Pick #2: Lonzo Ball, the New Era is coming…

Posted on
Con la pick #2 i Lakers hanno ufficialmente scelto Lonzo Ball. Vediamo una breve presentazione del giocatore.
David Silver and Lonzo Ball
David Silver and Lonzo Ball (Lakers.com)
Gli anni di High School e College
Lonzo frequenta la scuola di Chino Hills, liceo che certo non brilla per tradizione cestistica, anzi… L’impatto con coach Steve Baik è positivo: da rookie prende da subito in mano la squadra e già nell’anno da sophomore si concretizza il suo futuro passaggio a UCLA. Le difese iniziano a prendere le contromisure a questo ragazzone e provano a forzarlo verso sinistra; Ball intensifica gli allenamenti per penetrare al meglio e concludere proprio da quel lato. Il 2015 sembra l’annata buona per provare l’assalto al titolo nazionale. Ball porta i suoi fino alla finale, ma con 30 punti e 10 rimbalzi sul tabellino, a poco dal termine dei regolamentari, commette il quinto fallo; dopo due OT San Ramon Valley la spunta.
La stagione 2015-2016 è invece quella davvero perfetta per vincere il campionato statale Open Division I: gli Huskies battono De La Salle dopo essere stati sotto 30-28 all’intervallo: nel secondo tempo dilagano e infliggono un parziale mortifero di 42-20 agli avversari. Ball , trascinatore per tutto l’anno, difende molto bene sugli esterni avversari, soprattutto nella seconda metà di gara. In attacco non brilla particolarmente (15 punti ma molti nel finale a risultato già acquisito, 10 rimbalzi e 5 assist), mentre vanno meglio i fratelli LiAngelo (18 punti) e LaMelo (14 marcature e 5 assist). La squadra vince un titolo storico,sancito dal record di 35-0. Le cifre del suo anno da senior parlano di 23,9 PPG, 11,3 RPG e soprattutto 11,5 APG e 5,1 rubate a partita. C’è una partita che più di tutte spiega il giocatore Ball: nel prestigiosissimo Mcdonald’s All-American a Chicago smazza 13 assist, senza prendersi praticamente un tiro.
Da Chino Hills a Westwood ci sono quasi mille chilometri, ma l’arrivo di Ball porta decisamente nuovi stimoli ed entusiasmo nel team allenato da Steve Alford, reduce da una stagione estremamente negativa (15-17, decima posizione nella Pac-12). Il battage mediatico che circonda i Bruins sin dalle prime esibizioni è decisamente impressionante: in tantissimi vogliono vedere UCLA con Ball al comando delle operazioni. Le prime 13 partite contro avversari non della Conference finiscono con un record di 13-0, moltissime larghe vittorie e la certezza che Ball è stata una gran presa per coach Alford: i suoi assisti immaginifici fanno girare la testa a pubblico, compagni e avversari. Contro UC-Riverside Lonzo firma il suo season-high di assist, 13. Alla Rupp Arena UCLA impone lo stop casalingo ai ragazzi di Calipari dopo ben 42 vittorie interne consecutive. La coppia Fox-Monk ne mette 44 (triste presagio di quanto accadrà pochi mesi dopo), Ball solo 14, ma una sua tripla da il là al parziale di 23-6 che sancisce la vittoria. Alla prima partita della Regular Season della Pac-12, contro una squadra più fisica e ben organizzata, sono subito dolori. Ball soffre la pressione di Brooks e dei Ducks che lo raddoppiano: chiude con 14 punti, solo 6 assist e due palle perse. Nelle 6 partite successive (6-0) Ball impressiona per assist e punti segnati, risultando per ben tre volte il milgior scorer dei suoi. In trasferta contro Utah e -più tardi- contro Washington State, brilla con 5 steals. Contro Arizona mette a referto 24 punti, il suo career high dell’annata; la partita si chiude però con una sconfitta al Pauley, visto che i Wildcats si impongono grazie a Trier (rientrato dopo una sopsensione per sostanze probite), Markkanen e Simmons. 7 palle perse segnano la sua partita nella successiva sconfitta contro gli USC Trojans. Nella “rivincita”contro i Ducks mette una tripla di un certo rilievo che chiude la gara (15+11 rimbalzi, tutti difensivi) : dopo diverse vittorie, nel finale di stagione, la squadra chiuderà con il record di 15-3. Al torneo della Pac-12 l’avventura finisce in semifinale; 86-75 Wildcats, con Ball e Bryce Alford completamente fuori giri dall’arco (2-16 e 13 punti in totale combinati). All’NCAA Tournament le cose non vanno certo per il meglio, visto che – dopo le due vittorie facili dei primi turni alle Sweet Sixteen- Kentucky tira fuori una impressionante prova di forza; il backcourt Fox-Monk segna 60 punti totali (39+21) e Ball viene annichilito sul piano difensivo e su quello offensivo (10 punti totali, 1-6 dal perimetro).
La stagione si chiuderà con 14,6 PPG (terzo in squadra), 6 RPG (ancora terzo del team) e 7,6 APG (non solo leader di UCLA, ma capofila della NCAA della scorsa stagione, con 274 totali) E’ il secondo rookie della storia a dominare la Division I alla categoria assist ; il primo fu il Longhorn T.J. Ford nel 2001-2002 (273 totali, 8,27 APG). Giocherà in totale 36 match con i Bruins, in cui metterà a referto 9 doppie doppie. Il suo Usage Rating è del 18,2%, non elevatissimo o comunque non paragonabile a quello di altri esterni che saranno protagonisti del draft (es. Fultz ha il 31,4%, Fox del 27,6%). E’ il primo giocatore dal 2011-2012 a mettere a referto almeno 500 punti e 200 rimbalzi, pur con una USG% inferiore al 20%.
L’Attacco
Il giocatore ha dimostrato di saper attaccare con molta efficacia il ferro (78,9% di conclusioni vincenti fra inchiodate al ferro e layups, 111/139) – grazie anche ad un’ottima capacità di tagliare forte verso il canestro in fase di non posesso palla – e di sapere tirare da 3 anche da distanza NBA.

