Game Recap #71 LA Clippers @ Los Angeles Lakers 133-109

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Nessuna sorpresa nelle lineup iniziali della terza sfida stagionale tra LA Clippers e Los Angeles Lakers. Rivers ha tutto il roster a disposizione e schiera Paul, Redick, Mbah a Moute, Griffin e Jordan. Walton rinuncia a Nick Young, ancora affetto dal morbo di Tank e risponde con Russell, Clarkson, Ingram, Randle e Zubac.

Julius Randle #30, LA Clippers at Los Angeles Lakers
Julius Randle #30, LA Clippers at Los Angeles Lakers (Lakers.com)

Avvio blando dei lacustri che si accontentano di jumper dalla media che producono sdeng o poco più, CP3 invece alterna soluzioni personali ad imbeccate per i compagni, che ringraziano. Avvio durissimo per i ragazzi di Walton, costretto subito a sospendere il match, 2-11.

J.J. Redick continua a fare ciò che vuole (4/4 con due triple) ed il figlio di Bill, per non chiedere un altro timeout dopo appena un minuto, prova a scuotere i suoi facendosi fischiare un tecnico. Qualcosa si smuove nei gialloviola che iniziano a trovare la via del canestro. I segnali di vita purtroppo arrivano solo dalla metà campo offensiva, perché in quella difensiva l’elettroencefalogramma è piatto: cambi lenti soprattutto sul perimetro e troppo spazio concesso a CP3 e Griffin.

I padroni di casa tengono botta grazie alle iniziative di Ingram ed Ivica Zubac

…che viene servito spesso dai compagni, 16-27.

I velieri catturano rimbalzi offensivi a ripetizione – già 7 – e sono i primi cambi a dare un po’ di fiato ai Lakers, poiché si siedono CP3 (12+3+3) e DAJ (4+8), che lasciano spazio tra l’altro al “beniamino” dello Staples Center Paul Pierce. Un paio di iniziative di DLo ed una linea di fondo conclusa con un reverse layup Dr. J style da Brandon Ingram riavvicinano i lacustri prima del layup di Rivers che chiude il quarto,  24-33.

Dominio piuttosto netto per Lob City che controlla le plance (+7 a rimbalzo e 7 punti generati) e colpisce dall’arco (4 triple a zero); Tiny Dog (6 con 3/4) e Zu (8+3) provano a tenere a galla la bagnarola di Walton.

Brandon Ingram #14, LA Clippers at Los Angeles Lakers
Brandon Ingram #14, LA Clippers at Los Angeles Lakers (Lakers.com)

Il secondo periodo inizia nel segno di Jamal Crawford, autore di  7 punti in un amen, mentre nei Lakers è ancora il solo Ingram a trovare la via del canestro. Altro pessimo avvio di frazione, altro timeout precoce di Walton. 26-42 dopo neppure 3 minuti.

Il backcourt lacustre composto da JC, Brewer e Nwaba fatica a costruire tiri decenti oltre a commettere banali perse, J-Smoove cede il testimone ad Austin Rivers che porta i Clippers sul +20. La second unit degli ospiti macina punti su punti non trovando opposizione e dopo la tripla di Marreese Speights, Walton chiama timeout per inserire in toto gli starter sul 29-54.

Non che cambi qualcosa perché Julius Randle decide di regalarsi una stoppata da Pierce (sic), omettere una difesa sul pick and roll Blake to DAJ e spendere un banale fallo su Griffin. Con il rientro di CP3 & J.J. i velieri il divario sale a 30 e tale resta perché i gialloviola sono incapaci di contestare Chris Paul che segna la tripla allo scadere del tempo. 40-70, -21 nel quarto e 24 lunghissimi minuti di garbage time in arrivo.

Ivica Zubac #40, LA Clippers at Los Angeles Lakers
Ivica Zubac #40, LA Clippers at Los Angeles Lakers (Lakers.com)

Secondo quarto disastroso (29% dal campo) dei Lakers e primo tempo orribile di Jordan Clarkson (-33 di +/-) morto troppe volte con la palla in mano. CP3 è già a quota 17 e DeAndre Jordan ha già totalizzato l’abituale doppia doppia, 20 dalla panca per il duo Rivers & Crawford.

Spettacolo pessimo per Michael Phelps, i presenti allo Staples Center e gli spettatori da casa.

Michael Phelps, LA Clippers at Los Angeles Lakers
Michael Phelps, LA Clippers at Los Angeles Lakers (Lakers.com)

Peccato non essere nella locker room dei Lakers perché al rientro coach Luke Walton schiera Ennis, Brewer, Nwaba, Robinson e Black e manda un messaggio chiaro agli starter: anche il tanking ha i suoi limiti.

