Game recap #81: New Orleans Pelicans @ Los Angeles Lakers 96-108

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Ultima uscita allo Staples Center per i Los Angeles Lakers 2016-2017. I giallo-viola dopo il “brillante” finale di stagione contraddistinto da una striscia aperta di 4 w, provano a chiudere in casa con un’altra vittoria. Il Tanking ormai è solo un lontano ricordo e si andrà alla lotteria con il terzo seed sperando nella dea bendata. Assente giustificato il recente “clutch shooter” D’Angelo Russell che è volato a Louville per assistere al funerale della nonna, al suo posto Walton omaggia Metta World Peace, che entra in quintetto davanti ai suoi tifosi per l’ultima volta. Il guerriero di tante battaglie sicuramente non ci sarà nella prossima stagione da giocatore, ma non escludiamo un suo apporto nel coaching staff, qualora dovesse appendere le fatidiche scarpe al chiodo. A fargli compagnia i soliti Clarkson, Ingram, Randle e Larry Nance jr.
Aria di fine stagione allo Staples come quando finisce l’estate e si chiudono gli ombrelloni, i Pelicans per rimanere in tema si presentano in ciabatte e pareo, bisognosi di perdere per salire in lotteria e ottenere una L senza discussione. Per riuscirci vengono lasciate a riposo le due stelle Davis e Dmc. Il quintetto è un’accozzaglia di giocatori da d-league o poco più, segnatamente-Frazier, Holiday, Cunningham, Hill e Ajinca.
Randle e Ingram fanno subito la voce grossa, il prodotto di Kentucky è incontenibile sotto i tabelloni, mentre Brandon riesce a battere sempre e comunque il povero Solomon Hill. A far si che i Lakers non prendano subito il largo ci pensa Metta che sente l’emozione della sua ultima partita in casa, 5 minuti pessimi che permettono a Nola di portarsi avanti praticamente senza forzare un tiro. Walton ferma la gara sul 17-23 ed inserisce l’mvp del “no tanking team” Tyler Ennis. I Lakers trovano più facilmente la via del canestro anche grazie ad un David Nwaba energetico e concreto.

Il parziale è aperto e quando Larry Nance jr mette la tripla dall’angolo allo scadere il sorpasso è cosa fatta (26-25). Nwaba sembra inarrestabile segna 10 punti in rapida successione, Ennis trova la via del canestro con una bellissima penetrazione e T-Rob si fa sentire nel pitturato. Per Nola qualche sprazzo di J-Rue, ma è soprattutto Diallo a tenere a galla una squadra privata delle sue stelle. I Lakers allungano e sembrano di nuovo in controllo della gara, a questo punto Walton rigioca la carta Metta e ma dopo questa mossa sono i Pelicans a rifarsi sotto, arrivando a meno uno (45-46) con un ottimo Ajinca. Walton si affida a Clarkson che prima si inventa un tripla allo scadere dei 24, poi un palleggio arresto tiro dal coefficente di difficoltà altissimo e infine si gioca un isolamento nel possesso finale del quarto raccogliendo 2 tiri liberi. 7 punti che fanno chiudere il periodo ai Lakers in vantaggio di quattro (53-57). Randle dopo un primo quarto buono, commette subito il terzo fallo ed esce prematuramente dalla gara, Ingram invece ha fame di emergere e prendersi la squadra in mano. Emblematico l’ultimo possesso dove Ingram chiama palla ma JC lo ignora (come sua abitudine) facendogli segno di andare in angolo.
Nel terzo quarto Clarkson spara subito due triple e sostanzialmente chiude la partita con un parziale aperto di 0-10, Randle commette il quarto fallo ma la vera notizia è che Metta sale sulla Delorean e torna quello del 2010. Tre minuti straordinari attacco-difesa che fanno impazzire il pubblico. Questa volta a non far “scappare” definitivamente i Lakers ci pensa un Ingram spadellone e quando Hill affonda il 71-78 Walton è costretto a fermare ancora la partita. Al rientro in campo Brandon innesta le marce alte segnando prima un canestro in fade-away e poi una schiacciata che fa venire giù lo Staples.

Fine terzo quarto 73-85. Il quarto periodo è tutto di Metta, il pubblico vuole un tiro ad ogni possesso e il n 37 giallo-viola li accontenta. Metta segna triple a ripetizione, tutti sono ai suoi piedi, dai compagni al pubblico. Metta segna 4 triple e chiude con 18 punti.
La sua ultima partita davanti al pubblico amico è letteralmente un trionfo, tutti i giovani vanno ad abbracciarlo in un tripudio generale. Dopo Kobe ci lascia anche un’altro pezzo di storia del’NBA, meno importante ma sempre significativo, non avrà una statua davanti allo Staples ma sicuramente avrà un posto speciale in tutti i cuori dei suoi tifosi, la Ronarchy chiude i battenti. Good Job Metta.
Finale 108-96, la striscia continua, ora sotto con Golden State, e poi tutti in vacanza.

Roby

Full game highlights

Preview:

I Los Angeles Lakers scendono sul parquet dello Staples per l’ultima volta in stagione, con ospiti di serata i New Orleans Pelicans in una versione a dir poco rimaneggiata. Ancora privo di Anthony Davis – dolorante al ginocchio – e Dmc – infiammazione al tendine d’Achille -, coach Gentry dovrà fare a meno anche di Moore (caviglia) e dei lungodegenti Asik e Pondexter, che la loro stagione l’avevano chiusa da tempo.

