Game Recap #68 Los Angeles Lakers @ Houston Rockets 100-139

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I Lakers di Walton dopo il blow out di Denver si recano al Toyota Center di Houston per affrontare i lanciatissimi Rockets di Mike D’Antoni, che detengono il terzo miglior record della Lega grazie alla miglior stagione in carriera del Barba, team leader per punti, rimbalzi e assist. Nei quintetti iniziali ci sono novità. Walton conferma di non avere le idee chiare attualmente, rimette Young in quintetto dopo aver dichiarato pochi giorni fa di volerlo escludere dalle rotazioni, come Deng e Mozgov, per provare i giovani. Evidentemente il coach dev’essersi reso conto che far giocare Nwaba ti espone a continue figuracce, va bene il tanking, ma un minimo di dignità la si dovrebbe preservare. Confermato Clarkson assieme ai soliti Ingram, Randle e Zubac, Russell parte ancora dalla panca. I razzi rispondono con Harden, Beverley, l’ex Ariza, Anderson e Capela. L’esito della gara è scontato considerando la differenza di valori in campo, ma ci sono vari motivi di interesse: la presenza di Lou Williams in primis, per la prima volta da avversario e poi Zubac, atteso ad una conferma dopo i 25 punti di Denver.

Julius Randle #30, Los Angeles Lakers at Houston Rockets
Julius Randle #30, Los Angeles Lakers at Houston Rockets (Lakers.com)

L’inizio di gara vede Harden in totale controllo, reduce dalla tripla doppia con cui ha annichilito i Cavs domenica scorsa. Il gioco di D’Antoni ha trovato terreno fertile in Texas, 4/5 del quintetto tirano da tre, il centro (Capela) fa il lavoro sporco e si accontenta dei cioccolatini del Barba. Sembra una riedizione dei Suns di Steve Nash, molto funzionale ed efficace, per lo meno in regular season. Nei playoffs la storia dice che questo sistema non paga, ma nessuno può negare che quest’anno i Rockets stiano facendo divertire i propri tifosi. I ritmi sono altissimi, Houston cerca la conclusione rapida da fuori ed i Lakers si fanno trovare ovviamente  impreparati grazie alla loro disastrosa difesa perimetrale. Basta un semplice pick and roll tra Harden e Capela per mandare all’aria la difesa gialloviola. Randle trova canestri facili sfruttando dei mismatch favorevoli ma dopo otto minuti il vantaggio dei Rockets è già in doppia cifra, 27-15.

Entra Lou Williams che ha subito trovato la sua dimensione nella solita rotazione ristretta di D’Antoni, che nei match equilibrati utilizza nove uomini. Lou è il settimo uomo, Gordon il sesto. Il suo minutaggio ovviamente è diminuito ma ha già trovato il modo di lasciare il segno con prestazioni di alto livello, dimostrando che può incidere anche in una squadra di altissimo profilo come i Rockets 2016/17. Sweet Lou piazza subito una steal ed un canestro in faccia a Nance Jr.

D’Angelo Russell mette piede sul parquet, accanto a Clarkson, Brewer, Ingram e Nance Jr.. Gli esperimenti a questo punto della stagione non contano, il ragazzo è stato messo in panchina non per provarlo da guardia ma semplicemente per punirlo. La reazione non è stata delle migliori a Denver e anche in questa occasione D’Angelo si dimostra abbastanza indolente ed infastidito dal trattamento subito. Clarkson assieme a Randle è subito produttivo e con un gioco da tre punti limita i danni in chiusura di primo quarto: 37-26.

