Game Recap #73 Portland Trail Blazers @ Los Angeles Lakers 97-81

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I Los Angeles Lakers mettono piede sul parquet dello Staples già conoscendo il risultato dei Phoenix Suns, rivali nella ormai nota “corsa” all’ultima piazza della Western Conference. Superfluo specificare l’entità di tale risultato, perché dopo un periodo di inconsueta serietà i Suns sono tornati a “tankare” senza pietà, incassando parziali imbarazzanti sin dai primi quarti contro Nets e soprattutto gli Hornets, avversari domenicali.

Dal canto loro i Lakers sono combattuti tra l’esigenza di dover perdere più partite dei Suns, impresa più che mai ardua calendario alla mano, e le ambizioni del proprio pubblico, che ogni partita casalinga si accende ad ogni parziale positivo e si infiamma letteralmente, quando come coi Timberwolves Venerdì notte, si concretizza una rimonta insperata.

O non hanno capito un’emerita fava di come funzioni il giochino o semplicemente non sono delle aquile, i tifosi gialloviola frequentatori dello Staples. Propenderei per la seconda, rammentando le ovazioni ad ogni ritorno in campo di Pau Gasol nell’ultima stagione in cui Lakers raggiunsero i playoff, che quasi sempre coincideva con una battuta d’arresto o una sconfitta bruciante, col rischio di non accedere alla post-season. In sintesi, i nostri tifosi tifano per vincere quando si dovrebbe perdere e per perdere – incitando giocatori palesemente dannosi e nocivi per lo spogliatoio, vedi la querelle con D’Antoni, per non parlare di quella scatenata dalla sua presenza, tra Bryant e Howard – sostanzialmente, quando avrebbe avuto un senso vincere. Bene ma non benissimo, chioserebbe un noto avvocato con la passione per UCLA, il cioccolato, Kobe Bryant in campo aperto, Michelle Pfeiffer, eccetera eccetera.

Tornando a noi e alla partita odierna, Portland si presenta con intatte velleità di playoff, addirittura rilanciate dalla pesante imbarcata che stanno subendo in contemporanea i Denver Nuggets a domicilio, contro i virtualmente eliminati New Orleans Pelicans. Vincere oggi, per i Blazers, significherebbe riagganciare quell’ottavo posto fondamentale per accedere ai playoff che scatteranno nella seconda metà di Aprile.

Corey Brewer #3, Portland Trail Blazers at Los Angeles Lakers
Corey Brewer #3, Portland Trail Blazers at Los Angeles Lakers (Photo by Andrew D. Bernstein/NBAE via Getty Images)

Coach Stotts schiera il consueto trio di esterni (Lillard, McCollum ed Harkless), completando il suo starting five con il terzo anno Noah Vonleh ed un fin qui molto positivo Nurkic in posizione di centro. Walton risponde con una novità, nel quintetto di partenza: out Ingram per un fastidio al ginocchio, dentro uno degli “eroi” della partita coi Wolves, Corey Brewer.

A fargli compagnia la strana coppia Clarkson-Russell e l’altrettanto disfunzionale Randle-Zubac sotto le plance (disfunzionale non per colpa del centro croato of course).

I primi due attacchi lacustri fanno sanguinare gli occhi – Clarkson vede un inesistente alleyoop per Brewer, anticipato dalla difesa; Randle si intestardisce da par suo in azione personale 1 vs 5… i risultati li potete immaginare -, ma ci pensano un attivissimo Brewer e D’Angelo Russell a mettere il primo canestro a referto per i padroni di casa: l’ex Rocket stoppa nientemeno che Damian Lillard e ci pensa Dlo, con una magata alla Pete Maravich (finta di passaggio dietro la schiena e sottomano comodo, con il difensore spiazzato come un portiere da un calcio di rigore di Van Basten) a scaldare la platea. Zubac tenta una tripla frontale, con 120 metri di spazio, ma non è cosa sua e la spingardata che deriva ne è la conferma.

