#NBAPlayoffs 2017 | Western Conference Semifinals Previews & Predictions

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It’s Playoff Time! Stanno per iniziare le semifinali di Conference, schedule meno fitta del 1st Round che consentirà di seguire le varie serie quasi in tempo reale. La crew di #b9h vi presenta e pronostica l’esito delle Western Conference Semifinals.

 

(1) Golden State vs. (5) Utah Jazz

Golden State vs Utah doveva essere e dopo qualche patema di troppo in casa Jazz, Golden State-Utah effettivamente sarà. Il suicidio dei Jazz in gara6 non ha sortito effetti letali sulla franchigia “mormone”, anche se questi 48 minuti aggiuntivi potrebbero lasciare strascichi a livello fisico ed anticipare  l’accensione della spia della “riserva” nel corso di una semifinale di conference particolarmente impegnativa, proprio dal punto di vista fisico e atletico per gli uomini di Snyder.

Hayward e compagni devono infatti dimenticarsi le 7 partite disputate coi Clippers, dove tutto sommato sono riusciti a tenere il livello dei punteggi e soprattutto i ritmi di gioco nelle loro aree di comfort, bloccando ed abortendo il contropiede di Paul, Griffin (finchè c’è stato) e Jordan.

Contro Curry e compagni, la musica cambierà: inevitabile dover rincorrere i Warriors sia a livello letterale che sotto il profilo tattico, dove Mike Brown – in contumacia Kerr, oggi non è ancora dato a sapersi quando e se rientrerà l’head coach dei vice campioni NBA – alternerà quintetti classici con un centro puro e Dreymond Green schierato ala forte, ad altri meno standard, dove l’ex Msu scalerà in posizione di centro e condividerà il parquet con 4 esterni, che nei finali corrisponderanno ad Iguodala più i big three. Nel primo turno contro Portland, aldilà dei soliti Curry e Thompson da quasi 50 punti ed il 40% oltre l’arco complessivo, è stato proprio Dreymondo l’Mvp e l’ago della bilancia, almeno quando c’è stato un minimo di equilibrio, in gara1 e 3. Green ha dominato il primo, fondamentale atto della serie, concludendo le 4 partite vittoriose contro Lillard & c ad oltre 13 punti, 7 assist e 9 rimbalzi di media, elevando decisamente il proprio rendimento rispetto alla stagione regolare.

Sempre restando ai Warriors, fatta eccezione per i 4 all stars, rimane solido il contributo del cast di supporto: crescono McCaw e Clark, West fa il suo ma – a parte l’agente speciale Iguo, di fatto un titolare, giocando spesso nei finali di gara – è ancora Shaun Livingstone il principale esponente della second unit. Proprio Livingstone mancherà nei primi due episodi della serie, a causa di un problema al dito. Tornerà nel weekend assieme all’altro infortunato Looney, svuotando finalmente l’infermeria dei guerrieri, Kevin Durant permettendo.

I quasi sette giorni di riposo avranno certamente giovato al numero 35, ma dopo averlo visto presenziare in solamente due partite su quattro (e in gara4 a scartamento ridotto) nella serie coi Blazers, non metterei la mano sul fuoco sulle condizioni fisiche dell’ex Superstar dei Thunder. Dalla salute delle sue ginocchia dipende l’esito di questa serie – con lui scontato, senza il 35 qualche problema potrebbe nascere -, come dell’intero playoff degli uomini della baia, ai quali non potrà bastare  tornare alle finals di giugno per il terzo anno consecutivo, per cancellare l’onta della rimonta subita dai Cavs lo scorso anno.

