Game Recap #75: Los Angeles Lakers @ Minnesota TImberwolves 104-119

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Come ampiamente prevedibile, Ingram non è della partita, Walton è quindi costretto a confermare il quintetto con Brewer da sf, accompagnato da Randle, Zubac e la strana coppia Russell-Clarkson. Nessuna novità invece per Minnesota, che presenta davanti al pubblico amico gli stessi cinque di sempre: Rubio, Rush, Wiggins, Dieng e C.A.T.

Pronti via e subito Zubac si infortuna alla caviglia; fortunatamente per il croato non sembra nulla di grave – i raggi nello spogliatoio si rivelano negativi -, ma precauzionalmente non viene più fatto rientrare.

Al suo posto entra un subito volitivo Black, che però assiste inerme coi suoi compagni all’imperversare dalla linea dei tre punti di Rush e Rubio, e quando Walton ferma per la prima volta la partita, il punteggio è un eloquente 5-16. Il coach giallo-viola striglia i suoi e riceve subito una risposta da Black, che fa valere il suo impatto fisico e da Brewer che fa una sola cosa (penetrazione a canestro) ma la fa bene.

I Lakers ora sembrano in controllo della sfida, tanto che Thibo è costretto a sua volta a chiamare timeout sul 20-24. Russell vivacchia tra una difesa pessima su Rubio e qualche tiraccio in attacco, mentre Randle, sebbene venga sempre battezzato, ancora non ha capito che tirare da tre con spazio sarebbe meglio di andare a sportellare come un caprone nel pitturato. Tuttavia Julius in qualche circostanza è straripante e coglie un fallo di Dieng per realizzare un gioco da tre punti che porta i Lakers addirittura in vantaggio. Rubio sembra Steph Curry (senza marcatura è tutto più facile) e segna ben 3 triple consecutive, mentre a rispondere prensente per i Lakers ci pensa un sorprendente Tyler Ennis, bravo sia dalla lunga distanza che in penetrazione. Il primo quarto si chiude col punteggio di 37 pari, contraddistinto da difese allegre e da percentuali da tre punti sopra la media. Il secondo quarto vede subito Nance Jr. bruciare la retina con un tiro dalla media, mentre Towns diventa sempre più incontenibile, sia da fuori che sotto i tabelloni. Clarkson, memore della serata magica di qualche giorno fa allo Staples, segna una tripla che porta i Lakers incredibilmente in vantaggio sul 48-47. Thibo cambia Rubio e mette uno scatenato Dunn, che ripaga la fiducia realizzando due triple consecutive. Jc denota tutti i suoi limiti di playmaking perdendo un pallone imbarazzante, ma questo non basta per fermare i Lakers,  capaci di riportare la partita in parità grazie ad un tiro da tre punti di Randle (ma dai? Allora si può, Julius….): 56-56.

Rientra Russell e tutto torna sui binari giusti, la difesa inesistente della seconda scelta 2015 consegna a Rubio il ventello già a fine primo tempo, mentre l’attacco si limita a tiri da tre sparacchiati con metri di spazio: il risultato è che Minnesota può andare all’intervallo con un comodissimo più 7: Lakers 60, Timberwolves 67.

In attesa del solito terzo quarto della verità, possiamo dire che la prima metà è stata molto deludente rispetto quello coi Wizards. Russell troppo pasticcione palla in mano e spadellatore da tre punti, mentre l’infortunio di Zubac ha tolto quel poco di buono sotto i tabelloni, consegnando la partita ai nostri lunghi meno educati, dotati di mani da muratori ucraini. Walton ripropone lo starting five ad inizio terzo quarto, ad eccezione ovviamente dell’infortunato Zubac sostituito da Black, ma subito le cose si complicano.

La squadra è nervosa e non riesce ad attaccare con intelligenza, come Walton vorrebbe vedere e ne consegue una serie di iniziative quantomeno discutibili da parte di Russell, spesso concluse con palle perse e contropiedi avversari. Non va meglio sotto i tabelloni, dove Randle concede un deprecabile and one a Dieng, e non contento protesta come un idiota, inducendo gli arbitri a fischiargli un inutile tecnico. Quarto fallo per il nostro Julione tankone, panchina automatica e dentro l’ex ripudiato T-Rob. Russell non vuole essere da meno e a sua volta si copre di ridicolo, facendosi fischiare un fallo tecnico. Il finale di terzo quarto lascia poco spazio a considerazioni positive: 82 a 96 Minnesota, per un meno 14 che i Lakers mostrano con orgoglio a chi gradisce le sconfitte (tanti, in casa lacustre).

