Game Recap #70 Cleveland Cavaliers @ Los Angeles Lakers 125-120

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Domenica di grande pallacanestro a Los Angeles, ma come potrete facilmente sospettare, non per merito di D’Angelo Russell o Jordan Clarkson. Di scena allo Staples ci sono i Cleveland Cavaliers campioni NBA in carica, e non è chiaro se per il grande rispetto che ancora incutono le maglie gialloviola o per l’odio che evidentemente LeBron prova per la squadra oggi allenata da Luke Walton, ma sono tutti presenti tra le fila dei Cavs. La stessa compagine che a serate alterne, in trasferta, lascia a riposo le due stelle principali – Irving e James -, collezionando pesanti sconfitte (solo a livello di punteggio, non per le conseguenze, nulle, in una conference poco competitiva come la Eastern) in serie, in quest’occasione si presenta al gran completo, recuperando perfino il lungodegente Kevin Love, assente da settimane dopo l’operazione al ginocchio effettuata a febbraio.

I Lakers, dal canto loro, festeggiano la presenza dei big three di Cleveland – più l’altro recuperato recente, J.R. Smith, più i tanti acquisti in corso d’opera, da Deron a Derrick Williams -, garanzia che anche per oggi il Padre Nostro della pallacanestro servirà loro la L quotidiana, utile per proseguire la corsa alla penultima piazza assoluta, messa in dubbio al momento soltanto dai Phoenix Suns, travolti nella notte anche a Detroit. Una vittoria, in contumacia stelle avversarie, avrebbe potuto compromettere il cammino verso la Pick top 3, ma cosi non è e coach Walton può tirare un sospiro di sollievo e allenare come se dovesse vincere la gara, ben sapendo che non potrà accadere nulla del genere.

In quintetto partono cinque artisti contemporanei (del tanking) meglio noti al grande pubblico come Jordan Clarkson, il redivivo D’Angelo Russell, Brandon Ingram, Julius Randle ed Ivica Zubac. Il meglio possibile a disposizione del figlio di Bill (vista l’epurazione di Mozgov e Deng e la semi-epurazione di Nick Young) subito al via, contro il meglio che questa lega possa proporre: Irving, Shumpert, James, Love e Tristan Thompson. Brividi.

D'Angelo Russell #1, Cleveland Cavaliers at Los Angeles Lakers
D’Angelo Russell #1, Cleveland Cavaliers at Los Angeles Lakers (Lakers.com)

L’impressione iniziale è che potremo assistere ad un match divertente, ovviamente senza storia, perché i Cavs da trasferta, soprattutto nei primi tempi, non difendono aggressivamente come usano fare nei loro momenti migliori e giocano, ma lasciano giocare. Si può cosi ammirare un D’Angelo Russell assolutamente playmaker e non guardia, come millantato da qualcuno di cui non farò il nome per amicizia, servire al bacio Clarkson per la seconda tripla (su due) di serata, per poi mettersi in proprio e realizzare sette punti filati come fosse niente. Prima un canestro da oltre l’arco in ritmo, grazie al tipico blocco (falloso) e consegnato di Randle, successivamente un floater dal lato sinistro e un arresto e tiro che confermano una certa ritrovata fiducia, da parte di Dlo. Cleveland viene sorretta da Love e LeBron, a cui non dispiace mai dare spettacolo nel tempio dello Showtime (si, d’accordo, era il Forum, ma non sottilizziamo, altrimenti mi salta il link): tripla da 8 metri, assist con effetti speciali per la tripla dall’angolo di J.R. Smith (che scalpella il Michelangelo) ed infine, “trolling” leggendario ai danni di un Randle che ingenuamente tenta di marcarlo in campo aperto: palla dietro la schiena, Julius immobile come uno stoccafisso per capire dove sia finito il King (kong) della Lega e palla appoggiata comodamente al vetro. I Lakers trovano il 20-17 con il decimo punto di Russell, ancora da 3 punti per un 4 su 4 che rende l’idea su quanto il numero uno avesse segnato sul calendario la data di questo incontro e quanto lo stimoli la dimostrazione di fiducia del coach (vedi il ritorno in quintetto e la relativa consegna delle chiavi della squadra), piuttosto che il declassamento in second unit o i rimproveri a mezzo stampa. C’aveva già provato Byron, con risultati altrettanto disastrosi: prendere o lasciare, D’Angelo va stimolato e coccolato, come sta facendo Magic -invitandolo ad essere più aggressivo – e non bullizzato o punito, quando il suo rendimento non è all’altezza. Complicata la sua gestione, beato chi toccherà le giuste corde per tirare fuori al prodotto di Ohio State quello che il suo enorme talento lascerebbe immaginare. Qui o altrove, quell’uomo meriterà una statua.