 

 

Klay Thompson, Golden State Warriors vs LA Clippers
Klay Thompson, Golden State Warriors vs LA Clippers (NBA.com)

 

Rispetto a quella versione, Golden State ha perso Bogut – che tuttavia finiva per mancare molto spesso  anche quando era a roster, a causa dei tanti, troppi infortuni seri accusati alle ginocchia -, Barnes e Speights,  sostituendoli con l’ormai anziano David West e la strana coppia McGee-Pachulia – due “personaggioni”, oggetto di culto tra gli appassionati della pallacanestro d’oltreoceano, ben al di là del loro valore tecnico –oltre al naturalmente già citato KD, l’uomo della svolta. Se sul prodotto della Virginia c’è poco da aggiungere, diverso è il discorso per Zaza e Javale, indubbiamente meno dotati del loro predecessore australiano, ma molto più affidabili sul piano della tenuta fisica. Con (uno di) loro coach Brown potrà proporre con continuità il quintetto “pesante”, non pesante come gradirebbe  – chi non lo ricorda ai Lakers coi tre lunghi contemporaneamente in campo? -, ma assai differente rispetto alle soluzioni usualmente cavalcate da Kerr. Ed in una serie dove il centro  avversario si chiama Rudy Gobert, un po’ di sana ignoranza abbinata ad una stazza importante, un “corpo” da opporre al francese farà sicuramente comodo. Naturalmente questo non esclude che Golden State decida di ricorrere spesso alla small Ball, ma lo farà a suo rischio e pericolo, perché coach Snider ha già dato prova di non preoccuparsi particolarmente del piano partita altrui, quanto di imporre il proprio.  Alla certezza Gobert sotto canestro, affiancherà la coppia di esterni bianchi Hayward-Ingles e quella di veterani composta da Hill e Diaw, veri e propri trascinatori  dello spogliatoio. Hood, Favors ed il (nuovamente) rinato Joe Johnson escono dalla panchina per fornire punti, rimbalzi e giocate clutch. Di tanto in tanto offrono un contributo alla causa anche il talentuoso ma acerbo Exum, il brasiliano Neto e l’ex centro dei Kansas Jayhawks, Jeff Whitey.  Rotazione potenzialmente lunga, quella di coach Snyder, l’ideale per reggere i ritmi elevati imposti dai Warriors, soprattutto quando si giocherà nella baia. A Salt Lake, invece cambierà la musica, o quantomeno deve cambiare se Utah vuole concedersi una chance di giocarsi questa serie, anziché fare da sparring partner ai principali favoriti per l’Anello 2016-17.

Sarà interessante capire se coach Snyder manterrà invariato il proprio sistema difensivo o deciderà di attuare accorgimenti anti-Curry, come usano fare sempre di più gli staff tecnici avversari dei Warriors, seguendo l’esempio “vincente” dei Cavs. Esponendosi ai rischi del caso, con un Dreymond Green da 55% da 3 nella serie di primo turno e i due singoli tiratori più pericolosi ed efficaci della Lega, Kt e Kd.

Offensivamente la chiave sarà rappresentata dalla capacità di Gordon Hayward di ergersi a leader di questo gruppo, una leadership solo intravista contro i Clippers. Dalla capacità di salire di livello dell’ex pupillo di Brad Stevens al college, dipendono i destini dei Jazz, oltre naturalmente da un Gobert che dovrebbe dominare per 48 minuti sotto i tabelloni.

I precedenti stagionali consistono in due successi per Durant & c ed una sola sconfitta, maturata a fine regular season, con Klay Thompson ai Box e Golden State che non aveva più niente da chiedere, a differenza di Utah che contendeva ai Clippers il fattore campo nel first round. Una vittoria con asterisco, dunque, sotto la guida di Steve Kerr Golden State ha perso solamente una volta nei dieci incontri  che hanno preceduto la “sgambata” dell’11 Aprile scorso e non vedo come si possa andare molto al di là di un 4-1 per Golden State.

 

Stephen Curry, Golden State Warriors vs Utah Jazz
Stephen Curry, Golden State Warriors vs Utah Jazz (NBA.com)

 

Prediction:

Con Durant presente, abile e arruolato, si attenta allo sweep, ma il carattere, la mentalità ed il sistema difensivo di assoluta eccellenza vantato dai mormoni, mi fa propendere per un 4-1 appunto. Dovessero esserci problemi fisici per l’ex compagno di mille avventure-sventure di Russell Westbrook, la sensazione è che nei primi episodi della serie potrebbe verificarsi una sorpresa – magari partendo 1-1 nelle due partite di Oakland – e potremmo dunque arrivare alla sesta partita. Dove Golden State la chiuderebbe, naturalmente, come hanno fatto nel primo turno gli Spurs a Memphis, i Wizards ad Atlanta ed i Raptors a casa dei Bucks.