Lillard inizia a far male dalla lunga distanza, ma quando prova a sondare il pitturato sono dolori: dopo Brewer, anche Randle si iscrive al concorso “stoppa Damiano e raccontalo a figli e nipoti”, cancellando il tentativo di penetrazione della star dei Blazers. Per Julius è già la seconda block nel giro di 4 minuti, la prima vittima era stata Nurkic poco prima.

Russell si riscatta subito dalla bella giocata precedente e crossa con un jumper dai 6 metri, evidenziando un linguaggio del corpo simile a Chris Morris quando nei Nets anni ‘90 si presentava all’allenamento con le scarpe slacciate, solo perché le infradito ancora non erano di moda.

L’attacco guidato da Clarkson è fluido come quello dell’Olimpia Milano nelle partite d’Eurolega, cosi Jc mette da parte i giochi predicati da Walton e col classico pick&roll porta a casa 5 punti filati, prima sfruttando il lavoro di Zubac, poi quello di Randle. Portland si porta sul +7 (20-13), ma negli ultimi 4 minuti smettono di segnare e pur non entusiasmando, LA si riporta a contatto con il long two di Russell e la bella combinazione Randle-Nance Jr., con il figlio di Larry che schiaccia indisturbato. Meyers Leonard risponde dall’altra parte e negli ultimi 150 secondi di primo quarto non segna più nessuno: 22-17 dopo dodici, tutt’altro che esaltanti, minuti di gioco. E negli ultimi 2’35”, oltre a non vedere mai muoversi il punteggio, ci tocca assistere ad una stoppata da fermo di Aminu su Randle, un tentativo di alleyoop dello stesso Julius per Nance Jr. che entra di diritto nei bloopers notturni e tanto per gradire, il secondo cross del periodo per Dlo. Il pensiero va agli spettatori delle prime file che hanno sborsato migliaia di dollari per assistere a questo scempio. Si potesse mandare un Sms per donare loro qualche neurone, perché di soldi non hanno certamente bisogno, sarebbe crudele non farlo.

Dopo una turnover “d’angeliana” di Jc – che gli abbiano spiegato tardivamente il funzionamento della lottery, in particolar modo di quest’anno? -, Crabbe e Aminu pigiano sull’acceleratore ed estendono il vantaggio ospite fino al +12 (31-19), prima che la classe operaia – sotto forma di Ennis e Nwaba – ricucia lo strappo fino al 31-25.

C’è chi giura d’aver assistito ad allenamenti più intensi nella Lega portoricana, ma siamo certi che quel qualcuno non fosse Phil Jackson. Ennis riporta I Lakers a -3, ma da quel momento ricomincia un periodo di siccità per i ragazzi di Walton. Clarkson perde nuovamente la maniglia e commette un’altra turnover imbarazzante, sarebbe stato il caso che qualcuno l’avesse preso da parte prima del match coi T-Wolves e non dopo, a frittata cucinata.

Jordan Clarkson #6, Portland Trail Blazers at Los Angeles Lakers
Jordan Clarkson #6, Portland Trail Blazers at Los Angeles Lakers (Photo by Andrew D. Bernstein/NBAE via Getty Images)

Le squadre tirano col 20% da 3 complessivo, i Blazers tornano avanti in doppia cifra col minimo sforzo e gli spettatori di tale spettacolo salutano l’arrivo dell’half time con una morigerata esultanza stile Tardelli ’82, coi rossoneri a condurre 40-32 e Zubac che pensa bene di chiudere i primi 24 minuti con la seconda tripla di serata (sbagliata, chiaramente), giusto per non farci mancare niente. Fabio Caressa proporrebbe un the caldo per tutti, ma qui si opta per un caffè doppio, onde evitare un colpo di sonno.