Ingram vive un primo quarto da incubo: che tiri da due o da tre, il risultato è sempre lo stesso, no basket. E per giunta, non solo fallisce come prevedibile nel compito di limitare il 23, ma non ci prova neppure. James gli va via al primo passo, schiacciando indisturbato o scaricando al compagno meglio piazzato sull’aiuto, senza che Brandon neppure si annoti la targa. Il culmine lo tocca sul finire della prima frazione, quando abbocca alla finta di Love, intento a tentare una tripla, lo tocca ma non abbastanza e finisce per concedere un gioco da 4 punti che ha l’effetto di far cadere le braccia anche al suo agente ed ai suoi primi estimatori (tra i quali il sottoscritto). L’unico lampo del #14 è rappresentato dalla schiacciata per chiudere un contropiede spettacolare stile Lakers anni ’80, condotto da Russell, agevolato intelligentemente da Randle e concluso dall’ex Blue Devil.

Lbj distribuisce “cinque” a destra e a manca tra le prime file durante una pausa, mettendo in evidenza lo stesso livello di tensione di un calciatore italiano in infradito sulle spiagge di Formentera, impegnato nella seduzione di qualche giovane starletta capitata li (non) per caso. Il che non gli impedisce, solo un minuto più tardi, di eludere un aiuto soft di Zubac e posterizzare ancora una volta Randle, con un’affondata da top5 della notte. Il ruolo dell’ispettore Zenigata o del sergente Garcia sembra disegnato a pennello sulla settima scelta del 2014 da Kentucky, diventa veramente azzardato anche solo ipotizzare di rifirmarlo alla scadenza, visti tutti i dollari che pretenderà Julius, statistiche alla mano.

Si iscrive alla partita anche Kyrie Irving (7 punti in fila) e voila, il primo allungo Cavs – 22-31 – è servito. Ma contrariamente alle abitudini, la reazione è immediata: Russell torna a ruggire, mettendo a segno un back to back dall’arco dei 3 punti (18 punti, 6/8 e 4/5 da 3 nel solo primo quarto) ed il neoentrato Nwaba si esibisce in una clamorosa stoppata ai danni di Irving, che potrà narrare ai nipotini davanti al caminetto, tra qualche decennio.

Un primo quarto divertente si chiude sul 31-28 per gli ospiti e al momento, va benissimo cosi.

Brandon Ingram #14 and LeBron James #23, Cleveland Cavaliers at Los Angeles Lakers
Brandon Ingram #14 and LeBron James #23, Cleveland Cavaliers at Los Angeles Lakers (Kyusung Gong/Orange County Register/SCNG)

Nel secondo periodo c’è spazio per le seconde linee, con Ennis e Brewer che entrano nel tabellino dei marcatori e Nwaba che impreziosisce la lista di racconti per la vecchiaia, difendendo ottimamente LeBron in un possesso nel quale costringe il Re ad una banale infrazione di passi. Ed è ancora David a firmare il sorpasso in avvicinamento (38-37), bissando subito dopo con un difficoltoso appoggio a tabella a seguito di un sontuoso recupero+assist dietro la schiena firmato Ennis.

Lo Staples ha un nuovo idolo, quantomeno per come si sbatte e per l’energia che irradia nell’aria. Sapesse anche solo tirare, non sarebbe titolare di un contratto decadale, al minimo di stipendio.

Clarkson estende il break fino al 13-0 Lakers, raggiungendo la doppia cifra (11) molto presto e forse pentito, pensa bene di interrompere il parziale con un’interferenza evitabile, seguita alla solita difesa allegra su Deron.

Nance Jr. la mette da 3 punti – quanta differenza farebbe questo tiro, messo con regolarità -, ma è D’Angelo Russell ad ergersi nuovamente protagonista. Rientrato dopo un lungo riposo, Dlo tocca quota 20 con un jumper di rara onnipotenza, a freddo, intercettando subito dopo un pigro passaggio di Irving e depositando il lay-up del +9 Lakers, tra l’entusiasmo degli increduli tifosi lacustri.

Prima che sopraggiunga l’half time c’è tempo per ammirare una danza a canestro di Randle – che compensa più tardi col terzo errore consecutivo a tap-in, primatista mondiale della specialità – ed il riavvicinamento dei Cavs, grazie ad un back to back da distanza siderale dell’Mvp morale delle Nba Finals 2016, il numero due in maglia oro e vinaccia, per intenderci.

David Nwaba #10 and Richard Jefferson #24, Cleveland Cavaliers at Los Angeles Lakers
David Nwaba #10 and Richard Jefferson #24, Cleveland Cavaliers at Los Angeles Lakers (Kyusung Gong/Orange County Register/SCNG)

All’uscita dagli spogliatoi, lo spartito non varia: Russell riprende da dove aveva lasciato ed incanta le prime file con un fade away dalla linea di fondo, seguito a ruota da Zubac, tanto abile quanto leggiadro, nell’effettuare un semigancio da manuale. Randle chiude magnificamente da 3, un gioco a due con Russell e i Lakers riescono nell’impresa di rimanere davanti anche ad inizio terzo quarto (68-63), nonostante tutti al palazzo attendano – o desiderino? – l’inevitabile sorpasso Cavs, come si trattasse della dichiarazione dei redditi. Non vorresti che accadesse, ma sai che arriverà quel momento.