MARCO BRIGNOLI
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(2) San Antonio Spurs vs. (3) Houston Rockets

 

Semifinale interessantissima quella tra i Rockets di D’Antoni e gli Spurs di Popovich, molte le chiavi di lettura di questa serie: Harden vs Leonard è forse la prima che viene in mente. Harden come già avvenuto nei quarti di finale con Westbrook si troverà ad ingaggiare un confronto individuale prima che collettivo. Interessante sarà vedere come quella mente “malefica” di Popovich vorrà contenere l’estro del Barba, la scelta più logica sarebbe quella di affidarlo proprio al 2 volte miglior difensore della lega, mister Kawhi Leonard, che potrebbe mettere in seria difficoltà Harden. Il contro sarebbe che l’energie in attacco sarebbero inferiori, perché usate nel contenere uno dei giocatori più difficili da difendere della lega. Tornando ai collettivi entrambe le squadre escono in forma dalle rispettive serie. Gli Spurs hanno faticato un po’ di più del previsto nel sbarazzarsi dei Grizzlies, ma sono sempre stati in controllo durante la serie.

Kawhi Leonard and James Harden, San Antonio Spurs vs. Houston Rockets
Kawhi Leonard and James Harden, San Antonio Spurs vs. Houston Rockets (NBA.com)

Ovviamente una chiave importante è la gestione dei minuti dei “vecchietti”: Ginobili e Parker. Da questo punto di vista potrebbe essere avvantaggiato coach D’Antoni, libero da questi problemi della gestione del minutaggio, con una squadra relativamente giovane rispetto agli avversari. Punti di forza di entrambe le squadre sono le panchine, tra le più solide della lega: Ginobili, Gasol e Mills da una parte, contro Gordon, Williams e Nené dall’altra. Il livello della partita quindi rimarrà altissimo per tutti i 40 minuti, grazie proprio a questi nomi. La curiosità della serie, è sicuramente che i Rockets sono l’unica squadra che gli Spurs della gestione Popovich non hanno mai incontrato in una serie di Playoff. Incredibile se si pensa alla ventennale era Pop in quel di San Antonio. Ci sono tutti gli elementi perché la serie più equilibrata dei Playoff si riveli tale, vi invitiamo a guardare tutte le gare, che siano 4 o 7, cercando di cogliere tutte le sfumature, tantissime, di questa semifinale. This are the Playoff, baby!

Prediction: Spurs win 4-3

Enrico Damiani
Callhitmagic

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9 thoughts on “#NBAPlayoffs 2017 | Western Conference Semifinals Previews & Predictions

  1. Tiro al piccione vs Leonard 1 a 2… Senza dubbio il più forte in NBA oggi individualmente sommando i due lati del campo. Pop sta trasformato il sistema perfetto in palla a Leonard e dicidi tu esattamente come faceva Jackson con Jordan prima e Kobe poi.

    1. L’ho vista tutta e come temevo Murray non è all’altezza di una serie playoff. Popovich dovrà trovare degli aggiustamenti, non so quali, di certo tolto Parker che orchestrava la squadra adesso diventerà ancora di più Leonard dipendente. Non mi è piaciuta la scelta di tenere così tanto in campo Gasol che in difesa è un colabrodo, chi passava di lì gli schiacciava in testa. Molto meglio con Lee anche se si è preso una serie di bombe in faccia da Ariza, di cui le ultime due con la mano in faccia le avrebbe messe contro chiunque. Comunque bene o male con Houston passano perché sono nettamente superiori, con Golden State a questo punto francamene non so. A questo punto non vedo chi posa battere Cleveland.