Dopo l’intervallo, la prima notizia è che Russell è già in doppia cifra con la tripla del 44-35, la seconda è che il prodotto da Ohio State ci sta prendendo gusto – beato lui – ed esattamente come ad inizio partita, incanta il pubblico con un canestro in layup, dopo aver mandato al bar i difensori, facendosi passare la palla dietro la schiena, come se niente fosse. Talento 100/100, peccato per la testa. Lillard esce dai blocchi come il Ray Allen che fu, per il +10 Blazers, ma è ancora Russell a realizzare un gioco da 3 punti che porta il proprio bottino personale a quota 16 e mantiene un minimo di interesse sull’esito del match (44-51).

Randle e Clarkson confermano l’intesa già messa in evidenza Venerdì notte contro i Wolves – mortacci loro, direbbe il borgataro romano tifoso lacustre – e dal loro pick&roll scaturisce una super schiacciata del numero 30, per il -5 Lakers. Zubac invece è fuori partita e lo conferma quando regala un and-one a Lillard, stimolato dal confronto con Russell, che evidentemente gradisce le sfide personali con i pari ruolo più celebri e navigati. Crabbe e Aminu si confermano spine nel fianco per la difesa dei Lakers – il primo già in doppia cifra ad inizio terzo quarto -, ma è ancora Lillard a divaricare la forbice tra le due squadre, mettendo a segno la tripla del +13 (per lui 16 punti come D’Angelo, tirando tuttavia maluccio dal campo, 5 su 15).

Dopo il timeout chiamato da Walton, le cose non cambiano e ancora dietro l’arco arriva la sentenza di Meyers Leonard e dello stesso Lillard, che chiudono un parziale di 11-0, per il 74-53 che apparentemente (e non solo) chiude ogni discorso relativo alla vittoria finale.

Il floater del numero 0 a fil di sirena, sigla la fine del terzo periodo di gioco, coi Lakers surclassati per 77 a 56 ed il tiro da 3 dall’angolo con cui Aminu apre l’ultimo periodo di gioco, ci mette di fronte a 12 minuti di garbage selvaggio. La tripla di Nwaba poi, ci induce a pensare che in quel caffè doppio ci fosse sciolta qualche sostanza stupefacente e la conferma giunge pochi minuti più tardi, quando il numero 10 gialloviola realizza un canestro più fallo aiutandosi con la tabella. E’ il David Nwaba show, e per ogni Batman c’è bisogno di un Robin all’altezza, che nel nostro caso corrisponde a Tyler Ennis, ripetutamente a segno a babbo morto.

Ivica Zubac #40, Portland Trail Blazers at Los Angeles Lakers
Ivica Zubac #40, Portland Trail Blazers at Los Angeles Lakers (Photo by Andrew D. Bernstein/NBAE via Getty Images)

Stotts si mette paura – sul -18??? – e reinserisce Lillard, deve ringraziare se non succede qualcosa di irreparabile alla sua stella di riferimento, come accadde diversi anni fa a Thibo con Derrick Rose. Questa scelta, onestamente, non l’ha capito nemmeno lo stesso Damian, che già pregustava 12 minuti finali di risate e riposo assieme ai compagni, in panchina. Fortunatamente per lui, il coach rinsavisce e due minuti dopo Lillard è nuovamente accomodato sul pino e per fortuna della pallacanestro, in ottima salute.

C’è spazio anche per Vonleh, che dopo le due schiacciate firmate quando la partita aveva ancora un senso, ammesso che ce l’abbia mai avuto, si esibisce in una rovesciata che di fatto chiude il garbage e chiude i conti. Finisce 97-81 con la tripla finale di Ennis ed è giusto cosi: vince chi doveva vincere e perde chi doveva perdere, con buona pace delle prime file dello Staples. Almeno stavolta, tutto si svolge secondo i piani in casa Lakers, dove spiccano i 22 punti di DLo, i 14 di Ennis ed i 9 di Nwaba. Tirando col 39 dal campo, il 24 da 3 e il 58 dalla lunetta, questi Lakers farebbero molta fatica a vincere una partita d’Eurolega, figuriamoci nella NBA.