Zubac è il terzo gialloviola a raggiungere la doppia cifra (10) e lo fa con una schiacciata d’autore, imbeccato da un Randle parso molto più ispirato rispetto ai primi 24 minuti.

Ivica Zubac #40, Cleveland Cavaliers at Los Angeles Lakers
Ivica Zubac #40, Cleveland Cavaliers at Los Angeles Lakers (Lakers.com)

D’Angelo non si ferma più, realizza la quinta tripla di serata e porta i suoi ad un sorprendente +10 (73-63), preoccupando non poco i fans del tanking: una vittoria oggi, sarebbe più sanguinosa di una Caporetto. Dlo non conosce limiti e firma il 29° punto dalla lunetta, quando mancano ancora 5 minuti nel terzo periodo di gioco, imitato poco dopo da Ingram col Jumper. Lebron deve tornare al lavoro – da 3 – per non far scappare i padroni di casa e trova un aiuto nel solito, immancabile Irving, che stimolato dalla sfida con D’Angelo arriva a quota 23 in una serata iniziata con le marce basse e proseguita ben diversamente: se gli uomini di coach Lue non vogliono incorrere in una pesante disfatta, devono giocarsela sul serio, diversamente alle previsoni della vigilia.

Randle si inventa un altro espediente per complicare la giornata dei carristi del tanking – Caniggia e Cbs in testa -, facendo assaggiare il proprio gomito a Tristan Thompson, colpito involontariamente in bocca nel corso della solita penetrazione scoordinata “a mo” di bisonte-caprone dell’ex ala di University of Kentucky. Il malcapitato Tristano si dirige negli spogliatoi, resosi conto dei danni riportati, mentre il fedifrago numero 30 gialloviola improvvisa una pulcinellata da calciatore di periferia, tenendosi il gomito “dolorante” e facendoselo successivamente medicare in panchina, come se Thompson avesse avuto i denti di uno squalo e gli avesse trafitto il braccio.

Sceneggiata puntualmente smascherata dai grigi, che affibbiano correttamente un fallo tecnico a Julius, spezzando sul nascere le sue ambizioni hollywoodiane.

Negli ultimi 180 secondi del quarto, parte l’Irving vs Russell show.

Il 2 mette a segno 9 punti, D’Angelo risponde con 8 (dei quali 15 nel periodo, 37 totali, con percentuali disumane) e Los Angeles conduce ancora di 10 punti (92-82) quando sono solo 12 i minuti alla sirena conclusiva. La paura che possa uscire un upset, in periodo di March Madness, cresce a dismisura, cosi come il rammarico perchè giocate e prestazioni simili debbano vedersi solamente a marzo inoltrato, con zero obiettivi utili nella stagione in corso.

Jordan Clarkson #6, Cleveland Cavaliers at Los Angeles Lakers
Jordan Clarkson #6, Cleveland Cavaliers at Los Angeles Lakers (Lakers.com)

Il quarto periodo inizia con un super alleyoop di Clarkson per Nwaba e la tentazione è veramente di mandare i titoli di coda, mamma butta la pasta, eccetera eccetera. Il grande Dan, che a differenza di Lue era un allenatore vero di professione e cabarettista per hobby (e non viceversa), con undici punti di gap e undici minuti da giocare, avrebbe ordinato la zona press a tutto campo, per dare avvio una volta per tutte alla rimonta, ma l’allenatore dei Cavs non è dello stesso avviso. E se il suo capo non ordina diversamente, si limita ad osservare – contrariato o soddisfatto – dalla sideline, pensando a quanto sia facile guadagnare 5 milioni l’anno senza fare una mazza fionda per meritarseli.

I Cavs sono nel loro massimo momento di difficoltà e per tornare a segnare dal campo, occorre una giocata vintage di Rich J, al secolo Richard Jefferson, che per un attimo torna il ventitreenne finalista Nba coi Nets e schiaccia a canestro il servizio del suo capitano e benefattore, forse scambiandolo per Jason Kidd. Proprio Jefferson dimostra invece tutti i suoi limiti dovuti all’età, quando regala due liberi a Nwaba, intento a svitarsi da centro area. Una posizione dalla quale David è pericoloso come Cristiano Malgioglio in un Harem di giovani vergini. E per farsi perdonare, altra dunk nell’altra metà campo, stavolta su gentile assistenza di J.R. Smith.