    1. Eh già, se passa Houston vuol dire che proprio è meglio che smetta di parlare di NBA e basket in genere, faccio una miglior figura. Non riesco proprio a convincermi che a basket si giochi così… Vabbé vediamo come prosegue…

      1. :)))

        Ti sono vicino filosoficamente, almeno per quel che riguarda Houston. Non sono d’accordo su Golden State, che ha i suoi pregi nonostante tutto, ma trovo insopportabile questo ridurre la pallacanestro ad una sparatoria, fenomeno che ahimè era stato anticipato di una decina d’anni in Europa, danneggiando parecchio lo spettacolo.

        Che poi diciamola tutta, Utah gioca male ma difende da dio, la coperta è sempre corta. Cleveland non gioca certamente il tipo di pallacanestro di Houston, anzi, ma non gradisco nemmeno la loro improvvisazione e la pochezza del loro staff tecnico.
        Alla fine, se parliamo di pura bellezza, è ancora San Antonio la squadra che esegue meglio i giochi.
        Boston è un “palla a Thomas e vediamo che succede”, Toronto peggio ancora. Non che negli anni ’90 o ’90 ci fosse tutto questo spettacolo, ma era un pò vario quantomeno, si alternavano i giochi per gli esterni a quelli disegnati per i lunghi.
        Adesso è tutto un p&r, p&p, improvvisazione lasciata al genio di turno, eccetera.

        ps: non parlo di Oklahoma, per il semplice fatto che quella non è pallacanestro, ma una parodia. E non per colpa di Donovan.

        1. Golden State indubbiamente è più forte di Houston, però la preferivo quando giocava come una squadra “normale”, allenata da Mark Jackson e il nanerottolo scorretto stava in panchina (non per altezza ma perché è 10-15 cm in meno di ogni pari ruolo). Quindi concordo in pieno con la tua analisi e se devo simpatizzare per il gioco di una squadra, questa è di sicuro San Antonio o potevano essere i Clippers ma sono andati fuori. Su San Antonio si è abbattuta la tegola dell’infortunio di Parker che stava disputando dei buoni playoff, quindi adesso sono nelle mani di un giovanissimo (Murray) che a me non dispiace ma temo sia veramente acerbo per disputare partite a questo livello (situazione simile, anche se differente come contorno, dell’infortunio di Rondo a Chicago). Se Murray non tiene il campo per una ventina di minuti sono guai seri, possono buttare fuori Houston comunque ma con Golden State la vedo durissima e con Cleveland impossibile. Ho visto moltissime partite di San Antonio quest’anno e quando Mills è partito in quintetto raramente ha giocato bene. Siccome come te non condivido il gioco di Cleveland speravo in San Antonio perché Golden State contro Lebron per me non ha scampo (sempre se non si rompa qualcuno di importante da ambo le parti).

          1. San Antonio ha raccolto il testimone dei Clippers, quanto a sfiga rara. Dopo Parker out for season, adesso si è fatto male proprio Leonard, in un momento cruciale della serie coi Rockets. Nonostante un Green a dir poco eroico nell’Ot e un Mills favoloso, pur partendo in quintetto, adesso c’è un’incognita grande come il World trade center e si chiama Kawhi. Con lui al 30% o assente, i Rockets vincono la serie 4-3, a mio modo di vedere. Se per miracolo recupera in gara7 -a meno di 48 ore di distanza, in gara6, lo escludo…al posto di Pop nemmeno lo porterei a Houston, ma Leonard ha già detto che vuole esserci -, potrebbero farcela gli Spurs, ma nelle condizioni in cui versano, i Warriors li metterebbero in croce fisicamente.
            Durissima, tra parentesi io vedo solo Golden State come alternativa ai Cavs, purtroppo gli Spurs hanno costruito male in estate e anche al completo non sarebbero riusciti a vincere. Gasol, come dici tu, non può letteralmente stare in campo (difensivamente) e Aldridge ha giocato una gara5 avvilente.
            Su Mark Jackson sfondi una porta aperta, adoravo quei Warriors – sfortunatissimi a livello di infortuni -, ma quando parli di sesto uomo-nanerottolo non ti seguo….parlavi di Steph?

