Meteore di una notte di inizio estate: D’Angelo Russell

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Il tifoso non è equilibrato per definizione. Quello gialloviola lo è ancora meno, combattuto tra l’abitudine alla vittoria sviluppata in passato e la più recente assuefazione alle disgrazie sportive e agli insuccessi. Dev’essere questa la ragione che sta causando un allarme bomba ingiustificato, sui social e tra alcuni addetti ai lavori, perché il dato di fatto oggettivo è solo uno: la bomba non esiste, in realtà non c’è nemmeno il classico zainetto nero abbandonato sul treno o su una poltroncina della stazione. Niente di niente.

Da qualche ora, visite mediche permettendo, D’Angelo Russell non è più un giocatore dei Lakers. Con lui Timofej Mozgov, ma per questa dipartita anche gli aficionados gialloviola più ottenebrati hanno festeggiato a caviale e Champagne (i veri buongustai, a pizza e birra..@George@Caniggia).

Game #30 Los Angeles Lakers @ Cleveland Cavaliers 108-119: Timofey Mozgov #20
Game #30 Los Angeles Lakers @ Cleveland Cavaliers 108-119: Timofey Mozgov #20 (Lakers.com/NBAE via Getty Images)

Il (mio) “dramma” è che non è nemmeno una questione di contropartita, sono più che convinto che qualcuno si sarebbe stracciato le vesti anche se invece del contratto in scadenza di Brook Lopez e della pick n.27, fosse arrivato in cambio uno tra Paul George o Jimmy Butler. Solo Lebron James o Kevin Durant avrebbero potuto tacciare le polemiche e confesso che questo aspetto rabbrividente del fan medio dei Lakers mi spaventa. Totale o parziale incapacità di valutare serenamente i propri giocatori, per giovani, talentuosi o spettacolari che siano.

D’Angelo Russell, che ve lo dico a fare, è il soggetto più eclatante di questa casistica, vuoi per le statistiche tutt’altro che disprezzabili, a 21 anni ed alla seconda stagione tra i Pro, vuoi per la qualità del suo rilascio di palla e per la bellezza di alcune sue visioni sul campo da basket, la capacità di pescare il tiratore libero – Nick Young il bersaglio prediletto…non solo dei passaggi – con tempi notevoli. Qualunque tifoso dei Lakers negli ultimi due anni ha pensato, almeno per un momento “questo è un fenomeno”, sottoscritto incluso.

Ma, perché ovviamente c’è un ma, tutto questo premesso, c’è anche l’altra faccia della Luna e questo molti ma fortunatamente non tutti, lo stanno dimenticando. A riprova dell’antica legge non scritta che l’importante è lamentarsi, chi parte o è assente ha sempre ragione, conosci la strada che lasci ma non quella che imbocchi. E chi c’è e rimane è lo stronzo di turno. Il morto era una brava persona, anche se fino al giorno prima facevi fatica a salutarlo, e cosi vanno le cose anche nel mondo dello sport. DaR1 rappresenta tutto questo e molto altro, nell’immaginario distorto dei suoi ex tifosi e future vedove, pronte a piangerlo aldilà di ogni ragionevole dubbio che avesse suscitato il ragazzo, dal giorno della sua scelta nel Giugno del 2015.

E di dubbi più che ragionevoli, Russell ne ha sollevati eccome, a dirla tutta.

Della sua (non) difesa hanno parlato fino in Mozambico e Nuova Guinea, non è un mistero che il suo gioco si sviluppasse in una sola metà campo e che l’altra fosse solo un’occasione per riprendere fiato, nella visione del nativo di Lousiville.

Non si è mai fatto mistero delle troppe turnovers – talvolta Walton e Scott, in precedenza, hanno dovuto farlo sedere nel finale di gara per gestire al meglio i possessi chiave -, né dei ricorrenti dolori alle ginocchia, che di tanto in tanto costringevano Dlo a fermarsi. Il che per un 30enne sarebbe perfettamente normale, ma per un ragazzo nato nel febbraio del ’96 qualche timore dovrebbe pure incuterlo.