Jaywill_22/Marco Brignoli

Game Preview

Nella notte tra Domenica 26 e Lunedì 27 marzo i Blazers verranno in visita a Los Angeles sperando di fare dello Staples Center il loro terreno di conquista.

I gialloviola sono riusciti nell’inopinata impresa di sbriciolare il 50% del loro vantaggio, su dei Suns formato mondiale, battendo i Timberwolves all’overtime. Questa vittoria mette in serio pericolo il penultimo posto e porta a 0 i margini di errore da qui alla fine.

Fortunatamente i Blazers si presentano allo Staples con l’intenzione di portare a casa una vittoria che sarebbe fondamentale nella lotta all’ottavo posto occupato dai Nuggets e distante solamente una gara.

Jordan Clarkson #6, Los Angeles Lakers at Portland Trail Blazers
Jordan Clarkson #6, Los Angeles Lakers at Portland Trail Blazers (Photo by Sam Forencich/NBAE via Getty Images)

Si perché Portland quest’anno ha disputato una stagione del tutto sottotono rispetto alle attese. Dopo aver strapagato i giocatori che avevano reso meglio nell’arco dello scorso campionato, i Blazers non sono riusciti a fare quello step necessario per stabilirsi nelle prime posizioni ad ovest, si ritrovano invischiati a metà classifica e con un cap più intasato delle fogne di Città del Messico.

Una scossa l’ha data l’innesto di Nurkic che a marzo ha portato 14.8 punti con il 50% al tiro e 10.7 rimbalzi a partita. L’unico che continua ad avere un rendimento costante è il fenomeno con il numero zero, Damian “Dame” Lillard, che segna 26.9 punti a partita (32 nelle ultime 10) e aggiunge 5.8 assist e 4.8 rimbalzi. Il fenomeno da Oakland ha già mostrato di non gradire troppo i modi da bulletto delle elementari di Russell che sicuramente passerà una brutta serata.

Nei Lakers segnaliamo un Clarkson con la mano infuocata (35 per lui contro i Wolves) e un buon Randle (a livello statistico, il cervello è sempre inesistente). Ingram potrebbe non essere della partita per i problemi al ginocchio.

Julius Randle #30, Portland Trail Blazers at Los Angeles Lakers
Julius Randle #30, Portland Trail Blazers at Los Angeles Lakers (Photo by Andrew D. Bernstein/NBAE via Getty Images)

I Blazers sono in serie di due vittorie e 7-3 nelle ultime dieci, considerata la differenza di motivazioni tra le due compagini non credo proprio che ci sarà partita, anzi, il pericolo e di beccare un’asfaltata come spesso successo quando di fronte ci siamo trovati una squadra da playoff.

Vi aspettiamo alle 3:30 su b9h per il live della partita,

Mammuth

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39 thoughts on “Game Recap #73 Portland Trail Blazers @ Los Angeles Lakers 97-81

  1. Nicolas, capisco il tuo ragionamento, ma questi ragazzi che sono agli inizi della propria carriera pro hanno tutto da perdere nel giocare male. Non è una questione di stagione finita e nessun obiettivo da raggiungere. Anche se hai fatto una stagione perdente l’obiettivo di “essere un squadra” e maturare una mentalità battagliera, orgogliosa della canotta prestigiosa che indossi e che ti consenta, non dico di vincere, ma dimostrare che ce la metti tutta per farlo e migliorare rimane in piedi. Stanno continuando a giocare male, non solo individualmente ma come team e dopo oltre 70 partite insieme non è più accettabile. Walton ci avrà messo del suo ma in campo ci sono i giocatori che guadagnano fior di quattrini.
    Ammesso che ognuno abbia margini di crescita individuale comunque stanno dimostrando che forse non possono crescere come squadra, che sono malassortiti. Il FO sará probabilmente focalizzato sulla pick 3 però quando vede che giocano così come fa a pensare di tenerli ancora un anno o più?