La stragrande maggioranza delle sue triple deriva da attacco sul lato destro (31/72), mentre dal perimetro praticamente ignora il corner three sinistro. Dal midrange – forse anche per un gap di tonnellagio rispetto agli avversari – tira pochissimo (solo 22 tentativi totali, in stagione; 11 i canestri messi a segno). Nonostante la meccanica di tiro assolutamente rivedibile, la sua FG% è di .551 (.412 dal perimetro). La sue eFG% è di .668, mentre la TS% risulta pari a .673 . Converte il 67,3% dei tiri liberi che gli vengono assegnati: da questo punto di vista, deve decisamente fare un salto di qualità.

Veloce ma non esplosivo, al college è stato letale in transizione, quando poteva concludere direttamente (sia da 3 che con un comodo appoggio) o servire i ben posizionati compagni. Si trova decisamente a suo agio in situazioni di catch’n shoot (50/124 triple) e, anche in uscita dal dribbling, a livello collegiale ha fatto vedere discrete cose: preferisce colpire con stepback e floater e, quando forzato dalle difese ad andare sul lato sinistro, colpisce con regolarità (46,5% delle conclusioni). Il rilascio è poco armonioso – eufemismo, visto anche il basso angolo di partenza- ma funziona.

UCLA guard Lonzo Ball, center, shoots as Oregon forward Dillon Brooks, left, and guard Dylan Ennis defend during the second half of an NCAA college basketball game, Thursday, Feb. 9, 2017, in Los Angeles. UCLA won 82-79. (AP Photo/Mark J. Terrill)
Difesa
Difensivamente deve crescere molto al piano di sopra. Indipendentemente dalla partita contro Kentucky in cui è stato fatto a pezzi da Fox, tende diverse volte a svagarsi e a giocare privo di effort nella sua metà campo. I buoni dati su intercetti (1,8 a partita, migliore del suo team; nelle partite in cui ne ha messe a segno almeno 3 UCLA ha avuto un record di 11-0) e stoppate (0,8 a match), dovuti anche alla sua wingspan (208 cm) non bastano a far passare in secondo piano le sue difficoltà nel contenere l’avversario diretto. Si fida molto dell’anticipo e non è sempre reattivo nel seguire l’attaccante. Ha sofferto spesso nel pick’n’roll delle altre squadre: non sempre ha letto bene il blocco avversario, anzi ha avuto diverse volte difficoltà ad aggirarlo, permettendo l’inserimento e il canestro delle guardie rivali. Fisicamente (198 cm per 86 kg) ha difficoltà a contenere le penetrazioni e non segue sempre i taglianti consentendo agli avversari facili avvicinamenti al ferro.
Assist
Qui il Pac-12 Freshmen of The Year dà il meglio di sè. Innanzitutto partiamo con un dato: nelle partite in cui ha fatto registrare almeno 9 assist i blue & gold hanno fatto registrare un record di 10-0. Lonzo ha grandi istinti offensivi e ha potuto esaltare le sue qualità in una edizione dei Bruins con giocatori bravi nel farsi trovare al posto giusto al momento giusto; non dotati di eccezionali mezzi atletici, Alford (spostato a guardia dopo il fallimentare esperimento dell’anno scorso anno da playmaker), Leaf & co. hanno preferito far correre la palla e aspettare che il #2 puntuale gli facesse pervenire l’assist. Bravo a dettare tempi e ritmi e nello scegliere il momento per la conclusione personale (ma, come ricordato, è prevalentemente giocatore non egoista e pensa in primis alla soluzione migliore per la squadra), ha impressionato non solo per la sua naturalezza nel  fare il floor general da freshman, ma soprattutto per diverse giocate a rompere gli schemi che hanno