La scarsa leadership e professionalità non sono un mistero, è stato lo stesso Russell in tempi recenti a fare mea culpa e ad ammettere l’estrema superficialità del suo approccio al mondo dei Pro. La contenuta simpatia che suscitava nei compagni non è mai stata un mistero e la sua popolarità all’interno dello spogliatoio  – a dire il vero, degli spogliatoi NBA, il passaparola in proposito è stato a senso unico, nell’ultimo anno – è stata sospesa per eccesso di ribasso dopo il fattaccio di un anno fa, quando più o meno volontariamente pubblicizzò nei 5 continenti la vita privata peccaminosa del compagno di stanza Nick Young, spesato poco più tardi dalla famosa fidanzata-rapper Iggy Azalea. Su quel piccolo grande incidente sono stati versati mari di inchiostro e spese miliardi di parole, personalmente non mi sono scandalizzato allora e non lo faccio adesso, ma è un dato di fatto che non tutti nella Lega morissero dalla voglia di condividere lo spogliatoio con il prodotto di Ohio State. Un limite che abbiamo accettato per anni con un certo Kobe Bryant, non propriamente votato “compagno ideale” dai giocatori NBA, ma spesso e volentieri indicato dagli avversari come il giocatore più immarcabile ed il professionista più ossessionato dal basket della sua generazione. Non l’identikit di D’Angelo, ad occhio e croce.

D'Angelo Russell #1 and Luke Walton, Washington Wizards at Los Angeles Lakers
D’Angelo Russell #1 and Luke Walton, Washington Wizards at Los Angeles Lakers (LA Times)

Ovviamente, in ogni somma algebrica che si rispetti, bisogna tenere conto dei plus e dei minus e va da sé che l’età, il talento e la seconda scelta assoluta spesa solamente due stagioni orsono, sono argomenti che un minimo di dubbio o rimpianto potrebbero generarlo.

Non perché sia tifoso dei Lakers e quindi interessato – nella logica campanilistica molto italiana e calciofila – a demonizzare chi se ne va e ad incensare chi arriva a corte, il mio intento è di indurre a riflettere qualcuno sulla debolezza di tali argomentazioni, se non suffragate da un intenso lavoro quotidiano, anche e soprattutto in off season.

L’età e il talento sono qualità inflazionatissime a questi livelli, bastassero quelle, Felipe Lopez sarebbe diventato il nuovo Jordan, come qualche tossicodipendente sosteneva una ventina d’anni fa. La seconda pick assoluta, unico dato oggettivo, rappresenta un dispiacere e un’occasione perduta, ma certamente non uno scandalo. Non è infatti un segreto che a scegliere Russell sia stato l’ex Gm Mitch Kupchack, giustamente cacciato a pedate sul deretano non più tardi di 4 mesi fa, dopo anni per non dire lustri di danni perpetrati alla causa gialloviola (nonostante la sua presenza, sono arrivati due titoli, certamente non grazie a lui).

Mitch Kupchak and Luke Walton
Mitch Kupchak and Luke Walton (NBA.com)

La storia NBA è piena zeppa di aneddoti su primissime scelte finite nel dimenticatoio, senza che i tifosi delle squadre ree di aver gettato al vento quella scelta, abbiano organizzato un suicidio di massa stile Waco.

E’ andata cosi, ce ne faremo una ragione. Magari Russell diventerà un ottimo giocatore o solamente un buon comprimario, senza necessariamente risultare il nuovo Milicic, Thabeet, Kwame Brown, Bennett, Olowokandi  (o Oden e Sam Bowie, per ragioni fisiche) che evidentemente non è. Non bisogna mica arrivare ai bust più clamorosi della Storia, per rilevare un errore di valutazione in sede di draft: basti pensare a Tim Thomas, Keith Van Horn o più recentemente Kidd-Gilchrist, Oladipo, Evan Turner. Tutti più che discreti interpreti della pallacanestro NBA, senza che per questo il loro trasferimento abbia causato nevrosi e spasmi dolorosi nei fans di Magic (oladipo) e Sixers, protagonisti più volte di questi episodi. Tutta gente chiamata con la seconda scelta assoluta, un po’ come il Derrick Williams disperso in fondo alla panchina dei Cavs nelle ultime Finals, un ragazzo che prometteva tanto e non ha mantenuto quasi niente. Dar1 non è Derrick Williams, sia chiaro, ma il Kevin Durant scelto alle spalle del solo Oden nel 2008 era di un altro Pianeta fin dalla stagione da rookie. I fuoriclasse sono altri, non solo all’interno del paquet