Walton cavalca i quintetti bassi – prima Randle centro, adesso Nance Jr.  -, forte dell’assenza di un vero lungo intimidatore dall’altra parte, anche a causa dell’infortunio patito da Thompson. Si rivede Love dopo tre quarti, ed è Nance stavolta ad abboccare alla sua finta sul tiro da 3 e a donargli tre viaggi gratis in lunetta. Cavs di nuovo ad un possesso di distanza, l’odore del sangue inizia a concretizzarsi. Un Ingram cresciuto esponenzialmente dopo il pessimo primo quarto, mette a segno la prima tripla della sua nottata e ricaccia Cleveland a 6 punti.

Brandon Ingram #14, Cleveland Cavaliers at Los Angeles Lakers
Brandon Ingram #14, Cleveland Cavaliers at Los Angeles Lakers (Lakers.com)

Rientrano Russell e Irving finalmente, ma è ancora Love a prendersi il proscenio: tripla a segno dall’angolo, per il 99 a 101 (prestazione solida da 21 punti e 15 rimbalzi, in quel momento..visto di peggio) e tutto da rifare.

Che problema c’è? D’Angelo torna a tirare dopo un quarto d’ora passato seduto in panchina e alla prima azione, come se mai avesse smesso, si fa beffe della difesa competente di Kyrie e la mette col fallo supplementare: libero a segno, scrivete 40. Per uno show, uno vero, c’è bisogno di almeno due interpreti e chi se non il duellante del terzo quarto, potrebbe rispondere a Dlo? Randle accetta il cambio difensivo e mal gliene incoglie, perché viene freddato dal re del crossover e tiro, per la tripla del -2 Cavs (qui invece solo 35 punti, deludente Irving, ne conveniamo).

Lebron pareggia a quota 104 e ci attende una sorta di supplementare, da vivere col fiato sospeso, a prescindere di chi vincerà e soprattutto chi sarebbe meglio che lo facesse. Mancano solo 5 minuti e vorremmo fossero 50, non ci si divertiva cosi da mesi, davanti ad una partita dei Lakers.

Ingram porta in post basso Jefferson e lo batte in allontanamento, firmando il suo 14° punto (7/12 dal campo), tocca dunque a Randle cadere nel tranello alla Lou Williams – eppure aveva il massimo esperto in materia come compagno di squadra, com’è possibile che ancora non lo sappia Julius? Ah, dimenticavo che non parliamo di un grande pensatore contemporaneo – e regalare tre tiri liberi ad Irving. Che l’azione dopo non trova di meglio che battere nuovamente Randle – ma perchè Randle? Perchè Randle su Irving? Misteri di Walton…o del tanking, più probabilmente – ed infilare il sesto tiro da 3 della sua partita su dieci tentativi, per un totale di punti 40, gli stessi di Russell – e portare avanti per la prima volta dopo tempo immemore la battistrada incontrastata della Eastern conference.

Clarkson si crede Irving, ma non è nemmeno Russell e sul suo sdeng, parte la 4×100 capitanata dal numero 23 che porta Cleveland sul 111-106, aggiornando il suo bottino a 28 punti.

D'Angelo Russell #1 and Kyrie Irving #2, Cleveland Cavaliers at Los Angeles Lakers
D’Angelo Russell #1 and Kyrie Irving #2, Cleveland Cavaliers at Los Angeles Lakers (Lakers.com)

Dlo sbaglia entrambi i liberi a sua disposizione e Kyrie, sempre dalla linea della carità, non ricambia la cortesia: 2 su 2 e 42 punti per il più grande Blue Devil di sempre. Il 14-2 Cavs assomiglia ad una sorta di condanna per Clarkson e compagni, ma nessuno vuole arrendersi alla fine dei giochi. Russell serve Ingram direttamente dalla rimessa, per il più comodo dei Layup, ma è James col successivo and-one a calare il sipario sul match. C’è tempo per i punti 44 e 46 di Irving (gli ultimi dalla lunetta), ma non per un altro colpo di scena finale e vien da dire per fortuna, viste le traversie che abbiamo dovuto passare in quest’annata. Una vittoria di prestigio non avrebbe dispiaciuto il tifoso dei Lakers meno attento, ma oggi come oggi non bisogna mollare un millimetro se si vuole ottenere il maggior numero possibile di chances di mantenere una pick a dir poco vitale per questa e soprattutto la prossima stagione.

Per questa, perchè dopo tante sconfitte e delusioni, la giusta ricompensa sarebbe una scelta altissima a piacere, tra Ball, Fultz, Jackson o chissà, un quarto incomodo alla Tatum. Per la prossima, considerato il semplice fatto che ottenendo la pick oggi, ci garantiremmo la certezza di dover giocare per vincere il prossimo anno, visto che stavolta la scelta finirebbe senza se e senza ma nelle mani degli odiati Sixers.