spesso colto di sorpresa le difese avversarie; i compagni, buoni tiratori dal perimetro, hanno sfruttato spesso i frequenti raddoppi cui Ball è stato sottoposto e UCLA è risultata la squadra con la migliore eFG% di tutta la NCAA (.598) ; Alford è andato a segno 39 volte su assist del #2 e i Bruins hanno tirato 24,3 volte a partita dall’arco, dopo la “carestia” della stagione precedente). Quando, magari dopo aver catturato un rimbalzo difensivo (ottimo istinto), come portatore di palla non ha potuto finalizzare direttamente la transizione (30% dei suoi possessi scorsa stagione, 1,05 punti a possesso – molti da ragguardevole distanza) o scaricare un assist rapido, Ball ha sfruttato al meglio gli outlet pass per servire compagni e per costruire ragnatele di passaggi  a cercare il tiratore libero o meglio piazzato  (frequenti i suoi tagli sul lato debole per chiudere comodamente al ferro); non è assolutamente casuale il fatto che UCLA abbia chiuso la stagione come capofila di tutta la NCAA per assist.Tornando a Lonzo, la sua Assist/TO ratio è stata pari a 3.11 , mentre il suo PER è risultato di 25: entrambi i dati non hanno bisogno di ulteriori commenti. Ha giocato poco pick’n’roll – poco più del 10% dei suoi possessi totali-, anche per scelte tattiche che hanno privilegiato la circolazione di palla. Ha dimostrato però ottime capacità di leggere e reagire alle scelte difensive.
Conclusioni
Il giocatore parte da una ottima base, da tifoso Bruins l’ho seguito con piacere in questa annata di College Basketball appena trascorsa. Non sono completamente preso da lui, perché a volte l’ho visto carente a livello di killer instinct. E’ sicuramente cestista di rara finezza, raffinato QI e capace di attacccare con il giusto mix di cerebralità, virtuosismo e fantasia. Ma, considerando gli esterni che andrà ad affrontare, dovrà sicuramente tirare fuori il carattere e giocare più di sciabola e non sempre di fioretto.E’ prematuro, vista l’attuale evoluzione delle cose in casa lacustre, capire con chi giocherà a fianco. Deve sostituire D’Angelo Russell, impresa assolutamente possibile, e deve contribuire fattivamente a riportare in alto i Lakers. E qui sarà decisamente più dura.
P.S. se fino ad ora non avete letto nell’articolo le parole LaVar Ball non è per refuso o dimenticanza. Semplicemente lo scrivente reputa il signor Ball abilissimo nel far pubblicità ai propri figli. Ma non ritiene che i Lakers come squadra possano trarre il benchè minimo giovamento dall’estremamente ingombrante – quanto sovraesposta mediaticamente – figura paterna.
               Alessio Mannarelli

Rispondi

7 thoughts on “Pick #2: Lonzo Ball, the New Era is coming…

  1. A noi serviva uno che sapesse mettere in ritmo i tiratori e gestire la palla nei momenti delicati adesso lo abbiamo trovato, peccato che non ci siano più i tiratori

    1. Ah ah, in effetti è cosi, ma dimentichi due particolari:
      – abbiamo perso il tiro da fuori di Nick e Dlo, ma guadagnato Brook Lopez che tira dal perimetro come un piccolo.
      – il grandissimo playmaker, perchè di questo parliamo, mette in ritmo anche i mediocri e i semplici discreti tiratori. Ricordiamoci con Nash o Kidd quanta gente è sembrata buona, per poi sparire nel nulla una volta separato dal genio di Steve o Jason. Ingram improvvisamente diventerà molto più solido, i buoni tiratori dei cecchini. Detto questo, bisogna acquistare almeno due esterni con un pò di tiro.

Top