Sarà una maledizione della n.2 – “speriamo di no”, firmato Brandon Ingram e, chissà, Lonzo Ball – o forse no, semplicemente doveva andare cosi. Russell fu scelto a sorpresa davanti ad Okafor – che non se la passa bene a sua volta, grazie agli dei del Basket -, ma il talento intravisto alle dipendenze di coach Matta giustificava ampiamente quel tipo di decisione. Oggi è sacrosanto che una nuova dirigenza, intenzionata a riportare ai vertici i Los Angeles Lakers – non i Charlotte Bobcats che scelsero e oggi come Hornets mantengono, Kidd-Gilchrist – , non guardi in faccia a nessuno e pur di porre rimedio ai danni compiuti dal managment precedente – la firma di Mozgov, appunto -, decida anche di sacrificare qualcosa per ottenere molto di più in seguito. Una vittima collaterale della Guerra, insomma, potrei chiudere azzardando questa metafora: un tributo da pagare per il raggiungimento di un obiettivo superiore, ben più importante.

Dedico un’ultima riflessione al partito talebano che piange Russell, in queste ore, senza alcuna polemica ma provando a ragionare e farlo farne ragionare i componenti armati di cintura esplosiva: se veramente il ragazzo fosse stato questo grande fenomeno, perché mai avremmo dovuto ridurci a fare affari coi Nets? Che per i meno attenti è un club che non sceglie da anni in posizione elevata e non vedeva l’ora di portarsi a casa un prospetto con un minimo di appeal, capace di regalare qualche emozione ad un pubblico depresso, illuso da Prokhorov e sedotto e abbandonato dai fantasmi di Garnett, Pierce e Joe Johnson, prima di piombare in un limbo dal quale spera di risorgere con il primo- o uno dei primi – innesto di talento fresco, dai tempi di Richard Jefferson e Kenyon Martin.

Come mai nessuno, e quando dico nessuno intendo nessuno, ha preso in considerazione l’opportunità di acquisire Dlo, ben sapendo che i Lakers lo stavano shoppando ed offrendo dalla Groenlandia al Cile? Un campione o futuro tale senza mercato è come un Re senza corona: semplicemente non è un Re, non è un Campione. Se 29  – o 28, anche se i Nets erano con l’acqua alla gola per i motivi già ilustrati – franchigie hanno fatto questo genere di valutazione, come confermato dagli insiders più autorevoli vicini ai Lakers

per quale ragione i tifosi, noi semplici tifosi, dovremmo pensarla diversamente?

Senza rancore e senza rimpianto, addio e buona fortuna a D’Angelo: gli auguriamo il meglio per il prosieguo della carriera, certi che il meglio, per noi, debba ancora venire.

 

Brignoli Marco

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18 thoughts on “Meteore di una notte di inizio estate: D’Angelo Russell

  1. Magic sulla cessione di Russell : “grande giocatore, probabilmente un all star ma avevamo bisogno di un leader che elevasse il livello degli altri giocatori e con cui i compagni volessero giocare”.
    Clarkson, nel frattempo toglie dai suoi profili social qualsiasi immagine riguardante i Lakers. Come dire valigia pronta??