Del quintetto base estivo, pensato dal front office per ritrovare un posto tra le prime otto della Western conference, gli unici superstiti sono Jrue Holiday e Dante Cunningham, con Solomon Hill, Aijnca, Frazier e Motiejunas in qualità di supporting cast, con una sorta di credibilità nella Lega.

A completare il roster, troviamo il rookie maliano from Kansas Cheick Diallo, ma soprattutto la coppia di fenomeni da baraccone proveniente dalla D-League e dalla CBA (non la defunta seconda lega americana, bensì il ricco campionato cinese), rappresentata da Jordan Crawford e Quinn Cook. Il primo, celebre presso il grande pubblico per aver schiacciato in testa a Lebron durante un camp estivo e per non aver mai rifiutato un tiro, il secondo per essere stato il gregario della Duke campione Ncaa del 2015; quella – per intenderci – con Jahlill Okafor, Tyus Jones, Greyson Allen e Justise  Winslow stelle indiscusse di un’edizione particolarmente fortunata dei Blue Devils.

Non è dunque sorprendente che New Orleans provenga da ben 4 sconfitte di fila e sia ansiosa di concludere al più presto la stagione, che partirà col dilemma Cousins – rifirmerà? Se ne andrà a fine anno? – e la beffa di non aver neppure sfiorato l’accesso ai playoff, regalando a Sacramento una lottery pick benedetta, dalle parti della Arco Arena. Una trade, quella riguardante DeMarcus Cousins, troppo frettolosamente archiviata come favorevole ai Pelicans e che modestamente, il sottoscritto aveva giudicato tutt’altro che folle, viste le alte probabilità che Davis & c non disputassero i playoff e le garanzie molto deboli sul rinnovo del contratto tra l’ex stella di Kentucky e la franchigia sita nella Big Easy.

Chi invece 4 partite di fila le ha vinte, è l’avversario di serata dei Pelicans, la Los Angeles “da bere” che ha viaggiato a ritmo playoff solo nel mese inaugurale di Novembre e nel mese conclusivo della regular season, Aprile. Dimenticandosi di fare lo stesso da Dicembre a Marzo, con la prevedibile conseguenza di concludere la stagione sotto le 30 vittorie e al penultimo posto della propria conference.

Se Atene piange, Sparta non ride, insomma. E anche a livello di assenze, il lazzaretto gialloviola non ha niente da invidiare a quello della Louisiana. Luol Deng, Timom Mozgov e Nick Young sono già al sole dei Caraibi – idealmente – da settimane e a loro si è aggiunto Zubac, per una fastidiosa distorsione alla caviglia patita ad inizio mese. Oltre a loro, stanotte dovremo fare a meno di D’Angelo Russell, che ha perduto la nonna nella giornata di domenica – a cui aveva dedicato il buzzer beater contro i Timberwolves – e per il lutto accusato, non prenderà parte alla gara.

Al contrario, ci sarà un festeggiato d’eccezione: Ron Artest, aka Metta World Peace. Il mitico numero 37 gialloviola giocherà al 99% per l’ultima volta davanti ai suoi (adoranti) tifosi e non abbiamo grandissimi dubbi sul fatto che l’ex compagno e ora coach, Luke Walton, gli concederà svariati minuti in campo, come accaduto domenica contro Minnesota (partita chiusa con 8 punti e due triple fondamentali nel quarto periodo, oltre ad uno sfortunato tentativo di vincere la partita non andato a bersaglio, ma il destino aveva deciso che toccasse a Dlo).

Per un grande campione che lascia – con ogni probabilità anche la pallacanestro, certamente la NBA -, una stella nascente dovrebbe essere presente: Brandon Ingram, nonostante una tendinite alla rotula, dovrebbe addirittura partire in quintetto, cosi da onorare al meglio il predecessore nel ruolo, nativo del Queens.

Fatta la conta dei morti e dei feriti, passiamo al significato della partita in sè, molto vicino a quello di una gara di Summer League. I Pelicans sono in versione NBDL, i Lakers, terminato – con una sconfitta, sarà l’abitudine – il testa a testa coi Suns per l’ultima piazza ad Ovest, non hanno altro obiettivo se non chiudere davanti al proprio pubblico con un successo, superando l’attuale 40% di vittorie casalinghe (al momento, 16 W e 24 L) e proseguire cosi la marcia vincente nel mese di Aprile.

Appuntamento alle 4.30 qui su Back9Hours, e non mancate: se vi perdete questa, il prossimo appuntamento con una vittoria sarà non prima dell’autunno 2017, considerando che l’ultimo incontro stagionale è programmato ad Oakland, in back to back, coi Warriors al gran completo (recuperati anche Durant e Thompson).

 

Jaywill_22 / Marco Brignoli

 

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10 thoughts on “Game recap #81: New Orleans Pelicans @ Los Angeles Lakers 96-108

  1. Roby l’aveva già beccata pure questa! Aveva già detto che Cousins e Davis non avrebbero giocato contro di noi!ahah! Se mi becchi pure il pronostico della lottery mi arrabbio!ahah

    Speriamo in una bella vittoria con 40 punti di Ingram!

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