Giocare per vincere, dopo 5 anni di tanking, sarebbe la notizia più bella dell’estate 2017, sperando che Lakers-Cavs cosi combattuti possano diventare la regola e non una mirabile eccezione classica del periodo che anticipa il rompete le righe di metà Aprile.

Lo meritiamo noi tifosi oltreoceano, che facciamo i nostri sacrifici per seguire a dovere i Purple and Gold e lo merita lui, il nostro uomo-fan simbolo

Jack Nicholson, Cleveland Cavaliers at Los Angeles Lakers
Jack Nicholson, Cleveland Cavaliers at Los Angeles Lakers (Lakers.com)

La sua presenza dev’essere una prassi, non un’eccezione, soltanto perché allo Staples scendono i marziani. Noi siamo i marziani, in un mondo che non gira all’incontrario.

Della serata Lakers salviamo la grandissima prova di Dlo – anche se schizofrenica, caratterizzata da un primo e un terzo periodo straordinari, contrariamente ad Irving che ha chiuso in doppia cifra di punti TUTTI e quattro i quarti di gioco – e la crescita nel corso del match dei vari Randle e Ingram, giovani che per un  motivo o per l’altro (uno per ricavarne il massimo dalla cessione, l’altro per valorizzarne il talento) devono sfruttare quest’ultimo mese per mettersi in evidenza e preparare al meglio la loro off season di lavoro.

Su Russell, nota a margine, va detto che qualcuno aveva previsto un quarantello in arrivo, meno di una settimana fa, quando lo stesso padre di D’Angelo iniziava a dubitare di aver fatto una cosa buona quella sera, anzichè andare al cinema. Ah no, quello era il padre di Randle, ho confuso genitore. In ogni caso, un plauso a Roby che, esattamente come lo scorso anno prima dei Nets, aveva visto prima qualcosa che in pochi potevano immaginare. Ora, per cortesia, fuori quei sei numeri entro domani sera, le Final Four Ncaa iniziano tra dieci giorni e devo organizzare tutto per il viaggio.

Di Cleveland, tornando seri, c’è poco da dire. E’ rimasta sotto finché non è tornato sul parquet il mostruoso Irving, sempre più leader e sempre più pericoloso per la leadership naturale detenuta da LeBron. Quando entra Kyrie, inizia un’altra partita: la sua. E dal ritorno del Re a Cleveland, lasciando stare il primo difficoltoso anno caratterizzato dagli infortuni, la vittoria è stata una costante per questi Cavs. Ai Warriors o a chi per loro la patata bollente di dover spodestare questi qua dal tetto del mondo, perché sarà un compito tutt’altro che agevole. James è già illegale, ma una combo tra lui e il numero Due – soltanto perché lo vedo scritto sulla sua maglia, non gli attribuisco alcun altro significato – dovrebbe essere vietata dalla Lega.

Box Score ESPN

Jaywill_22

Full Game HL

Game #70 Live & Preview: Cleveland Cavaliers (45-23) @ Los Angeles Lakers (20-49)

Dopo la sconfitta dignitosissima contro i Bucks, condita da rissa old-style e soprattutto da una ottima prestazione sui due lati del campo di Brandon Ingram, i Lakers tornano in campo nella notte italiana fra domenica 19 e lunedì 20 marzo : alle 2.30 italiane allo Staples Center saranno di scena i Cavaliers di Kyrie Irving e Lebron James. Fra i lacustri dovrebbe essere della partita anche Tarik Black, reduce da un’influenza. Saranno invece fuori causa per scelta tecnica gli strapagati quanto deludentissimi Deng e Mozgov. Probabilissimo che venga riconfermata la starting lineup vista all’opera recentemente con Clarkson, Young, Ingram, Randle e Zubac.

(AP Photo/Reed Saxon)

Contro i Clippers i Cavs hanno fatto riposare i Big Three Kyrie, James e Love e hanno preso una ripassata memorabile perdendo di 30 (108-78 il finale per l’unica squadra professionistica di Los Angeles ringless in qualsiasi sport). Contro i Lakers probabilmente l’ex Duke – giocatore che ha segnato gara 7 delle recenti Finals con The Shot e atleta che non trema mai sotto pressione – sarà della partita da starter così come saranno al loro posto James (miglior realizzatore della franchigia dell’Ohio con 26.0 PPG e assist-man di riferimento – anche grazie all’utilizzo del secondo quintetto con tiratori – con 8,9 passaggi vincenti per i compagni a partita ) e Love , il cui manifesto della stagione è la gara memorabile di Novembre contro i Blazers dove mise a referto 40 punti (34 con 8 triple solo nel primo quarto) e rimbalzista top della franchigia (11) di proprietà di Gilbert , principale sabotatore insieme a Cuban dell’affare Cp3-Lakers. A completare il quintetto potrebbero esserci Shumpert – tiratore da 3 che non richiede molti possessi e assicura equilibrio difensivo – e Tristan Thompson; il canadese ex Longhorn assicura rimbalzi offensivi grazie a istinto, senso della posizione e tempismo eccellenti e logica quanto puntuale conversione di facili putbacks e layups.