    1. Vedrai che allenatore e società coesi sapranno benissimo chi tenere e chi no e cosa fare quest’estate. Ma non valuteranno sulla base di queste partite, ma soprattutto dagli allenamenti, dall’estate e chi rimarrà, lo valuteranno nella prossima stagione.
      Ha centrato il punto Roby, quello che chiedo allo staff, visto che secondo me sono tutti competenti e valgono tantissimo, soprattutto mi piace sentire le loro opinioni su forum, anteprime e soprattutto podcast, ma per fare il salto di qualità come redazione, li voglio più lucidi, ovvero meno INCAZZATURA, anche se difficile, ma se non riescono ad essere un po’ positivi loro, noi utenti ci deprimiamo. Ahah
      Anche perché davvero, sentirli parlare di Lakers e’ davvero un piacere ed e’ mille volte piu divertente che sentire Sky. Siete in gamba davvero.

      1. Sono competenti, divertenti e arguti ma soprattutto tifosi di cuore più di quanto lo possa esser io e quindi, dai, ci sta che gli vengan fuori commenti di pancia :)

  2. Solitamente dopo ogni partita mi faccio un idea tattica di quello che è successo… ecco oggi no… tutta mondezza… li odio tutti nessuno esluso ( salvo nwaba che non mi ha dato ancora modo di farlo e il povero zubac ) il resto è da prendere e cacciare a pedate nel culo. Walton non mi convince dal punto di vista caratteriale questi non migliorano e fanno il cazzo che vogliono. La colpa dell’allenatore comincia ad essere evidente.

    1. Roby queste partite non contano nulla. Dobbiamo solo perdere. Che colpa ne ha Walton? E pure i giocatori!lo sanno di dover perdere! Mica sono scemi, quando possono giocarsela glielo dicono, ci hanno provato con Bucks, cavs e poi con Minnesota. Ora non possono più vincerne nemmeno una finì a quando i Suns ne vinceranno una.
      Dai, almeno da voi dello staff, un po’ di coerenza su quello che c’è intorno ai lakers in questo momento.
      Zero obbiettivi se non perdere. Cosa bisogna pretendere? Se uno fa il canestro della vittoria, tutto l’ambiente lo odia, piuttosto che essere felice. Che cavolo di momento e’ per valutare qualcuno? E’ lo schifo della NBA la lottery, soprattutto se ci sono scelte protette top 3!che schifo!

      1. No nicolas, non è questo è questione di atteggiamento e applicazione.. si può perdere anche con serietà non con questa indolenza.. io vedo un gruppo poco serio e il suo allenatore troppo permissivo. Lo staff è bello perchè non ha idee concordi, io la penso in un modo e gli altri in un’altro. Non c’è un idea editoriale ma individuale. Questo è quello che ci differenzia da altri che ragionano allo stesso modo.

        1. Ok, ma mi sembra che ultimamente siete troppo incazzati e poco lucido. Io ti parlo per esperienza personale nel calcio, dove sono molto più esperto a differenza del basket che sto imparando.
          Nel calcio quando ci sono le amichevoli, a nessuno frega quasi nulla e non si possono dare giudizi.
          Ancora peggio, nei finali di stagione, quando le squadre non hanno più obbiettivi, caccieresti tutti a calci nel culo, a maggior ragione i giovani.
          Nell’nba e’ peggio che nel calcio, perché le squadre che non hanno più obbiettivi iniziano a tankare, peggio ancora la situazione lakers dove addirittura ci si gioca la stagione cercando di perderne il più possibile da dicembre, visto che c’è una cazzo di pick protetta top 3 da provare a tenere!
          Nel calcio inoltre quando ci sono problemi in società o nell’ambiente, nessuno riesce a venire fuori veramente, tutti fanno schifo!
          Io non dico che i nostri siano i giovani più forti del mondo di che l’allenatore sia il migliore al mondo.
          Dico solo che nulla o quasi e’ giudicabile in questa stagione.
          Ora la dirigenza e’ cambiata e la battaglia Buss e’ terminata. Il nuovo FO ha appena iniziato a lavorare e bisogna dargli tempo, non preoccuparti che dall’anno prossimo, sempre se non saremo di nuovo costretti a tankare e spero proprio no perché è insopportabile per tutti, appena qualche giocatore non darà il massimo sarà cazziato e mandato a fanculo.
          Chiedo solo a te e agli altri di avere più pazienza, perché le squadre non si fanno in un mese purtroppo ed essere solo li e criticare tutto e tutti non porta da nessuna parte.
          Ripeto che avreste bocciato anche Kobe Bryant in una situazione Lakers simile a questa.