Il capitank non vuole lasciare nulla al caso e si guarda bene dal far rientrare in campo Brewer, Randle, ma soprattutto Black, che stava giocando molto bene. La partita scorre via senza patemi, Clarkson prova a riaprirla con l’ennesima tripla, ma dall’altra parte è troppo semplice mettere punti a referto per Towns, Rubio e Wiggins. Resta solo tempo per vedere T-Rob mollare un ceffone a Towns, Nwaba battibeccare con Dunn e per assistere ad un evento che è già stato catalogato dagli scenziati a livello di un’eclissi lunare: Randle riesce a prendere uno sfondamento, anzichè commetterlo. T Rob sistema le statistiche…

mentre Russell non riesce a farlo, questa volta. Per lui una prova patetica, guardia o play cambia poco se non ci metti la voglia. L’indolenza del n 1 è nota a tutti, speriamo che se ne siano accorti anche ai piani alti. Rubio scollina i 30 per la prima volta in carriera, Towns sigla il trentello di ordinanza mentre Wiggins si accontenta di “soli” 27 punti. Troppo forte oggi Minnesota per questi Lakers, diranno i giornalisti molto più bravi di me, vero, ma anche il nostro tanking ci ha messo del suo. Black dimenticato si può iscrivere a quei capolavori di arte contemporanea come le esposizioni al Guggenheim di New York. Prossima tappa sabato, nel matinèe contro i Clippers. Preparate gli elmetti, perché pioveranno canestri da tutte le parti e tutto sommato a noi non dispiace affatto. Perché parafrasando il motto dalla Juventus, “la scelta non è importante, ma è l’unica cosa che conta” .

 

Roby

 

 

Preview:

I Lakers tornano in campo contro i Minnesota Timberwolves, la squadra che ha regalato loro l’unica vittoria nelle ultime 9 partite giocate. La partita si disputerà alle 2.00 della notte italiana fra giovedì 30 e venerdì 31, ancora in dubbio la presenza di Ingram che non ha disputato l’allenamento con la squadra e che Walton non ha intezione di rischiare in questa fase della stagione. I Lakers giocheranno quindi con lo starting five che tanto bene ha fatto nella gara contro Washington, prima di essere smembrato per ovvi motivi di tanking: Russell, Clarkson, Brewer, Randle, Zubac.

Per i T-Wolves, reduci da una sorprendente vittoria ad Indianapolis che ha interrotto una striscia di sei sconfitte consecutive,  i riflettori saranno puntati come sempre su Karl Anthony Towns. Per la squadra di Tom Thibodeau il quintetto resta invariato, con Rubio, Rush, Wiggins, Towns e Dieng. Partita complicata, in ottica tanking, considerando che Minnesota adesso ha più interesse a perdere che a vincere, essendo ormai di fatto eliminata dalla corsa ai playoff nella quale era rientrata quasi per caso ad inizio Marzo, dopo una stagione deludente almeno quanto quella dei Lakers. Insomma, si tratterà di una sfida tra tankatori incalliti, che probabilmente potrebbe essere risolta dal giocatore più “stupido” sul parquet, colui che più di altri vorrà mettere su statistiche a babbo morto, coem accaduto nel precedente recente allo Staples con Jordan Clarkson. A tal proposito, i Lakers vantano tre interpreti straordinari della materia: Russell, Clarkson ma soprattutto Randle sono il Messi, Neymar e Suarez del 20 e 10 a partita, pardon stagione, ampiamente finita. La paura di una w c’è ed è reale e Walton – o meglio, Capitank Walton – dovrà fare di tutto per evitare il peggio. Pregevole la mossa contro gli Wizards di inserire Ennis nel finale, per evitare totalmente qualsiasi tipo di difesa sugli esterni e anche quella di spompare Russell, non concedendogli riposo in tutto il secondo tempo. Consigliamo al buon Luke di evitare di fare giocare Nwaba nel quarto periodo, unico pericolo difensivo per Wiggins, che contro i Lakers viaggia a quasi 38 punti di media negli ultimi 3 confronti disputati in regular season  (con un massimo di 47….ecco, ora che l’ho scritto, il flop è assicurato).

Appuntamento a questa notte, per molti ma non per tutti, e se per caso fossimo avanti di 15 a fine terzo quarto, invitiamo a non tirare la leva del panico: ci pensaranno come al solito i sicari incaricati di Magic e Pelinka, a puntare un bel ak47 in faccia a parenti e affini dei nostri giocatori per far si che tutto vada come deve.

Roby

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56 thoughts on “Game Recap #75: Los Angeles Lakers @ Minnesota TImberwolves 104-119

    1. Visto che non c’entro io, non porto mica sfiga come dite :D
      Anche stavolta avevo detto che avremmo perso e cosi è stato, l’errore l’altra volta l’ha fatto Jc a non farsi i cazzi suoi….e Walton a non toglierlo nel finale, dopo tutto quello che aveva fatto prima, per la rimonta.
      Esigo le scuse di Caniggia, Mammuth e di chi mi ha accusato di portare male quando apro bocca pro-L :))))))

        1. Ha un Player Efficency Rating di 15.9, in pratica è tra D. Green 16.8 e Igoudala 14.1. Ingram che sta in fondo alla graduatoria ha 8. In pratica secondo i criteri statistici di ESPN Randle è un All Star (problema risolto per Jeanie!) che va assolutamente rifirmato. Ingram, invece, come poi sostengono gli analisti ESPN Pelton e Ford, è un “bust” che va assolutamente tradato.
          Quindi Randle il prossimo anno ce lo terremo stretto mentre Ingram, sperando che qualche team se lo prenda, andrà via.