I padroni di casa sono in media per farne 150, la difesa lacustre concede di tutto ma anche quella dei razzi non eccelle, tutt’altro. Un incontenibile Harden in 12′ totalizza dodici punti conditi da otto assist e cinque rimbalzi. Il secondo periodo vede lo show di Lou Williams, che subito infierisce su Ennis col solito and one cercato e trovato. Il fresco ex gialloviola non si ferma, mette quattro triple, in dieci minuti segna 17 punti col 100% dal campo. Houston scappa sul 49-30 con Walton costretto al timeout. L’unico a lottare è Randle che trova canestri a ripetizione ma è troppo isolato. Ingram è meno aggressivo del solito ma tira con ottime percentuali. Randle arriva a quota 22 punti (career high all’halftime) e catalizza quasi tutti i possessi offensivi con buoni risultati guidando i Lakers ad una piccola rimonta: 58-47.

Dall’altra parte Lou Williams ha ancora il tabellino immacolato, 7/7 con 19 punti. Il primo tempo termina con un’accelerata dei razzi procurata da Harden ed Ariza. Mentre i gialloviola tirano 0/10 da tre,  i padroni di casa mettono a segno otto bombe e chiudono dopo 24′ in vantaggio sul 66-52.

Walton ha scelto la strada della small ball giocando con Nance Jr. o Randle da 5, ci rimette Zubac che dopo i primi cinque minuti inspiegabilmente non vede più il campo. Ingram sigla 12 punti, funge spesso da playmaker e mostra piccoli segnali di crescita nella metà campo offensiva mentre in quella difensiva subisce l’esperienza del veterano Ariza.

Brandon Ingram #14, Los Angeles Lakers at Houston Rockets
Brandon Ingram #14, Los Angeles Lakers at Houston Rockets (Lakers.com)

La ripresa finalmente vede il rientro in campo di Zubac, Randle inizia come aveva finito, trova due canestri ed arriva a quota 26, suo nuovo career high con tutto il secondo tempo ancora da giocare: 66-56. Russell rileva Young, totalmente fuori dalla partita, ma Beverley gli entra sottopelle, lo brucia ripetutamente in entrata e gli fa commettere uno stupido fallo in attacco che evidenzia tutte le debolezze mentali del secondo anno lacustre. Walton decide di cambiare dopo pochi minuti Zubac con Brewer, per giocarsela col quintetto piccolo. Ingram segna da tre finalmente con continuità e tiene i Lakers ancora in partita: 79-71. Randle tocca quota trenta, prova anche un paio di triple ma i risultati sono rivedibili.

A parte questo piccolo dettaglio gioca sicuramente la miglior partita in maglia gialloviola, favorito dalla pessima difesa avversaria, mostrando aggressività e ferocia nei pressi del canestro. Walton annusa il pericolo e decide di giocarsi la carta Nwaba che sbaglia un comodo layup e propizia un 7-0 Rockets con Ariza protagonista: 86-71 e Lakers quasi al tappeto. Nel frattempo Harden trova la diciassettesima tripla doppia stagionale ed assiste Nenè che chiude il terzo quarto con una schiacciata: 93-75 coi razzi in controllo.

L’ultimo quarto con la partita in ghiaccio è utile solo per gonfiare le statistiche dei giocatori in campo. Neanche a dirlo ne approfitta Sweet Lou che sigla due bombe in apertura di quarto, affossando definitivamente i Lakers. L’anarchia regna sovrana in casa gialloviola e Walton assiste inerme alle spadellate di Young e Russell. Sono minuti imbarazzanti in cui i Lakers oltre a non segnare non seguono neanche l’abc in difesa sprofondando a -30 in un battibaleno. Russell prova a sfidare tre volte di fila Beverley in post basso senza segnare e infine compiendo fallo in attacco, che essendo il sesto chiude la sua misera partita. In 25 minuti cinque punti con 2/10 dal campo, due assist, sei falli e ben sette palle perse. Sommato al solito stupro in difesa ad opera stavolta di Beverley, il quadro è inquietante. L’esperimento guardia può dirsi fallito clamorosamente, anche se è difficile credere che realmente Walton possa vederlo nel ruolo di 2 con le lacune atletiche che si porta dietro. Appare maggiore la voglia di perdere le partite, a discapito di reali esperimenti tattici. I Rockets infieriscono sui resti dei Lakers, tra cui Thomas Robinson, World Peace ed Ennis. La partita termina sul punteggio di 139-100, ennesimo blow out in trasferta per i giovani lacustri.