    1. Dire che Magic e Pelinka stiano facendo terra bruciata ai ragazzi “difficili” del roster, è minimizzare. Randle e Clarkson messi all’angolo e pronti per la cessione (inseriti in 4500 trade non andate a buon fine, finora), Russell già spedito nel gulag Nets e sbertucciato da Magic senza mezzi termini, aldilà dei complimenti di rito alla Maurizio Mosca XD (Stimo moltissimo Trapattoni, ma……è un allenatore finito!!).
      Descrivere la tua scelta numero 2 di appena due anni fa come un non leader, uno che non migliora i compagni, ecc… è come attaccargli un’etichetta molto difficile da cui separarsi in futuro.

      La risposta di Russell conferma l’ignoranza del soggetto (“non mi interessa quello che dice Magic”, detto in maniera anche più colorita), uno che ancora non ha capito che la NBA è una Lega particolare, una sorta di club privato allargato in cui i soci fondatori e onorari (i migliori di ogni epoca) godono del massimo rispetto di tutti, se non la venerazione. Bird, Jordan, Magic, ma anche Russell, che alla veneranda età di 140 anni ancora viene invitato alle premiazioni e alle grandi kermesse come ospite d’onore.
      D’Angelo tutto questo non l’ha capito, come non aveva compreso il modo di comportarsi in una lega professionistica, mi sa che è un pò tardo il giovanotto. La risposta intelligente sarebbe stata “gli dimostrerò che sbaglia” oppure un classico “no comment”, ma diventare quello che ha mancato di rispetto a Magic Johnson non aiuterà Russell a giocare tranquillamente e a togliersi la pressione che finora lo ha molto frenato.

      Per questo e per i motivi da te sopra elencati – salariali -, questo scambio verrà salutato come una magata tra qualche anno, ne sono sempre più convinto.

  2. Secondo me. Il valore di Russell è quello della trade. Ossia di aver consentito di sbolognare Mozgov e prendere una scelta 27. Di più dubito che si potesse ricavare. Ammesso che ci siano state richieste da altre squadre, probabilmente non ne hanno fatto niente proprio perché la richiesta era prendere tutto il blocco o niente.
    Rileggendo le dichiarazioni di Magic di pochi mesi fa nelle quali dichiarava che uno degli obiettivo era di liberare spazio salariale per il 2018 c’è da dire che è stato coerente. L’unico dubbio, già espresso, da parte mia sono i tempi con cui la trade è avvenuta, ma probabilmente ha ragione Mammut quando dice nel forum che andava comunque fatta a prescindere dall’arrivo oggi o nel ’18 di PG. Su un giocatore di 21 anni come Russell credo che i dubbi su cosa potrà diventare rimangano è però vero, che, sulla base ancora delle dichiarazioni di Magic, chi non ha l’orgoglio e lo spirito di sacrificio di indossare la canotta gialloviola si può anche tranquillamente sacrificare e Russell queste qualità non l’ha dimostrate.
    Quello che probabilmente ha disorientato tutti è che l’operazione è mirata più a predisporre le condizioni di cap per un rebuilding piuttosto che una costruzione del roster stesso per l’immediato.
    Ora la PG è arrivata. Chi costruisce il gioco c’è. George difficile dire se arriverà. Butler è ai TWolves. Credo che ci saranno altri scambi. Quest’anno saranno chiamati ad implementare il gioco di squadra sui due lati del campo. Difesa e circolazione di palla. Per quanto riguarda la prima sarà dura. Ci manca difesa in transizione, sugli esterni, e sotto il ferro. Davanti partito anche Young non abbiamo tiro da 3 e chi ti apre il campo. Vediamo se Magic e Pelinka riusciranno a raggiungere l’obiettivo di creare una “cultura e un sistema Lakers”. Finora sono stati piuttosto coerenti.

    Ps non riesco più a postare nel forum.

