Game Recap #76 Los Angeles Lakers @ Los Angeles Clippers 104-115

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L’America si ferma per seguire l’evento dell’anno dopo il Superbowl – stiamo parlando delle final four NCAA – e di conseguenza la partita di cartello della notte (o presunta tale), il derby angeleno tra Clippers e Lakers, si disputa all’insolito orario delle 12.30 locali.

Luke Walton scioglie i dubbi sul sostituto di Zubac (fuori tutta la stagione) solo all’ultimo ed il prescelto è sorprendentemente Larry Nance jr. L’idea del Coach è chiara, abbassare il quintetto giocando in velocità e sfruttando le maggiori spaziature, invitando chi rimane “aperto” a prendersi il tiro dalla lunga distanza.

I Clippers non fanno nessuna variazione, solito starting five: Paul, Redick, Mbah a Moute, Griffin e Jordan. L’accoglienza allo Staples degli altri è insolita, si passa da un duetto di ballo tra due bambini di 4 anni che tanto diverte il pubblico, a spettatori mascherati da posti vuoti, per non parlare della mascotte più brutta e inutile di tutta la lega, tanto quanto Pucci in Grattachecca e Fighetto. Partenza lanciata per la squadra di Walton, che subito va sotto 11 a 0. I Clippers sfruttano le dormite difensive di Russell, oggi dirottato sulle piste di Redick (LOL), che punisce il n 1 gialloviola con una pioggia di triple. Dall’altra parte non va certamente meglio, coi Lakers che sbagliano tutto, principalmente con Ingram che si schianta tre volte contro la difesa schierata Clips. Al rientro in campo le cose non cambiano e solo uno 0 su 4 ai liberi di De Andre Jordan non estende irrimediabilmente il vantaggio per i padroni di casa. Walton, disperato, toglie Randle e mette in campo Thomas Robinson per dare un po’ di vivacità ad una squadra che sembra spenta. Il prodotto di Kansas è una pera di ginseng per i Lakers: i primi punti messi a referto, dopo 5 minuti di mattoni, sono proprio del numero 15. La sveglia funziona e prima Ingram e poi Clarkson firmano un parziale inaspettato di 16-2.

Solo grazie ad un Russell pessimo anche in attacco e a qualche forzatura di troppo di Clarkson, dovuta alla scarsa intelligenza, i Lakers non trovano il pareggio. Poco male, il risultato a fine primo quarto è soddisfacente, visto l’inizio: 22-28. Rientra Randle e ricominciano i problemi, Nwaba se ne frega di essere in NBA da pochissimo tempo e attacca il ferro sempre e comunque,

lo segue a ruota un ottimo Corey Brewer, che guida la rimonta che porta incredibilmente i giallo-viola in testa di un punto. Blake Griffin non ci sta e fa valere il suo peso specifico, sia da fuori che dalla lunetta; il n. 32 dei Clippers sembra inarrestabile, una furia scagliata contro il povero Randle, che per evitare sfondamenti segue il saggio consiglio dell’allenatore, iniziando a tirare da tre punti. Risultati buoni (1-2), ma mai quanto la partita di Chris Paul, che pur giocando sotto ritmo fa a fettine chiunque provi a marcarlo. Il talento di Wake Forrest fa valere il suo status da stella, si ha sempre l’impressione che appena i Clippers entrano in difficoltà, lui riesca a togliere le castagne dal fuoco. La partita risulta sempre più combattuta, anche se i Clippers sembrano in ciabatte. I Lakers della second unit vincono lo scontro anche coi titolari Pippers ed il finale di tempo è un ottimo  50-55. Walton può ritenersi soddisfatto, soprattutto della voglia messa in campo da chi quest’anno per diverse ragioni ha giocato di meno, in particolare un T-Rob oggi vera e propria anima della squadra.