Career high per Randle con 32 punti e 8 rimbalzi. 18 per Clarkson e Ingram. Nelle fila dei Rockets tripla doppia per il Barba, 18 punti con 12 rimbalzi e 13 assist, ma il miglior marcatore ed Mvp di serata è il grande ex Lou Williams. Finirà la partita con 30 punti e 7 assist, 11/17 dal campo, 7/9 da tre. 20 punti per un sempre positivo Ariza.

Box Score ESPN

Prossimo impegno venerdi notte contro i Milwaukee Bucks allo Staples Center.

Angelo Chieppa

Full Game HL

Game Preview

Lakers e Rockets si ritrovano per la terza volta in stagione, la seconda al Toyota Center dopo la ripassata subita lo scorso 8 dicembre, 134-95. Qui il recap del -39 sofferto in Texas, stato dove i californiani hanno collezionato solamente pessime figure in questo nefasto 2016-17.

La stagione lacustre, come noto, sta andando lentamente ed inesorabilmente a donne di facili costumi e non è più un mistero che l’unico obiettivo residuo sia il mantenimento della pick top 3. Per aumentare le chances, altra ovvietà, bisogna perdere più partite possibili e tenere a distanza i Phoenix Suns, rimasti gli unici a poterci insidiare la penultima piazza assoluta. Ecco, per quanto riguarda la partita di stanotte, possiamo stare sereni e non nel senso più renziano del termine. I Rockets battuti sorprendentemente allo Staples nel match d’apertura di questa stagione (Trovate qui il recap di una delle rare gioie per noi tifosi), sono totalmente fuori dalla nostra portata e a casa loro faremmo miglior figura a non presentarci. Senza Young, Deng (sostanzialmente messi fuori rotazione in onore del tanking, con la scusa dello sviluppo dei giovani) ed il fresco ex di giornata Lou Williams, i Lakers sono una delle squadre tecnicamente meno dotate della Lega, ma soprattutto più deficitarie nel fondamentale divenuto imprescindibile per avere successo nella Nba del nuovo millennio: il tiro da 3 punti. Dinnanzi alle oggettive difficoltà dalla lunga distanza attraversate da Ingram, Russell, Randle (fino a pochi giorni fa, Julius era il peggior tiratore della squadra, oggi surclassato dal “decadale” Nwaba, uno che guarda il canestro soltanto quando se lo trova di fronte imboccando gli spogliatoi), è facile immaginare l’ilarità dell’altro avvelenato ex di serata, Mike D’Antoni, che oltre al già citato Lou può contare su specialisti come Harden, Ryan Anderson, Gordon e discreti tiratori come Ariza, Dekker e Beverley. A proposito di epic Lou, va detto che dopo uno scintillante inizio – 27 con 7/11 nelle triple nella gara d’esordio con la nuova jersey in quel di New Orleans – le cose hanno preso una piega poco piacevole per l’ex Lakers, reduce da un osceno 8 su 41 da 3 nelle ultime 6 giocate e confinato a soli 10 minuti di utilizzo nell’ultima uscita, la pesante affermazione sui campioni del mondo dei Cavaliers.

Quale migliore occasione, per uno dei candidati al premio di sesto uomo dell’anno – senza di lui, il rendimento della panca gialloviola è risibile – se non ritrovare confidenza col canestro contro una delle, se non la peggior difesa, su penetrazioni e conclusioni da oltre l’arco? Tra lui, il Barba, un caldissimo Ryan Anderson e l’altro ex Trevor Ariza, c’è di che essere preoccupati.