(AP Photo/Reed Saxon)

Coach Lue – o chi per lui – dalla panca può schierare diversi assi nella manica; l’ex Dallas Deron Williams che – complice lìesplosione di Seth Curry – ha deciso di inseguire l’anello a Mistake On The Lake, J.R. Smith (in ripresa dopo un lungo infortunio e tornato titolare stanotte contro i Clippers), Derrick Williams ( 40% da 3 per l’ex Arizona, seconda scelta del draft 2011) e – perso dopo due minuti l’altro acquisto dai FA Bogut – Larry Sanders, giocatore che si sta provando a recuperare (in tutti i sensi fra problemi con droga e depressione ai tempi dei Bucks che lo avevano portato a sospensione dalla NBA e a un momentaneo ritro), in vista dei playoff. Fondamentali per il team di James sono anche i veterani di lungo corso quali Jefferson, Frye (lungo con tiro perimetrale), Korver e James Jones : questi ultimi 3 sono – in ordine crescente di % – i migliori shooter dall’arco dei Cavs con 41,1, 48,7 e 54,7 %. Chiaramente l’impatto di Frye e Korver (che risente di un’infiammazione al tendine del piede sinistro ma non dovrebbe saltare il match contro i gialloviola) ha però un peso specifico maggiore per Cleveland rispetto a quello di Jones. Vengono principalmente impiegati in garbage il giovane play Felder e l’ex Kentucky Liggins.
I leader della Eastern Conference hanno il quarto miglior attacco della lega (110.2), ma solo la 19esima difesa (106,1) ed è abituata a partire molto forte (56,5 PPG nel primo tempo), dietro solo a Golden State (59,3), Houston (55,7) e Denver (57,4) in questo particolare frangente. 39,4 punti a m%atch derivano da conclusioni da 3 punti , solo i Rockets fanno di meglio con 43,7. E’ di .545 la eFG% di team, solo Warriors (.560) e ancora la squadra di D’Antoni (.546) tirano in maniera più efficace.

L’impegno per i ragazzi di Walton è sulla carta più che probitivo: unica chance di restare attaccati ai Cavs durante il match è quella di sperare che Irving, il candidato Executive Of The Year James & co prendano l’impegno più che sottogamba.

Appuntamento a tutti per il live rigorosamente su back9hours #Lakers #Cavs #Lakeshow #DefendTheLand #b9h #NBA

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91 thoughts on “Game Recap #70 Cleveland Cavaliers @ Los Angeles Lakers 125-120

    1. No trolla perche’ e’ superincompetente.Manipola la realta’ a suo uso e consumo per tendere tranelli al povero Nicolas.E’ stato in grado di scrivere che Russell ha giocato guardia in questa partita.Quindi o trolla o e’ un deficiente.Ai posteri l’ardua sentenza

  1. Beh, io ho visto qualcosa di diverso nel gioco di Russel. Premetto che non sono esperto come voi, ma perché ne discutono tutti di sta cosa di play o sg di d’angelo?E’ possibile che non siano tutti d’accordo sul ruolo? Mi fido di Roby o di voi? Io di mio ho notato che su 30 possessi, 15 fa il play e 15 no!

        1. Roby, non dire “poverino”, lo sgridano o sgridiamo perchè lui adora provocare :)) Comunque scherzi a parte è un grande Roby, ci facciamo delle gran discussioni su Lakers, Pallacanestro e affini, tante sue letture hanno un fondo di verità. Poi rovina tutto con il trolling, ma di base è un grande conoscitore di basket, divora decine di partite a settimana.

    1. Nicolas tu fidati di me, che ti troverai bene. I tre remagi piuttosto che ammettere di aver preso una abbaglio da 2 anni, rigirano tutto come gli fa comodo. La lotta è dura ma è appena cominciata. Ho le armi per difendermi e lo farò… trust me

    2. Nicolas, la stessa cosa che ho detto a Roby su Whatsapp: non bisogna confondere il playmaker col portatore di palla. Fisher e Harper non hanno giocato un possesso da playmaker in vita loro, eppure portavano sempre giù palla. E non è nemmeno la questione del tirare dal palleggio o su scarico. Nash stesso, tirava su scarico spesso e volentieri, quando gli tornava il pallone, e Nash – non il Nonnash visto ai Lakers – è stato IL playmaker con la P maiuscola. Come Jason Kidd, un altro che ha tirato su scarico quasi tutte le triple della sua seconda parte di carriera ed è stato il top playmaker nell’era post Magic-Stockton.
      Chi porta palla o chiama lo schemino è una cosa, chi esegue il gioco o muove la difesa con il proprio Iq e le proprie giocate è il play. Lo dice la parola, colui che fa gioco. Non colui che porta palla.
      Capra, Roby, capra. Capra, capra, capra :))))))

      1. Bella spiegazione. Grazie Jay. Quindi secondo te in un ipotetico Ball e Russel, chi farà il playmaker? Ho letto che pure Ball gioca benissimo sugli scarichi e sa dividersi bene il campo in certi momenti della partita con l’altro play che hanno, holiday mi pare.

