2017 Las Vegas Summer League: Los Angeles Lakers vs L.A. Clippers 93-96 OT

Posted on

Esordio nella Summer League di Las Vegas per i Los Angeles Lakers allenati da Jud Buechler, avversari di serata i rivali cittadini dei Clippers. Tutte le attenzioni sono rivolte a Lonzo Ball, la superstar della serata: all’annuncio del suo nome si scatena l’inferno, ma rimarrà l’unico momento di gloria per il figlio di Lavar, che a fine partita sorriderà teatrale alle telecamere che lo inquadrano insistentemente dopo il flop abbastanza prevedibile di Lonzo. Il #2, come spiegherà coach Buechler a fine incontro, non disputava un match di pallacanestro serio dal mese di marzo e 3 mesi di assenza dall’agonismo si sono fatti sentire. In ogni caso, nè Lavar e neppure Lonzo si sono nascosti, parlando di partita deludente senza mezzi termini. Ci sarà tempo per rifarsi e saranno altri i banchi di prova importanti per il più chiacchierato rookie Laker dai tempi di Kobe Bryant.

The sneakers of Lonzo Ball #2, Los Angeles Lakers vs LA Clippers (Photo by Garrett Ellwood/NBAE via Getty Images)

I Lakers hanno comandato il derby angeleno per tre quarti, vedendosi superare proprio nell’ultima frazione dai Clippers, trascinati da uno scatenato Brice Johnson (cui non sarà andata troppo a genio la conferma un pò a sorpresa di Blake Griffin) e l’eccellente esordiente Sindarius Thornwell, la rivelazione assoluta del torneo Ncaa 2017: per l’ex South Carolina 26 punti in 32 minuti, con 14 su 18 dalla lunetta e la curiosa statistica di 8 falli commessi (nella SL non è prevista l’uscita per raggiunto limite di falli), mentre il secondo anno da North Carolina ha chiuso con 26 punti e 7 rimbalzi, con un ottimo 10/15 dal campo.

I gialloviola, dal canto loro, erano partiti bene sull’asse Ball-Ingram – nei piani di Magic Johnson, la base dalla quale ripartire per costruire i Lakers del futuro, con Paul George e chissà, una quarta stella di fama planetaria -, che si erano presentati ai due capi di un alley-oop, facendo ben sperare i tanti tifosi dei Lakers presenti in Nevada. Da quel momento, eccezion fatta per una tripla scagliata nel primo tempo, Lonzo Ball si è eclissato, giocando troppo timidamente per le sue abitudini e risultando più dannoso che inutile, dal basso di un eloquente 2 su 15 dal campo (1 su 11 dall’arco) e almeno due triple fallite per il potenziale pareggio, sia nei regolamentari che nell’extra time.

Ai Lakers non è rimasto altro che aggrapparsi alla grande serata di Brandon Ingram, apparso un altro giocatore rispetto allo spaurito ragazzino visto da queste parti un anno fa. Prova totale per il prodotto di Duke, sempre più a suo agio come leader dello young core lacustre ed autore di 26 punti, 3 assist e 3 steals, 9 su 17 al tiro ed una serie di giocate da applausi:

Brandon Ingram #14, Los Angeles Lakers vs LA Clippers (Photo by Garrett Ellwood/NBAE via Getty Images)

reverse, no look, fade away e diversi colpi di classe che hanno fatto brillare gli occhi a chi, sottoscritto compreso, in Ingram non ha mai smesso di credere anche nei momenti meno esaltanti della sua stagione da rookie.

E’ stato proprio Ingram a riportare sotto i Lakers nel finale di quarto periodo, prima con il canestro del -2 e successivamente, a meno di 30 secondi dalla fine, con l’appoggio a tabellone dell’87 pari. La seconda azione difensiva asfissiante consecutiva dei gialloviola, ha costretto i Clippers ad un’altra infrazione di 24 secondi, con 4 secondi ancora da giocare nei tempi regolamentari. Ingram, che aveva appena favorito il recupero, si è incaricato del potenziale canestro della vittoria, ma il suo jumper non ha trovato il fondo della retina. La bad new per i Lakers,è stata tuttavia un’altra: Brandon ha accusato un crampo alla gamba proprio su quell’ultima azione ed il coaching staff, su indicazione del grande capo – e chi sennò? il 32 – dalla tribuna, ha messo a sedere Ingram nell’overtime, nonostante la volontà del ragazzo fosse di rimanere in campo.

Privi del #14, i Lakers sono entrati con due minuti d’anticipo sul previsto negli spogliatoi. Lonzo, come detto, ha trovato solamente il ferro sulla tripla del possibile 90 pari e dalla girandola di falli, tiri liberi ed inutili conclusioni ravvicinate di Wear (quando sarebbero serviti i tiri da tre, ma è summer league e il risultato passa in secondo piano), sono usciti vittoriosi i Velieri.

96-93 per i Clippers il finale, tra le fila gialloviola da segnalare i 13 punti e 5 rimbalzi dell’altro (sich) Bryant e la prestazione balistica di squadra raccapricciante, con un 38% dal campo e un 15% dalla lunga distanza che non necessitano di ulteriori commenti. Appuntamento a stanotte, per il secondo match della Summer League lacustre, che vedrà di fronte ai californiani gli storici avversari dei Boston Celtics, una delle franchigie che più ha lavorato e sta operando sul 111mercato.

Marco Brignoli aka Jaywill_22

Full Highlights

Boxscore Espn

Rispondi

Top