In buona sostanza, più che ad una sparatoria il timore è di assistere ad un’esecuzione, una vera e propria fucilazione. Coi giovani Lakers dalla parte sbagliata del muro, di spalle e non di fronte.

Dopo i 130 punti subiti a Denver, 30 dei quali di divario, la sensazione di poter ricevere una lezione dalla terza forza della Western Conference è concreta, al punto che noi tifosi saremmo tentati di firmare una replica del Pepsi Center, cosi da contenere i danni.

 

Il tip off è previsto per le 01.00 italiane, un orario che invita anche i meno fiduciosi – leggasi il sottoscritto – a presenziare per il live su Tank9Hours, almeno finchè la partita non diventerà una farsa.

Tranquilli: all’una e mezza, un quarto alle due al massimo, tutti a letto. Tranne il povero BostonGeorge, cui toccherà il recap. Ti siamo vicini, fratello.

 

ps: curiosità statistica: i Lakers non hanno ancora disputato un overtime nelle loro prime 67 partite, unici nella NBA. Facciamo 68.

 

Jaywill_22

 

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83 thoughts on “Game Recap #68 Los Angeles Lakers @ Houston Rockets 100-139

    1. Ahah, la teoria di Roby cassata su due piede dal nostro Ale! ;)
      In linea di massima anche io la penso cosi, anche se ogni tanto mi viene il dubbio (forse è Roby che me lo insinua, con tutta questa insistenza :P )

      La verità è che bisogna iniziare a pensare, come scrive oggi lo stesso Roby e come spesso ha detto George, che questo non sia un ragazzo destinato a lasciare il segno nella Lega. Io ne parlo da mesi, nel podcast e con Roby, non vedo il fuoco nei suoi occhi….è un Tim Thomas moderno, uno con mezzi fisici e talento inauditi che potrebbe essere ricordato, tra qualche anno, solamente per l’altissima scelta (anche TT n.2 mi par di ricordare) e per qualche buon contributo in una squadra da corsa, ma solamente come cast di supporto.
      Non quello che ti aspetteresti dalla tua seconda assoluta, tanti rimpianti per Winslow e qualcuno per Okafor per quanto mi riguarda (non avremmo preso Mozgov, tra le altre cose)….

  1. Non condivido gran parte del recap,D’angelo ha giocato sg tutta la partita tranne l’unizio di quarto periodo dove per la disperazione Walton gli ha ridato la palla in mano. Ogni qual volta ha tenuto palla più di 2 secondi l’ha persa, ha più perse che punti.. ha segnato solo con due iso sporadiche non eseguendo un cazzo di volta che una. Gioca indolente e senza carattere e al contrario dell’articolo io penso che Nwaba ha giocato 100 volte meglio di questo iper montato. C’è poco da sperimentare si è capito benissimo che russell difetta di voglia di emergere, come aveva capito kobe l’anno scorso. Non è un caso che l’unico col quale ancora si sentiva era Randle, gli altri li aveva cancellati tutti. Randle con tutta la sua ignoranza e goffaggine, almeno lotta. Russell non ha mai lottato in 2 anni, tutto talento fine a se stesso, più passano le partite e più si svaluta, via durante il draft scelta o no scelta lui deve andarsene. Su Lou invece dico che banchettare con dei disgraziati è facile, vediamo ai playoff, li voglio vedere i 20elli uscendo dalla panca, ora è too easy

  2. D’Angelo Russell: 5 points. 2 rebounds, 2 assists, 7 turnovers, 6 fouls in 25 minutes. He was a -25 & made 2-10 from the field, 0-5 from 3. Kobe quanto avevi ragione… scusami per aver dubitato di te

    1. si lo dissi dopo le tre partite da 30 in su, credevo in un suo step decisivo invece sbagliavo, ma sapevo che lo stavano rovinando dandogli in mano la palla e così è stato dopo detroit l’abbiamo perso. Via il prima possibile altrimenti non ne ricaveremo niente

  3. Ma Randle e’ un carroarmato vero!prima quasi ne ammazza 5!!!Se solo facesse quel cavolo di salto di qualità! Ingram io inizio a vederlo più spallato. Secondo voi no?
    Mentre Russel guardia potrebbe anche andare, ma con un vero play però!non di certo Clarckson!Abbiamo bisogno di Ball a far girare velocemente la palla!