    1. Grazie Canigg, quando faccio il recap a mente fredda viene sempre meglio rispetto a quando succede a caldo, subito nel post-match. La butti più sul commento e sull’ironia e meno sulla fredda cronaca del match, che adesso come adesso interessa il giusto.

  2. Seconda partita convincente in fila in cui si riprova ad eseguire. Super DAR1, di là il #2 è totale proprio. Ingram bene, prende confidenza con il tiro e non ha paura in attacco.

  3. Il merito che bisogna riconoscere a Roby è che aveva pronosticato – ho le prove – il quarantello di D’Angelo a breve, solo qualche giorno fa.
    L’errore di Roby è perseverare con questa assurdità del Russell guardia, che non si è mai visto e temo nemmeno mai si vedrà, almeno sotto Walton.
    Se Roby riconosce che qui ha clamorosamente toppato e che la partita di stanotte di Russell è stata devastante….come PG.
    Fine. Per il resto posso solo essere d’accordo con lui su Kyrie e bravo anche su Nwaba, ha intravisto del buono quando era difficile vedere qualcosa più di una macchietta simpatica.

    Roby, fai outing sul D’Angelo guardia e smettila di delirare, sei l’unico a parlarne sul pianeta Terra :)))))))))))

  4. Roby, abbi pietà di me, per favore: D’Angelo ha giocato palesemente pg, palla in mano, ma per fortuna di Dio – o grazie alla difesa non assatanata dei cavs – il gioco scorreva bene, praticamente tutti hanno contribuito a rendere l’azione dei Lakers piacevole, di squadra e non la solita serie di forzature.
    Non scherziamo, 27 o 28 pg su 30 nella NBA giocano dei brani off the ball, ma proprio come Dlo ieri , se ne re-impossessano quando la difesa ha lavorato e il tiro può partire in ritmo e meno contrastato. Pregevole anche Randle in alcune preparazioni, oppure Clarkson nell’aver mollato più spesso la palla.
    Ma non facciamo scorretta informazione, please: la banfata del cambio di ruolo è un tuo sogno, non ne ha parlato Walton e nemmeno l’ha messo in pratica sul parquet. Russell è stato retrocesso a sesto uomo, come già fece Scott e mo è tornato in quintetto. Da playmaker.
    Il resto sono solo fantasie o speranze. Subito dalla palla due si vedeva Jc scalare sul lato debole e Russell al centro del gioco, tant’è che una delle prime triple di Clarkson avviene proprio su imbeccata di D’Angelo, come prima accadeva con Nick.
    Ecco, Clarkson sta giocando pg come Swaggy P, mettiamola cosi.

    Detto questo, bella partita, finalmente una grande performance offensiva di Dlo contro una grande e non coi soliti Nets o simili. E ovviamente sconfitta arrivata solo a causa di un Kyrie leggendario. Partita mostruosa, ha oscurato una prova fin li incredibile di Dlo, quando si è preso la scena. E’ rientrato sul -4 o -5 e in 3 minuti i cavs erano avanti di 6 o 7. Come prima li aveva portati dal -10 ancora in contatto. Sia nel secondo che nel terzo quarto.
    Irving è il Basket, poco da fare.

  5. D’Angelo ha giocato da play,come sempre.Non ha cambiato nulla nel suo modo di giocare,inutile inventarsi puttanate per corroborare le proprie teorie deliranti,vedi Roby..tutte le triple le ha messe dal palleggio.Non dagli scarichi.Gli scarichi di chi poi?Nwaba,Clarkson?Ahahahahahhahah Roby datti al cricket

    1. Ho recuperato la partita. Russell ha giocato da PG ma spesso in aiuto a Clarkson, ha evitato di fare il fenomeno con i soliti passaggi al limite che se riescono son dei gran assist altrimenti come succede spesso son palle perse. Ha tergiversato di meno in palleggio in attesa che i compagni trovassero spazi e pensato più a trovare il tiro. Direi insomma più combo guard del solito. Il fatto è che quando è in serata nel tiro poi fa quasi tutto bene (la palla persa negli ultimi minuti grida vendetta) altrimenti perde lucidità e grinta. Anche in difesa, con tutti i suoi limiti, si è impegnato più del solito.
      Alla fine c’è stato più impegno da parte di tutti in entrambe i lati del campo, per questo han tenuto bene fino all’ultimo e le star Cavs han dovuto tirar fuori 101 punti per vincere.
      Nwba con quella difesa se non lo firmano son degli scemi.
      Partita divertente, finalmente.