  3. Allora, partiamo dal presupposto che tratto nello stesso pezzo: bisogna scindere il fatto che Dlo sia stato scelto con una seconda assoluta e di che giocatore realmente si tratti. Sono il primo hater sul globo di Clarkson, ma oggettivamente, c’è cosi tanta differenza tra il rendimento di JC nei suoi primi 3 anni, rispetto ai primi due di Dlo? La mia risposta, obiettivamente, è no.
    Dimentichiamoci che uno sia stato scelto con la 2 e l’altro con la 42, sono due mezzi giocatori che hanno solo un paio di pregi: età e talento. Fine. Letture imbarazzanti, leadership sotto zero, capacità di migliorare i compagni pressoché nulla, esattamente come quella di incidere sulle w della squadra. Uno ha già rinnovato per 12 milioni l’anno, Russell tra due anni ne avrebbe chiamati 18 o 19 nel peggiore dei casi. L’altra bestia è Randle, uno che a fine anno chiederà tra i 18 e i 20 milioni, statene certi.
    Di questo tipo di giocatori, i Lakers non hanno bisogno.
    E se George non arrivasse adesso, ipotesi che a quanto ho capito non piacerebbe a nessuno di voi, vorrà dire che lo firmeremo a molti meno soldi tra un anno. A Febbraio offri solo le scartine ai Pacers, che ormai lo perderebbero a zero dopo pochi mesi. Quindi, o adesso accettano Clarkson, Randle e le scelte alte o se ne vanno a fare in culo.
    Come dice Bsr, la scelta n.2 non si tocca e nemmeno Ingram. Oggi, la grande notizia è l’essersi liberati di un pacco come Mozgov, grazie a quei soldi potrai firmare George e un altro top free agent nell’estate 2018. Questo conta.
    A Paolo dico che il rischio di ripetere un’annata da 25 w esiste, ma solo se oltre a Ball (ipotizzo) e Ingram non arriva nessuno e rimangono i vari danni già citati. Con una squadra cosi, al massimo arrivi a 30 w con Lopez. Forse.
    Ma dovesse arrivare George, non sono affatto d’accordo e sono sorpreso, perché praticamente condivido sempre le opinioni di Paolo.
    Ball, Ingram con un anno in più, PAUL GEORGE, Deng, Brook Lopez è un quintetto da 40 w nel sonno, se la salute assiste. L’ovest è calato rispetto a qualche anno fa e ce ne siamo accorti in questa stagione e PG è abituato a fare 40-45 w nei Pacers, in una squadra che dire pietosa è usare un eufemismo. Per come è allenata e per i compagni, dove Turner e poco altro escluso, non se ne salva mezzo.
    In panchina avremmo come minimo i Brewer, i Nance, i Nwaba e i Zubac già visti produttivi nella seconda parte di stagione, magari anche Ennis. Rimarrebbe anche un po’ di spazio di manovra, quindi ribadisco, calma e sangue freddo. Se arriva PG, i playoff sono tutt’altro che un’utopia e se non arriva, cambia poco rispetto alle ultime stagioni e se cambia sarà in meglio.
    La verità è che i Russell, i Randle e i Clarkson sono il prodotto di un managment fallimentare, quello composto dal duo cerebro, e nella loro pur breve carriera hanno conosciuto soltanto sconfitte, scarsa etica lavorativa, festini ad L.A. e scazzi sui social. Con Nick Young che ha lasciato, ci mettiamo alle spalle quel gruppo di giocatori che in 3 anni non ha mai fatto crescere la squadra di un centimetro, vivendo di tanking e di statistiche messe li a caso, senza un miglioramento che fosse uno.

    Scusate la lunghezza, volevo essere chiaro.

    1. Jay se PG arriva ok, ma se PG va a Boston e rifirma con loro?

      Come ho detto il target era privarsi di un asset tipo Russell facendo il dump di un contratto per poter portare a casa PG + un altro top nella FA del 2018. Se alla fine Magic ci riesce bene bravo lui (e sopratutto contenti tutti perchè vorremmo ricominciare a vedere un po’ di pallacanestro quando giocano i lakers), ma se perde PG ha fatto una cavolata. Trovavi un altro modo per dumpare Mozzie e cercavi di ricavare di più da Russell per non farti sfuggire PG. A me frega poco che Russell valga la 27 o la 7, finchè è roba che finisce ad Indiana sono a posto.