ll terzo quarto è quello della solita resa dei conti, dove i grandi mettono a letto i bambini e mandano i titoli di coda. I Clippers premono subito sull’acceleratore e in un baleno il meno 20 è cosa fatta. Ingram commette quarto e quinto fallo nel giro di pochissimi secondi e deve essere subito sostituito da Nwaba, che tuttavia non lo fa rimpiangere, giocando una gara solidissima non solo in difesa ma anche a rimbalzo offensivo e in attacco. Russell è ancora alla ricerca del canestro perduto, che non troverà più, mentre tutti gli altri sono sommersi dal vortice di classe ed esperienza dei Clippers. Larry Nance jr non segna davvero mai e quando arrivano le due triple di Griffin e Redick, il tabellone dice impietoso “-22”.

A partita finita e con tutti i titolari seduti, Walton decide di dare ulteriori minuti ad Ingram nel quarto periodo – vista l’uscita prematura nel terzo quarto -,  e con lui ci sono Ennis, Nwaba, Brewer e T.Rob. L’esperimento di Ingram da pf  cambia nuovamente l’inerzia della gara: l’ex blue devil si impossessa della partita sui due lati del campo, segna da tre, dal mid-range, dalla lunetta e non sembra avere fine il suo momento hot. Lo accompagna un Ennis molto positivo, sia come visione di gioco che come tiro da fuori, per non parlare del solito Nwaba tutto cuore e grinta. Rivers ferma la gara dopo un parziale di 14-4, per fermare l’emorragia. Walton prova ad arginare Griffin inserendo un’altro lungo, togliendo Brewer ed inserendo Black. T-Rob è in fiducia (pure troppa) e segna anche canestri di estrema difficoltà.

Ora i Lakers hanno in mano tecnicamente la partita, il meno nove gasa la squadra e costringe ancora una volta Rivers a chiamare time out. A questo punto Walton si guarda attorno e se la vede brutta, l’eventualità di arrivare ad un drammatico punto a punto non lo fa stare tranquillo. Cambio provvidenziale del Capitank del domani: fuori i migliori e dentro i peggiori. Ennis e Ingram si siedono a lasciano il posto a Clarkson e Russell, ovvero (per questa sera) i “brick” brothers. Mossa provvidenziale che ferma la mareggiata gialloviola, Griffin segna col fallo e di fatto la partita finisce, con Blake mvp indiscusso della gara con 36 punti segnati con la miseria di soli 15 tiri. Russell riesce a trovare gli unici 2 punti di una gara pessima solo nel garbage del garbage, mentre Clarkson ci delizia con due triple spadellate senza ritegno. Robinson, Ingram e Nwaba sono senza ombra di dubbio i migliori di questa gara per i Lakers, scegliere soltanto uno fra i tre sarebbe un grave torto agli altri, ma va sottilineato il massimo in carriera per punti segnati di David ed il massimo stagionale per T-Rob, oltre alla prestazione da leader offensivo nel quarto quarto di un Ingram in versione All-Star.

Per il peggiore pochi dubbi, andiamo facile su Russell, anche oggi l’uomo in più per il tanking. Fortunatamente i Clippers li rivedremo solo il prossimo anno, dove noi saremo molto più forti – si spera – e loro potrebbero/dovrebbero perdere una o più stelle sul mercato dei FA. Appuntamento a domani  alla stessa ora, cambia solo l’avversario: i Memphis Grizzlies. Naturalmente sperando nel medesimo risultato odierno, perchè una L al giorno toglie la pick ai….. Sixers.

 

Roby

 

 

Preview:

All’orario insolito delle 21.30 (ora italiana) andrà in scena l’ultimo derby stagionale meno sentito del pianeta.