  6. Russel ha giocato come Pg o come Sg?

    Ragazzi, io non ve li faccio i complimenti ma è sempre un piacere leggere preview e recap di tutti voi.
    Bravi!

        1. Diciamo guardia atipica. Partiva spesso anche lui con la palla, ma la passava subito e poi giocava spesso sugli scarichi. Con Clarckson daltronde non può fare la guardia pura. Ma tralasciando i punti, ha giocato proprio bene. Facevano girare anche parecchio la palla per poi tante volte darla a Zubac in area e lui sbaglia pochissimo!

    1. Fortissimi anche no… fortissimi so i 2 che hai visto oggi contro… speriamo che dlo abbia capito di quanto sia melgio per lui giocare off the ball, oggi l’ho visto divertirsi. E di palle perse del cazzo palleggiando come un coglione non se ne sono viste… ingram in crescita. Ora vediamo coi clippers se riusciremo a non essere spazzati via.

  7. Bellissima partita! Ragazzi non me ne intendo di college, ma Ball fa paura davvero!Dicono che gioca in una squadra scarsa e fa rendere tutti alla grande!Anche stanotte ha fatto benissimo!

  8. career high di russell a 39 pt… ma ora magari comincerà a cagarsi sotto e a sbagliarle tutte… vediamo… cioè vedete voi!! io seguo il live e il tabellino come al solito…

    1. L’avesse capito prima walton… tipo da subito invece di buttare via tempo con nick merda… se tira questo fa canestro.. poi va beh oggi è una giornata speciale ma è così

      1. nicolas non si vince con solo i giovani, dobbiamo fare una squadra equilibrata, i cavs stanno giocando senza intensità se difendono 3 minuti non segnamo più. Godiamoci il talento ma vincere è un’altra cosa. Poi oggi siamo più contenti di venerdì quello si

  9. Amo i nostri giovani!io non ne mollo nessuno!serve solo
    Pazienza!Anche Randle quando non vuole strafare va benissimo!Poi ora abbiamo l’arma segreta quando bisogna difendere su qualche star troppo in serata!ahah!

  10. David su lebron e lebron fa passi…. comincio ad amarlo alla follia, un’estate passata a tirare e poi l’anno prossimo lo prensentiamo come defensive stop delle stelle

  11. Hai ragione su nwaba Roby! È un giocatore che per impegno ecc, ne vale la pena di fargli firmare un contratto pluriennale al minimo. Alla fine è solo un ’93!

  12. Hai visto d lo quando tira come rende? invce che fare il play dei miei coglioni? hai visto david come ha stoppato kyrie???? certo poi in mezzo c’è stato un strupro però tanta roba

    1. Ma lo vedi così male in difesa su shumpert? A me sembra che s’impegna. Secondo me se Ball prenderà il loro più forte e lui quello meno pericoloso, in difesa potrebbero anche andare bene. Deve fare per forza il play. Clarckson non ha visione!

  13. Clarckson ’92, Russel ’96, Ingram ’97, Randle ’94, Zubac ’97

    Secondo me se guardiamo le squadre nel torneo ncaa, tante sono più vecchie del nostro starting five.

    Non possiamo pretendere chissà che cosa dai! È assurdo avere una squadra così giovane. Peccato che i veterani che sono anche arrivati a suon di milioni, fanno proprio cagare. Bastava aggiungere più gente come Brewer a 7mln e avremmo molti meno problemi!

    1. Finalmente. Voglio vederli dall’inizio. Anche se secondo me Clarckson non è in grado di fare il play e far girare la palla. Ma voglio vedere Russel come se la cava da guardia. Perché sono sicuro che l’anno prossimo giocherà guardia e indipendentemente da Ball, prenderemo un vero play. D’angelo
      lo potrebbe anche diventare, ma tra qualche anno.

      1. Sono sicuro che D’angelo si farà ingolosire dalla palla, come la partita scorsa e non farà niente per sembrare una buona sg… purtroppo non ci riesce e non capisce. Sono anche troppi nicolas i giovani se ci metti i due dell’anno prossimo poi una marea… vanno usati per arrivare ad una stella affermata.

  14. Si sa qualcosa sulla formazione? Se gioca Clarckson titolare io non credo a una vittoria, mentre se giocano Russel e Nick, non si sa mai che se sono in giornata e girano tutti, ci fanno lo scherzetto!
    Magari gioca l’amore di Roby titolare e lo mettono fisso e ci marca sia irving che Lebron e non gli fa toccare palla!

    1. mettono fisso e ci marca irving…. esatto è quello che voglio vedere. Nwaba difensive stopper? si allora marca il n 1 come trattamento di palla vediamo come te la cavi

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