      Questa trade non può che essere valutata in ottica complessiva, quello che mi ha lasciato molto perplesso e incazzato è il fatto che abbiano chiuso con questa fretta. Trovavi l’accordo con i Nets e li mettivi in stand-by fino al darft, intanto parlavi con Indiana e gli dicevi prendi questo pacchetto. Poi formalizzavi la trade a 3. Magari adesso stanno cercando chi dia un’altra scelta per clarkson o Randle per migliorare il pacchetto di scelte per i pacers, bene ma perchè non ci hai pensato prima?

      Ultimo appunto: dopo la trade esce il rumor che siamo andati dai Kings a chiedere la 5 e la 10 per poter poi dare la 10 ad Indiana. Anche qui mi viene da pensare che, se fosse vero, non sai neanche ancora se vuoi Ball e soprattutto anche questa situazione la devi verificare prima di muovere Russell.

      A me sembra che la gestione della situazione sia abbastanza discutibile, ma se stanotte portano a casa George poco male, l’obiettivo è stato raggiunto.

      1. Diciamo che capisco il tuo punto di vista, ma io ragiono in maniera più pragmatica: Russell poteva essere un playmaker credibile per il nostro futuro nel medio-breve (cioè puntando a tornare ai playoff almeno) periodo? No, è la mia risposta. Tu giustamente obietti che potevamo ottenere di più, ma se Ramona Shelbourne ci racconta che non c’era uno straccio di acquirente per lui, soprattutto per quanto riguarda le scelte, dobbiamo prenderne atto.
        Avremmo tratto qualche beneficio nel trattenerlo ai Lakers, sapendo perfettamente che non ci sarebbe stato utile a livello di Starting five? Imho no, buono aver trovato il modo per renderlo utile e liberarci del contrattone di Mozgov.
        Vuoi la verità? Magari sono pessimista, ma stanotte George non lo portiamo a casa. Non so se possa accadere a luglio, in un secondo momento, ma ormai tutti pensano al draft e a meno che non l’abbiano già fatta e non lo sappiamo, adesso non la chiudono più.
        Pazienza, per il discorso Ball, dovessimo non essere convinti vorrà dire che sceglieremo un altro (Tatum a questo punto, visti i dubbi su Jackson) e la pg la troveremo sul mercato. C’è Beverley shoppato, io uno come lui ai 10 mln di stipendio lo prenderei all’istante (per Clarkson e scelta? Altro?), vale tre D’angelo Russell per come interpreto oggi il ruolo di Point Guard.

        Russell non batte l’uomo in velocità, non lo batte in post basso, non “va dentro con la moto”, perde valanghe di palloni, non difende nemmeno contro un paralitico, è vittima dei social e della vita losangelina, ha una scarsa etica del lavoro e un pessimo rapporto coi compagni. Insomma, basta tutto questo a giustificare il voler puntare su di lui per le mani sartoriali, la capacità di mettere punti a tabellone ed alcune pregevoli visioni in fase offensiva?
        Mah, non so, a questo punto dico di no, leggo in rete di gente che pensa che Russell ci farà pentire di averlo ceduto per quello che farà ai nets…..e mi domando che film abbiano visto e se negli ultimi due anni abbiano visto giocare un altro Russell, che probabilmente non conosco. Se mi sbaglio, chi mi conosce lo sa (cit :D ), mi cospargerò il capo di cenere, ma in questo caso, come per Randle e Clarkson, sono assolutamente tranquillo che non accadrà.
        Abbiamo scelto male, non c’è niente di cui vergognarsi, se riusciamo a ricavare scelte e spazio salariale da costoro, per me va già di lusso….ma capisco che sia un’opinione rischiosa oggi, seppure supportata dagli orrendi risultati ottenuti con questo gruppo.

  4. D’accordo con Paolo e Alessio.

    A me la discussione su Russell interessa fino ad un certo punto, il problema è: abbiamo ottenuto la contropartita opportuna nella nostra situazione? Se quella 27 basta per prendere PG senza muovere Ingram e la 2, si; altrimenti è stata una mossa prematura che non ci è servita a molto. Magari lo stesso Russell a Febbraio sarebbe bastato per prendere PG, non avevamo fretta di fare una mossa del genere e adesso se non facciamo nulla abbiamo 3 first rounders, di cui 27 e 28 che nel nostro contesto non sono di grande utilità..