I Lakers, in realtà, non hanno mai percepito la rivalità con i cugini: quando i giallo-viola collezionavano anelli, quelli dell’altra sponda erano una barzelletta della Lega; ora che la situazione si è completamente invertita, nella casellina “NBA titles” e ” Western Conference Champions”, per la squadra di Ballmer rimane un bello zero tondo tondo. E’ chiaro che non possiamo parlare di rivalità, ma semplicemente di due realtà completamente opposte che giocano nella stessa città.
Va anche detto che i Clippers ci hanno messo del loro per farsi odiare, coprendo i banner giallo-viola con le loro gigantografie, ma…..niente…..non ci sono mai riusciti.
Per quanto si possano impegnare, l’unico modo per trovarli veramente indigesti sarebbe (da parte loro) quello di vincere il Larry O’Brien Trophy, con parata annessa. Tutto ciò che non sia la vittoria, resterà sempre inutile se confrontato con la storia giallo-viola. A tal proposito guardate Shaq cosa ne pensa dei cugini…

Fatta questa doverosa premessa, andiamo ad analizzare la partita. I Lakers ritroveranno (anche se con un minutaggio ridotto…20?) Brandon Ingram, ma dovranno fare a meno di Zubac. Luke Walton potrebbe quindi inserire nello starting five Tarik Black e dare molti minuti a Thomas Robinson, come suo cambio. Russell, nuovamente schierato nel ruolo promiscuo da play-guardia, è chiamato a fornire una prova quantomeno dignitosa offensivamente (per la difesa ci abbiamo rinunciato) ed infine Randle: il nostro “grandissimo” Julius, riuscirà a tirare da 3 almeno 2 volte senza pentirsi e non scioperare le successive due partite? Ormai queste partite sono inutili anche per migliorare, quello che si doveva vedere si è visto e ora serve solo perdere e tenere fortuna (detta alla napoletana, loro di scaramanzia se ne intendono) alla lottery. Per quanto riguarda la squadra di Rivers, fanno notizia le ben 31 sconfitte stagionali, decisamente troppe per chi ha una, seppur minima, ambizione di vincere l’anello. L’infortunio di Paul ha drogato questo record, ma i limiti di una second unit poco produttiva, ad eccezione di Crawford, e di un sistema difensivo buono solo sotto canestro, non lascia pensare ad una strada lunghissima in post season. Il problema dell’ala piccola è rimasto irrisolto, il “sogno” Melo è svanito e il futuro si preannuncia particolarmente complicato. Doc Rivers sente le sirene dalla sua Orlando, che lo avrebbe individuato come uomo ideale per la ricostruzione definitiva, dopo il fallimento ottenuto con le acquisizioni di Ibaka (salutato a febbraio) e Byombo. Griffin uscirà dal contratto e si guarderà attornoed anche se è vero che i Clippers potrebbero coprirlo di milioni di dollari, sono tanti i problemi vissuti da Blake negli ultimi anni, dalla rissa con un componente dello staff dove si ruppe una mano, agli atteggiamenti diciamo non proprio professionali fuori dal campo. La piazza di OKC potrebbe essere una soluzione gradita, ma si parla fortemente anche di Boston e di un interessamento, velato ma non troppo, da parte dei (speriamo) rinascenti Lakers.

Paul dovrebbe essere quello più certo di restare, ma “father time” avanza e siamo sicuri che uno col suo carattere accetterebbe una squadra peggiore di quella già non esaltante attuale?  Insomma, domande tante – forse troppe -, l’unica cosa certa (salvo pazzie che non vogliamo nemmeno prendere in considerazione) è che il derby ancora una volta sarà appannaggio dei Clippers. E per una volta, tutti contenti nella città degli angeli.

Roby

 

 

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69 thoughts on “Game Recap #76 Los Angeles Lakers @ Los Angeles Clippers 104-115

  1. bene cosi’, evitiamo di vincerne altre magari..

    dai che sono le ultime sette partite… di russell e randle ai lakers!! ah ah… beh diciamo, potrebbe anche essere… vediamo!!