La lineup scelta difetta di talento offensivo ma non di energia e voglia di fare, così dopo quattro minuti il distacco è praticamente immutato. Il primo titolare a rivedere il parquet è Ingram seguito qualche minuto dopo da Zubac. Il protagonista della frazione è Thomas Robinson che dimostra di avere più energia di parecchi colleghi e anima la partita sfidando Blake Griffin che spende un flagrant, 55-85. T-Rob si gasa e poco dopo esagera nel trash talking rimediando un tecnico.

Rientra anche Clarkson che perde subito un pallone ed in coppia con DLo non riesce a contenere Paul, che ringrazia convertendo il gioco da quattro punti, 65-101. L’ottimo Robinson (16 nel quarto) lascia il campo a Randle che va a ricomporre la lineup iniziale a tre dal termine. La frazione viene chiusa dal buzzer da metà campo di Crawford, 74-108.

Thomas Robinson #15, LA Clippers at Los Angeles Lakers
Thomas Robinson #15, LA Clippers at Los Angeles Lakers (Robert Gauthier/Los Angeles Times)

L’ultimo periodo inizia nel segno di Randle autore di giocate utili solo ai fini statistici, seguito da Ingram e D’Angelo Russell che segnano persino dall’arco. Clarkson invece deve essere stato catechizzato a dovere da Walton, poiché tenta e realizza il primo tiro a 3 minuti dal termine.

Le triple di Ingram e Randle chiudono il match, 109-133, e pongono fine alle sofferenze di tutti.

D'Angelo Russell #1, LA Clippers at Los Angeles Lakers
D’Angelo Russell #1, LA Clippers at Los Angeles Lakers (Ty Nowell/Lakers.com)

Match durato solo un quarto e mezzo, incanalato immediatamente dai LA Clippers e mai in discussione. MVP del match Chris Paul (27 punti in 25 minuti, con quattro triple) che insieme ai colleghi di reparto Redick (24 con 4/5 dall’arco), Rivers (18) e Crawford (15) ha stravinto il duello contro i pari ruolo lacustri; 12+11 per Jordan, 12+8+8 con 2/9 dal campo per Griffin. Per coach Doc Rivers segnali di ripresa, basteranno per scavalcare gli Utah Jazz?

Poco da salvare nei Los Angeles Lakers che rimediano l’ennesimo blowout della stagione. Brandon Ingram si conferma in crescita, ha attaccato il ferro ed ha sfondato ancora il muro dei 40 minuti. Il rookie chiude con 21 punti (8/14 dal campo, 2/4 dall’arco ed un rivedibile 3/8 dalla lunetta). Discreto anche Ivica Zubac , valido terminale offensivo (17+7 con 8/14 dal campo); 19 per Randle, 18 per Russell, mentre Clarkson (5 con 1/9) e la panca, ad eccezione di Robinson (16+6 in 10 minuti), sono stati disastrosi.

Brandon Ingram #14, LA Clippers at Los Angeles Lakers
Brandon Ingram #14, LA Clippers at Los Angeles Lakers (Robert Gauthier/Los Angeles Times)

Occorre precisare però che le stats degli starter lacustri, oltre ad essere mero losing effort, sono dopate dal fatto di aver giocato 12 minuti nel quarto finale contro la panca dei Clippers.

Box Score ESPN

Poco da aggiungere sulla partita oltre a quanto detto da Luke Walton a fine gara…

“From the start, the Clippers got whatever they wanted. You could just see the rhythm building. I told them: Once you let a talented team get in a rhythm, they were just out there having target practice on us.”

…e da Ingram sulla scelta di panchinare gli starter ad avvio secondo tempo:

“Walton told us that’s unacceptable to come out like that, and I think it was embarrassing for us to be down like that. It’s just something that can’t happen.”

Non possiamo fare altro che concordare con Brandon ed augurarci che spettacoli simili non si ripetano nelle ultime 11 gare di stagione e soprattutto nella prossima.

Giovanni Rossi
aka odino

Full Game HL

Game #71 Preview & Live: LA Clippers (42-29) @ Los Angeles Lakers (20-50)

Questa notte, alle 3:30 ? am, terzo meeting stagionale tra coinquilini, ovvero chi allo Staples Center stende i faccioni del proprio roster, ed i proprietari, che invece espongono giusto qualche banner di valore: LA Clippers vs Los Angeles Lakers.