  5. La mia impressione è che sia una trade fatta in tempi sbagliati. Il vantaggio immediato è di esserti liberato del contratto di Mozgov appiccicandoci uno come Russell (non sono un suo ammiratore) che a 21 anni è presto per dire che giocatore realmente sarà. Hanno preso Lopez che è un upgrade offensivo rispetto a Mozgov e un dowgrade difensivo e l’anno prossimo scade. È una trade che se non inquadrata all’interno di un piano (spero vivamente ci sia) che prevede il liberare cap per acquisire PG oggi e altri discerti role player, successivamente almeno un’altro big in FA appare poco sensata come tempi. Se non riescono a prendere PG entro fine mese e rimarranno così (spero vivamente di no) saranno una squadra disfunzionale e anche con l’arrivo di PG se non vengono fatte altre trade per coprire ruoli in cui siamo carenti si rischia di fare una stagione simile alla precedente. Anche scegliendo bene al draft dove, partito Russell, dovranno per forza prendere una pg altrimenti non si capisce chi possa creare gioco, si troveranno comunque un giocatore che non impatterà subito. Mi sembrerebbe strano che a questo punto non venissero mossi altri asset importanti come Ingram perché ad oggi una lineup con xxxx, Ingram, George(?) Randle (Nance) e Lopez e un backcourt come Clarkson (Ennis), Nwaba, Deng, Black (Robinson), Zubac secondo me non vai oltre le 20/25 w. Boh…spero fortemente di sbagliarmi.

  6. Per come l’ho visto in questi due anni sono contento che Russel se ne sia andato, malgrado per me, a sprazzi, di talento ne ha fatto vedere. Troppi limiti mentali e di conseguenza di impegno e di difesa. Adesso gli toccherà sgobbare (anche perché faticare con Walton penso sia difficile), perché se no rischia di diventare l’ennesima meteora dell’NBA e tra due anni essere “bruciato”. Mi spiace più per Mozgov nel senso che avrei preferito 100 volte fosse partito Deng. Per me Mozgov non è un fulmine ma nemmeno un incapace, e tantissime responsabilità pesano su quell’asino di allenatore che vuole giocare senza pivot. Con l’innalzamento folle degli ingaggi poi, alla fine, il suo contratto era troppo alto ma non vergognoso se consideriamo i 23 milioni di Barnes a Dallas o i 17 di Jackson a Detroit o tanti altri che sentiamo ogni giorno. Mentre il contratto di Deng, considerando l’età, è vergognoso davvero. A me Brook Lopez piace, anche se una saracinesca in difesa non è, ma è comunque un giocatore importante e che può far canestro a chiunque. Tornando al draft, se dobbiamo prendere atto che il 4 stile Griffin non esiste più (ma per me esiste ancora, eccome) a noi serve Tatum che è l’assoluta versione del 4 moderno, con tiro dalla media, movimenti e abbastanza visione di gioco, con un fisico potente se consideriamo che arriva adesso in NBA, non so però come sia difensivamente. Se dovesse arrivare George (e sono sicuro che da Indiana se ne va questa estate e se non va a Cleveland viene da noi), -non insultatemi perchè è una mia personalissima impressione e non voglio convincere nessuno- cercherei di dare immediatamente Ingram e Deng a Phoenix per Tatum e qualcos’altro che, se anche costa per un anno, abbia comunque un contratto breve. Un altro che si dovrebbe scambiare assolutamente è Randle. Ci resta un buco nel ruolo di guardia che colmerei immediatamente la prossima stagione con l’arrivo di Thompson (che inizierei a contattare già da adesso) perché è palese che da San Francisco se ne va, perché non possono offrirgli uno stipendio consono al suo valore. Dipende però molto se Paul va a San Antonio o no: se resta ai Clippers per me Thompson il prossimo anno è già di San Antonio. La scelta di Paul secondo me deciderà parecchie destinazioni di gente importante sia quest’anno che il prossimo. Comunque se nel 2018 avessimo Ball, Thompson, George, Tatum e Lopez, a me la squadra piacerebbe davvero.

