbe scaturito, proseguendo su quello spartito).

L’immagine principe della serata è la furiosa schiacciata con la quale Beasley beffa Zubac allo scadere, proteso nel vano tentativo di stoppata e finito mestamente nel poster che il numero 25 delle Pepite potrà regalare ad amici, parenti e nipoti.

Tra i gialloviola, segnalo un orrendo Russell da 10 punti e 28% dal campo, i 14 di Ingram, i 19 di Jc e i 25 di Zublocka. Barton e Murray (22) guidano una batteria di ben sette Nuggets in doppia cifra, con gli europei Gallinari e Jokic, le stelle della squadra e gli Mvp di serata, appaiati a quota 18.

Box Score ESPN

Mi rendo conto sia un male necessario per conservare o provare a conservare la pick top3 2017, ma soprattutto in trasferta sta diventando complicato assistere a questo tipo di esibizioni. Allo Staples si registra un minimo tentativo di salvare la faccia, ma lontano dalle mura amiche l’imbarcata è sempre dietro l’angolo e questo, chiamandoci Lakers, non sarebbe stato tollerabile in altri frangenti. Oggi va cosi, ma cosi come la scorsa stagione di questi tempi, l’augurio è che sia veramente l’ultimo anno di tanking. Anche perché cosi i giovani non migliorano, non è un caso che oltre al già citato Ingram, anche Larry Nance Jr. abbia visto crollare il livello delle sue prestazioni, da quando l’obiettivo primario è perdere più partite possibili. Chi gioca a 360 gradi su due metà campo, un po’ come accade all’All Star Game, si trova sperso, come un pesce fuor d’acqua in un contesto dove tali pregi non solo non vengono considerati, ma risultano dannosi e giudicati impropri.

Ivica Zubac #40, Los Angeles Lakers at Denver Nuggets
Ivica Zubac #40, Los Angeles Lakers at Denver Nuggets (Lakers.com)

Su Russell e Randle, invece, velo pietoso, ad oggi sono coloro che verosimilmente tornerebbero utili alla causa solo in caso di cessione, ovviamente ben ricompensata, vista la giovane età ed il talento.

D’altro canto, a scusante del gruppo e di Walton, non puoi pensare che togliendo ad una squadra i suoi 4/5 titolari (reali) di inizio stagione, i risultati e le prestazioni non subiscano un pesante deficit.

Tra 48 ore sotto coi Rockets, dove i 150 punti rischiano di essere un traguardo auspicabile, vista l’aria che tira.

Marco Brignoli / Jaywill_22

Full Game HL

Game #67 Preview and Live: Los Angeles Lakers (20-46) vs Denver Nuggets (31-35)

Dopo una breve sosta allo Staples Center, i Los Angeles Lakers ripartono subito per giocare in back-to-back in quel di Denver. I Nuggets? sono lanciatissimi nella corsa Playoff, occupando l’ottavo posto ad Ovest con due vittorie di vantaggio su Portland.

Da anni la franchigia del Colorado viene accusata di essere inconsistente quando c’è da conquistarsi il pass per i Playoff, ma in questa stagione sembra aver trovato finalmente un equilibrio. Gallinari ? è il veterano e leader emotivo che guida una giovane truppa piena di talento, già perché vincere con i giovani si può a quanto pare ?. I Nuggets, escludendo il navigatissimo Jameer Nelson (35 anni), non hanno giocatori che superano i 29 anni di età e sono proprio i più giovani i leader tecnici: parliamo del bigman Jokic e dell’MVP del Rising Stars Challenge Jamal Murray!

16 sono le partite che mancano ad entrambe le squadre per chiudere la Regular Season, ma gli obiettivi sono diametralmente opposti. I Nuggets vengono da 2 vittorie consecutive di cui una contro Boston (e si gode ancora ?) e se “non c’è due senza tre” la possibilità di accontentare entrambe le parti è altissima. Scherzi a parte, la partita sembra non avere storia sulla carta, i Nuggets sono a 6 vittorie nelle ultime 8 partite, i Lakers hanno subito rimesso le cose a posto dopo la sanguinosa vittoria a Phoenix con una sconfitta contro i Sixers, che ha chiarito agli ultimi indecisi la conversione di Walton al lato oscuro del tanking.

Walton si e messo il cuore in pace e nell’ultima gara ha panchinato anche Uncle P, promuovendo in quintetto il “10 days contract” David Nwaba. Giustamente Luke vuole dare più spazio possibile ai giovani e testare alcuni giocatori per la prossima stagione, come appunto Nwaba ed Ennis. Come per le due stelle – a libro paga – Mozgov e Deng anche la reazione di Young è stata tranquilla, ben consapevole degli intenti del suo coach.