Tante cose sono cambiata dalla vittoria lacustre del #NBAXmas Day e la successiva sfida di Gennaio: i gialloviola sono partiti alla ricerca della pick perduta, “vincendo” 21 delle 26 sfide successive, mentre CP3 e soci con un record di poco superiore al 50% (20-19) hanno minato le certezze di chi aveva puntato – non il nostro Jay – su di loro dopo l’ottimo avvio di stagione.

D'Angelo Russell #1, LA Clippers at Los Angeles Lakers
D’Angelo Russell #1, LA Clippers at Los Angeles Lakers (Photo by Andrew D. Bernstein/NBAE via Getty Images)

Facili scherzi a parte, la stagione del team di Doc Rivers è stata influenzata dalle venti partite a testa saltate dagli uomini migliori del roster: Chris Paul e Blake Griffin, assente in entrambe le sfide precedenti. Per il ragazzo dell’Oklahoma, free agent quest’estate, gli infortuni sono divenuti un tormento: Blake ha saltato in carriera ad oggi quasi il 30% delle partite disponibili. Quanto abbiamo pesato le assenze lo dicono i numeri: CP3 continua ad essere tra i migliori play della Lega (9.3 assist e 2 steal a sera), Griffin colleziona ottime statistiche (21.5+8.5+5.0) ed in linea con gli altri big men della Lega sta allargando il range (3/4 dall’arco al Madison).

Tuttavia, nonostante i proclami dello stesso Griffin, i Clippers sono lontani parenti della squadra vista nei primi mesi di RS e le ultime uscite hanno confermato il momento non brillante: 3 sconfitte consecutive contro squadre in forma come Jazz, Nuggets e Bucks e due vittorie contro i Cavs privi dei Big 3 ed i derelitti Knicks.

Sotto accusa è proprio il vecchio Doc che non riesce a bilanciare le fasi offensive e difensive ed incapace di far rendere al meglio un roster lungo ed esperto che dispone di specialisti come JJ Redick (2.5 triple realizzate a match), scorer dalla panca come il figlio Austin (12.1) e l’eterno Jamal Crawford (12.2) ed un gruppo di veterani come Raymond Felton, Marreese Speights, Paul Pierce e Brandon Bass.

Brandon Ingram #14, Los Angeles Lakers at LA Clippers
Brandon Ingram #14, Los Angeles Lakers at LA Clippers (Lakers.com/NBAE via Getty Images)

Dopo una serie di prestazioni imbarazzanti, nelle ultime uscite i lacustri hanno quanto meno fatto vedere qualcosa di buono in termini di intensità – contro i Bucks – e verve realizzativa – contro i Cavs – oltre a dare tanto spazio ai membri dello young core che a rotazione hanno ritoccato i propri career high di punti.

Coach Luke Walton ed i Lakers hanno poco da chiedere al match, ad eccezione di una prova di orgoglio nei confronti dei rivali cittadini, anche se non si tratta di una rivalità paragonabile ad un derby calcistico nostrano.

La chiave del match? Easy. DeAndre Jordan (12.5+13.5 con il 70% dal campo).

LA Clippers

42W – 29L | #5 in the Western Conference | #2 in the Pacific Division
Stats: PPG 107.8, #7 | RPG 42.9, #24 | APG 22.5, #13 | OPPG 104,7 #12
Leaders: Blake Griffin, 21.5 PPG | DeAndre Jordan, 13.5 RPG | Chris Paul, 9.3 APG

Los Angeles Lakers

20W – 48L | #15 in the Western Conference | #5 in the Pacific Division
Stats: 104.6, #18 | RPG 43.6, #156| APG 20.7, #26 | OPPG 111.9, #28
Leaders: D’Angelo Russell, 15.3 PPG | Julius Randle, 8.7 RPG | D’Angelo Russell, 4.7 APG

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Giovanni Rossi
aka odino

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84 thoughts on “Game Recap #71 LA Clippers @ Los Angeles Lakers 133-109

  1. Ah ah, bravo Giovanni, hai sottolineato il mio amore per i Clippers e te ne sono grato ;)

    Sulla questione D’Angelo guardia o no, finchè la partita è stata in gioco (ben poco) Dlo è stato chiaramente messo all’angolo, ma è talmente evidente che non sia nelle sue corde quel tipo di gioco, che mi domando quanto ci metterà Walton a capirlo.
    Tra parentesi, non capisco il continuo cambio di marcature tra Clarkson e Dlo – due possessi li giocava Russell su Paul, due clarkson…con gli stessi risultati, penosi -, non c’è una linea chiara. In attacco invece è un Clarkson che porta palla ed un consegnato fisso ad Ingram o D’Angelo, con il lungo che sale a formare quasi un triangolo. Ho pensato anche questo, che Walton stia provando ad inserire qualcosa di nuovo? Con Clarkson è evidente che non si possa giocare “alla Golden State”, proprio non è in grado di muovere il pallone velocemente e far muovere la difesa, se non con la solita penetrazione caprina.
    La realtà è che vedo tantissima confusione sul parquet, rispetto alla partita coi Cavs sicuramente Dlo ha avuto meno la palla in mano (coi risultati che si possono facilmente notare), ma cosi le cose vanno ancora peggio.
    Ora vediamo stanotte con Minnesota, speriamo in un D’Angelo fuori dai giochi e non in partita, questa L è vitale.