    1. Russell non sta giocando da guardia….giochiamo senza playmaker praticamente,anarchia totale.Quello che ha avuto di più la palla in mano è Ingram.Ma non facciamo i Roby e non diciamo che Ingram gioca da play per cortesia. Siamo una squadra allo sbando senza capo nè coda.

    1. houston accetta tutti i cambi e randle si trova spesso accoppiato con i piccoli o con ariza, ne sta approfittando. m continuo a vedere i soliti tiri da mezzo metro da canestro che in una squadra con un centro non mette

  4. Lou in culo a Roby…povero incompetente…domina nella squadra col terzo record della Lega…e meno male che non poteva giocare in squadre da playoffs ahahahahahahahahahahahahahahahahahahaha

  5. Solita cagata di Caprandle a testa bassa…quintetto attuale rovinato dalla presenza di Ingram. Senza Brandon, con Clarkson, Russell, Randle e Brewer potevamo aspirare al primato del quintetto meno cerebralmente dotato della storia NBA.

  6. La cosa ridicola non è il fallo fischiato a Zu, ma la difesa del pitturato. La loro fa cagare, la nostra molto di più (non a caso siamo la 29° e 30° nella classifica Nba). Harden si diverte a mettere lob per Capela e neanche gli sputiamo.
    Provo pena e imbarazzo.

  7. Lake Show Life‏Account verificato @TheLakeShowLife 26 sec26 secondi fa

    Your starters for tonight!

    PG: Not D’Lo
    SG: Also not D’Lo
    SF: Brandon Ingram
    PF: Julius Randle
    C: Ivica Zubac

    hahaahahha

  8. Mike Trudell‏Account verificato @LakersReporter 13 min13 minuti fa

    Nick Young is back in the starting line up tonight. Clarkson-Young-Ingram-Randle-Zubac. Russell will play some SG w/rest of starters too.
    0 risposte 1 Retweet 0 Mi piace

      1. Vuole vedere se può giocare da sg l’anno prossimo visto che le idee di farlo fuori nel ruolo di pg è concreta. Se può giocare bene da sg lo teniamo altrimenti darà l’avallo per la cessione

  9. Mi son riguardato la partita coi Nuggets, se difendono nella stessa maniera (più che probabile) e attaccano nello stesso modo (senza idee proprio) stasera son più di -40.

    1. Io avevo 3 euro che mi puzzavano in tasca e le ho messe sul +31 Rockets, quotato 6.50. Sono venti euro regalate, se i Rockets hanno a malapena voglia. Ho fatto le tue stesse riflessioni dopo l’imbarazzante gara coi Nuggets, in questo momento in trasferta siamo un -30 ambulante

      1. Considerando che loro hanno 4/5 tiratori da 3,noi no, giocano a memoria e molto in velocità, noi no, e in transizione mentre noi non abbiamo difesa sugli esterni e siamo passivi sugli aiuti, sui tagli etc, avevo ipotizzato circa 12 pt a quarto, ma il piede sull’accelleratore i Rockets l’hanno messo nell’ultimo e ci hanno risparmiato. Divertenti da vedere, i Rockets, ma hanno una difesa che nei playoff non li porterà lontano. Solo loro son capaci di lasciar fare 30 pt a Randle anche se è vero che per loro è stato poco più di un allenamento.

  10. Pazzesco nessun over time! Io ho sempre paura che la vanno a vincere. Non si sa mai! Giocherà Harden?d’antoni aveva detto che forse faceva riposare tutti contro di noi! Povero Boston! Se riesco ti faccio compagnia!

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