Walton:

“Nick’s been absolutely great for us all year,” Walton told The L.A. Times before Sunday’s game. “But with giving (Young) so many minutes and wanting to see more of David and see Tyler (Ennis) a little bit before the season end, it’s not really fair to him to keep playing four or five minutes per half. We’re thinking about making that move and committing even more so to the youth.”

Young:

“He wants to check out the young guys, evaluate them. I understand that. It’s nothing personal. It’s not like I’m doing some crazy stuff.”

Noi non mancheremo e vi invitiamo a seguire la partita su b9h dalle 3.30 AM. Motivo in più per seguire la partita la presenza di Danilo “Gallo” Gallinari!

calltimagic

44 thoughts on “Game Recap #67 Los Angeles Lakers @ Denver Nuggets 101-129

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  3. Ottima sconfitta. Speriamo finisca presto tutto. Che strazio sto tanking. Non so come facciano i giocatori a sopportare una situazione simile. Che senso ha dirgli di entrare per perdere? E non ditemi che non glielo dicono perché secondo me è da dicembre che stiamo tankando. Speriamo finisca presto sta stagione. Se perdevamo anche con i Suns speravo ancora nella rimonta Nets visto il loro calendario. Unico obbiettivo ormai, perdere e sperare nella lottery. Poi decideranno cosa fare.

  4. -15 partite alla fine dell’ennesima stagione disperata. Zubac deve lavorare parecchio, ma il talento c’è, speriamo bene.

    1. Sei tu Odino che hai detto che ai centri serve meno tempo per crescere? Potrebbe essere un valido titolare già dall’anno prossimo?

  5. Zubac ha fatto vedere che è il nostro centro titolare anche l’anno prossimo, salvo trade ma spero di no, Russell invece è ufficialmente un caso

    1. Partitone per zu… veramente solido e plus minus positivo con lui in campo 48 minuti avremmo vinto con russell invece un sobrio meno 33… se lui si è rotto i coglioni noi di più

      1. ah ah vabè… se in cambio ci danno qualcuno di buono, a qualcosa sara’ servito pure lui e quell’altro bidone di randle!!

  6. c’è da capire se magic ha il coraggio di prendere atto del loro fallimento oppure se gli concede un altro anno… in fin dei conti dlo l’ha consigliato lui, se lo manda via è un ammettere di essersi sbagliato forte

    1. se porta una stella nessuno glielo farà pesare… Questi sono scarsi, dopo 2 anni qualcosa di buono deve uscire.. ingram è il solo scusato

  7. Dopo oggi lo capisce, ogni volta che ha la palla in mano più di un secondo è persa… il problema è che ennis è peggio di lui..

    1. fa schifo e non ha capito come giocare, troppo innamorato della palla.. ma ci sta è la prima volta che gioca da sg deve ancora capire come si fa

  8. Randle mette un tripla e pi ancora wide open ne passa una che doveva tirare… deve capire sta cosa che se tira è melgio che se va sotto canestro a fa il coglione.. lo capirà mai?

  9. Una società intelligente in partite dove non conta nulla il risultato cerca di valorizzare al meglio le pedine di scambio. Mi sa Roby che ti sbagli. Quello che parte e’ Clarckson se lo mettono titolare, prende un sacco di valore se gioca bene da qui alla fine. Giustificherebbe anche il suo contratto, altrimenti rischiamo di tenercelo per anni.

      1. Non è quello per me è che dopo 70 partite ti sei reso conto che da pg non far la differenza e siccome stai sperimentando in vista delle prossima stagione ora lo provi da sg off the ball come doveva fare da inizio stagione a mio avviso

      1. se finisce a chigaco o indiana gli va anche troppo bene… comunque due anni interi di tanking orrendo buttati, assolutamente inutili
        un disastro… è veramente la fine logica della gestione di jim-mitch

        1. Certo Indiana per un pg in scadenza te lo prende al volo, poi magari lo sviluppa come sanno fare loro e tar 3 anni è la migliore sg offensiva della lega

  10. Walton said Russell will still be the primary ball handler with 2nd unit, but they’ll also want to see him operating as a shooting guard. Scusate se l’avevo previsto solo 2 anni fa

  11. Walton said Clarkson will start at PG tonight, moving Russell to the bench. “We’re going to look for opportunities to try new things.”

    Indiana è una bella città d-lo ti troverai bene

  12. Bellissima Preview. Ahah. Simpaticissima.
    Come sempre nel caso il mio bimbo mi sveglia la vedo sicuro, altrimenti spero di svegliarmi domani mattina con la sconfitta. Però fa sempre piacere vedere giocare i giovani, anche se non è facile nemmeno per loro giocare con la consapevolezza che tutti vogliono il tanking. A me nbawa non piace. Dite che può essere utile il prossimo anno?

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