  2. Ragazzi non ho visto il secondo tempo. Liga su Griffin se arriva va benissimo lo stesso anche se non è perfetto per noi come dice Roby, ma direi che è abbastanza continuo di rendimento per essere considerato una star. Su Russel, stasera hai ragionissima, ma io a queste partite non chiedo nulla a nessuno dei nostri. Lì difendo a prescindere perché la situazione nostra ambientale e’ imbarazzante. Ripeto, a oggi non sarà mai una star, ma a 20 anni chi lo sa? Il talento c’è e non si discute. Basta solo allenarlo bene e tirargli le orecchie, oltre a farlo crescere mentalmente e metterlo in condizione di essere un terzo violino.

    1. Ingram ha tutto x diventare un all star…. Russell e randle assolutamente no potranno diventare dei buoni giocatori ma non diventeranno mai e poi mai all star

    1. Dai, è come se l’avessi vinta ;)
      Comunque mi son perso l’ultimo quarto con Ingram sugli scudi. TRob, Nwaba, Ingram han dimostrato a chi è che non va di perdere sempre. Di Ingram ho visto cose interessanti aldilà dei canestri fatti, quelle piccole ma importanti cose che da un rookie mai ti aspetteresti nè pretenderesti. Conferma di esser il “giocatore di squadra” per eccellenza tra questi Lakers. Ne riparleremo più avanti.

  3. Nicolas hai visto il primo tempo osceno di Russell? ? Non dirmi che c’entra il tanking. ..non può giocare a certi livelli. ….soprattutto se di fronte c’è uno come cp3

  4. E comunque questo primo tempo è il manifesto di come va la lega, se i clippers avessero affrontato una squadra con più perimetro avrebbero chiuso sotto di 10 questo primo tempo.

  5. Robinson non sa limitarsi. Appena si esalta per 2 canestri, poi ne combina di tutti i colori!pero’ al minimo e’ da tenere eccome. Non rompe se sta in panchina ed e’ sempre felice quando gioca

  6. Tra l’altro se non avessimo un coglione ( Randle) e un timoroso ( larry) potremmo giocare brani con 5 fuori.. ma vaglielo a spiegare a Randle che se ha 6 metri di spazio per tirare considerando che Jordan non abbandonerà il pitturato può fare una partita SOLO tirando da 3

        1. Lo fa larry, che è passato sotto silenzio ma è stato con Clarkson il vero artefice della vittoria contro minnie difendendo su Towns nel quarto quarto e oltre

        2. Walton fa complimenti a cani e porci… imbarazzanti i suoi post gara… ha pure avuto il coraggio di dire che russell aveva difeso bene contro minnesota… lasciamo stare le parole di Walton giudichiamo noi con i nostri occhi

  7. Se non sbaglio dovrebbe mancare anche Nwba, l’unico difensore che hanno, causa PO in DL (daqualche parte i Lakers li fanno i PO!).
    Comunque 30ello di Clarkson, 20ello di Russell, Randle in doppia-doppia e Ingram con non più di 6 tentativi al tiro.

    Ps chi marca CP3?

    1. Cp3 lo lasciamo libero per perdere!Gioca sicuro Ingram?Non mi interessano le prestazioni personali, dobbiamo perdere e basta. Se di 30 meglio visto che poi mi tocca star lì a tifare contro i nostri e non mi piace per niente!

      1. Sarebbe bello che giocassero una buona partita come squadra. Eseguendo gioco con grinta e fiducia reciproca, in entrambi i lati del campo, senza guardare le stats individuali. In fondo è quello che gli chiede Walton da solo 75 partite….

          1. La partita più a rischio L delle rimanenti sarà quella con i Kings, per le altre non credo ci sarà storia.

        1. Solo 75 partite ahah…… bella questa. ;)
          Dopo aver riflettuto su Randle vs Griffin, Russell o Clarkson su Paul e Nance su DAJ, ho tirato le conclusioni: -30 is coming XD

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