  2. I Clippers torneranno presto ad essere la barzelletta che sono sempre stati fino al 2011 mentre noi torneremo a scrivere la storia della NBA.

    Rompe moltissimo essere umiliati così, quando saremo competitivi restituiremo il favore con gli interessi.

  3. Partita senza senso. Sono tutti svogliati perché in c’è nessun reale obbiettivo! Anzi, l’unico scopo e’ perdere. Praticamente è peggio che giocare le amichevoli perché dobbiamo solo perdere. Non è facile nemmeno per Walton e per i ragazzi. Speriamo finisca presto. Con i cavs l’hanno voluta giocare. Ieri si è messa male subito, inoltre abbiamo il problema Suns! Le vogliono perdere tutte quante e noi non possiamo assolutamente vincerne nemmeno una! Sono tutti ingiudicabili! Ovvio che t-rob e chi è in scadenza hanno più voglia di giocare rispetto agli altri. Questo è il brutto della nba! Cosa che io non concepisco!Va contro lo sport in generale. E non raccontatemi la favola che i giocatori non percepiscono l’ambiente attorno a cui l’unica cosa che interessa ai Fans e FO e’ perdere! Perché non hanno tolto le scelte protette nel nuovo cba?

  4. vergognosi tutti i nostri, canestri a babbo morto. Dlo dimostra che contro i cavs ha segnato solo perchè non lo marcava nessuno, con davanti cp3 non ha fatto un cazzo, punti tutti segnati sul -30 forse tranne 2 canestri.
    eliminare questi perdenti, tenere solo zubac e ingram deve essere l’imperativo, partite come questa non sono tollerabili per un altro anno

  5. Per un pelo la vincevamo! :)
    Come al solito alternano una discreta partita con una serie da dimenticare; questa è la prima della nuova serie.

  6. Si ok meno 11 ma i giovani sono questi nicolas, guarda cosa vuol dire giocare contro una squadra vera di veterani.. si squagliano tutti… ci vuole un buon mix se no perdi sempre

  7. Molto bene t rob, oggi nettamente il migliore per voglia e rendimento. Gli altri sono entrati in campo senza cattiveria.. lo paghi con chiunque figurati contro una squadra forte e piena di giocatori già formati…

  8. Comunque, per dovere di cronaca bisognerebbe distinguere tra il set, l’esecuzione e le posizioni oltre a considerare che è il marcatore di uno o l’altro.

  9. Si è messa subito troppo male la partita e ora e’ difficile rimettersi a giocare. La panchina prima ci ha affossato! Peccato, speravo in una partita più divertente, anche se l’importante è perdere.

  10. Loro sono tutti veterani, noi bimbi che puzzano di latte, è evidente che non c’è partita ne dal punti di vista tecnico che fisico. Senza veterani è così.. e va bene

  11. Ragazzi ma è Clarckson a passarla con i tempi sbagliati o sono i nostri che han paura di tirare? Vedo Larry che non tira o sto dicendo una cazzata?

    1. Beh Lou va a giocarsi qualcosa perfortuna! Troppo forte! Peccato che Nick sia rimasto, mi sarebbe piaciuto vederlo ai playoff.
      A noi comunque va bene così.

    1. beh che vuol dire se è bravo l’attaccante ci sta, basta non concedere wide open e dimenticarsi dei cambi e poi i loro bloccanti so grossi ed è tosta passarci sopra

  12. Daje ragà… C’è JC su CP3 giustamente, ed in attacco solita alternanza DLo, JC, Ingram con la palla in mano.. Già devo scrivere il recap, non distraetemi con le vostre allucinazioni.

        1. Tina,ti ho detto di non continuare a scrivere le stesse cose.Te lo ha chiesto anche odino spiegandoti che sta facendo la point guard come sempre.Perchè continui?Ora inizio a cancellarti tutti i post

  13. Per la felicità di Roby!

    The Los Angeles Lakers and guard David Nwaba are finalizing a two-year deal, league sources tell @TheVertical. Team option for next season.

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