          2. Per me a fatica ma San Antonio dovrebbe farcela, però a questo punto fossi in Pop Gasol in panca e dentro Lee e Dedmon, pur con i limiti difensivi del primo e offensivi del secondo. Se Ginobili, Mills e Green fanno una delle due prossime come ieri e Simmons butta dentro qualcosa da fuori, possono farcela. Su Leonard è una questione spinosa, sentirei di sicuro il parere di giocatore e medico, è chiaro che senza di lui è un disastro. E poi c’è sempre il vantaggio del barba che gioca bene (in attacco) per 3/4 di partita ma nell’ultimo, se la gara è in equilibrio, ne combina di tutti i colori. Per quanto riguarda Golden State come nanerottolo intendevo Green che, ripeto, con me arbitro va a fare wrestling e non basket perché gli fischio 5 falli in 5 minuti e alla prima protesta va a farsi la doccia. E così all’infinito finché non sta zitto e smette di mettere le mani addosso alla gente. Ho capito che difende così fin dall’inizio e gli arbitri si abituano a questo metro, ma il problema è che gli arbitri sono pagati per fischiare quando è fallo e non per abituarsi ad uno scorretto. Sto vedendo diverse partite nei playoff e gli arbitri sorvolano troppo, vedi il duo dei fabbri/lottatori di Washington sotto canestro, che tra spinte in difesa e blocchi in movimento plateali tra un po portano Washington in finale NBA… Non avrò mai la riprova, ma Jackson, con Curry novellino, Thompson matricola, Lee in forma giocava molto meglio e avrebbe vinto di più di Steve Kerr (vedi come allena quell’imbranato suo discepolo che ci hanno affibbiato a noi). Per me viene San Antonio – Golden State e qui senza Leonard purtroppo sei fuori, con lui al 100% non vanno di certo fuori 4 a 0, anzi, con Parker a posto secondo me sarebbero passati. E’ chiaro che con Golden State non puoi fare giocare giocatori lenti, quindi Gasol in primis e Anderson (che comunque non entra mai) possono restare direttamente in borghese, forse Murray qualche minuto lo si può rischiare perché Curry è tutto fuorché una saracinesca, ma il problema viene poi sul lato opposto del campo. Quindi spazio a Simmons, Dedmon e Lee. Chiunque passi di queste due, e a questo punto penso Golden State, da Cleveland viene stangata ben che vada 4-2. ma di questo te ne parlerò più avanti…

  2. Condivido il 4-1 di Golden State, anche se su Green ho qualcosa da ridire, anche se chiaramente sono di parte essendo un giocatore che a me non piace. Ho da ridire soprattutto sugli assist, che per la maggior parte sono triple di Curry, Thompson e Durant, quindi non particolarmente difficili da distribuire, e sulle palle perse, fattore che viene sempre sorvolato sia per lui che per Harden. Inoltre una difesa spesso al limite del lecito e oltre, troppo tollerata dalle terne arbitrali, come i tecnici che gli vengono risparmiati ad ogni plateale protesta. Per contro Utah non può competere, ha come primo obbiettivo giocare al limite dei 24 secondi anche a costo di fare un tiro assurdo alla scadenza del tempo per evitare perse e contropiedi. Ci vuole veramente tanta pazienza a giocarci contro, la trovo una squadra noiosa, a mio avviso la più brutta della lega da vedere giocare.
    San Antonio per me spazza via Houston penso 4-1, 4-2 se non ha voglia di impegnarsi troppo, troppo forte sia Leonard che il pacchetto dei lunghi, per me non c’è partita anche perché penso che San Antonio alzi l’asticella in difesa e non giocherà un po’ svogliata come i loro precedenti in regular season. Il tiro al piccione non può nulla contro l’organizzazione di Popovich, tiro al piccione che ritroveremo anche contro Golden State, che personalmente considero una Houston con i giocatori più forti e meglio organizzata soprattutto in difesa, il tallone di Houston che ha in quintetto due giocatori che per fargli alzare un braccio ci vuole la gru (Harden e Anderson). Penso e spero che la finale di conference la vincerà San Antonio, a questo punto l’unica che penso possa dare filo da torcere a Cleveland, quest’anno se arriva Golden State per me le busca sonore (salvo infortuni illustri).

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