          1. Tutto vero, Paolo. Come Allan Houston, che dopo due anni era un bust clamoroso e a fine carriera è stato ricordato come uno dei più forti Knicks degli ultimi 40 anni. L’analisi statistica ci dice questo, ma l’età ed i margini di miglioramento – fisico, tecnico, di compagni e società – spiegano ben altro. Ovviamente non voglio convincere te su Ingram o Randle, giustamente riporti le opinioni dei commentatori e addetti ai lavori americani. Che tre anni fa speravano nella rifirma di Pau Gasol – finito in panchina a San Antonio, fuori dai playoff a Chicago, insomma un campione – e nell’arrivo di Carmelo Anthony, che Phil Jackson da anni cerca disperatamente di cedere. Gli stessi che adoravano Bryant quando ci danneggiava nel post-infortunio, dentro e fuori dal campo Kobe ci ha ucciso il futuro e tutti i giornalisti a sbavare per lui.
            Ci sta, Randle è l’ennesimo controsenso, un giocatore orrendo difensivamente – ma questo, ai giornalisti non interessa -, dotato di cervello caprino e di etica di lavoro balotelliana, margini di miglioramento vicini allo zero. Eppure mette la doppia doppia e per gli americani ha ragione lui.
            E’ tutto nella norma, io spero che Randle (e Clarkson, eventualmente anche Russell) continui a fregare tutti, gm compresi, sai mai che qualcuno ci caschi e riusciamo a mettere le mani su uno veramente forte, anche grazie a lui.

            E su Ingram, per la 400° volta – so di essere noioso quando mi ripeto – ricordo l’esempio di McGrady. Alla stessa età di Brandon, grossomodo, Orlando veniva tacciata d’aver buttato una scelta per un ragazzino troppo magro e senza la necessaria personalità e prontezza. Anno di grazia ’98, qualche stagione dopo (due o tre direi) Tmc era il nuovo crack del basket NBA. Se i Lakers cedono Ingram, mi auguro sia per George o Butler, che quantomeno sono fuoriclasse nel suo stesso ruolo, oppure scelgano Tatum che gioca in quella posizione.
            Se cosi non fosse, commetteremmo un errore epocale, tale da far sembrare l’acquisto di Nash una benedizione.
            Imho, naturalmente.;)

    1. Black tenuto in panca è un capolavoro di capitank.. Randle ok è na capra ma sai mai poteva incidere fisicamente.., invece panca… brewer poi magari segnava ancora panca…

  1. Sarebbe una bella sconfitta!mi faceva paura questa! Io credo che Clarckson e Randle saranno i primi candidati a partire in estate. Clarckson non diventerà mai un fenomeno, Mentre Randle ha molte più probabilità di rimanere capra più che un campione. Poi non si sa mai, ma boh.
    Assolutamente d’accordo su Ball.

  2. Clarkson deve fare la guardia e basta,cosi lo roviniamo.Comunque si il suo livello è questo,15 a partita li può fare sempre se goca.Per stasera non c’è problema,la perdiamo facile

  3. Solo perchè stiamo tankando accetto brani di Clarkson play..è un passatore orrendo,lo capisci quando prova ad alzare l’alleyhoop e colpisce il ferro.Pietoso ma non solo per colpa sua.è spaesato lo stiamo perdendo

    1. Almeno non perde la palla 1 azione su 2 come quell’altro.. poi è chiaro il prossimo anno serve un play forte che sia ball che sia fox o che sia un free agent

  4. Russell marca Rubio..13 punti con 3/3 da fuori per lo spagnolo…in un quarto.Ma di cosa stiamo parlando?Veramente guardia o play?Questo fa fare sessanta punti a Rubio cristo santo

  5. Russell è chiamato a confermare la prestazione di Washington , Clarkson invece si deve riscattare e Randle deve metter su l’ennesima double-double…..il match lo vedo a discreto rischio W.

  6. Ovviamente vinceremo, visto quel che è successo l’ultima volta coi Wolves, ma a casa loro dovrebbe non esserci storia. Spero che stavolta spieghino a Clarkson e compagnia, Walton compreso, che d’accordo impegnarsi e giocarsela decentemente, ma non c’è bisogno di rimontare 8 punti negli ultimi due minuti, basta già la prestazione positiva.
    C’è una via di mezzo tra perdere di 30 e fare schifo o vincere partite che possono devastarti le prospettive future….voglio credere e sperare nella L, magari giocando a pallacanestro in maniera decorosa. Nè più, nè meno.

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