    1. Totalmente d’accordo, eccetto Lopez. L’ideale, col super quintetto che proponi sarebbe il gemello, Robin. Molto meno dotato offensivamente, ma signor difensore su P&r, intimidatore discreto e bravo nel portare gli aiuti. Con gente come Klay, Pg e Tatum e Ball ad innescare tutti, non perderei un minuto di quella squadra.
      Russell non lo rimpiangerò e nemmeno Mozgov, ma sostanzialmente concordo che Mozzy sia finito nel peggior contesto possibile per un centro come lui.
      Ingram, come immaginerai, non lo cederei mai o quasi, ma proprio ieri sera dicevo ad un amico che l’unico per cui farei l’azzardo, sarebbe proprio Tatum. La versione più fisicata, pronta e offensivamente sviluppata da Ingram.
      A tal proposito, interessante il tweet di Jay Williams di oggi

      https://twitter.com/RealJayWilliams/status/877653507003736064

      Uno che se ne intende parecchio, e se dice “best iso player in the draft hands down” c’è da credergli.
      Io ne parlo da Febbraio in maniera entusiastica, sto rompendo i coglioni a tutti su Tatum. Per conto mio è il crack di questo draft e lo ripeto da settimane, non cambio idea oggi. Chi lo prende, si trova una bomba atomica in casa e non sono sicuro se ne renda conto.

  7. Come già scritto su Twitter il secondo anno che doveva lanciarlo nella ionosfera grazie al sistema di walton ha giocato quasi peggio del primo. Ci ho sperato ma mai creduto. ADDIO

  8. Considerazioni sparse.La fiducia in D’Angelo non c’era, almeno a livello di FO. Per la sua scarsa vis pugnandi, per il suo essere poco leader, per il suo “impegno” in allenamento (forse anche perché scelto dal precedente FO). Giocatore capace di grandi lampi, ma mai capace di rapirmi in maniera definitiva. Buona fortuna ai Nets, ci si lascia da parte mia senza troppi rimpianti. Che mi aspettassi di ottenere una scelta più alta è ovvio, sono piuttosto deluso dalla contropartita. Aver sbolognato la tassa russa non è poco,mossa utile per il cap. Ma la perplessità nasce dal fatto che in questo momento,al di là di chiacchiere e rumors, non abbiamo ancoraxPG13 in mano. Spero la situazione si evolva a breve. Perché se per caso non si muove niente questa estate non so quanto saremo appetibili nel 2018.

    1. I bene informati sostengono che oggi o tra un anno Pg13 sarà un Laker. E se uno con mani in pasta con All stars e nazionali ha già deciso di venire, ci metterà poco a mettersi d’accordo con un altro paio di stronzi suoi simili.
      La verità è che la NBA di oggidì va cosi e si gioca con queste regole.
      Puoi aspettare la maturazione dei Curry, dei Klay e dei Green, ma non quella dei Russell e Randle, che al 99% mai avverrà.
      Interessante la tua lettura sul Russell fatto fuori in quanto figlio della precedente gestione, ci sta assolutamente. Anche Ingram lo è ma se verrà tenuto, significa che l’intenzione è di azzerare solo dubbi, danni e perplessità.
      Il ragazzo ha numeri notevoli ma ne ho visti di più forti perdersi nel nulla….scrivendo questo pezzo mi sono riguardato gli ultimi venti draft, invito tutti a farlo, soprattutto nelle prime 5-10 posizioni. Leggi dei nomi che non possono lasciarti indifferente.

      Vediamo che succede stanotte..

        1. A confermare la tua (e mia) impressione, c’è un Brook Lopez impressionatissimo da Ingram già al primo giorno di Lakers. Brook è un ragazzo che ne capisce ;) :D

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