          1. Ovviamene senza nessuna offesa ne niente, come vi faccio spesso e volentieri i complimenti, ho solo fatto una critica costruttiva perché vi vedo tutto troppo pessimisti e catastrofici. Magari è solo una mia idea.

          2. Figurati nicolas, hai pieno diritto di pensarla in questo modo come io ho diritto a credere questo core tutto sbagliato. I giovani è chiaro che vanno aspettati ma se li fai crescere con altri giovani non matureranno mai. Devi vederli in un contesto vincente e poi giudicare. Prendi Leonard come si è inserito a san antonio dietro ai senatori per poi divetarvi il leader, i nostri giovani sono abbandonati a se stessi e qeul che è peggio io li vedo stupidi. Non capisco che devono fare per migliorare ( non dico vincere) ma se la partita prima mi giochi in un modo e quella dopo in un’altro vuol dire che non ti è entrato in testa un bel nulla. La mia tristezza ( che è più che incazzatura) è data da questo. Vedo tanto talento ma poco cervello. Non centra il tanking è una questione di atteggiamento e di etica lavorativa. Li mi dispero, poi se perdo sono più felice di te. Ma vedere il nulla in 48 minuti mi deprime

      2. Nicolas purtroppo tocca farci il callo, per come è strutturata al momento la lega, il tanking ci sarà sempre. Anche perché le prime pick difficilmente poi lasciano la franchigia che li ha scelti.

      1. Io più che dubbi su Walton, che comunque deve ancora dimostrare, mi vengon dubbi sul coaching staff; soprattutto lato difesa e sviluppo giocatori.

        1. Ecco il lato difesa: mi piacerebbe sapere se davvero Shaw è arrivato come D-Coach oppure no, ad ogni modo tutto rimandato alla prossima stagione.

          1. Infatti una cosa che non si riesce a capire se sia perchè Shaw non è all’altezza oppure perchè i giocatori non siano in grado di eseguire cose complesse. Il problema a volte la squadra non da neanche l’accenno di voler impegnarsi in difesa quindi sembrerebbe che, posto che gli manchino i fondamentali, non c’è un’attenzione particolare all’impostazione difensiva. Boh…

    1. Come con Minnesota per due terzi d’incontro. Vorrei capire il significato del terzo restante, che al momento ha buone probabilità di compromettere la stagione.
      Magari bisogna pure ringraziare Shaq per averli caricati …;-)

  3. Roby ma dici che Zubac l’anno prossimo sarà fisicamente pronto o ci vorranno ancora un paio d’anni? Secondo me un centro intanto andrebbe preso no?

  4. Randle non capisce un cazzo , niente… stupido come un sasso… fa an cosa bene la partita prima e se la dimentica a distanza di due giorni e torna a giocare d’istinto… se fossi walton diventerei pazzo

      1. ma gli è preso il panico tutto all’improvviso?? un pò tardi per preoccuparsi di essere liquidati in una squadretta qualsiasi… dovevano rimboccarsi le maniche prima…

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